Mobilità sostenibile targata Svizzera

cucu«Assumo solo chi condivide la mobilità aziendale e finora non ho dovuto licenziare nessuno»

Lo ha dichiarato Enzo Maggi, titolare della Faraone Sa, fabbrica di orologi di Stabio, nel Canton Ticino, che occupa 370 dipendenti che ha vivamente pregato di evitare di arrivare in fabbrica ognuno con la propria auto.

L’azienda infatti dispone di due pullman da 54 posti che raccolgono i lavoratori del Varesotto e li portano in azienda. Un servizio da 100 mila franchi all’anno che giustifica la pressante richiesta di usufruirne. Chi proprio non volesse o potesse salire sui mezzi aziendali è tenuto a organizzarsi con non meno di tre o quattro colleghi per condividere l’auto (carpooling).

L’iniziativa di mobilità sostenibile dell’imprenditore ticinese nasce dalla necessità di ridurre il traffico delle strade a cavallo del confine che nelle ore di punta sono intasate dalle auto di frontalieri, spesso con una sola persona a bordo. In realtà, per contribuire a sgombrare le strade dal traffico, ci sarebbe anche un efficientissimo servizio di treni pendolari, la cui pecca però è la carenza di posteggi in corrispondenza delle stazioni.

Per gli ambientalisti locali le autorità svizzere e italiane dovrebbero incentivare fortemente le aziende del Canton Ticino a introdurre i trasporti collettivi anche utilizzando una leva fiscale.

 

Vento Bici Tour 2014

Vento Bici Tour

VENTO bici Tour, ovvero il progetto di una dorsale cicloturistica tra VENezia e TOrino

Dopo un’anteprima a Moncalieri il 6 giugno 2014, prende il via il 7 da Torino il tour ciclistico che arriverà a Venezia il 15 giugno. VENTO bici Tour è alla sua seconda edizione, quest’anno patrocinata da ben tre ministeri (Cultura e Turismo, Ambiente, Agricoltura).

Anche questa volta il Politecnico di Milano, in sella alle proprie biciclette, percorrerà il tracciato di dorsale cicloturistica progettato in 9 tappe e oltre 16 eventi spiegando perché il nostro Paese deve investire in infrastrutture leggere, sicure e in iniziative per la bicicletta come questa.

Cultura, lavoro, equità, paesaggio, agricoltura, natura, territori interni, il grande fiume, nuove economie, sono tutti temi che con la bicicletta e il cicloturismo possono conoscere una rinascita e dare risposta alle attese di sviluppo, diverso e sostenibile, che tutti noi cittadini cerchiamo.

L’idea di cicloturismo è per tutte le età, tutte le abilità, tutte le tasche e iniziative come questa contribuiscono a quella cultura diffusa del territorio di cui si sente tanto il bisogno.

 

 

 

Mobilità sostenibile: il Giro d’Italia

cicloturismo-mobilità-sostenibilePer migliorare la mobilità sostenibile il nostro Paese avrà una rete nazionale per le due ruote lunga almeno 20mila km

Niente interruzioni, attraversamento di tutti i capoluoghi di regione e i luoghi di importanza turistica, recupero della viabilità minore esistente e accesso delle bici a stazioni, porti e aeroporti.

Questa, almeno nelle intenzioni del gruppo interparlamentare sulla mobilità sostenibile, è la rete nazionale per le due ruote lunga almeno 20mila chilometri oggetto di una apposita legge.

La bozza di legge quadro nazionale sulla mobilità ciclistica (sostenuta da uno schieramento trasversale che si spera regga alla prova del nuovo governo) è stata discussa nel corso del seminario “Italia, Paese bike friendly?” organizzato dalla Federazione italiana amici della bicicletta, a partire dai dati nazionali sulla mobilità. Il 60% degli spostamenti in auto ha una distanza non superiore ai 5 km, il 15% inferiore a 1 km, ha rilevato il relatore Decaro.

Accanto a una rete nazionale di percorribilità ciclistica, la legge prevede un piano nazionale per la ciclabilità, che tiene insieme le pianificazioni che saranno obbligati a fare le Regioni e gli enti locali, in particolare Province e Comuni, che dovranno costruire una velostazione per il deposito e la riparazione delle bici in tutte le stazioni ferroviarie e dei bus extraurbani.

