Moda sostenibile: siamo al verde

smeraldo

Non parliamo di fatturati, ma di colore. Se  la cromoterapia identifica il verde come  quello  dell’equilibrio, oggi è la tinta simbolo della moda sostenibile

Nelle nuances chiare  di giorno,  nelle tonalità dello smeraldo per la sera, il verde è oggi simbolo della moda sostenibile attenta ai valori dell’ambiente e dell’etica di prodotto anche nelle scelte cromatiche in passerella.

Che la moda possa essere considerata uno degli strumenti di salvaguardia e valorizzazione delle risorse naturali può suonare  a volte come un’affermazione provocatoria: decenni di studi hanno  hanno analizzato le conseguenze economiche della globalizzazione  e il fashion world  system che a pieno titolo ne fa parte è stato  spesso preso a esempio di procedure che inquinano l’ambiente e non rispettano i diritti umani e degli animali. Ma per contro anche  l’ecologia è sempre più “di moda” e quando si tratta di nuove tendenze, la passerella non può certo permettersi di  ignorarle. Ecco allora che sfilano sempre più spesso i nuovi valori, ovviamente tutti verdi.

La moda sostenibile rappresenta il futuro di un settore che ha dimostrato di essere sempre più ingrado di assumersi delle responsabilità, nel rispetto dell’ambiente e delle persone coinvolte: stile, eleganza e bellezza possono coincidere con etica e correttezza ha dichiarato la giovanissima assessore alla moda  di Milano dove  qualche anno  si svolge  So Critical So Fashion, il primo evento nazionale dedicato interamente alla moda ecosostenibile, caratterizzata da una produzione a basso impatto ambientale e ad altolivello qualitativo. Presentata dal 2010 all’interno della Milano Fashion Week  è stata visitata da  migliaia di persone che hanno visitato i suoi espositori, tutti artigiani e stilisti che producono rispettando i diritti dei lavoratori, ricercando con cura materiali riciclati, biologici ed organici e dando libero sfogo aduna creatività a tutti gli effetti responsabile da parte di marchi come  Diesel  che fa campagne contro il global warming (il riscaldamento  del pianeta) , o il brand American Apparel, che decide di concentrare ilprocesso produttivo in un unico luogo invece di delocalizzare coma fannola  maggior parte delle aziende, o ancora Freitag, il marchio che realizza accessori utilizzando vecchi teloni di camion.

La moda sostenibile: eco fashion e moda green in aumento

L’ industria della moda si è “convertita” rivolge  l’attenzione gli sforzi verso una moda più sostenibile. Una sostenibilità che riguarda le materie prime impiegate (che devono essere certificate, biologiche o prodotte con un basso consumo di acqua), la creazione dei tessuti e la tintura o fissaggio del colore, la salute della manodopera.

Nascono nuove professioni come nascono stilista sostenibile il designer green, uno stilista che ha il non facile compito  di combinare ecologia, rispetto dei diritti, estetica e moda. Un ruolo che si ispira a Stella Mc Cartney, cult dei sostenitori della moda sostenibile, per dare una svolta al settore. Ci si chiede se non possa essere coinvolta anche l’alta moda:  la risposta la ha fornita  Livia Firth – responsabile del Green carpet challenge – in un’intervista rilasciata a Vogue:«Ho proposto la sfida a alcuni stilisti da Tom Ford a Valentino, da Armani a Roger Vivier e altri. Perognuno dei grandi appuntamenti da tappeto rosso dell’anno, realizzeranno almeno un abito per una celebrity concepito e prodotto secondo le linee guida di Eco-Age (Associazione per lo svilupposostenibile e la diffusione delle energie alternative). Noi indossiamo le storie di chi ha realizzato inostri vestiti. E le storie dietro certi vestiti sono molto brutte, sono storie che non si possono indossare con gioia».

Sembra che la moda sostenibile stia finalmente diventando un must have molto più che stagionale, proprio come un capo – è il caso di dirlo – sempreverde.

Per saperne di più:

http://www.parliamodicucina.com/arles-in-bianco-e-nero/#sthash.X8jfc0Kl.dpbs

 

 

Moda sostenibile: siamo al verde ultima modidfica: 2013-07-31T16:45:59+00:00 da Damiana Biga