La “vera vuz” che arriva al cuore delle parole

Al Teatro Out Off di Milano, fino al 2 febbraio uno spettacolo contemporaneo che parla di radici. Con tre grandi attori

vera vuzEdoardo Erba scrive un testo d’amore per la propria terra in dialetto pavese; Lorenzo Loris lo prende e lo rende una poesia western; Gigio Alberti, Mario Sala e Monica Bonomi, lo recitano in modo sorprendente, come fosse storia loro. Quando testo, regia e interpretazione creano l’armonia di un unico respiro…ecco, lì c’è una storia, lì c’è la magia del teatro, quella che catapulta in un “dentro” che ti fa dimenticare quello che c’è fuori. Ecco, all’Out Off di Milano, questa magia è avvenuta.

La trama è semplice, ispirata a un fatto vero. Due anni fa, sul Guardian, uscì un articolo che parlava del Nuumte Oote, un’antica lingua in via di estinzione, che viene ormai parlata solo da due persone nel mondo, nel villaggio messicano di Ayapa, che vivono a pochi metri l’uno dall’altro, ma non si parlano da anni per ignoti motivi.

Partendo da questo curioso articolo, Erba costruisce una storia giallo-western, ironica e profonda al tempo stesso. Tre i protagonisti: Manuel, seduttivo bandito rifugiatosi da anni sui monti; Isidro, contadino sempliciotto e chiuso nella sua casa e Felipa, domestica di Isidro, che sogna di sposarlo e di fare la serva a un marito invece che a un padrone.

La storia inizia con Manuel che va a trovare Isidro dopo anni di assenza, in un clima di diffidenza e di antipatia. Perché? Perché sono loro due gli ultimi due uomini al mondo a parlare la “vera vuz”, il dialetto pavese. E Manuel vuole parlare – un’ultima volta – la sua lingua, perché non sono gli edifici a fare un popolo, a fare un paese, è la lingua. E la lingua è anche il pretesto per tornare a un passato, a una giovinezza, a un tempo in cui tutto era più facile, forse, o forse semplicemente sembrava. La trama gialla poi si scioglie, ma non ne parlerò in questa sede. Non voglio rovinare la sorpresa e non credo neanche sia quella a tenere incollati gli spettatori alle poltrone.

È la poesia a farlo. La poesia di una lingua che è una musica, che unisce, che è il passato dei protagonisti e anche il nostro. E poco importa se non si capisce tutto (ci sono comunque i sovratitoli): non ce n’è bisogno. È tutto chiaro, è tutto lì, nello svolgersi della storia, nella regia fluida e poetica, nella magistrale interpretazione di tre attori bravissimi, poetici, potenti.

Vera vuz è uno spettacolo che parla di nostalgia, forti radici e irrimediabile scomparsa di ciò che non si riesce – non si riesce più – a custodire, forse per rinuncia, forse perché il passato è a volte  troppo più forte del futuro…

La locandina:
Vera vuz
di Edoardo Erba
regia di Lorenzo Loris
con Gigio Alberti, Mario Sala e Monica Bonomi
scene di Daniela Gardinazzi
costumi di Nicoletta Ceccolini
luci di Luca Siola

per info e prenotazioni consultare il sito del Teatro Out Off
Spettacolo in abbonamento Invito a Teatro

 

 

 

La “vera vuz” che arriva al cuore delle parole ultima modidfica: 2014-01-23T14:59:28+00:00 da Alessia Stefanini