L’arte di strada a Milano

Se passeggiate per la città potrete scoprire tante attività interessanti ed espressive

open streetFino al 2011 esibirsi in strada era vietato, non regolamentato, ostacolato in tutti i modi e assolutamente vietati gli spettacoli cosiddetti “a cappello” (il passante che mette l’offerta libera nel cappello, per intenderci). Oggi non è più così e in questi anni Milano è diventata sempre di più vetrina di artisti di strada che si esibiscono un po’ in tutta la città, in particolar modo nelle vie del centro animate di turisti e cittadini (via Dante, la Galleria, Piazza Duomo, San Babila, Largo Cairoli e il Castello, cuore prossimo della Expo, ecc.).

Iil punto di arrivo di questa politica di apertura è stata Open Street, la più grande vetrina d’arte di strada europea, un’iniziativa promossa dal Comune di Milano e da Open Street aisbl nell’ambito di Milano Cuore d’Europa, realizzata in collaborazione con la Fnas (Federazione Nazionale Arte di Strada.Ed ecco le principali novità del regolamento che  disciplina due distinte categorie di artisti:

  • le  “espressioni artistiche di strada”, (giocolieri, clown, acrobati, equilibristi, contorsionisti, cantastorie, attori di strada, statue viventi, mimi, fachiri, mangiafuoco, burattinai, danzatori, musicisti, street-band, madonnari, dream-painters, ecc. ) che non prevedono richieste di compensi, ma solo eventuali offerte “a cappello”
  • i “mestieri artistici di strada” (es.: ritrattisti, pittori, scultori,  esoterici, truccatori, ecc. ) che invece chiedono uno specifico corrispettivo per la realizzazione e vendita delle loro opere o per prestazioni estemporanee di carattere artistico-espressivo. Per questa categoria di attività, che ha un modesto risvolto commerciale, è previsto il pagamento della tassa di occupazione suolo pubblico nella misura minima prevista tra le iniziative dichiarate di interesse civico dalla Giunta Comunale.

Per i mestieri artistici di strada, è stata inoltre introdotta una rotazione delle postazioni con frequenza non superiore ai tre mesi, per consentire ad un numero maggiore di soggetti di poter occupare le postazioni individuate; gli artisti invece avranno la possibilità di disporre delle postazioni individuate per slot di tre ore e per un massimo di quattro giorni consecutivi, nell’arco orario dalle 9:00 alle 24:00, fatte salve alcune limitazioni (ad esempio nei parchi pubblici soggetti ad apertura e chiusura dei cancelli) e il termine alle 22.00 per le esecuzioni musicali.

La vera novità comunque consiste nella introduzione, per la prima volta in una città italiana, di un sistema informatizzato che consente, da un lato, agli artisti di strada di prenotare i propri spazi, e dall’altro, ai cittadini di conoscere anticipatamente, attraverso internet, anche il  programma di attività che vivacizza il territorio.

Attraverso l’utilizzo della piattaforma, fornita da una delle associazioni maggiormente rappresentative delle arti di strada  è possibile individuare le postazioni (al momento sono state caricate più di 200 postazioni, ma il sistema consente di incrementarle sino a 400) con relative caratteristiche, inerenti i limiti all’esercizio,  in particolare in relazione all’emissione acustica.

 

 

Il Festival della Letteratura fa 18!

festival della letteraturaDal 3 al 7 settembre Mantova ospita la 18a edizione del Festival della Letteratura, manifestazione ormai imperdibile che vede riuniti autori e lettori italiani e stranieri. E in più musica, spettacoli, laboratori…

Scrittori di fama mondiale si incontrano con autori emergenti; grandi vecchi della letteratura e dell’arte con esponenti delle nuove generazioni. E tutti incontrano il pubblico in un rapporto diretto e “informale” che è la vera caratteristica di questo festival.

Attenzione particolare è sempre rivolta a bambini e ragazzi a cui sono dedicati spettacoli, incontri e laboratori ad hoc con un particolare riguardo a settori dell’editoria in espansione: quello della letteratura per ragazzi e i fumetti.

Il programma è veramente articolato e pieni di eventi di ogni genere, dalla letteratura al cinema, dal teatro ai laboratori creativi.

Scaricare il programma è il modo migliore per non perdersi neanche un evento interessante.

 

 

MiTo, un ponte culturale

Milano e Torino ospitano MiTo, diventando un unico, grande palcoscenico della musica internazionale

mitoLogo2014Dal 4 al 21 settembre Milano e Torino saranno palcoscenici di una delle più importanti manifestazioni musicali del nord Italia. MiTo SettembreMusica, infatti, non solo ospita nomi di livello internazionale, ma è il simbolo della cooperazione culturale fra città.

