Le uova strapazzate

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Chi non sa fare le uova strapazzate? Eppure la ricetta non è banale e ci sono piccoli trucchi e segreti che possono renderle un piatto davvero speciale

 

Per prima cosa, bisogna fare molta attenzione durante la cottura delle uova strapazzate, facendo in modo che il composto mantenga una consistenza morbida e cremosa e non si secchi, diventando grumoso ed elastico. Accompagnate le uova strapazzate con crostini di pane e, a piacere, fettine di bacon rosolate in un padellino senza grassi, lamelle di funghi o tartufi, asparagi lessati e ripassati in padella con poco burro, una dadolata di pomodoro e un pizzico di origano, ecc.

 

4 uova

30 g di burro

sale e pepe

 

1. Tagliate il burro a dadini e mettetelo in una ciotola, sgusciatevi le uova, unite un pizzico di sale e un’abbondate macinata di pepe, a piacere, e sbattete rapidamente con una forchetta.

2. Portate a ebollizione abbondante acqua in una casseruola che contenga a misura la padella da usare, posizionate quest’ultima all’interno della casseruola, in modo che il fondo sia a contatto con l’acqua e, quando questa sarà ben calda, versate il composto di uova. Mescolate lentamente con una forchetta, per rompere le uova mentre iniziano a rapprendersi. Se preferite, potete anche preparare le uova strapazzate disponendo la padella su fiamma molto bassa, ma non a contatto diretto e utilizzando un retino spargifiamma.

3. Proseguite la cottura delle uova strapazzate a fuoco basso, mescolando spesso con un cucchiaio di legno per staccare dal fondo le uova rapprese e, quando queste risulteranno opache e addensate ma ancora cremose, togliete la padella dal bagnomaria. Se volete che le uova strapazzate risultino ancora più morbide, sbattetele fin all’inizio con 1-2 cucchiai di panna fresca ben fredda.

 

 

(immagine:sporkorfoon.com)

Buona n… uova

premio uovaDal 2007 i Premi Good Egg offrono un riconoscimento alle aziende che utilizzano, o si impegnano a farlo, solo uova di galline non allevate in gabbia

Oltre 30 milioni di galline ovaiole hanno tratto a tutt’oggi giovamento dalle scelte dei vincitori dei Premi Good Egg.

Per produrre le uova necessarie al consumo mondiale ci vogliono infatti quasi 6 miliardi di galline. Le uova vengono  vendute in guscio o utilizzate da ristoranti e produttori alimentari in una vasta gamma di prodotti derivati che vanno dalla pasta alle salse, ai dolci, ai biscotti e ai piatti pronti. Una grande quantità di animali vengono allevati in modi non sempre rispettosi quando non addirittura crudeli.

Per due volte consecutive (2011 e 2012) il premio è stato conferito all’italiana Barilla, che ha scelto di usare esclusivamente le uova di galline allevate a terra, in quanto questa tipologia di allevamento è più rispettosa del benessere animale: le galline sono allevate al coperto e dispongono di molti “spazi in comune” in tutto l’edificio in cui possono muoversi liberamente.  Paragonati alle gabbie, questi sistemi permettono alle galline  libertà di muoversi, spiegare e sbattere le ali e volare decisamente maggiori, vivendo e comportandosi in modo più naturale, becchettando, facendosi le unghie e deponendo le uova in un nido chiuso.

Le galline, inoltre, sono nutrite solo con mangimi vegetali senza coloranti artificiali. I Premi Good Egg fanno parte dei premi per il benessere animale di Compassion in World Farming (fondazione no profit che da più di 40 anni lavora per questo, attiva con una sezione italiana), destinati a quelle aziende del settore alimentare che, mettendo il benessere animale al centro delle loro politiche, si dimostrano all’avanguardia  anche nel guidare  il cambiamento in direzione  di un’alimentazione più etica e sostenibile, a tutto vantaggio del benessere anche umano come dimostrano le ricorrenti infezioni di aviaria negli allevamenti inadempenti sotto questo punto di vista).

 

 

Uova in cocotte al forno

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Le uova in cocotte sono una risorsa per risparmiare e gustare al tempo stesso un piatto saporito e nutriente.

