Società e crisi: O la borsa o la spesa

taccheggioAbbiamo già parlato di taccheggio e misure alternative ai furti che ci penalizzano tutti. Abbiamo provato anche noi e…

…ci siamo imbattuti in vari modi di affrontare il problema, compreso un esempio virtuoso che vi segnaleremo. I problemi di furti nei negozi e, soprattutto, nei supermercati sono una voce di costo importante che ogni catena tenta di risolvere.

Ci sono metodi di più ampio respiro che coinvolgono la società (lavoro contro spesa, come nel caso che abbiamo illustrato in Emilia) o interventi più o meno repressivi. Ciascuno ha diritto di contrastare il fenomeno come meglio crede, ma anche in questo è doveroso operare con buon senso e, dove è possibile, con rispetto reciproco.

In primo luogo va definito il profilo del taccheggiatore: recentemente a Milano sono stati sorpresi alcuni bocconiani (studenti della prestigiosa università Bocconi) che imboscavano oltre 500 euro di generi voluttuari. Il furto si commenta da sé. Altro il caso di anziani sorpresi talvolta a sottrarre piccolissime quantità di merce addirittura da confezioni multiple, come dadi da brodo o bustine di zucchero.

Abbiamo fatto una piccola inchiesta personale, avvertendo ovviamente il punto vendita e restituendo il “maltolto” nel caso in cui la sottrazione fosse passata inosservata. In un noto centro di bricolage abbiamo prelevato un gommino da una confezione già aperta e danneggiata, giustificandoci con la scusa che ci occorreva un piccolo campione (alcuni grandi negozi del settore li forniscono a richiesta, ma in questo caso non era previsto). Ovviamente, abbiamo armeggiato un po’ alla presenza della telecamera e la videosorveglianza ci ha efficientemente intercettate. La reazione è stata decisamente muscolare: altolà, perquisizione alquanto spettacolarizzata e identificazione. Alla vista del tesserino da giornalista e relativa spiegazione la reazione è stata di difesa (ribadiamo che è legittimo che ognuno si tuteli come crede), ma anche di chiusura e fastidio il che dimostra una scarsa attenzione per il cliente. Il Centro ha chiesto, e ovviamente ottenuto, di non essere nominato.

Segnaliamo invece un esempio virtuoso al Pam di Via Olona. Stessa procedura, ma una sottrazione un po’ più consistente: un prodotto contro le zanzare del valore di alcuni euro. In questo caso era presente un addetto alla sorveglianza che individuato il furto ha cominciato a sorvegliare le successive operazioni di acquisto neanche troppo mimetizzato, intuendo probabilmente a occhio di non avere a che fare con un habitué. Un professionista avrebbe probabilmente rinunciato (e questa una sorta di prevenzione-dissuasione intelligente), mentre noi avevamo proprio l’obiettivo opposto. Completata e pagata la spesa, siamo state cortesemente avvicinate dal sorvegliante che a bassa voce ha chiesto di controllare lo scontrino e rilevato la mancanza nel conto del prodotto incriminato. Non sono stati chiesti documenti, non si è alzata la voce. Il direttore, chiamato con discrezione in causa, ci ha accompagnate alla cassa che aveva battuto lo scontrino e sempre a bassa voce ha invitato la cassiera a battere la differenza. Gentilmente la cassiera di turno ha provveduto. Evitando ogni eccesso di legittima difesa il Pam di via Olona ha reso un servizio ai suoi utenti, recuperando l’importo; ha offerto un esempio di formazione del personale di buona qualità e conservato un cliente.

Per concludere, la crisi ha mille sfumature: i furbi ne approfittano, mentre per i più fragili può essere un vero dramma. Impegniamoci tutti a osservare le regole, anche se ci tocca rinunciare a qualcosa, ma stiamo attenti a valutare con buonsenso gli episodi cui sicuramente abbiamo assistito e assisteremo evitando il più possibile di esacerbare piccoli e grandi conflitti. Soprattutto punendo con rigore le sbruffonate voluttuarie, ma evitando di umiliare chi è palesemente o notoriamente in difficoltà.

I grandi centri commerciali sono divenute le nuove piazze, specie per gli anziani nei momenti di maggiore difficoltà come nei periodi festivi in cui la solitudine si accentua, o per giovani disoccupati. Osservare per prevenire e segnalare eventuali necessità sta entrando a far parte delle buone pratiche delle strutture della grande distribuzione più responsabili verso il tessuto sociale che li circonda. Fare la spesa sostenibile e responsabile passa anche per il riconoscimento di questo ruolo, premiando le insegne che lo svolgono.

Società e crisi: O la borsa o la spesa ultima modidfica: 2013-09-11T13:14:00+00:00 da Antonella Danioni Cicalo'