Milanesiana: l’asse Milano-Torino per la cultura

milanesianaLa Milanesiana volge al termine tra cinema e teatro, tra Milano e Torino…

Si apre oggi, 4 luglio 2014, la terza e ultima fase della 15a edizione della Milanesiana, l’importante manifestazione ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, quest’anno dedicata al tema “Fortuna/Destino”. Questa terza fase ha come titolo La Rosa monografica.

Cinema: si comincia (4 luglio, Spazio Oberdan) con Edgar Reitz, e il quarto capitolo (presentato quest’anno al Festival di Venezia) della sua epica trilogia Heimat, della durata totale di 54 ore. Si prosegue con un Tinto Brass inedito degli anni ’60 (5 luglio, Sala Buzzati).

Teatro: la Milanesiana approda per la prima volta al Teatro No’hma con l’anteprima dello spettacolo Luiz torna a casa, di Tony Laudadio sul testo di Maurizio de Giovanni (6 luglio). Al Teatro Franco Parenti, Sergio Rubini è il protagonista di Finalmente Truffault, di Valerio Cappelli e Mario Sesti (8 luglio). Presso la Sala Buzzati Roberto Andò firma la regia dello spettacolo Good people, di David Lindsay-Abaire (9 luglio)

Economia e filosofia: Mario Monti dialoga con Vittorio Gregotti su economia e città. A seguire il concerto Romanticismo tra fantasia e cultura: Schumann e Liszt, di Monica Leone e Michele Campanella (7 luglio, Politecnico). Il 9 luglio, alle 18, si svolge l’incontro curato da Luigi Orlotti e il FAI/Fondo Ambiente Italiano, incentrato sul “WikiPhilo, una filosofia dell’ambiente”, con interventi, tra gli altri, di Pietrangelo Buttafuoco, Giulio Giorello, Remo Bodei ecc. (Sala della Cavallerizza FAI).

Aperitivi: nelle giornate del 4, 5 e 7 luglio gli aperitivi avranno come temi la fortuna dell’umorismo, la fortuna del made in Italy e la fortuna degli esordienti.

La Milanesiana chiuderà con una lunga notte dedicata ai 25 anni di Blob con una proiezione curata da Enrico Ghezzi e una lettura-concerto con Marco Morgan Castoldi. Verranno inoltre ricordati i 50 dell’inaugurazione della Linea 1 della metropolitana e i 40 anni del best-seller Paura di volare che segna il grande ritorno alla Milanesiana di Erika Jong.

Torino: la Milanesiana è anche a Torino e dintorni con due mostre molto interessanti. Al Castello di Mirandolo di San Secondo di Pinerolo, la Fondazione Cosso  e l’Organizzazione il Cigno curano la mostra “Tahar Ben Jelloun. Giovinezza” (fino al 13 luglio), che racconta la relazione tra segno e calligrafia, pittura e scultura attraverso le atmosfere dei romanzi di Ben Jelloun.

A Circolo dei Lettori di Torino città, invece, fino al 10 luglio si può visitare la mostra a cura di Luigi Serafini, “Luigi Serafini. Codex seraphinianus, anno XXXIII”. La fantasia di Serafini attraverso i disegni del Codex Seraphinianus,  enciclopedia immaginaria, atlante di mondi impossibili.

Per tutto il programma di questo ultimo scorcio di Milanesiana si consiglia di scaricare il pdf dal settore dedicato alla manifestazione all’interno del sito della Provincia di Milano.

 

Da vicino nessuno è normale: la follia del teatro

11 giugno-11 luglio: un mese di teatro a Milano, fuori dagli schemi

da vicino nessuno è normaleSi è aperto ieri, 11 giugno, a Milano, uno dei festival estivi più interessanti nel panorama teatrale del nord Italia: Da vicino nessuno è normale, che si svolge all’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini e dura fino all’11 luglio.

Chiuso nel 1999, l’ex Paolo Pini rappresenta una risorsa territoriale notevole: 300.000 mq che ospitano progetti educativi, aggregativi, riabilitativi ecc.
In questo contesto il teatro ha trovato un suo spazio importante, attraverso l’Associazione Olinda e TeatroLaCucina.

Il TeatroLaCucina (che occupa appunto gli spazi una volta adibiti a cucina del manicomio) ospita come teatro di residenza artisti, attori, musicisti che durante l’inverno studiano, mangiano, lavorano, vivono insieme ed esplorano un’idea di teatro diversa in uno spazio sperimentale molto lontano dall’idea di spazio teatrale tradizionale.

Quest’anno sono cinque gli spettacoli di residenza ospitati al festival.