 

Sono ottime anche per far mangiare ai bambini proteine nobili in alternativa alla carne. Questa ricetta delle uova in cocotte, arricchita da formaggio, spinaci e aromi, è l’ideale anche per un invito. Preparate il composto di base in anticipo e cuocete le uova al momento. Inoltre, potete preparare le uova in cocotte in versione finger food: suddividete il mix di caprino in 8 ciotoline piccole, sgusciate 1 uovo di quaglia per ciascuna, cuocetele per 6 minuti, lasciate intiepidire e servite

 

Per 4 persone

4 uova grandi, meglio se biologiche o di fattoria

200 g di spinacini freschi o 100 g di spinaci surgelati

1 scalogno piccolo

burro

200 g di formaggino fresco di capra o di ricotta

2 cucchiai di grana padano grattugiato

4 cucchiai di latte

2-3 rametti di aneto (facoltativo)

20 g di pinoli (facoltativi)

noce moscata

sale e pepe

 

1. Mettete a bagno i pinoli per 10 minuti in acqua fredda. Spellate e tritate finemente lo scalogno, fatelo stufare in una padella con 10 g di burro, un pizzico di sale e 1 cucchiaio di acqua a fiamma bassa per 3-4 minuti. Unite gli spinacini ben sciacquati e sgocciolati grossolanamente, salate poco, coprite e lasciate appassire per 2-3 minuti. Proseguite la cottura, mescolando di tanto in tanto, finché il fondo si sarà asciugato, poi fate raffreddare.

2. Versate in una ciotola il formaggino di capra, il grana padano, un pizzico di noce moscata grattugiata e mescolate unendo a filo il latte. Incorporate gli spinaci tritati con le foglioline di aneto e regolate di sale e pepe. Suddividete il composto nelle cocotte imburrate, sgusciatevi sopra le uova, salate e distribuite i pinoli, sgocciolati e asciugati.

3. Disponete le ciotoline in una teglia, versate acqua bollente fino a metà della loro altezza, poi cuocete in forno già caldo a 160° per circa 12 minuti e servite le uova in cocotte con crostini di pane tostato.

 

 

(immagine:iletaitunerecette.eklablog.com)

Vita n… uova

vita n...uovaL’uovo un dei simboli internazionali in molte feste, ma è soprattutto un alimento naturale di cui ci si può cibare direttamente o come ingrediente di numerosi piatti.

Per fare un esempio, i Greci, i Cinesi e i Persiani se le scambiavano come dono per le feste primaverili, così come nell’antico Egitto avveniva all’equinozio di primavera, data di inizio del “nuovo anno”, quando ancora il calendario si basava sulle stagioni. 
L’usanza di donare uova decorate con elementi preziosi risale molto indietro nel tempo. Nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra (1239-1307) è stata annotata una spesa per 450 uova rivestite d’oro.

Oggi le uova sono soprattutto le protagoniste di ogni tipo di cucina.
 Il più utilizzato è l’uovo di gallina (una raccomandazione, sceglietelo di galline allevate a terra nel rispetto degli animali) ma si consumano anche uova di quaglia, oca, anatra, struzzo, senza contare che anche il celebre caviale ricavato dallo storione è fatto di uova.

In breve, l’uovo è una cellula costituita essenzialmente da guscio, tuorlo e albume.

Al centro dell’albume, prevalentemente costituito di proteine e acqua, si trova il tuorlo circondato da una membrana detta vitellina. Il tuorlo è tenuto in posizione centrale grazie alla presenza di legamenti proteici che si protraggono da esso verso i poli dell’uovo, intrecciandosi alle proteine dell’albume. L’albume è anche detto chiara d’uovo.

Nonostante alcune credenze il colore del guscio dipende esclusivamente dalla razza e non ha alcuna influenza sulle caratteristiche nutrizionali dell’uovo. Il colore del tuorlo dipende invece dai pigmenti contenuti nel mangime. È solo per accontentare noi consumatori che vengono aggiunti pigmenti! Agli italiani i tuorli piacciono di colorazione intensa, nei Paesi nordici li preferiscono pallidi. In ogni caso, le uova forniscono una quantità significativa di proteine e di altri elementi nutritivi. Contengono infatti tutti gli aminoacidi essenziali per gli esseri umani e forniscono quantità significative di parecchie vitamine e minerali, compresi vitamina A, D, E (tutte contenute nel tuorlo), riboflavina,acido folico, B6, B12, colina, ferro, calcio, fosforo e potassio. Insomma, proteine complete a basso costo commestibili a crudo o in mille ricette dolci o salate.

COSA C’E’ DENTRO A UN UOVO
A parte il proverbiale pelo ecco cosa contiene un uovo secondo l’Istituto nazionale della Nutrizione:

Per 100 grammi di uovo di gallina senza guscio

Valore energetico: 133 kcal (chilocalorie) pari a kj 535

Proteine 12,4 g

Carboidrati 0,5 g

Grassi 8,7 g