Potere alle bio… masse

biomassaLe biomasse sono una fonte energetica programmabile, con previsioni di sviluppo importanti tra le energie rinnovabili

L’utilizzo delle biomasse a fini energetici è una realtà diffusa e consolidata nel nostro Paese.

L’Enea, Ente nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, è attiva nel supportare l’industria nazionale per fornire risposte adeguate alla necessità di innovazione tecnologica e di sistema nel campo della produzione di elettricità e calore in impianti di piccola taglia (filiere agroenergetiche locali) e, in prospettiva, dei biocarburanti di seconda generazione.

Le iniziative attualmente in corso presso i centri di ricerca riguardano tra gli altri temi l’uso ottimale delle risorse di biomassa a livello territoriale e lo sviluppo, dimostrazione e qualificazione di processi, tecnologie e componenti innovativi per la produzione combinata di elettricità, calore e/o biocombustibili a livello locale.

In particolare le iniziative riguardano la produzione di biogas, da destinare alla generazione elettrica o alla immissione in rete come biocombustibile gassoso (biometano), da codigestione di FORSU, rifiuti agricoli e/o e colture energetiche ricche di zuccheri;

la sperimentazione di filiere innovative per la produzione di etanolo da biomasse agroforestali e colture da biomassa legnose ed erbacee poliennali;

sviluppo di processi di seconda generazione per la produzione di etanolo da utilizzare nei trasporti, basati su pretrattamenti ad alta efficienza e compatibilità ambientale, idrolisi enzimatica, fermentazione, separazione dell’alcol;

I biocombustibile sono un settore di grande interessa. Le attività di ricerca e sviluppo tecnologico relative alla produzione di energia e biocombustibili da colture di microalghe e altri microrganismi fotosintetici sono condotte presso il laboratorio di  tecnologie delle microalghe del Centro Ricerche Casaccia  (Roma) comprendono attività di studio, progettazione, realizzazione e gestione sperimentale di sistemi e impianti pilota, nella prospettiva della realizzazione di colture massive su larga scala, con particolare attenzione alla valorizzazione energetica e non, di tutti i possibili prodotti e sottoprodotti.

 

Ali-mentando energia

bioagricolturaIl Libro Verde dello spreco in Italia: l’Energia, è un accurato monitoraggio sul rapporto fra spreco alimentare e costi dei consumi energetici

Un accurato monitoraggio sul rapporto fra spreco alimentare e costi dei consumi energetici: ecco il  Libro Verde dello spreco in Italia: l’Energia, di Andrea Segrè e Matteo Vittuari pubblicato da Edizioni Ambiente nell’ambito della campagna europea “Un anno contro lo spreco” di Last Minute Market.

In Italia il 3% del consumo di energia è imputabile agli sprechi alimentari: una percentuale che equivale ai consumi energetici annuali di 1.650.000 italiani, o all’ 85% dei consumi finali del comparto industriale di una regione come l’Emilia Romagna (stime UniBo, su dati Lmm ed Enea). E ancora, con lo spreco energetico causato dalla produzione agricola rimasta in campo (oltre 1,5 milioni di tonnellate, pari al 3,2% della produzione totale) si potrebbero riscaldare per un anno 400.000 appartamenti di classe A (stime Unibo su valori Eni).

Solo negli Stati Uniti il 2,5% dello spreco energetico è determinato dagli sprechi alimentari. Un doppio spreco, dunque, con gravi conseguenze in termini di costi economici, sociali e ambientali: da un lato, grandi quantità di energia sono utilizzate per produrre, distribuire e consumare cibo, dall’altro, ulteriore energia viene impiegata nella gestione e nello smaltimento degli sprechi e scarti di alimenti ancora commestibili. Tutto questo mentre gli studi sulla povertà energetica registrano che 150 milioni di cittadini europei non sono in grado di pagare i costi relativi al riscaldamento, al funzionamento degli elettrodomestici e al gas per cucinare. A livello italiano la povertà energetica riguarda circa il 10% delle famiglie.

Cibo ed energia sono dunque un binomio inestricabile: anche per questo “Un anno contro lo spreco”, è sostenuto da  aziende come Whirlpool, Alce Nero e Mielizia..

Spiega il presidente di Last Minute Market, Andrea Segrè che non è un caso che gli sprechi della filiera agroalimentare siano così compenetrati ai costi energetici: buttare il cibo ancora consumabile significa anche sprecare l’energia chimica contenuta negli alimenti. In uno studio condotto in un ipermercato di Bologna è stato rilevato che in un anno vengono smaltiti come rifiuto fino a 92.000 Kg di cibo commestibile, ossia una media di 252 kg al giorno, su cui pesano in larga parte frutta, verdura e carne. Tale quantità, tradotta in termini di energia chimica (alimentare), equivale a perdere circa 310.000 Kcal al giorno, di cui quasi un terzo è rappresentato dalla carne. Con questi 252 kg di cibo sarebbe possibile fornire una dieta completa ed equilibrata per 18 persone al giorno, soddisfacendo a pieno il loro fabbisogno energetico.

