Emancipazione a pedali

afghanistanDa Kabul a Tokyio. Questo è l’obiettivo della squadra di ciclismo femminile afgana che vuole partecipare alle Olimpiadi 2020 in Giappone

Se le saudite sfidano le convenzioni locali guidando l’auto le afgane vanno in bicicletta ,con l’obiettivo di  partecipare alle Olimpiadi del 2020 in Giappone. A scortarle e proteggerle è la stessa squadra maschile che sfida i pregiudizi per mostrare al mondo un volto diverso del proprio Paese e magari vincere una competizione femminile olimpica.

Attualmente l’unione internazionale di ciclismo registra 45 atlete afgane iscritte alle tre categorie: junior, under 23 ed elite. L’allenatore Seddiq conta quindi di portare un piccolo contingente in Giappone . Servono bici, attrezzature, un meccanico, uno stipendio per l’allenatore e un minibus per raggiungere strade sicure per gli allenamenti. Per raccogliere fondi la regista Sarah Menzies di Let Media lavora a un  documentario dal titolo  Afghan Cycles.

“La bicicletta ha contribuito all’emancipazione delle donne più di qualsiasi altra cosa al mondo”, ha scritto l’americana Susan B. Anthony alla fine dell’ottocento, invitando la società femminile ad abbracciare la prima rivoluzione a pedali. Un messaggio che è tanto più vero oggi ovunque l’indipendenza della donna sia a rischio.

 

Emancipazione a pedali ultima modidfica: 2013-12-12T14:48:16+00:00 da AC