Berenice Abbott: tra scienza e realtà

La Galleria Carla Sozzani di Milano ospita l’opera di Berenice Abbott: dai ritratti alla scienza, passando per New York

berenice abbott

«La sfida per me è stata fin dall’inizio di vedere le cose per come sono, che si tratti di un ritratto, una strada urbana, una palla che rimbalza. In una parola, ho cercato di essere obiettiva».

Berenice Abbott nasce nel 1898, a Springfield, in Ohio, ma inizia presto a girare venendo in contatto con le persone e i luoghi che influenzeranno la sua opera negli anni a venire.

È prima a New York dove studia scultura e conosce Man Ray, la scrittrice Djuna Barnes, il filosofo Kenneth Burke e tanti altri. Poi si sposta a Parigi e a Berlino, dove si inserisce in quell’ambiente d’avanguardia frequentato da intellettuali che tanto andava di moda negli anni Venti e Trenta e che segnò il suo lancio come fotografa. Cominciò infatti a lavorare con Man Ray nel suo studio di Montparnasse per poi aprirne uno suo nel 1926. Si specializza nei ritratti di personaggi del mondo della cultura: James Joyce, Marcel Duchamp, André Gide, Jean Cocteau, Max Ernst, lo stesso Man Ray e tanti altri. Ritratti che suscitano emozione per come la Abbott sa tirare fuori lo sguardo, l’atteggiamento e il carattere propri di ogni artista. Secondo Sylvia Beach fondatrice della celeberrima libreria parigina Shakespeare and Company, «essere “fatti” da Man Ray o Berenice Abbott significava che eri qualcuno».

Rientrata a New York, nel 1929 realizza l’importante progetto Changing New York in cui la Abbott documenta i cambiamenti della città dopo la Grande Depressione. È in questo lavoro che si rivela la sua caratteristica principale: quella particolare attenzione per i dettagli e quella ricerca di prospettive audaci che raccontano così bene l’architettura e la struttura di New York, con quel realismo fotografico che sfiora l’esattezza scientifica. Per l’autrice, infatti, la fotografia «non è un dipinto, una poesia, una sinfonia, una danza», ma dovrebbe essere «un documento significativo, una pungente dichiarazione».

La ricerca scientifica in ambito iconico ricopre un ruolo fondamentale nell’opera della Abbott: nel 1939, infatti, inizia il grande progetto di fotografia di soggetti scientifici che le aprirà gli orizzonti di un modo completamente nuovo di fotografare.

Inizia così una serie di studi durante i quali realizza nuovi apparecchi fotografici e ricerca nuovi metodi di illuminazione, fino ad arrivare, nel ’50, a una serie di illustrazioni sui principi della meccanica e della luce per il Massachussets Institute of Technology. Per queste fotografie la Abbott si rifà ai suoi studi parigini degli anni ’20, primo fra tutti quello della  tecnica del rayogramma di Man Ray, realizzando forme astratte di altissimo livello artistico che sono, allo stesso tempo, un incredibile lavoro di documentazione sulla ricerca scientifica.

Tutte le immagini esposte, detto in modo semplice e  diretto, sono foto bellissime, chiare, pure, emozionanti.

La mostra ripercorre la carriera artistica della Abbott nei tre grandi filoni della sua opera: il ritratto, la città (New York negli anni della Depressione) e gli studi sulla forma e la luce in ambito scientifico. L’esposizione è piacevole, aperta, con quel rigore di forme e illuminazione che caratterizzano le mostre della Galleria Sozzani. Su pareti completamente bianche spiccano infatti i bianco e neri tiratissimi delle fotografie, corredate da didascalie esplicative. Sui muri, citazioni della Abbott e, all’ingresso, un  profilo di introduzione alla sua opera e al suo pensiero.

Una mostra da visitare per riscoprire un’artista sempre tanto attuale, che ha fatto del realismo fotografico e della precisione scientifica la sua bandiera, senza rinunciare a quella bellezza e a quell’incanto che sono propri dell’arte visiva.

 

INFO:

Berenice Abbott

dal 10 novembre 2013 al 6 gennaio 2014

Galleria Carla Sozzani

Corso Como 10, Milano

Tel. 02653531 – press.galleriacarlasozzani.org

 

Orari:

martedì, venerdì, sabato e domenica, ore 10.30-19.30

mercoledì e giovedì, ore 10.30-21

lunedì, ore 15.30-19.30

 

Ingresso libero

Le immagini sono di Gabriele Lopez Fotografo

 

Berenice Abbott: tra scienza e realtà ultima modidfica: 2013-11-14T18:47:34+00:00 da Alessia Stefanini