Milano e Torino infatti, guardano alla globalizzazione, al futuro e alla Expo con occhio aperto e fiducioso. In questa direzione va l’impegno delle due Amministrazioni (con Fassino per Torino e Pisapia per Milano) di sostenere il festival per l’edizione della Expo 2015.

Inizia così una programmazione di MiTo che che è di fatto una programmazione biennale che anticipa l’edizione 2015 con il suo tema mondiale.

Il festival si è aperto il 2 settembre due diverse inaugurazioni: a Milano, la Terza e Quarta sinfonia di Brahms; a Torino l’Incompiuta di Schubert, due Lieder di Mahler e valzer di Strauss.

Johannes Brahms sarà anche protagonista di tutta questa edizione meneghina (ma presente anche a Torino), e le sue quattro sinfonie saranno eseguite da orchestre di San Pietroburgo, Budapest, Katowice (Polonia) e Imola.

E poi un occhio particolare anche alla musica contemporanea e agli appuntamenti per i bambini.

Si conferma “Brain and Music”, la giornata di dialogo tra musica e neuroscienze.

Inoltre MiTo fa attenzione al sociale con una doppia presenza: al carcere di San Vittore sarà presente Hamid Drake con uno spettacolo e con lavori insieme ai detenuti, mentre al carcere di Bollate andranno in scena due concerti dell’Italia Saxophone Quartet.

E poi programmi ad hoc legati al tempo della Prima Guerra Mondiale e all’Africa Day dedicato alla cultura del Mozambico. E  la caduta di un tabù: cinque concerti saranno aperti anche ai cani.

Tones on the Stones…tra le cave

Al via oggi, 17 luglio 2014, l’ottava edizione di Tones on the Stones

Tones on the Stones 2013

Tones on the Stones 2013

Il festival Tones of the Stones è un’esperienza unica: quattro giorni (dal 17 al 20 luglio) di performance, musica e sperimentazione artistica nel suggestivo contesto delle cave di marmo dell’Ossola, in particolare, quest’anno, della cava di palissandro tutt’ora in attività di Crevoladossola (sulle sponde del Lago Maggiore).

Le alte pareti verticali di roccia faranno da schermo naturale alle videoproiezioni 3D del collettivo AreaOdeon di Monza e diventeranno scenografie digitali per la Tosca di Puccini, che inaugura la rassegna, con l’allestimento di Renato Bonajuto el’Orchestra Filarmonica del Piemonte.

Domenica il festival chiude con con il concerto America Sweets, in cui Brian Earl dirige una big band (trio jazz, batteria pianoforte e contrabbasso + ottoni del Teatro alla Scala di Milano) che propone una carrellata della migliori musiche da film di tutti i tempi, da quelle di Guerre Stellari a Indiana Jones, da West Side Story a Superman passando per un omaggio a Nino Rota.

Tante le novità, come la prima edizione della sezione NeXTones: venerdì e sabato saranno internamente dedicati alla musica elettronica con concerti e dj set di artisti provenienti da tutto il mondo. In apertura (venerdì alle 21), la performance del giovanissimo danzatore e coreografo giapponese Hiroaki Umeda, che esplora il rapporto corpo umano/tecnologia in While going to a condition, tra luce e suoni digitali. Dopo l’inaugurazione di Umeda tanti artisti e performer di fama internazionale si alterneranno tra house, techno, hip-hop e tanto altro.

Inoltre, novità assoluta, la prima edizione del workshop e light contest per light designer in collaborazione con Clay Paki, azienda leader nel settore dell’illuminotecnica.

Per tutte le informazioni sul festival e sugli eventi collaterali rimandiamo al sito dedicato dell’evento.

 

 

 

 

Weekend ai Giardini Montanelli

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il Planetario di Milano

Una domenica al museo per conoscere meglio il cielo e la  terra

I Giardini Montanelli ai Bastioni di Porta Venezia di Milano (fermata Palestro della MM1) sono un parco intitolato al grande giornalista Indro Montanelli dal 2002 e raccolgono una serie di mete preziose come il Planetario, il Museo di Scienze Naturali e di fronte, in via Palestro, il Pac (Padiglione d’arte contemporanea) e la Gam (Galleria d’arte moderna) che meritano sempre una visita. Qui vi segnaliamo le iniziative al Planetario e al Museo di Storia naturale raccontandoveli anche un po’.

