I Preraffaelliti tra utopia e bellezza

Dante Gabriel Rossetti, Lady Lilith, 1866-1868

Dante Gabriel Rossetti, Lady Lilith, 1866-1868

“Preraffaelliti. L’utopia della bellezza”, in mostra a Torino, fino al 13 luglio

Dopo un tour mondiale, prima di rientrare alla Tate Britain di Londra, 70 capolavori della Confraternita dei Preraffaelliti approdano al rinnovato Palazzo Chiablese di Torino dove saranno in mostra fino al 13 luglio.

Dante Gabriel Rossetti, John Everett Millais, Burne-Jones sono solo alcuni dei nomi-icona esposti nella mostra che è articolata in sette sezioni che ricoprono ogni aspetto tematico del movimento: la Storia, la religione, i paesaggi, la società contemporanea, lo stile pittorico, la bellezza e il Simbolismo.

“Preraffaelliti. L’utopia della bellezza” è prodotta da 24 ORE Cultura, con il patrocinio del Mibact e promossa dal Comune di Torino, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dal Polo Reale di Torino.

Info:
fino al 13 luglio 2014
Preraffaelliti. L’utopia della bellezza
Palazzo Chiablese, Torino
tel. 0110881178 – luisa.cicero@comune.torino.it oppure il sito ufficiale della mostra

 

 

 

Bernardino Luini & Figli

luiniDal 10 Aprile al 13 Luglio 2014 al Palazzo Reale di Milano apre la mostra dedicata a “Bernardino Luini e i suoi figli”. Per l’occasione vale la pena di fare una visita anche a San Maurizio

La mostra, ospitata nelle sale del piano nobile di Palazzo Reale e nella sala delle Cariatidi, racconta l’intero percorso dell’artista nel contesto dei suoi contemporanei: Bramantino, Lorenzo Lotto, Andrea Solario, Giovanni Francesco Caroto, Cesare da Sesto e molti altri, insieme al percorso artistico dei figli, in particolare di Aurelio, il più piccolo.

Questo è l’ampio contesto della mostra dedicata a Bernardino Luini, uno degli artisti più importanti del Cinquecento milanese, capace di fondere la tradizione lombarda con le innovazioni di Leonardo da Vinci nel suo soggiorno milanese la dolcezza del Foppa e, nelle opere più mature, la grazia di Raffaello.

Questa capacità fece del Luini uno degli artisti più amati da Federico Borromeo, come testimoniano le molte opere custodite alla Pinacoteca Ambrosiana, nonché uno dei maestri più attivi della Milano del XVI secolo. Organizzata in collaborazione con la Pinacoteca di Brera, la mostra raduna le molte opere presenti in città con prestiti provenienti da musei europei ed americani.

Anche per questo motivo, la mostra non è soltanto centrata sull’artista, ma riguarda l’intera città di Milano e non solo: man mano che accresceva la propria fama, l’artista ricevette commissioni da tutta la Lombardia (l’abbazia di Chiaravalle), da Pavia e Saronno, fino a Lugano.

A Milano lavorò ad alcune grandi opere nelle chiese cittadine come in San Giorgio al Palazzo o Santa Maria della Passione e soprattutto nella oggi riscoperta San Maurizio al Monastero Maggiore che per completare la conoscenza del Luini vi consigliamo di visitare, dato che dista meno di mezz’ora a piedi da Palazzo Reale. Si trova infatti in Corso Magenta 15, di fronte al palazzo Litta e accanto al Museo Archeologico. In particolare sabato 12 aprile dalle ore 16,30 si potranno ascoltare berevi concerti in occasione del resturo completato del cinquecentesco organo Antegnati.

La chiesa (1503) è costruita all’interno dell’importante Monastero Maggiore delle Benedettine, ha quasi completato del tutto i restauri. Una ricca decorazione pittorica copre integralmente l’articolata struttura architettonica: si tratta della testimonianza più organica di settant’anni cruciali di pittura a Milano, dagli anni Dieci del Cinquecento alla fine del secolo. Nella terza cappella a destra sono le celebri pitture proprio di Bernardino Luini, portate a termine dai figli Aurelio e Giovan Piero.

Un bel modo di completare la visita alla bella mostra di Palazzo Reale, curata da Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Piero Lissoni.

