Victoire e i salumi di Marco D’Oggiono

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Cosa può nascere dall’incontro gastronomico fra Victoire, una vulcanica giovane chef africana, e Marco d’Oggiono, un produttore di salumi della tradizione lombarda? Certamente un bel mix di idee innovative e una cucina fusion dai sapori sorprendenti.

 

Victoire, origini congolesi e cultura francese, è una maga nell’uso delle spezie, in particolare quelle meno conosciute, che offrono una nuova esperienza di gusto. Il salumificio Marco d’Oggiono ha invece sede vicino a Lecco, in Brianza, e produce salumi artigianali secondo la secolare tradizione locale. Per lunedì 29 settembre è prevista una cena gourmand presso il ristorante di Victoire per assaggiare i deliziosi risultati di questo connubio.

Per iniziare, un aperitivo-antipasto con una selezione variegata al tagliere dei salumi Marco d’Oggiono, accompagnati da un calice di vino. Poi, un risotto alla mortadella di foie gras Marco d’Oggiono con castagne tostate e saka saka, una specialità africana di foglie di manioca. Segue come secondo il duetto con filetto d’orata in crosta al sesamo bianco e petali di pancetta cotta affumicata “La Collinetta” su gratin di zucca e patate al “burro” di pancetta tesa Marco d’Oggiono.

Una breve interruzione per passare dalle parole ai piatti: il produttore e la chef illustreranno brevemente le peculiarità della materia prima e la sua declinazione nelle diverse preparazioni proposte. Infine, il dessert: tortino caldo di cioccolato al shichimi, un mix di spezie giapponesi leggermente piccanti, accompagnati da gelato al cioccolato.

Lunedì 29 settembre dalle ore 19,30 – menu fisso a 34 euro a persona, bevande escluse.

Per prenotazioni: tel. 02.2615430 – mob. 393 3249290

Ristorante Victoire – Milano, via Accademia 56

72100: gusto Puglia

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Il rito tutto milanese dell’aperitivo ha ora un nuovo indirizzo nel cuore di Brera a Milano. Però 72100 è anche un angolo tranquillo dove fare colazione alla mattina con i dolci della tradizione pugliese e gustare a metà giornata un pranzo creativo e leggero.

 

Inaugurato a marzo in via Solferino 46 a Milano, 72100 (numero che rappresenta il codice postale di Brindisi) è un nuovo wine bar-caffetteria guidato da due giovani brindisini, Roberto e Christian, che si è subito affermato come un locale caldo e accogliente. Provenienti da esperienze lavorative diverse, ma accomunati dalla passione per la gastronomia, hanno deciso di lanciarsi in questa nuova avventura.

Il locale vanta una carta di circa 50 etichette, rappresentative di tutte le regioni italiane, ma è naturalmente specializzato in particolare sull’eccellenza delle cantine pugliesi. Così 72100 non dà solo il nome al locale, ma è diventato un vino, un Negroamaro in purezza delle Cantine Risveglio Agricolo di Brindisi, premiate al Vinitaly 2014, che nasce da uve di vendemmia tardiva, raccolte a ottobre, ad alto grado zuccherino e che viene servito nel locale.

Al 72100 Wine bar però non si beve soltanto: i vini si accompagnano con tanti strepitosi prodotti della grande tradizione gastronomica italiana, in particolare quella pugliese. Taglieri di salumi nostrani, che comprendono culaccia e crudo di Parma, ma anche tanti altre specialità rare, come il capocollo di Martina franca e il salame di fegato. Oppure i piatti di formaggi pugliesi, con caciocavallo podolico del Gargano, erborinati, ricotta e mozzarella. Tutto accompagnato da frise, taralli, pane di Altamura e olivette salentine.

L’offerta di 72100 si svolge durante tutta la giornata e cambia secondo l’orario. Dalle 7 del mattino il locale è una caffetteria dove si può fare una ricca colazione con i dolci pugliesi di Peccati di Gola, che arrivano direttamente da laggiù: pasticciotti classici (dolcetti di pasta frolla croccante farciti con crema pasticcera)  o al cioccolato, brioche e cornetti artigianali, ma anche gustose sfogliatelle. Uno sfizio da provare: il caffè in ghiaccio con latte di mandorla, ricetta salentina contro il grande caldo.

A pranzo, lunch leggero con pochi piatti e menu fisso a 10 euro. Sempre per 10 euro, dalle 17,30 alle 21, si beve un calice scelto alla carta o un cocktail, accompagnati con un piatto servito a tavola con taralli, olive, piadine, rustici e pucce (sempre specialità salentine), involtini di bresaola e melanzana e mozzarelline fior di latte pugliesi. Dopo le 21 invece, i vini si pagano al calice.

Lorenzo Panzera: Il richiamo della tradizione

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Discendente da una famiglia milanese che da quattro generazioni si dedica alla ristorazione, il manager Lorenzo Panzera ha deciso di ritornare alla tradizione, aprendo un delizioso locale alla Stazione Centrale di Milano.

 

Il bisnonno Ampelio faceva il pasticciere a Milano già alla fine dell’800. Il nonno Federico aveva aperto un ristorante nel 1931 vicino alla nuova Stazione centrale, portato poi avanti dal figlio Giancarlo fino ai giorni nostri. L’ingegner Lorenzo Panzera invece ha fatto per 12 anni il manager di successo. Poi, come per un’attrazione irresistibile, ha deciso di tornare al business di famiglia.

