Celestina “scambia” il sesso per amore

Al Piccolo Teatro di Milano, Luca Ronconi mette in scena Celestina

Luca Ronconi

A Luca Ronconi piacciono le sfide e gli spettacoli diluviali. Vale anche per Celestina, laggiù vicino alle concerie in riva al fiume. Per quest’ultima messa in scena il regista sceglie un testo del 1499, dello spagnolo Fernando de Rojas, un “romanzo dialogato in ventun capitoli e un prologo”, suddiviso inizialmente da 16 atti che, dopo varie manipolazioni, vengono portati a 21 nel 1502.

La struttura dell’opera oscilla tra romanzo e opera teatrale, impossibile dunque da mettere in scena senza un’importante sfrondata (secondo Carlo Emilio Gadda). Ronconi opta per la riduzione di Michel Garneau (già sperimentata da Robert Lepage) che trasforma l’opera cinquecentesca, una sorta di parodia dell’amor cortese, in un testo estremamente moderno che parla di passioni umane universali e senza tempo.

Sotto questo profilo Ronconi impegna con grande vitalità tutto se stesso (e un cast di ottimi attori) anche questa volta. La trama è semplice, da classico romanzo cinquecentesco: Calisto (Paolo Pierobon) è innamorato in modo morboso e ossessivo di Melibea (Lucrezia Guidone), ragazza virtuosa di buona famiglia; i due servi di Calisto, Sempronio (Fausto Russo Alesi) e Parmeno (Fabrizio Falco) lo convincono a chiedere i servigi di Celestina (Maria Paiato), vecchia mezzana e strega, di infimo livello sociale e interessata solo al proprio profitto, che per vivere ricostruisce la verginità delle ragazze da marito; Celestina incanta Melibea che si innamora così di Calisto, al quale si concede; Sempronio e Parmeno dopo avere aiutato Celestina a riscuotere dal padrone il compenso pattuito rivendicano la propria parte; davanti al rifiuto della vecchia la uccidono per essere loro volta uccisi e decapitati dalle guardie; Calisto, dopo un incontro con Melibea nel giardino teatro del loro amore, cade dalla scala e muore; Melibea a sua volta sceglie la morte e si suicida gettandosi dalla finestra davanti al padre, un po’ per la disperazione di aver perso l’oggetto d’amore, un po’ per vergogna.

Lo spettacolo inizia proprio con il monologo del padre Pleberio (Giovanni Crippa) davanti al corpo senza vita della figlia.

Personaggi minori completano questa storia: la madre di Melibea, Alisa (Bruna Rossi); le due protette di Celestina, Elicia (Licia Lanera) e Areusa (Lucia Lavia); la serva di Melibea, Lucrezia (Lucia Marinsalta) innamorata della sua padrona; il “bestione” Centurione (Pierluigi Corallo); il vecchio servo di Calisto, Sosia (Riccardo Bini) e il giovane servo Tristano (Gabriele Falsetta); Critone (Angelo De Maco).

Il testo è bello e molto attuale: una riflessione sull’amore e sull’eros in cui le passioni sono esasperate. L’amore è visto solo in chiave erotica: Melibea supplica Calisto di parlare con lei, di lasciarla stare sessualmente, ma alla fine si ritrovano insieme sempre e solo nell’amplesso, motore e, contemporaneamente, fine ultimo dell’azione. Parallelamente, i rapporti tra i servi di Calisto e le “ragazze” di Celestina (Sempronio ed Elicia, Parmeno e Areusa) vengono a loro volta sempre apostrofati con la parola “amore”, ma è ovvio che si tratta ancora una volta di rapporti tra cliente e prostituta, gli unici che Celestina concepisce e conosce. Tutto è intriso un erotismo pulsante (che a volte funziona, a volte è come superfluo e poco funzionale alla scena) quasi come se i rapporti non esistessero nemmeno, se non nei confini del sesso. Emblematiche sotto questo aspetto le figure dei genitori di Melibea, resi come “fantasmi” che si aggirano per la casa, ma che con Melibea non parlano mai, né danno segno di conoscerne l’intima natura.

Ma veniamo alla messa in scena. La scenografia inclinata di Marco Rossi (già collaudata nel Panico), è fatta di porte, di botole e di scale, che appaiono, scompaiono, si aprono, sbattono e accompagnano i personaggi dentro e fuori, sopra e sotto la scena. Bella e suggestiva, forse un po’ sovrautillizata, la soluzione rende l’idea dei vari luoghi dell’azione (la casa di Calisto e quella di Melibea; il bordello di Celestina; il giardino; la città…).

Il cast è di prim’ordine e regge in buona parte tutto lo spettacolo, soprattutto per quanto riguarda i ruoli principali: Maria Paiato (immensa), Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi e Fabrizio Falco. Alcuni momenti sono veramente toccanti: il monologo sulla vecchiaia di Celestina e quello sull’infelicità di Calisto, la scena finale della morte di Melibea. Una citazione particolare a Licia Lanera, credibile e intensa nella parte di Elicia.

Nel complesso però c’è un “troppo”. Troppo lungo (tre ore e un quarto più l’intervallo); troppe scene che aprono parentesi che non vengono chiuse e sottintendono sentimenti che non vengono approfonditi; troppo utilizzo della scenografia; troppe parole, forse; troppo sesso; troppo nudo.

Ci chiediamo l’utilità della lunghissima scena tra le vendicative ragazze di Celestina e Sosia e ancora tra loro e il Centurione (e ci chiediamo il perché dell’introduzione di questo personaggio che poi scompare senza costrutto). Due scene sostanzialmente sgradevoli che niente aggiungono alla storia se non un senso di fastidio per una gestualità abborracciata e inutilmente scabrosa.

E ancora, Celestina muore così velocemente e senza pathos, da rendere lo spettacolo improvvisamente orfano della sua protagonista e lasciando un vuoto che non riesce a essere colmato. Dopo di lei muoiono Sempronio e Parmeno, lasciando lo spettacolo in attesa di una fine di maggior spessore e che forse arriva qualche minuto dopo lo sperato.

Piccolo Teatro Strehler
Fino al 1 marzo 2014
Celestina laggiù vicino alle concerie in riva al fiume
di Michel Garneau
da La Celestina di Fernando de Rojas
traduzione Davide Verga
regia Luca Ronconi
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci A.J. Weissbard
suono Hubert Westkemper
melodie Peppe Servillo e Flavio D’Ancona
trucco e acconciature Aldo Signoretti
con (in ordine di apparizione) Giovanni Crippa, Paolo Pierobon, Lucrezia Guidone, Fausto Russo Alesi, Maria Paiato, Licia Lanera, Fabrizio Falco, Lucia Marinsalta, Bruna Rossi, Lucia Lavia, Gabriele Falsetta, Riccardo Bini, Pierluigi Corallo, Angelo De Maco
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Salvo diversa indicazione, gli orari degli spettacoli sono:
martedì e sabato 19.30;
mercoledì, giovedì e venerdì 20.30;
domenica 16

Per tutte le info sui costi rimandiamo al sito del Piccolo Teatro di Milano

 

Celestina “scambia” il sesso per amore ultima modidfica: 2014-02-20T17:35:05+00:00 da Alessia Stefanini