In Groenlandia, un paesaggio sconosciuto

groenlandiaSotto al ghiaccio la nuova tecnologia radar ha trovato un nuovo mondo sotterraneo congelato

Finora gli scienziati che studiavano la calotta glaciale della Groenlandia erano convinti della presenza di catene montuose sotto lo spesso strato di ghiacci.

Ora, attraverso l’utilizzo di tecnologie radar all’avanguardia, gli studiosi del Lamont Doherty Earth Observatory della Columbia University statunitense, hanno concluso che le formazioni sottomarine individuate sono composte di ghiaccio e non di roccia e sono state create dallo scioglimento e dal successivo ricongelamento dell’acqua nella parte inferiore dei blocchi di ghiaccio.

Picchi alti quanto grattacieli sono stati pubblicati sulla rivista Nature Geoscience. Le strutture, stando allo studio, misurano fino a un chilometro di spessore e coprono circa il 10% delle aree indagate del nord del Paese.

Gli scienziati finora non erano al corrente di tali  complesse formazioni sottomarine che potrebbero approfondire la comprensione di come le lastre di ghiaccio della Groenlandia e dell’Antartide rispondano al cambiamento climatico.

Risorse idriche: il Water Day

ippopotamo

“Anche i pesci bevono acqua”. È lo slogan con cui gli acquari di Genova, Livorno e Cattolica puntano a sensibilizzare i visitatori contro lo spreco di risorse idriche

Qualche giorno fa si è svolto il Water Day, giorno dedicato alla sensibilizzazione contro lo spreco di risorse idriche destinato in particolare ai visitatori dei giardini zoologici, circa 6 milioni di persone all’anno. Questo è l’intento della Uiza (Unione Italiana Giardini Zoologici e Acquari) che prevede attività didattiche, giochi, laboratori e approfondimenti a tema sul risparmio dell’acqua, il consumo sostenibile e il rispetto dell’ambiente, indicando le buone pratiche da seguire per evitare gli sprechi.

Testimonial è l‘Hippopotamus amphibius che si rivolge ai bambini, pubblico elettivo di zoo e acquari, con una lettera aperta: «Sono un ippopotamo e so che vi state dando da fare per non sprecare acqua. Forse non sono l’animale più bello ma sono sicuro che mi trovate simpatico e che starete a sentire quello che voglio dirvi come portavoce di tutti le specie animali che vivono sul Pianeta. In Africa, ad esempio, gli animali aspettano l’acqua per settimane e a volte mesi, addirittura qualche specie come lo gnu ritarda le nascite fino a quando le prime piogge non fanno crescere l’erba di cui si nutre. Voi avete rubinetti da dove sempre e comunque l’acqua sgorga e forse non vi rendete conto di quanto effettivamente sia preziosa. Viviamo tutti nello stesso Pianeta e se l’acqua per voi importante, per noi spesso il confine tra la vita e la morte».

Gli acquari di Genova, Livorno e  Cattolica punteranno focus su “Anche i pesci bevono acqua”, perché mantenere all’interno degli organismi la giusta quantità d’acqua è importante non solo per gli essere umani, ma anche per gli animali acquatici.

 

Imballaggio sostenibile: onda su onda

Consumare frutta e verdura conservate negli imballaggi in cartone ondulato è la scelta più virtuosa per diminuire gli sprechi d’acqua

cartone

Per produrre un imballaggio per ortofrutta in cartone ondulato si consumano in media 8 litri di acqua. Nulla, si pensa che 5 minuti di doccia consumano tra i 75-90 litri. Lo ha dimostrato l’Università di Bologna e del Politecnico di Milano, con uno studio promosso da Bestack, consorzio non profit di ricerca che riunisce a livello nazionale i produttori di imballaggi per ortofrutta in cartone ondulato, materiale naturale, rinnovabile e riciclabile.