Particolarità di Da vicino nessuno è normale è il luogo stesso, quello che lo rende diverso da tutti gli altri festival teatrali. Quasi tutti gli spettacoli vengono messi in scena al TeatroLaCucina, dove una volta schiere di cuochi preparavano i pasti per i malati mente, mentre ora schiere di artisti preparano storie perché le menti degli spettatori volino in altri luoghi e in altri tempi.

Nomi noti e meno noti si alternano su questo palco particolare: da Mario Perrotta a Cuocolo/Bosetti, da Chiara Guidi a Peppe Servillo.

Anche il cinema trova spazio con Milano in 48 ore-Instant Movie Festival, organizzato da Associazione Olinda e Associazione I 400 colpi: un contest aperto a tutti per raccontare Milano in 48 ore attraverso i generi del documentario o dell’animazione o della fiction.

Il programma e tutte le info sul sito dedicato.

 

Festival della Letteratura 2014

festival della letteratura

Dal 6 all’8 giugno si svolge a Milano il Festival della Letteratura

È giunto alla sua terza edizione il Festival della Letteratura, che trasforma Milano in una grande libreria. Oltre ai circa 140 eventi, numero in costante aumento, quest’anno ci sono delle novità: il Salone della Piccola Editoria, innanzitutto, uno spazio interamente dedicato all’editoria di basso profilo, lontana dai canali ufficiali e dai grandi sponsor.

Letteratura, filosofia, fotografia, musica e tanto altro animerà questa edizione del festival che si svolgerà dal 6 all’8 giugno in tutta la città con un vastissimo e articolato programma che si trova ampiamente dettagliato sul sito dedicato all’evento.

I temi toccati sono tanti, a volte scomodi – razzismo, disabilità, integrazione, politica, amore, lingua… – nell’ottica che la letteratura debba svolgere il ruolo che le attribuiva Calvino: «La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, al di là di ogni possibile realizzazione».

Poetica Affabulazione

Va in scena fino al 1 giugno Affabulazione di P.P.Pasolini con la bella regia di Lorenzo Loris

(foto: Agneza Dorkin)

(foto: Agneza Dorkin)

Per la terza volta al Teatro Out Off di Milano, va in scena Pasolini. Dopo Orgia, con la regia di Antonio Sixty nel 1990 e Pilade, con la regia di Antonio Latella nel 2001, ora Lorenzo Loris affronta  l’autore di Casarsa con Affabulazione, nell’approdo maturo e consapevole del suo viaggio attraverso la drammaturgia del Novecento, dopo essere passato per opere di Testori e Gadda.

Un prologo, otto episodi e un epilogo compongono questo dramma in versi (che Loris mette in prosa) che  forse è il più famoso tra i drammi di Pasolini.

La storia: un padre, industriale milanese, prova un’attrazione morbosa per il figlio, un ragazzo normale con normali aspettative e una fidanzata. Il padre, per provocarlo, chiede al figlio di presentarsi nel suo studio a una certa ora con l’intento di farsi trovare in un amplesso con la madre. Ma la madre lo rifiuta e allora il padre si fa trovare nudo implorando il figlio di mostrargli il sesso. Inorridito il figlio scappa, ma viene riacchiappato da un commissario che lo riporta a casa. Vergognandosi del folle gesto il padre implora il figlio di ucciderlo, ma il figlio lo ferisce solamente e scappa di nuovo. Dopo aver avuto l’apparizione dell’Ombra di Sofocle che lo ammonisce che il mistero del figlio non va risolto, ma conosciuto, il padre va a cercarlo e trovando la  fidanzata  chiede alla giovane di poter spiare dal buco della serratura mentre fanno l’amore. La ragazza acconsente, ma  dopo aver assistito all’atto il padre uccide il figlio. Rritroviamo il padre dopo vent’anni, vagabondo e delirante, a raccontare a un altro mendicante la sua storia. Veniamo così a sapere degli anni di prigione e del suicidio della moglie.

Questa la storia,  tipicamente “pasoliniana”, con tutto il morboso e il poetico dell’autore. Ma aldilà del testo, che sarebbe superfluo analizzare in dettaglio perché le parole di Pasolini, come sempre, si dichiarano di per se stesse, parliamo della regia.

La scenografia innanzitutto, composta da una casa dai pavimenti d’erba, con finestre appese al soffitto che fluttuano nell’aria, rimanda a uno spazio che è esterno e interno insieme, in una sorta di voyeurismo che spinge lo spettatore a entrare nella vita familiare e nelle perversioni del padre. Contemporaneamente, la scelta di fare avvenire la parte finale dei vent’anni dopo in quella stessa scena, rimanda a una sorta di ineluttabilità, come se il passato e l’ambiente nel quale sono avvenuti certi fatti sia destinato a restare sempre con noi, magari tempotralmente alle spalle, ma ancora comunque presente.