Per informazioni telefoniche : +39 02 0202 / 02 88451

 

 

 

 

La bellezza della donna

la donna 1900-1950La donna celebrata da illustrazioni e fiori in una mostra alla Villa Carlotta di Tremezzo, Como

Fino al 21 aprile, alla Villa Carlotta di Tremezzo (Co), è possibile visitare la mostra “La donna 1900-1950“, che ha inaugurato il 21 marzo la stagione eventistica della Villa; stagione che ha come parola d’ordine, la parola bellezza, in questo caso la bellezza femminile.

Curata da Paola Mazza, anima dell’Archivio Storico Pubblicitario, la mostra propone oltre 100 illustrazioni d’epoca firmate da artisti famosi nel settore pubblicitario (tra cui Gino Boccasile, Aldo Mazza, Giorgio Muggiani, Bruna Brunetta…) per passare poi al simbolo di bellezza floreale per eccellenza, la camelia. Fil rouge, la figura della donna nella prima metà del secolo scorso e la celebrazione della bellezza seducente e rassicurante al tempo stesso della figura femminile.

Il percorso attraverso esemplari di storia della pubblicità, è l’occasione per osservare i cambiamenti di consumo e costume e l’evoluzione estetica e sociale della donna attraverso la sua figura nella réclame.

La camelia, invece, celebra la bellezza attraverso l’Arte e alle declinazioni culturali che da sempre questo fiore ha ispirato: da La signora delle camelie di Dumas, alle camelie bianche dell’asino di Pinocchio, alla Camellia sinensis, che altro non è che il nostro comune the.

A completamento del percorso ci saranno degustazioni di finger food proposte da Caterina Giavotto ed Enrica Melossi, autrici del libro Cucina con i trucco e laboratori gastronomici e botanici per adulti e bambini.

Parte del ricavato dei laboratori a pagamento e della mostra andrà alla Onlus Casa Oz di Torino (che aiuta le famiglie dei bambini malati) e a Vidas.

Info:
fino al 21 aprile
La Donna 1900-1950 – La Camelia, simbolo di bellezza
Villa Carlotta, Tremezzo (Co)
Tel. 3494757783
antonellamaia.ufficiostampa@gmail.com

 

 

 

Dal Messico con furore: Frida Kahlo

Dal 20 marzo al 31 agosto 2014 alle Scuderie del Quirinale a Roma sono in mostra i capolavori assoluti della tormentata pittrice messicana

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La mostra romana (curata da Helga Prignitz-Poda) indaga l’artista messicana nel suo rapporto con i movimenti artistici dell’epoca, dal Modernismo messicano al Surrealismo internazionale, analizzandone le influenze sulle sue opere. Frida Kahlo fu infatti il simbolo dell’avanguardia e dell’esuberanza artistica della cultura messicana del Novecento. Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón diceva di essere nata nel 1910, anno di inizio della Rivoluzione (in realtà nasce il 6 luglio 1907 a Coyoacán, Città del Messico).

I suoi dipinti non sono soltanto lo specchio di una vita segnata dal terribile incidente in cui fu coinvolta all’età di 17 anni, ma una riflessione sulle trasformazioni sociali e culturali che avevano portato alla Rivoluzione e che a essa seguirono. Attraverso il suo spirito ribelle, reinterpretò il passato e le tradizioni indigene fondendo il suo l’immaginario artistico con i codici di colore e i simboli della cultura popolare messicana.

Lo studio della sua opera permette di capire l’intreccio delle dei movimenti culturali internazionali che attraversarono il Messico in quel tempo: dal Pauperismo rivoluzionario all’Estridentismo, dal Surrealismo a quello che più tardi prese il nome di Realismo magico. Per questa ragione il percorso espositivo accoglie, accanto ai lavori di Frida Kahlo, anche una selezione di opere degli artisti attivi in quel periodo a partire dal marito Diego Rivera, che tanto peso ebbe nella sua vita.

La mostra alle Scuderie del Quirinale presenta l’intera carriera artistica della Kahlo riunendo i capolavori dei principali nuclei collezionistici, raccolte pubbliche e private, provenienti da Messico, Europa e Stati Uniti. Oltre 40 capolavori, tra cui l’Autoritratto con collana di spine e colibrì del 1940, per la prima volta esposto in Italia, o l’Autoritratto con abito di velluto del 1926, dipinto a soli 19 anni ed eseguito per l’amato Alejandro Gòmez Arias.

Una selezione di disegni completa il progetto, compreso il bozzetto per “Henry Ford Hospital” del 1932, il famoso corsetto in gesso – che tenne Frida prigioniera negli ultimi, difficili anni della sua malattia e che l’artista decorò con una serie di simboli dipinti – e una rassegna di fotografie.

