Pentapolis: riqualificare è meglio che consumare

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Se riusassimo e riqualificassimo l’esistente potremmo finalmente smettere di consumare i suoli

Sono le conclusioni del rapporto 2014 “La riqualificazione green delle città italiane” realizzato da Pentapolis Onlus e Inbar, l’Istituto Italiano Bioarchitettura.

Dal documento si rileva che il consumo di suolo è dovuto in gran parte alla cementificazione continua per la realizzazione di nuove infrastrutture e opere di urbanizzazione (strade asfaltate e ferrovie hanno un’incidenza pari al 28%; parcheggi, piazzali e aree cantiere pari al 14%; strade sterrate e infrastrutture di trasporto secondarie pari al 19%) e per una percentuale pari al 30% per la realizzazione degli edifici secondo le stime di Ispra che segnala come il fenomeno non accenni a diminuire.

Anche nel 2012 la superficie di territorio consumato ha visto ricoperti altri 720 kmq in tre anni (+0,3% rispetto al 2009, un’area pari alla somma dei comuni di Milano, Firenze, Bologna, Napoli e Palermo) con una velocità pari a 8 mq di terreno al secondo, 70 ettari al giorno. Tra il 2009 e il 2012 si è passati da poco più di 21.000 kmq a quasi 22.000 kmq di terreno perso irreversibilmente: il 7,3% del territorio.

Inoltre, dal 2009 al 2012 la cementificazione e la conseguente impermeabilizzazione del suolo hanno causato una perdita di capacità di ritenzione dell’acqua pari a 270 milioni di tonnellate che, non potendo infiltrarsi nel terreno, devono essere gestite e regimentate.

Quando ciò non accade in modo corretto le conseguenze catastrofiche sono sotto gli occhi di tutti.

 

Pentapolis: riqualificare è meglio che consumare ultima modidfica: 2014-04-16T10:32:49+00:00 da Antonella Danioni Cicalo'