Pet therapy, uno scambio reciproco

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Anima Animalis propone un innovativo progetto di pet therapy e interventi di soccorso con cani maltrattati o provenienti dai canili

L’iniziativa è promossa dalla Nardone Watzlawick Onlus in collaborazione con altre associazioni e offre a malati di Alzheimer, persone colpite da Asperger, autismo, sindrome di Down, studenti, anziani o carcerati, l’incontro-terapia con cani che provengono da situazioni di prigionia e disagio come quelle inflitte da tanti canili delle nostre regioni, ma pure da perreras spagnole o rifugi bosniaci.

Se per molti di loro si trova semplicemente una buona adozione, per i più dotati si avvia un percorso di formazione con volontari psicoterapeuti. Attualmente sei sono in forza alla pet therapy, dodici sono stati assegnati alla Protezione civile e dieci sono in formazione.

Il primo obiettivo di Anima Animalis è concludere il 2014 con una squadra di cento cani, metà dei quali dedicati alla pet therapy e gli altri alla ricerca di persone disperse. Gli animali selezionati (unica condizione è che la vita precedente non abbia procurato loro malattie gravi o incurabili) vengono affidati ai rispettivi conduttori che se ne prenderanno definitivamente cura. A differenza di iniziative in cui la pet therapy prevede la costrizione degli animali, come nelle vasche dei delfini, qui ci si  basa sulla naturale disponibilità del cane verso l’uomo.

Secondo Giorgio Nardone, fondatore del Centro di psicoterapia strategica di Arezzo e presidente del comitato scientifico della Onlus, è la relazione che cura e dunque, se non si viene a creare un reciproco scambio di attenzioni uomo-cane, non si produrranno effetti benefici. Anche per Alessandro Salvini, fondatore della Scuola di terapia sistemica relazionale, l’animale di per sé non è una medicina, ma un soggetto con cui stabilire un rapporto di lealtà reciproca e rispetto. In caso contrario non ci sarebbero né gioia, né relazione terapeutica. E dunque non esisterebbe la pet therapy.

I vantaggi che derivano dalla compagnia di un’altra specie sono ormai notissimi: basta pensare a come un animale riempie, e allunga, l’esistenza dell’anziano grazie a una corrispondenza di cure e attenzioni, alla sicurezza emotiva che un bambino trae dal rapporto con il suo amico a quattro zampe. Numerosi studi dimostrano che chi ha un pet si ammala meno di chi ne è privo. Anche sul piano psicologico la sua presenza è fra i migliori stimoli antidepressivi. Funziona anche per i detenuti e i degenti negli ospedali dove gli animali si sono rivelati preziosi anche nel caso di gravi patologie. Il miglior amico dell’uomo, specie se a sua volta ha attraversato momenti critici, si rivela oltre che un buon amico, un buon terapeuta.

www.nardone-watzlawick-onlus.org/dogrunning/progetto_anima_animalis.php

(Immagine tratta dal blog Piccolo Infinito)

 

 

Pet therapy, uno scambio reciproco ultima modidfica: 2013-07-13T20:55:38+00:00 da AC