 

 

Giornate FAI di Primavera

faiTornano i n tutta Italia volontari del Fai per mostrare le bellezze sconosciute della città. A Milano…

Sabato 22 e domenica 23 marzo 2014 per l’intera giornata sarà possibile visitare gratuitamente bellissimi luoghi con la guida esperta dei volontari del FAI (Fondo ambiente italiano) Sarà possibile entrare in palazzi, chiese, castelli, parchi, 750 meravigliosi “tesori” in tutta Italia spesso chiusi al pubblico. Le visite sono a contributo libero e sono tutte a cura di volontari FAI che si impegnano con passione per l’ottima riuscita dell’evento. Informatevi sul sito dedicato per orari e prenotazioni (alcune visite sono a numero chiuso)

A Milano e dintorni  con le Giornate FAI di Primavera sarà possibile visitare splendidi edifici come l’abbazia di Chiaravalle. In città si visiteranno:

L’Albergo Diurno Metropolitano “Venezia”, struttura sotterranea realizzata tra il 1923 e il 1926, allo scopo di fornire vari servizi a cittadini e viaggiatori.

La storica sede del Corriere della Sera di via Solferino. La nuova sede fu inaugurata il 16 agosto 1904: comprendeva il palazzo di via Solferino, destinato ad ospitare gli uffici, mentre all’interno dell’isolato, con affaccio sul naviglio di San Marco, era situato lo stabilimento industriale.

La casa del mutilato. Edificata tra il 1937 e il 1942, nei pressi dell’erigendo Palazzo di Giustizia, la Casa del Mutilato rappresenta un tipico esempio di architettura sociale.

Ex Palazzo delle Poste. La sede milanese delle Regie Poste, progettata dall’architetto Ulisse Stacchini, autore del disegno della coeva Stazione Centrale, è stata costruita tra il 1926 e il 1931.

La Cavallerizza. oggi sede del Fai eretta intorno al 1890 come maneggio militare di pertinenza della caserma Medici.

Palazzo Lombardia, nuova sede del Governo regionale, composto da edifici curvilinei di 8 piani e da una torre centrale di 39 piani.

Palazzo Melzi d’Eril ,maestoso palazzo di stile neoclassico. L’edificio fu acquistato il 16 luglio 1805 per 120.000 lire dal Marchese Leopoldo del Carretto. Oggi è di proprietà di Fondazione Cariplo.

Palazzo della Borsa Valori, oggi conosciuto come Palazzo Mezzanotte, dal nome del suo architetto.

Palazzo della Triennale. Nasce nel 1931 come Palazzo delle Arti Decorative e Industriale con la sponsorizzazione dell’industriale Bernocchi, secondo il progetto ell’architetto Giovanni Muzio.

Palazzo della RAI. Progettato nel 1939 dagli architetti Giò Ponti e Nino Bertolaia per la sede dell’EIAR (“l’antenato della Rai”). La facciata razionalista dell’edificio si ispira alle idee del gruppo di architetti del Politecnico di Milano che formarono nel 1930 il Miar, Movimento Italiano per l’Architettura Razionale.

San Celso  e Santa Maria dei Miracoli. Secondo la tradizione, il vescovo Ambrogio rinvenne i corpi dei martiri cristiani Nazaro e Celso.

Teatro Franco Parenti e Centro Balneare Caimi. Fondato nel 1972 il Teatro Franco Parenti è un laboratorio creativo di produzione, con maestri, talenti e progetti internazionali. Il Foyer con passerelle e vetrate si affaccia sulle piscine del Centro Balneare Caimi, un gioiello architettonico opera di uno dei principali progettisti degli anni ‘30, Lorenzo Secchi.

Teatro Romano. Duemila anni fa, nel cuore di Milano, sorgeva un teatro. Oggi le sue rovine sono custodite all’interno della Camera di Commercio di Milano.

Velodromo Vigorelli. La pista, il gioiello che il Velodromo custodisce, fu disegnata dall’architetto Clemens Schuermann.

Villa Nercchi-Campiglio. Un gioiello architettonico nell’angolo più silenzioso di Milano. Una raffinata casa degli anni ’30, con un delizioso giardino.

Un fantastico giro della città, dei dintorni e dell’intera Lombardia che potrete  scoprire scegliendo gli itinerari a voi più vicini sul sito.