Il Rapporto è un momento di consapevolezza e di nuova cultura dell’ambiente – spiega il presidente di Alce Nero Lucio Cavazzoni – che denuncia un modello insostenibile per l’Italia, racconta e per certi versi auspica che un’agricoltura diversa è possibile, anzi necessaria. Il biologico inoltre è un modo di fare agricoltura che conviene, anche e soprattutto economicamente. È un’agricoltura che produce e restituisce energia.

«La sostenibilità alimentare è una sfida globale, che va affrontata a tutti i livelli, dalle istituzioni internazionali ai singoli governi, ai grandi gruppi industriali, alla ricerca e all’università, ma ognuno di noi può e deve fare la sua parte», spiega Pierre Ley, media relations manager di Whirlpool Emea.

Questa è la tesi sostenuta nel mini-documentario Zero Impact, girato tra i laboratori del Food Institute Whirlpool di Varese, i portici di Bologna e un paesino delle Marche. È la storia di un breve viaggio nel mondo della ricerca legata alla sfida della sostenibilità alimentare, intrapreso da chi ha il compito formale di raccontare l’azienda ai media, nell’intento di vivere in prima persona il concetto di impatto zero. Il video è ambientato in parte nella Leaf House dell’entroterra anconetano – una casa di sei appartamenti che da cinque anni produce tutta l’energia che utilizza interamente da fonti rinnovabili – e dà anche alcuni stuzzicanti suggerimenti pratici di cucina sostenibile.

La produzione del video nasce perché Whirlpool riconosce la responsabilità e il ruolo che la filiera industriale agroalimentare deve avere in questo ambito, anhe perché gran parte degli sprechi sono legati proprio ai nostri modelli di consumo e al nostro stile di vita in questo delicato comparto..

 

 

 

Che energia muoverà il mondo? E’ un trilemma

Sicurezza ed equità energetica insieme alla sostenibilità ambientale, questa è la vera sfida che ogni Paese dovrà affrontare in chiave planetaria

sostenibilità ambientale

È sotto i nostri occhi in questa tragica ondata di maltempo che ha colpito la Sardegna. L’ incremento della concentrazione di CO2 in atmosfera, osservato dalla rivoluzione industriale a oggi, è  “colpa” nostra: oltre 30 miliardi di tonnellate derivate dalle attività umane si aggiungono ogni anno. Derivano principalmente dallo sfruttamento delle risorse energetiche davanti alle quali il dilemma – anzi il trilemma (World Energy Trilemma è infatti il titolo del rapporto presentato a Varsavia dal World Energy Council) è aperto.

Il rapporto analizza le prestazioni dei vari Paesi sulle tre dimensioni di sicurezza, equità e sostenibilità, confrontandole con quelle dei due anni precedenti alla luce della tesi che ogni Paese deve trovare una soluzione bilanciata a tre diverse esigenze: la sicurezza energetica, l’equità energetica e la sostenibilità ambientale e cioè soddisfare la domanda attuale e futura di energia, garantirne l’accesso a costi ragionevoli alla popolazione e farlo assicurando la sostenibilità ambientale.

Per una volta tanto il giudizio sull’Italia è ottimo in termini di sostenibilità ed è premiato con la categoria A. Scende invece al livello B per l’equità e ancora più giù, al C, per la sicurezza energetica. Da segnalare però come quest’ultimo parametro sia continuamente migliorato nel tempo, dal 2011 a oggi, portandoci dalla posizione 83 alla 69, dei 129 paesi oggetti di valutazione.

La buona prestazione in termini di sostenibilità è legata alla grande quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, pari al 28% della produzione totale per il 2012.

Secondo dati recentemente pubblicati da Terna la percentuale di produzione da fonti rinnovabili dei primi 10 mesi del 2013 è stata addirittura pari al 34% della domanda nazionale.

Eppure, il World Energy Outlook 2013, recentemente pubblicato dall’Agenzia internazionale per l’energia (Iea), ha registrato per lo scorso anno ben 544 miliardi di dollari a favore delle fonti fossili e solo 101 per la promozione delle rinnovabili. La speranza di un cambiamento arriva dalla Commissione europea, che ha in serbo un progetto di direttiva finalizzato proprio a spostare gli incentivi a favore delle rinnovabili.

