Kandinsky, capacità d’astrazione

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Al Palazzo Reale di Milano una mostra ripercorre la carriera di Vassily Kandinsky

Dal 17 dicembre 2013 al 27 aprile 2014 sarà esposta a Palazzo Reale a Milano la mostra Vassily Kandinsky – La collezione del Centre Pompidou, a cura di Angela Lampe, storica dell’arte e curatrice e conservatrice del Centre Pompidou di Parigi: una grande retrospettiva che espone 80 tra le opere fondamentali dell’artista. Il rigoroso ordine cronologico (dagli esordi in Germania agli anni della Russia e della Francia) trascina il visitatore in un viaggio attraverso la lunga vita artistica di Kandinsky; viaggio la cui meta finale è una nuova poetica, fatta di colori e immagini astratte e musicali, dato che tanta importanza ebbe la musica nella sua vita e nella sua arte.

Ad accogliere il visitatore, una sala con pitture parietali; pitture ricreate dal restauratore Jean Vidal nel 1977, fedeli copie di cinque tempere realizzate da Kandinsky per un salone ottagonale della Juryfreie Kunstausstellung di Berlino.

La mostra è organizzata in quattro sezioni che si sviluppano su otto sale.

1896-1914, a Monaco, dove si recò appositamente per studiare pittura. I primi dipinti degni di nota datano 1908 e sono paesaggi ispirati al fauvismo, antinaturalistici e dai colori accesi, che diventano mero pretesto per esercizi sulla forma e sul colore, che porteranno al primo processo di astrazione. Fu proprio a Monaco che scrisse Dello spirituale e dell’arte, saggio teorico che ripercorreva i suoi esperimenti pittorici, il rapporto tra colore e suono, indispensabile base dell’astrazione. Con l’amico Franz Marc diede poi vita al progetto del Cavaliere Azzurro, che produrrà l’Almanacco del Cavaliere Azzurro, dove si valorizza il ruolo delle arti popolari. Sono questi gli anni in cui nasce l’arte astratta di Kandinsky, ovvero le sue immagini interiori su tela.

1914-1921, in Russia: Kandinsky torna in patria allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, dove sarà coinvolto dalla Rivoluzione d’Ottobre. Si trovò perciò preso in attività culturali che lo allontanarono provvisoriamente dalla pittura. Fu però osteggiato dall’avanguardia costruttivista e nel 1921 torna in Germania.

1921-1933, il Bauhaus: tornato in Germania viene invitato da Walter Gropius a insegnare decorazione murale presso la prestigiosa scuola di arte e architettura del Bauhaus (dove realizzerà con i suoi studenti l’opera parietale di cui parlavamo all’inizio). Sono questi gli anni dell’amicizia con Paul Klee, della pubblicazione del saggio Punto e linea sul piano, e sono gli anno degli studi sulle forme geometriche e il rapporto di questi col colore. Prima forme organiche si affacciano nel 1930. Ma nel 1933 i nazisti chiudono il Bauhaus e Kandinsky emigra in Francia.

1933-1944, a Parigi: la Parigi in cui approda Kandinsky è chiusa e gelosa dei suoi artisti (tra cui Picasso e i Surrealisti). Qui sviluppa le forme biomorfe (creature degli abissi, amebe, insetti), influenzato da Joan Mirò e Jean Arp; una pittura gli serviva per staccare la mente dalla guerra, di cui comunque non vedrà la fine, morendo il 13 dicembre 1944.

Una vita artistica lunga e articolata dunque, che è stata fondamentale per le Avanguardie europee e per l’arte astratta fino a oggi.

La mostra è promossa e prodotta dall’Assessorato Cultura del Comune di Milano, Palazzo Reale, il Centre Pompidou di Parigi, il Gruppo 24 Ore e Athemisia Group.

Info:
17 dicembre 2013 – 27 aprile 2014
Vassily Kandinsky. La collezione del Centre Pompidou
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano

Orari:
Lunedì dalle 14.30 alle 19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30
Giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.3o

Biglietti:
intero 11 euro
Ridotto 9,50 euro

Per prevendite e informazioni: tel. 0254916 o sul sito dedicato alla mostra.

Kandinsky, capacità d’astrazione ultima modidfica: 2013-12-19T11:49:55+00:00 da Alessia Stefanini