Come spiegato dallo studio condotto dal Dipartimento di scienze e tecnologie agroalimentari dell’Alma Mater, il grado di conservabilità dei prodotti ortofrutticoli è superiore del 20% se contenuti in imballaggio sostenibile in cartone ondulato piuttosto che in altri tipi di packaging: il prodotto è quindi migliore e c’è più tempo per consumarlo, e di conseguenza ci sono meno possibilità che finisca nella spazzatura.

Se è vero che le scelte alimentari sono un fattore decisivo per la definizione della ‘water footprint’ (l’impronta di un vegetariano è circa la metà di quella di una persona con un’alimentazione a base di carne) un ruolo ce l’hanno anche i modi in cui frutta e verdura sono imballate e distribuite. Il cartone ondulato – dicono le ricerche – è uno dei materiali più ecologici per farlo grazie alle poche risorse necessarie per produrlo e alla sua efficienza nel ridurre gli sprechi idrici e alimentari.

 

 

Risorse idriche: nuove regole per l’acqua

risorse idricheServizi e investimenti: le novità del 2014 per le risorse idriche

Dal primo gennaio 2014 il nuovo anno porterà nuove regole tariffarie, bollette più trasparenti e investimenti mirati a ridurre le perdite e l’inquinamento ambientale nel delicato settore delle risorse idriche.

Secondo le stime dell’Authority, nei prossimi cinque anni serviranno 25 miliardi di euro di investimenti per ammodernare le infrastrutture e superare le carenze croniche nel settore (in Italia infatti sono state realizzate meno del 56% delle opere necessarie).

25 miliardi di euro sono una spesa che difficilmente si può pensare di sostenere con le sole tariffe; allo studio dell’Autorità ci sono dunque nuove opzioni finanziarie innovative come gli hydrobond, ovvero titoli obbligazionari vincolati al finanziamento di piani di investimento mirato, che potrebbero essere emessi da vari soggetti, come Cassa depositi e prestiti, Regioni, utility.

Allo studio anche il bonus sociale basato sull’indicatore Isee, che prevede agevolazioni tariffarie per le famiglie disagiate. Da gennaio inoltre è diventata operativa la direttiva sulla trasparenza delle bollette per renderle più chiare e dare maggiori informazioni sui diritti dei consumatori, con l’obbligo per i gestori di pubblicare online le Carte dei servizi.

 

Lavanderia cinese

inquinamento cinaIn Cina è allo studio un progetto per lavare le città innaffiandole dalla cima dei grattacieli

Presto a Pechino, e in altre megalopoli del gigante asiatico, in cima ai palazzi più alti potrebbero essere piazzati giganteschi annaffiatoi per irrorare le città come fossero giardini. Shaocai Yu, ricercatore dell’università cinese di Zhejiang e di quella statunitense del North Carolina, ritiene che spruzzare acqua dagli edifici potrebbe ridurre l’inquinamento atmosferico nelle metropoli della Cina.

In pratica Yu propone di simulare la pioggia in modo da ridurre gli inquinanti presenti in atmosfera e la foschia che causano, come accade anche nella nostra pianura padana, quando solo la pioggia serve a scongiurare il superamento della soglia di inquinamento. Inoltre, l’acqua usata dovrebbe essere raccolta e riutilizzata, per non aggravare la scarsità delle risorse idriche.

La geoingegneria contribuirebbe così a ridurre la concentrazione di polveri sottili mantenendola entro la soglia dei 35 microgrammi per metro cubo (nelle megalopoli cinesi negli ultimi 30 anni la crescita economica e industriale ha portato a un’ impennata dell’inquinamento causato da un mix di fonti quali l’energia a carbone, il traffico e i combustibili per il riscaldamento).

Il metodo è sicuro da un punto di vista ambientale, può essere implementato sul larga scala senza troppe difficoltà e a basso costo. Saranno contenti i cultori di giardinaggio che vedrebbero riprodotta su vasta scala un’operazione cui si dedicano da sempre, solo che questa volta a godere della salutare irrorazione sarebbe tutta la città.

(Immagine: il Nido, il celebre stadio realizzato per le Olimpiadi di Pechino)