“Con alle spalle questa tradizione di famiglia fortemente radicata nella memoria storica gastronomica milanese – racconta Lorenzo Panzera – è stato praticamente un ritorno alle radici. Anche perché mi sono sempre interessato fin da piccolo dell’attività dei miei genitori e alla fine ho deciso che anche per me era arrivato il momento di imboccare questa strada”.

Dopo aver passato un paio d’anni a studiare e a riorganizzare il laboratorio di pasticceria e il ristorante di famiglia per migliorarne le dinamiche, Lorenzo Panzera inizia la sua avventura. Individua l’ubicazione ideale per il suo progetto nella vecchia biglietteria ormai in dismessa da molti anni, all’interno della Stazione Centrale di Milano. Per la ristrutturazione del locale sceglie uno stile semplice e accogliente, fatto di toni morbidi e caldi, chiaro e luminoso, grazie alle grandi vetrate e a un moderno design, di gusto molto milanese.

La sua idea è quella di offrire uno angolo di ristoro a chi deve viaggiare, ma non solo: contro la tendenza dominante, decide di posizionare nella zona più visibile e più facilmente accessibile del locale la parte dedicata alla ristorazione e non la caffetteria, che si trova invece nella sezione più interna del locale. Segno di rispetto per il cliente che ha voglia di prendersi un buon caffè in tranquillità, in un angolo riparato.

“Tutto il cibo che offriamo è “fait maison”, preparato sempre freschissimo in giornata”, prosegue Lorenzo Panzera. “I dolci provengono dal laboratorio di pasticceria e la gastronomia viene cucinata in diretta nella piccola cucina a vista: panini gourmand, panettoni gastronomici farciti di coloratissime e fresche prelibatezze e poi dolcetti golosi di ogni tipo e pasticceria mignon, ma anche piatti e piattini leggeri e veloci, pasta, insalate… Ecco perché i frigoriferi li abbiamo progettati di piccole dimensioni, perché devono contenere solo i prodotti del giorno. Anche i fornitori di materia prima seguono la nostra stessa filosofia sul cibo: artigiani che fanno le cose da sé in modo naturale, rigorosamente senza conservanti, additivi e agenti chimici in genere”.

Anche l’organizzazione è ferrea. Il locale apre prestissimo e alle 5,30 già inizia con i primi caffè e fino alle 21,30 è tutto un’andirivieni. Sono circa 40 le persone che lavorano intorno al locale e al laboratorio: tutto arriva fresco ogni mattina, perché la qualità è considerata un canone inderogabile. E a proposito di panettone, vi si può trovare tutto l’anno il classico dolce milanese, da gustare al momento, ma anche in confezione regalo per chi viaggia e vuole portarlo in dono come souvenir.

Lorenzo Panzera, da buon manager, nel frattempo è entrato anche a far parte del Collegio direttivo di EPAM, l’Associazione provinciale milanese dei pubblici esercizi. Intanto guarda al futuro per nuove avventure gastronomiche a Milano e non solo.

Panzera Milano, Stazione Centrale di Milano, piazza Luigi di Savoia, vicino alla stazione di partenza degli autobus per gli aeroporti.

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Balzoo

balzooÈ il primo banco alimentare nato per aiutare cani, gatti e i loro padroni in difficoltà

La crisi morde ancora e proprio per questo Luigi Griffini ha pensato a un modo per intervenire tempestivamente e ha fondato Balzoo. Per ora a Milano, ma con la speranza di esportare l’idea in tutta Italia. In questo caso il Comune di Milano si è dimostrato sensibile al problema in quanto i cani e i gatti migliorano la qualità della vita delle persone e con questo progetto si aiutano contemporaneamente bipedi e quadrupedi.

Oltre al Comune, Balzoo si avvale di un’altra importante collaborazione, quella con i City Angels, realtà storica milanese che vede decine e decine di volontari che tutte le sere pattugliano la città portando coperte e pasti caldi agli emarginati. Fondati a Milano nel 1994, i City Angels oggi operano in 18 città italiane.
Ma Balzoo non è solo per i cani dei clochard, ma anche per cani, gatti e animali domestici di tante famiglie in grave difficoltà economica. Questo progetto è già partito e di volta in volta sarà possibile portare cibo ai gazebo allestiti a questo scopo

StraNavigli 2014

stranaviglibaby-Sabato 7 e domenica 8, tra Alzaia Naviglio Grande 4 e il ponte di Via Valenza. è di scena Stranavigli 2014

L’evento principale è la classica StraNavigli Water Race, gara creativa sull’acqua riservata a un massimo di 250 persone (per iscriversi usare il sito oppure recarsi in loco la mattina stessa, sempre che ci siano ancora posti disponibili). Chi correrà sarà suddiviso tra il Fantasy (ciambelloni, canotti, materassini, nuoto); lo StraNavigli Surf Contest; il Water Bikes e quant’altro. La prima parte della giornata è dedicata ai più piccoli, con la StraNavigli Baby (giochi d’acqua, canoe, rafting, scuola Sup e altre attività tutte gratuite); altri corsi gratuiti si terranno anche per gli adulti. L’occasione può anche essere propizia per ricominciare a parlare del progetto di riapertura dei Navigli che i cittadini milanesi avevano votato ai referendum consultivi esprimendosi convintamente per il sì.