Acqua e suolo, cosa cambia con la legge?

AcquaGoverno del suolo e gestione dell’acqua: negli ultimi cinquant’anni il consumo di suolo in Italia è cresciuto a una media di otto metri quadrati al secondo

L’indagine dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha rilevato che dal 2,8% del 1956 si è passati al 6,9% del 2010, con un record negativo in Lombardia con oltre il 10% (dati: Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo, www.consumosuolo.org).

A fronte di un utilizzo sempre più massiccio del territorio, si verifica anche l’aumento dell’impermeabilizzazione che rende la gestione dell’acqua sempre più a rischio. Il disegno di legge sui suoli, appena approvato, ci fa capire che molto si può e deve ancora fare per un nuovo concetto di benessere che includa il rispetto dell’ambiente.

La qualità della vita, con accesso adeguato alle risorse nel rispetto dell’ambiente in cui si trascorre la propria esistenza, è un diritto-dovere di ciascun essere umano. Il punto vitale è come gestiamo le risorse a disposizione. I temi del suolo e dell’acqua sono molto sentiti in Italia, specialmente negli ultimi tempi. Pare che la coscienza ambientale si stia risvegliando ed esca dalla logica del “siamo contrari a tutto” per entrare nella mentalità dei cittadini.

Questo processo, veicolato fra l’altro da associazioni ambientaliste storiche come Legambiente, Wwf , Italia Nostra, Fai è un passaggio importante perché finalmente il comune cittadino considera la qualità della vita e il benessere un punto fermo irrinunciabile dell’esistenza e a tutta evidenza l’acqua lo è.

È stato presentato da parte del governo il Disegno di legge sui suoli, mentre alla Camera e Senato sono già state depositate numerose proposte di legge in merito. Ciò ha sviluppato un vivace dibattito, soprattutto perché nel decreto sblocca crediti della pubblica amministrazione (DL legge 8 aprile 2013, n. 35 e L. di conversione 6 giugno 2013, n. 64 art. 10 comma 4 ter) è stata inserita una norma che, modificando la Legge 244/2007 (Finanziaria 2008), estende anche al 2013 e al 2014 la possibilità per i comuni di utilizzare i proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni previste dal Dpr 380/2001 “Testo unico edilizia” per far fronte alle spese correnti.

Quindi una sorta di due pesi e due misure: da un lato si vuole salvaguardare il suolo, dall’altra si utilizza la proroga di una norma che praticamente annulla l’intendimento della proposta di legge e di fatto lo pospone nel tempo.

Cosa si può fare? Molto. La parte fondamentale la faranno i cittadini che non potranno più delegare tout-court la funzione della gestione del territorio alle istituzioni, ma dovranno accompagnare il percorso di redazione di norme nazionali e locali, di buone pratiche e di aumento della consapevolezza delle problematiche attraverso l’istituzione di discussioni costruttive con le realtà locali e nazionali. Visto che è appena iniziato il percorso della legge nazionale sul contenimento dell’uso del suolo possiamo cominciare proprio da lì.

 

Tratto da un articolo di Cristina Arduini, esperta ambientale e consigliere dell’Ufficio d’ambito (ATO) città di Milano per Voxdiritti.it

 

Acqua e suolo, cosa cambia con la legge? ultima modidfica: 2013-07-09T18:38:10+00:00 da AC