La diplomazia dei panda

pandaLa Cina utilizza l’orsetto noto in tutto il mondo per migliorare gli scambi con i partners commerciali

La presenza dei panda nei giardini zoologici garantisce pubblico e finanziamenti, così Pechino alleva i cuccioli di panda giganti per destinarli ai diversi Paesi. È il caso di una quindicina di orsetti allevati nel centro di ricerca nella provincia di Sichuan, lo stesso che durante il devastante terremoto che colpì l’area nel 2008 vide migliaia di volontari impegnati nel salvataggio di questi animali simbolo.

Qualche esempio? Lo zoo di Edimburgo, diventato celebre con l’arrivo del panda gigante Tian Tian e famiglia (la Scozia ha firmato con la Cina accordi commerciali per il salmone, le energie rinnovabili e la fornitura di veicoli Land Rover). A Madrid, i panda hanno facilitato l’acquisto di azioni spagnole mentre prestiti/cessioni degli orsetti a Canada, Francia e Australia coincidono con le offerte commerciali per l’uranio.

Nel corso dei secoli gli scambi commerciali hanno valorizzato cose ben diverse dal denaro o da metalli e pietre considerati preziosi. Basta pensare ai bulbi di tulipano che diedero origine alla “tulipomania”, probabilmente le prima bolla speculativa della storia del capitalismo. Nella prima metà del XVII secolo in Olanda e Paesi Bassi, infatti, la domanda dei bulbi dei colorati fiori di origine turca (tulipano deriva da turbante) raggiunse un picco così alto che ogni singolo pezzo salì alle stelle per poi precipitare in poco tempo, creando e distruggendo enormi fortune.

La Natura invece, sia che si tratti di fiori che di animali come i panda,  sfrutta le sue risorse con molto più buonsenso.

 

 

La diplomazia dei panda ultima modidfica: 2013-10-23T13:18:00+00:00 da AC