Latte in movimento

latteIn un recente convegno scienziati e sportivi si sono alternati nell’approfondire il valore del latte in relazione all’attività fisica

Ricercatori internazionali, ma anche sportivi come Fiona May, Raffaello Leonardo e Mauro Berruto,  sono intervenuti a Roma al convegno Latte: un alimento in movimento, promosso da Parmalat con il patrocinio di Assolatte e dedicato alle molteplici qualità di questa preziosa risorsa alimentare, soprattutto in relazione all’attività fisica.

Numerosi studi hanno infatti dimostrato che il latte e i suoi derivati costituiscono una buona e non costosa alternativa alle bevande sportive e, per molti aspetti, anche particolarmente efficace per i soggetti che praticano sport ai diversi livelli. Secondo Julien Louis, Département de la recherche, laboratoire sport, expertise et performance Paris, l’analisi complessiva dei risultati evidenzia che il consumo di latte determina numerosi benefici anche negli intolleranti al lattosio (sul mercato sono presenti prodotti a ridotto contenuto). A tutte le età, il consumo regolare di latte contribuisce alla buona salute delle ossa e dei denti, al recupero muscolare post-esercizio e al re-equilibrio massa magra/massa grassa, che si traduce in un guadagno di massa magra e in una riduzione della massa grassa. Inoltre, grazie al suo contenuto in elettroliti, il latte risulta particolarmente adatto per favorire la reidratazione post-esercizio.

Questo perché il latte contiene tutto ciò di cui si ha bisogno per il metabolismo: gli zuccheri, che forniscono energia di rapida utilizzazione, gli amminoacidi, indispensabili per costruire la massa muscolare e riparare l’usura delle fibrocellule muscolari durante gli sforzi fisici, oltre a quantità variabili di grassi, naturalmente ricchi di acidi “grassi corti” di rapida utilizzazione. Senza dimenticare che il latte è anche una miniera di vitamine e sali minerali, come calcio, potassio, fosforo, magnesio. E in più contiene circa il 90% di acqua per idratare il corpo.

Per Pierpaolo De Feo, Direttore healthy lifestyle institute Università di Perugia, l’organismo umano è dotato di un sofisticato e complesso sistema neuro-ormonale atto a garantire la disponibilità energetica per il lavoro muscolare. Ai fini della lotta per la sopravvivenza, gli uomini primitivi dipendevano strettamente da un sistema in grado di produrre energia rapidamente per sforzi fisici intensi (reazione fuggi/combatti) e di assicurare la capacità di svolgere attività fisica prolungata nel tempo (come richiesto durante la ricerca di cibo, gli spostamenti e le migrazioni).

Queste differenti esigenze (velocità e durata), giustificano la diversità delle loro fibre muscolari che possono essere suddivise in fibre rosse o lente e fibre bianche o rapide. Le prime hanno un’alta capacità ossidativa e vengono utilizzate per lavori prolungati, mentre le fibre del secondo tipo vengono reclutate per azioni rapide o lavori pesanti. Le fibre muscolari utilizzano tre fonti energetiche: le prime due utilizzate per l’attività fisica intensa, l’ultima per quella di lunga durata. Il patrimonio genetico promosso dalla selezione della nostra specie in funzione della capacità fisica oggi richiede adeguati livelli di esercizio per il mantenimento di un buono stato di salute. Infatti la sedentarietà favorisce le malattie cardiovascolari, i tumori e la demenza. Il regolare esercizio fisico, oltre a prevenire l’insorgenza di queste patologie, ha effetti positivi sulla capacità cognitiva e sul tono cardiovascolare e dell’umore, il che comporta oltre all’allungamento della vita, il miglioramento della qualità della vita.

«Gli studi scientifici non fanno che confermare quello che noi atleti abbiamo già avuto modo di sperimentare nel corso della nostra carriera agonistica e anche ora che non gareggio più come in passato, il latte non manca mai nel mio frigorifero», ha commentato Fiona May, campionessa italiana olimpica di salto in lungo.

Michelangelo Giampietro, specialista in Medicina dello Sport e scienze dell’alimentazione e docente alla Scuola dello Sport del CONI- Roma, conferma che dopo lo sforzo fisico è necessario introdurre carboidrati, proteine e pochi grassi, ma  soprattutto reintegrare l’acqua e i minerali: alla luce di questi elementi  si potrebbe affermare che l’attenzione maggiore oggi debba essere spostata sulla giusta quantità e i corretti tempi di consumo di questo fondamentale alimento, per trasmettere e diffondere una corretta informazione, non solo ad atleti ed esperti di settore, ma anche, e soprattutto, alla popolazione in generale. Il latte entra a far parte dell’alimentazione degli sportivi italiani soprattutto nel periodo che segue la fine della seconda guerra mondiale, in un momento storico in cui il “mito americano” porta in Europa, in particolar modo in Italia, le abitudini e il modus vivendi dei vincitori, spesso adottati senza alcuno spirito critico o criterio obiettivo. Così, nello stesso periodo in cui uno statunitense, Ancel Keys, dava il nome di Dieta mediterranea allo stile alimentare degli italiani, codificandone i principi e studiandone la correlazione con la prevenzione delle patologie cardiovascolari, i nostri sportivi introducevano il latte nella propria dieta, senza conoscerne pienamente le grandi virtù nutrizionali, i benefici e, soprattutto, i giusti tempi di assunzione e le corrette quantità di consumo.

Molti anni dopo, superati i pregiudizi e riconosciuti i pregi di questa preziosa bevanda, il latte può essere considerato, a pieno titolo, un “alimento per il movimento”, poiché ricco di energia, ottimo idratante e buona fonte di minerali e proteine di importanza fondamentale per la salute e per la prestazione fisica di atleti e sportivi.

Come notavamo già all’inizio, anche per le persone che soffrono di intolleranza al lattosio o di allergia alle proteine del latte in molti casi non esistono limitazioni: l’innovazione tecnologica e lo sviluppo industriale hanno risolto brillantemente queste problematiche, consentendo a tutti di assumere latte.

E allora consumiamo questo alimento nei modi e nei tempi ottimali: sarà un grande vantaggio per la salute e per l’economia personale e nazionale.

 

Latte in movimento ultima modidfica: 2013-11-08T14:16:33+00:00 da Andrea Santillana