Nei regolamenti edilizi sarò d’obbligo, in caso di concessione edilizia per edifici residenziali o terziari e direzionali, mettere a disposizione spazi per le biciclette, così come oggi accade per le auto, anche se lo Shard, l’appuntito grattacielo creato a Londra da Renzo Piano ha solo 40 posti macchina. In Italia è ancora impensabile.

Allo studio anche una proposta di legge contro il furto delle bici: un sistema gratuito e facoltativo di identificazione nazionale che consenta di capire quali sono le aree in cui si verificano più furti, uniformando i sistemi (oggi sono diversi da città a città) e agevolando il monitoraggio del fenomeno.

(Immagine: educazionesostenibile.it)

 

Natale con i tuoi, ma in auto con chi vuoi

carpoolingCarpooling, come risparmiare condividendo il viaggio

I siti specializzati hanno visto moltiplicare le richieste. Infatti, anche con la crisi gli italiani si spostano da Nord a Sud in tanti. In tanti hanno scelto viaggi interni e ospitalità dai parenti come modo di risparmiare e stare in famiglia, ma in modo diverso: condividendo il viaggio. In più, meno macchine, meno inquinamento da Co2.

Il sistema si chiama carpooling. Sui siti internet dedicati chi parte comunica data, ora, luogo di partenze e di arrivo, numero dei posti liberi; si stabilisce il prezzo e si aspettano le richieste di chi cerca un passaggio. Poi ci si da appuntamento e si parte dividendo le spese di viaggio e la compagnia. Si divide il viaggio e si risparmia.

Da Milano a Roma si spendono circa 35 euro e se si riempiono tutti i posti disponibili si può risparmiare ancora di più. E senza coincidenze, taxi e code in aeroporto. Al bisogno si sosta e comunque si arriva praticamente sotto casa.

Blablacar, sito europeo tra i leader del carpooling, ha più che quintuplicato gli annunci, da Torino a Roma, da Milano a Bari, Reggio Calabria, Catania, quasi nessuna grande città è esclusa. Inoltre si socializza, si scambiano opinioni, ci si tiene svegli al volante e, se è il caso, ci si dà appuntamento per il prossimo tragitto.

 

Inquinamento: tira cattiva aria

inquinamento

Con il rapporto Air quality in Europe 2013 l’Agenzia europea per l’ambiente certifica lo stato di scarsa qualità dell’aria che respiriamo

I dati pubblicati in questi giorni parlano chiaro: nelle città europee 1 persona su 4 è costretta a respirare un’aria con una quantità di inquinanti che supera i limiti fissati dalla Ue, mentre 9 persone su 10 sono costrette a respirare un’aria che supera i valori suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

La situazione generale è grave e non giustifica la scelta di non disincentivare abbastanza l’uso dell’auto, ma al contrario, di rendere difficile la vita a chi opta per soluzione alternative (trasporto pubblico, bici, piedi, car sharing). In particolare, il nostro Paese, pur essendo tra i più inquinati anche a causa delle condizioni climatiche e morfologiche di alcuni territori (per esempio la pianura padana) ha ancora numerose resistenze da vincere in materia.

In generale, il rapporto ci dice che le PM 2,5 cioè le polveri ultrasottili considerate l’inquinante più insidioso, sono sopra i limiti suggeriti dall’Oms in una percentuale che varia dal 91 al 96% dei casi. Le concentrazioni di ozono di bassa quota, quello pericoloso, superano le indicazioni Oms nel 97-98% dei casi.

È una situazione che, oltre a produrre effetti negativi sulla stabilità del clima, provoca un danno diretto alla salute. Se la frazione relativamente più grande delle polveri sottili provoca bronchiti, mal di gola e crisi asmatiche, le più piccole (proprio le PM 2,5) producono un incremento della mortalità per malattie cardiovascolari e tumori.

Sulla rivista Lancet Oncology lo scorso luglio sono stati pubblicati i risultati di una ricerca condotta su oltre 300 mila persone residenti in 9 Paesi europei. È stato misurato in particolare l’inquinamento da polveri sottili tossiche nell’aria dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento, attività industriali. Per ogni incremento di 10 microgrammi di Pm 10 per metro cubo, il rischio per il polmone aumenta di circa il 22%.

Una ragione in più per convertirsi alla mobilità sostenibile. Al di là di ogni forma di allarmismo ne beneficerà la nostra salute e quella delle nostre città.