Estate sotto le stelle

Tra i vanti di Milano c’è anche il Civico Planetario Ulrico Hoepli, inaugurato il 20 maggio 1930 e costruito su progetto dell’architetto Portaluppi. Donato il 10 luglio 1929 alla città di Milano da Ulrico Hoepli, si trattava del secondo Planetario costruito in Italia: nel 1928 infatti era stato inaugurato quello di Roma, che ebbe però vita travagliata e un’attività saltuaria tanto che da parecchi anni è definitivamente chiuso.

Nativo della Svizzera tedesca e milanese d’adozione già da anni Hoepli pubblicava per l’omonima casa editrice i lavori dell’osservatorio astronomico di Brera e nel 1929 aveva iniziato la pubblicazione delle opere del celebre astronomo Giovanni Virginio Schiaparelli. Il Civico Planetario di Milano che porta il suo nome è un istituto per la divulgazione e la didattica dell’astronomia e delle scienze collegate (fisica, astronautica, scienze della Terra, ecc.) e fa parte del Polo dei Musei scientifici insieme al Museo di Scienze Naturali e all’Acquario.

Il Planetario è il più grande in Italia e prende il nome dallo strumento che vi è installato. Un planetario è un sistema di proiezione che riproduce, con grande realismo e suggestione, l’aspetto del cielo stellato e i fenomeni astronomici osservabili da qualunque luogo della Terra nel passato, nel presente e nel futuro.

Sabato 19 luglio alle ore 18 è in programma la La Luna e le sue meraviglie mentre alle ore 19.30 e alle ore 21 è la volta de Il cielo racconta: miti e costellazioni dell’estate tutto a cura di Monica Aimone. Per informazioni ecco il sito dedicato del Comune di Milano

Una domenica al Museo? È naturale!

Il 7 maggio 1838 viene ufficialmente accolta dall’autorità municipale la donazione delle collezioni del nobile milanese Giuseppe De Cristoforis e del botanico Giorgio Jan che comprendono campioni di mineralogia, paleontologia, zoologia, botanica, oltre a strumenti e libri; si tratta del primo nucleo del nascente Museo di Storia Naturale  di Milano. L’istituzione è fortemente sostenuta dalla cultura milanese, che all’inizio dell’Ottocento manifesta un deciso interesse verso la scienza e le sue applicazioni tecniche. Il primo direttore è lo stesso Jan, coadiuvato da un aggiunto alla direzione e da un collegio di sei conservatori con compiti scientifici e amministrativi che operano a titolo volontario.

L’apertura al pubblico avviene nel settembre 1844 nell’ex Convento di Santa Marta, in prossimità dell’attuale via Circo, in occasione del VI Congresso degli Scienziati Italiani che quell’anno svolgeva i lavori a Milano. Fin dal regolamento del 1845 l’attività dell’Istituto prevede corsi pubblici, relativi alle diverse discipline naturalistiche, tenute dal personale scientifico. La vocazione didattica viene rafforzata nel 1875 con la partecipazione del Museo al Consorzio degli Istituti di Istruzione Superiore, che prelude ai corsi universitari che verranno istituiti nei primi decenni del secolo successivo.

Nel 1943 un bombardamento angloamericano provoca l’incendio dell’edificio e distrugge molte fra le collezioni più importanti, come quelle botaniche ed erpetologiche di Giorgio Jan e numerose raccolte paleontologiche. La devastazione impone la chiusura del Museo per diversi anni. La fase di ricostruzione è lenta e difficile, nel 1952 vengono riaperte al pubblico le prime sale con allestimenti provvisori. La ripresa dell’attività è in buona parte consentita dalle risorse finanziarie e patrimoniali del lascito di Vittorio Ronchetti, primario all’Ospedale Maggiore di Milano.

Nel 2010 il Museo di Storia Naturale, l’Acquario e il Planetario, pur mantenendo ciascuno la propria specificità, furono riuniti amministrativamente all’interno del Polo dei Musei Scientifici. Oggi è una realtà viva e piena di sorprendenti iniziative dedicate ad adulti e bambini

Domenica 20 luglio 2014 alle ore 11,30

Il lupo ha perso la voce
Una fiaba dove il lupo, un re buono e saggio, ha un problema da risolvere: ritrovare il suo ululato, rubatogli dalla strega Birichina. Per famiglie con bambini dai 3 ai 5 anni.

Alle ore 15 visita ludico-didattica alla mostra “La terra vista dal cielo”. Per famiglie con bambini dai 6 ai 12 anni.