Avorio, Turris eburnea

Turris eburnea, cioè Torre d’avorio, è un’espressione usata per lodare la Madonna, ma oggi avorio significa solo bracconaggio e uccisione di elefanti

rosario avorio

In un grande parco protetto dello Zimbabwe qualche giorno fa più di ottanta elefanti sono stati avvelenati col cianuro dai bracconieri. Lo scopo è sempre quello: procurarsi le zanne d’ avorio, complici anche le condizioni di povertà delle popolazioni locali. Ma la prima responsabilità è di chi fa commercio della preziosa materia la cui  storia affonda nei secoli.

Turris eburnea, ovvero torre d’avorio, è un’espressione che si trova per la prima volta nel biblico Cantico di Salomone (7,4) e successivamente la si trova nelle litanie come definizione della Vergine Maria.

L’avorio, anche in epoca antica, era materia che attineva agli dei. Tra le sette meraviglie del mondo andate perdute è menzionata anche la gigantesca statua crisoelefantina (oro e avorio, appunto), opera di Fidia, che raffigurava Zeus a Olimpia. Ora il legame tra avorio e divinità  anche oggi è stato messo in evidenza qualche tempo fa da un’inchiesta del giornalista americano del National Geographic, Bryan Christy, che racconta come purtroppo lo zelo religioso sia una seria concausa dello sterminio degli elefanti e della corruzione legata al bracconaggio.

Croci copte, rosari cristiani e islamici, icone cattoliche, amuleti buddhisti (anche se per i buddisti e soprattutto per gli indù l’elefante è un animale sacro n.d.r.) e molto altro ancora: tutti vengono ricavati dall’asportazione cruenta delle zanne di questi mammiferi (ognuna può valere cinquemila euro), mentre i manufatti sono liberamente in vendita ovunque, anche nella Città del Vaticano, nelle chiese e nei santuari.

“Il mondo moderno ha fatto a meno dell’avorio nei suoi oggetti di uso comune, i manici delle spazzole, le palle da biliardo e i tasti del pianoforte non sono più realizzati con materiale ricavato dalle zanne degli elefanti – sottolinea il reporter – ma resta invece ampio il mercato religioso” che si alimenta anche di gravi illegalità, come dimostra la cronaca di questi giorni.

Legale o illegale (in quest’ultimo caso oltre agli elefanti spesso si uccidono anche i rangers che li proteggono e nel caso dell’avvelenamento dell’acqua come in Zimbabwe, degli animali che si abbeverano e dei predatori che li divorano) l’utilizzo a scopo religioso di una risorsa naturale a scapito dell’ambiente e degli animali, è di per se stesso un  urtante controsenso.

Nel rispetto dello spirito di San Francesco, che questo pontefice così bene incarna nella sua omonimia, della sua umiltà e del suo amore per tutte le creature, sarebbe una bella iniziativa  da parte del Vaticano bandire l’uso degli oggetti sacri in avorio stabilendo così un precedente importante.

 

 

Avorio, Turris eburnea ultima modidfica: 2013-10-02T13:28:34+00:00 da Antonella Danioni Cicalo'