Mogadishow

sabaFino al 9 marzo al teatro Gobetti di Torino va in scena l’attualissimo Mogadishow, scritto e interpretato dall’artista italo-somala Saba Anglana

Evocata dal profumo “Paradiso Perduto” dell’azienda piemontese Paglieri, l’articolo più venduto in città, ecco la Mogadiscio in cui s’innesta la storia della cacciata di una famiglia mista. I cinque anni successivi alla rivoluzione di Siad Barre, sono infatti anche i primi cinque anni di vita di Saba, e coincidono per i parenti dell’autrice con la difficoltà della convivenza e la costrizione alla fuga

Saba racconta in un dialogo a più voci i personaggi e i luoghi della sua galleria privata: un cane nero che sorveglia una buca, un cammello issato su di una barca a largo, il pasto dei pescecani, la ribelle zia Dighei, la nonna Abebech, cardine del racconto, strappata dalla sua terra natale, l’Etiopia, nel periodo della colonizzazione italiana. Arrivata a Mogadiscio, costruisce una famiglia e fonda una nuova appartenenza, ma lei e i suoi figli verranno considerati stranieri e costretti nuovamente a lasciare tutto. I Worku, il gruppo familiare dei nonni materni di Saba, riprendono dunque la strada della diaspora che li riporta al Paese di origine, mentre la famiglia Anglana torna in Italia. Saba è infatti nata in Africa da padre italiano e madre etiope, una profuga nel nostro Paese.  Dopo tre generazioni, l’artista  fa oggi da ponte tra la Mogadiscio dei suoi natali e l’Italia del suo presente; solo così può ricucire la memoria e compiere una necessaria guarigione attraverso il racconto. Una narrazione  personale che, per  i temi che  tratta, diventa universale e quanto mai attuale.

 

Mogadishow ultima modidfica: 2014-03-06T14:19:54+00:00 da AS