Overshoot Day: la Terra in rosso

overshootIl 20 agosto è scattato l’Overshoot Day, il giorno in cui la Terra finisce le risorse dell’anno

Ventisei anni fa la data cadeva a dicembre, ora arriva ad agosto e gli studiosi avvertono: l’umanità avrebbe bisogno di una Terra e mezza, è il momento di pensare al futuro e di invertire la tendenza.

Siamo ancora lontani dalla fine dell’anno e già la Terra è andata in rosso. Il 20 agosto 2013 si sono esauriti ufficialmente i beni naturali che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno. Praticamente, in soli 234 giorni, anziché 365, abbiamo sperperato tutto quello che  il pianeta ha da offrire all’umanità. Siamo quindi giunti in larghissimo anticipo al Global Overshoot Day, concetto ideato dalla New Economics Foundation di Londra che calcola il rapporto tra la biocapacità globale (l’ammontare di risorse naturali che la Terra genera ogni anno) e l’impronta ecologica (la quantità di risorse e di servizi che richiede l’umanità), moltiplicato per tutti i giorni dell’anno.

I risultati sono sconfortanti: fino alla fine dell’anno vivremo in debito. L’organizzazione non governativa Global Footprint Network, che calcola l’impronta ecologica annuale afferma che negli ultimi 50 anni il deficit ecologico sta crescendo in modo esponenziale.

Un pianeta solo non è più sufficiente per soddisfare le nostre esigenze e per assorbire i nostri rifiuti e già ora i bisogni dell’umanità superano il 50% delle risorse disponibili. Di questo passo, l’umanità necessiterà di due Terre entro il 2050. Gli effetti del sovra-consumo sono molto evidenti: scarsità idrica, desertificazione, ridotta produttività dei campi coltivati, collasso degli stock ittici e danni da cambiamenti climatici, con gravi ripercussioni sulle aspettative delle generazioni future.

Basta guardare l’andamento degli ultimi anni per farsi un’idea più chiara: il primo Overshoot Day dell’umanità è stato il 19 dicembre 1987, anche se i calcoli hanno stabilito che il debito ecologico è iniziato già negli anni Settanta dello scorso secolo. Tre anni dopo, nel 1990, il giorno del sovra-consumo era già passato al 7 dicembre, e dieci anni dopo (1997) al 26 ottobre. Ora è arrivato il 20 agosto.

Questo giorno è inteso come un’ indicazione, piuttosto che come una  data esatta, precisano gli scienziati del Gfn, ma sappiamo comunque che ci stiamo spostando verso un livello di domanda di risorse non sostenibile molto prima che l’anno sia finito.

Dieci anni fa gli esperti hanno iniziato a valutare la quantità di risorse nel mondo e il modo in cui vengono gestite. Utilizzando l’ettaro globale come unità di misura dell’impronta ecologica (gha), gli scienziati hanno confrontato il consumo effettivo dei Paesi analizzati rispetto alla biocapacità. Nel 2008 (i dati per gli anni successivi non sono stati ancora elaborati), l’impronta ecologica è stata del 2,7 gha pro-capite per un limite di capacità di 1,8 gha pro-capite. I principali responsabili del disavanzo sono state le emissioni di anidride carbonica che da sole hanno riguardato il 55% dell’impronta ecologica globale.

Sui 149 Paesi presi in esame, 60 sono responsabili del debito. In cima alla classifica troviamo il Qatar, con un consumo di 11,68 gha pro-capite. Per gli esperti non c’è tempo da perdere e, approfittando anche della crisi e delle relative restrizioni economiche ed energetiche,  è il tempo di aiutare il pianeta a rigenerarsi, modificando le abitudini con l’aiuto e l’impegno di tutti.

 

 

Overshoot Day: la Terra in rosso ultima modidfica: 2013-08-28T15:50:53+00:00 da Andrea Santillana