 

 

 

Rinnovabili: quanta energia

energieSecondo l’ultimo rapporto redatto dalla società di ricerca e consulenza GlobalData, la capacità rinnovabile mondiale è in espansione

India, Germania, Cina, Stati Uniti, Italia, Gran Bretagna, Arabia Saudita, Brasile: secondo lo studio di GlobalData la capacità rinnovabile mondiale dovrebbe raggiungere i 2.055 GW nel 2030, crescendo a un tasso composto annuo (Cagr) dell’8,2% dal 2013 al 2030, e – questo il vero punto focale dello studio – sarà l’energia termica la principale fonte di produzione di energia elettrica nei prossimi decenni.

Se sempre più Paesi si sposteranno verso l’uso di fonti energetiche alternative, sarà la capacità termica a crescere dagli attuali 3.628 GW a 5.833 GW entro il 2030, pari al 2,8%.

Ad aumentare sarà inoltre la richiesta di gas naturale, il cui crescente utilizzo come fonte di produzione di energia elettrica ha influenzato positivamente il settore energetico a livello mondiale, riducendo la dipendenza dalle importazioni di vari Paesi, ma anche promuovendo il finanziamento di questi progetti.

Inoltre sempre più i Paesi stanno investendo in tecnologie di rete intelligenti per distribuire l’energia prodotta (smart grid). Nel 2012, la spesa globale in reti intelligenti ha raggiunto i 13,9 miliardi di dollari, con gli Stati Uniti e la Cina in testa per numero di installazioni, anche se il furto di energia è ancora un grave fattore negativo che danneggia lo sviluppo di questo settore in molti Paesi.

Il futuro dunque deve puntare anche sul miglioramento di queste delicate infrastrutture.

 

Tribewanted: la nuova frontiera del turismo eco

Sostenibilità ambientale, sociale ed economica nelle nuove eco-comunità

tribewanted

Monestevole, in Umbria

Si tratta di un progetto che usa le potenzialità della rete per risvegliare la coscienza di ognuno di noi, proponendo vacanze a prezzi agevolati, ma sopratutto a basso impatto ambientale.

Tribewanted è un concreto esempio di eco-turismo, fondato sull’esperienza di Ben Keene, che nel 2006 ha avviato il primo progetto di comunità sostenibile nell’isola di Vorovoro, alle Fiji. Tre anni dopo, dall’incontro con Filippo Bozotti, nasce la seconda comunità in Sierra Leone e a marzo 2013 la terza, in Umbria.

L’iniziativa a impatto zero gode della preparazione e dell’entusiasmo di Filippo Bozotti, laureato in finanza alla Boston University e autore di documentari sociali negli States;  dopo aver lavorato in Svizzera, Francia e USA è tornato in patria, con l’ambizione di dimostrare che anche in Italia è possibile investire in realtà eco-sostenibili. L’obiettivo di Tribewanted è quello di presentarsi come alternativa vincente al turismo di massa, cercando di valorizzare ambiente e tradizioni locali anziché distruggerli.

Il funzionamento è apparentemente semplice: diventando soci di Tribewanted si pagano 10 sterline al mese (intorno ai 12 euro) acquistando in questo modo crediti utilizzabili per passare le proprie vacanze in una delle comunità fondate. In realtà, questo meccanismo si muove grazie a una catena di ingranaggi ben oliati che vanno dal legame con la comunità locale all’utilizzo di energie alternative, passando per le garanzie sociali per i dipendenti: Bozotti ha studiato tutto nei minimi dettagli in modo da re-investire il 100% delle entrate delle attività turistiche nel progetto Tribewanted, utilizzando energia rinnovabile e riducendo i consumi idrici, energetici e i rifiuti.

Un esempio di comunità eco-sostenibile è da qualche mese sotto gli occhi di tutti noi italiani, presso Monestevole, borgo del XV secolo a 40 km da Perugia. Con la collaborazione della popolazione locale, Tribewanted ha investito in impianti solari per l’acqua calda e l’energia elettrica, biomassa, permacultura, bio-edilizia, fitodepurazione per il riciclo delle acque e in veicoli elettrici, dipingendo un’immagine positiva del nostro Paese.

Tribewanted è già alla ricerca del prossimo luogo, ovviamente grazie alla collaborazione della community, che oltre a votare può anche inviare la propria proposta per la realizzazione del futuro progetto. Bozotti spera si tratti di un’aerea urbana come Detroit, a quanto pare la favorita tra le località che hanno messo un terreno a disposizione del progetto.

Il successo dell’iniziativa testimonia che vivere a impatto zero è possibile e non solo in vacanza. Ecco perché per far parte della “tribù” non bisogna necessariamente finanziare il progetto, ma si può anche farne parte in modo concreto, soggiornando nella comunità ed educando le persone a un comportamento sostenibile che possa attenuare le conseguenze della nostra scarsa attenzione alla cura dell’ambiente.