L’unica parte che avviene “fuori” dalla scenografia, dunque giù dal palco, è quella in ospedale dopo il ferimento del padre, quando appare l’Ombra di Sofocle, a significare un allontanamento temporaneo, onirico e rivelatore, dall’ambiente in cui avviene tutta la storia “vera”.

Finestre sul mondo esterno sono le proiezioni della Milano degli anni 60-70, epoca a cui Loris sceglie di dare particolare rilievo: gli anni della “strategia della tensione”, anni in cui i dissidi tra padri e figli esplosero con particolare forza, soprattutto nelle famiglie borghesi, come quella protagonista di Affabulazione. Passano perciò sulle pareti filmati dell’epoca, tra fabbriche milanesi e manifestazioni studentesche. Uno sguardo sul mondo esterno che però non ha la forza – nonostante la grande forza della Storia – di distrarre il padre dalla sua morbosa passione di Edipo alla rovescia.

Bravi gli attori – anche se un po’ affettati a tratti – che trasmettono il bellissimo testo di Pasolini, notoriamente non proprio alla portata di tutti, in modo comprensibile e quotidiano quel tanto che basta per renderlo attuale e scorrevole (cosa a volte non facile vista la scrittura molto poetica e i lunghi monologhi interiori).

Una nota particolare per gli attori “non protagonisti”: Monica Bonomi, suggestiva negromante e Sara Marconi, la fidanzata del figlio, che scandiscono con momenti “altri” una storia che ha forse l’unico difetto di una “leggera pesantezza” dettata dalla presenza importante dei protagonisti.

Se vogliamo trovare un’altra minuscola pecca, forse manca una punta di quella crudezza – anche  torbida – che Pasolini aveva nei suoi testi e nella sua vita con un effetto qui un po’ “pettinato”.  Ma  vale senz’altro  la pena vedere, oggi, Pasolini nella sua capacità incredibile di trasformare in parola poetica gli stati d’animo deviati alla base dell’agire dell’essere umano.

Fino al 1 giugno
Teatro Out Off – Via MacMahon 16 – Milano
Affabulazione
di Pier Paolo Pasolini
regia di Lorenzo Loris
con Roberto Trifirò, Annina Pedrini, Sara Marconi, Alberto Patriarca, Monica Bonomi, Umberto Ceriani.

 

Identità Milano: il teatro scende in piazza

identità milanoDal 26 maggio al 1 giugno 2014 il teatro scende in piazza per raccontare Milano a chi la abita, a chi la vive e a chi viene e va

Sette luoghi, sette palcoscenici e sette giorni di spettacolo: da lunedì 26 maggio a domenica 1 giugno 2014, Milano riscopre la voglia di raccontarsi attraverso la danza, la musica, le azioni sceniche e gli eventi performativi, realizzati dalla scuola di teatro Paolo Grassi, con la direzione artistica di Massimo Navone e il coordinamento drammaturgico e registico di Giulia Valsecchi, Gabriele Gerets Albanese, Riccardo Mallus, Luca Rodella e Marina Spada, in collaborazione con la Scuola di Cinema e Televisione e la Civica Scuola di Musica, muovendosi attraverso sette luoghi simbolicamente identitari della città che ospitano le Torri sceniche progettate per la mostra Identità Milano da Michele De Lucchi.

Si trasformeranno in sette isole di spettacolo ideate come luoghi di incontro dei cittadini e di performance dedicate ai temi caratterizzanti della città. Dall’accoglienza alla solidarietà, dalla cultura ai diritti passando per tradizione e innovazione, moda, comunicazione, design e sport. Il cast delle performance è formato da giovani professionisti, attori e danzatori, affiancati da figure note al teatro milanese come Giovanna Bozzolo, Paolo Cosenza, Claudio Lobbia e Luciano Mastellari, oltre all’eventuale partecipazione di testimonial d’eccezione.

Gli eventi performativi si inseriscono nel progetto Brand Milano, nato per volontà del Comune in convenzione con la Triennale, per  ridisegnare il pluralismo della città come in un racconto per immagini, spettacoli e appuntamenti all’interno di una mappa in evidente trasformazione. Un viaggio verso Expo 2015 per ripercorrere l’evoluzione dei tanti volti di Milano in Italia e nel mondo.

I luoghi:

Piazzale Teatro Arcimboldi – lunedì 26 maggio: ore 13-16, 17-20 e 21–23

Via Ampère – martedì 27 maggio: ore 13-16 e 17-20

Piazza San Fedele – mercoledì 28 maggio: ore 13-16, 17-20 e 21–23

Piazza Gae Aulenti – giovedì 29 maggio: ore 13-16, 17-20 e 21–23

Piazza Duca D’Aosta – venerdì 30 maggio: ore 13-16 e 17-20

Parco Solari – sabato 31 maggio: ore 13-16 e 17-20

Arco della Pace – domenica 1 giugno: ore 17-20 e 21–23