Ogm: mangiare informati/2

bruco

La scorsa settimana avevamo promesso di dare voce anche ad altre prese di posizione sugli Ogm. Riportiamo la segnalazione di uno studio sulla resistenza dei vegetali Ogm agli insetti e alcune prese di posizione di Slow Food

La rivista Nature Biotechnology ha pubblicato uno studio che mette in discussione uno dei cavalli di battaglia della campagna pro-Ogm: la resistenza agli attacchi degli insetti. Le varietà geneticamente modificate sono state dotate di proteine del Bacillus thuringiensis (Bt)*, particolarmente dannose per gli insetti. Almeno così si pensava.

Nella ricerca sono stati presi in esame 77 studi eseguiti in 8 Paesi su 13 specie di insetti. Nel 2005 solo una specie su 13 aveva mostrato di non essere sensibile alle sostanze delle proteine Bt. A questa se ne sono aggiunte altre cinque. Tre casi si sono verificati negli Usa, che da soli seminano metà della superficie mondiale coltivata a mais Bt. Ma non basta. Sembra che anche altre specie oltre a queste stiano sviluppando la stessa resistenza.

Il problema maggiore è che per far fronte a frotte di insetti che attaccano campi di mais e cotone Ogm, gli agricoltori sono tornati alle vecchie abitudini: i pesticidi. Colture geneticamente modificate per resistere agli insetti infestanti trattate anche con antiparassitari. L’efficacia delle coltivazioni Bt vacilla.

Qui di seguito citiamo invece alcune considerazioni di Carlo Petrini, presidente di Slow Food, pubblicate da La Repubblica il 20 giugno 2013 (al link troverete tutta una serie di prese di posizione in merito):

«Il nostro Paese basa una parte importante della sua economia sull’agroalimentare di qualità.

La qualità non è fatta di numeri, sigle e resistenza a malattie o erbicidi. La qualità è fatta di legami con un territorio, relazioni con la cultura di una comunità, coerenza con un determinato clima, sapienze antiche sulle quali innestare innovazione e creatività, identità. Gli Ogm tutto questo non ce l’hanno. Gli Ogm sono prodotti di fabbrica. Si possono fare ovunque, li può fare chiunque e necessitano un sistema di agricoltura monocolturale che spazzerebbe via tutte le nostre mille diversità. Quelle diversità per cui il made in Italy alimentare ci viene invidiato in tutto il mondo e per cui molti turisti vengono in questo Paese.

Il Senato ha recentemente votato all’unanimità una risoluzione in cui si dice che l’Italia deve attenersi strettamente al principio di precauzione. Questo significa che non è prudente, in un Paese come il nostro, per un’agricoltura come la nostra, in un’economia come la nostra, aprire agli Ogm.

Qualcuno considera illiberale l’idea che un certo tipo di coltivazioni sia vietato. In nome del libero mercato e di una generica libertà di scelta di ciascun individuo si dovrebbe consentire tutto a chiunque. Ma non funziona così. Non funziona così per nessun settore della vita, chissà come mai proprio in agricoltura spuntano tutti questi difensori della massima libertà. Non funziona così con gli Ogm perché le condizioni in cui devono venire coltivati sono di fatto una limitazione per chi vuole fare un altro tipo di agricoltura, e segnatamente quella biologica e biodinamica, che dovrebbero subire indesiderati incroci pollinici casuali che non solo danneggerebbero i loro raccolti ma impedirebbero le certificazioni.

Il Ministro dell’Agricoltura, quello dell’Ambiente, quello della Salute, quello dell’Economia, quello del Turismo, quello dell’Educazione e in qualche modo anche tutti gli altri sono direttamente interessati a questo problema e hanno gli strumenti legali per intervenire: occorre agire subito, in modo coerente e coordinato. Bisogna che questo Paese si decida ad andar fiero dei suoi prodotti e delle sue tradizioni, anziché lasciare tutto in balìa del primo provocatore che non ha nulla da perdere.

Perché noi invece da perdere abbiamo tantissimo, e dobbiamo evitarlo».

Come si vede, con un argomento o con un altro, chi in nome della scienza che in nome del rispetto dei tempi e delle tradizioni della natura e della civiltà contadina, gli argomenti che si fronteggiano meritano rispetto e considerazione, ma soprattutto informazione. In questo caso incrociare le fonti appare l’unica pratica per ottenere un prodotto di massima qualità: un consumatore in grado di scegliere.

 

* Il Bacillus thuringiensis è un batterio che vive nel terreno. Quando viene ingerito mediante vegetali contaminati, il batterio  libera  tossine dette tossine Bt (innocue per gli esseri umani) che danneggiano il tratto digerente delle larve di zanzare o bruchi neutrallizzandoli. È impiegato per la creazione  sia di piante transgeniche sia nell’agricoltura biologica come insetticida.

 

 

 

 

 

 

Ogm: mangiare informati/2 ultima modidfica: 2013-07-24T13:33:09+00:00 da Alessia Stefanini