Follador Prosecco dal 1769: It’s Pink!

Follador Prosecco dedica alle donne il nuovo Prosecco Doc Treviso Rosé Brut, un omaggio in occasione dell’8 marzo 2021. Parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione Nazionale D.i.Re Donne in Rete contro la violenza

It’s Follador, it’s pink! È l’ultimo motto della famiglia Follador. Tra le prime realtà produttive a inaugurare l’ultima versione del Prosecco, la storica azienda di Valdobbiadene, fresca del titolo di di Miglior Prosecco del 2020 al The Champagne & Sparkling Wine World Championships, lancia sul mercato il nuovo Prosecco Doc Treviso Rosé Brut, perfetto per incontrare il gusto femminile.

“Nella nostra realtà le donne sono sempre state protagoniste: per generazioni hanno partecipato alla vita aziendale alla pari dei loro uomini, lavorando duramente”, sottolinea Cristina Follador, sales & marketing director dell’azienda. “Vogliamo assecondare le aspettative di un mercato femminile in crescita, dato che il mondo del vino sembra ancora oggi dar peso soprattutto alle esigenze maschili. I vini rosé hanno un grande appeal presso larghe fasce di consumatori e il loro gradimento risulta in grande evoluzione ovunque.”

Si chiama ‘Laelia’ l’ultima perla della produzione. Il nome di un’orchidea è un omaggio al genere femminile per riconoscere i suoi molteplici ruoli: come colonna portante della famiglia e, sempre più spesso, anche della vita aziendale. Il richiamo floreale si lega inoltre al suo gusto ricco e fiorito, con sentori intensi di mela e pesca bianca, piacevoli note di frutti rossi, mora, fragoline di bosco e ribes.

Con il giusto accostamento di Glera (90%) e Pinot Nero (10%), la famiglia Follador offre una varietà più ricca del Prosecco. Fresco e giovane, ottimo compagno dell’aperitivo, Prosecco Doc Treviso Rosé Brut è aperto ai nuovi trend e mantiene le caratteristiche di mineralità e freschezza derivate dalla vinificazione secondo il Metodo Gianfranco Follador, con la presa di spuma in autoclave.

Un’azienda guidata in maggioranza da donne, quella di Follador Prosecco dal 1769: il valore umano è parte integrante di una filosofia imprenditoriale basata sul rispetto e con questo spirito l’azienda ha deciso di devolvere parte del ricavato all’Associazione nazionale D.i.Re Donne in Rete contro la violenza. Cristina, Emanuela, Michele e Francesca Follador sono alla costante ricerca dell’eccellenza, in chiave innovativa, per promuovere vini nati dalla perfetta combinazione tra sperimentazione e attenzione al dettaglio, tra testa e cuore, da oltre 250 anni.

 www.folladorprosecco.com

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Sorbetto di limone facilissimo

Sorbetto-di-limone-ricetta-parliamo-di-cucina

Il sorbetto di limone è un dessert davvero semplice, economico e molto rinfrescante, dai benefici effetti digestivi, perfetto per completare un pranzo con piatti importanti che richiedono un dessert molto leggero.

Anticamente il sorbetto di limone veniva utilizzato durante i pranzi sontuosi anche come intermezzo fra le diverse parti del menu, quando dalle carni si passava a servire le portate di pesce. Oggi, utilizzatelo come dessert estivo oppure offritelo come dolcetto a metà pomeriggio. Se avete la gelatiera, lo potete preparare in un lampo, seguendo le istruzioni. Se invece non la possedete, potete preparare facilmente il sorbetto di limone anche a mano, utilizzando il frullatore a immersione. Se non vi piace il gusto al limone, potete sostituirlo con la stessa quantità di succo di arancia, mandarino, pesca, anguria, melone o pera.

Per 6 persone

6 limoni bio non trattati

100 g di zucchero

400 ml di acqua minerale naturale

1 albume

foglioline di menta

Ricavate a striscioline la parte gialla della scorza di 1 limone con il pelapatate e disponetela in un pentolino con l’ acqua minerale e lo zucchero.

Portate a ebollizione a fiamma media, mescolando di tanto in tanto, in modo da sciogliere completamente lo zucchero. Lasciate sobbollire a fiamma bassa per un paio di minuti, fate intiepidire poi eliminate le scorze.

Spremete i limoni, filtrate il succo e unitelo nel pentolino. Mescolate, versate il composto ottenuto nella gelatiera e procedete secondo le istruzioni dell’apparecchio. Oppure, versatelo in un contenitore ermetico abbastanza profondo e trasferitelo a raffreddare in freezer per 1 ora.

Togliete il contenitore dal freezer, aggiungete 1 albume e frullate con il frullatore a immersione, fino a ottenere un composto spumoso.

Rimettete il contenitore nel freezer ancora per 1 ora. Ripetete il passaggio con il frullatore ancora  un’altra volta, poi fate riposare in freezer per 2 ore.

Servite il sorbetto di limone in coppette oppure nelle flûte, decorando con fettine di limone e foglioline di menta fresca.

(immagine:sweetpeaskitchen.com)

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Una raffinatezza da gourmet: le ostriche irlandesi

Profumano di mare e hanno un sapore delizioso, che arriva direttamente dalle acque incontaminate dell’Oceano Atlantico: sono le ostriche  irlandesi, una prelibatezza irresistibile 

Con i suoi 7.500 km di costa nel mezzo dell’Oceano Atlantico e i 12 mila km quadrati di terreni che filtrano le piogge, l’Irlanda è uno dei luoghi ideali per la produzione di ostriche: l’origine dell’allevamento risale al XIII secolo, ma il loro consumo è una tradizione che si protrae da oltre 4 mila anni. 

Anche l’Italia apprezza moltissimo questo prezioso alimento. I nostri connazionali sono grandi appassionati di ostriche irlandesi, posizionandoci come il secondo mercato di importazione al mondo di questo prodotto. Da una recente stima di Bord Bia, l’ente governativo per la promozione del food & beverage irlandese nel mondo, risulta che circa il 20% del consumo annuale in Italia avviene nel periodo natalizio, con un ulteriore picco intorno a S. Valentino a febbraio. Il consumo estivo invece si svolge  principalmente attraverso la ristorazione, specialmente nelle località turistiche più alla moda, come la Sardegna.

Ma perché le ostriche irlandesi sono un alimento così pregiato? Innanzitutto grazie all’acqua dell’oceano dove vengono allevate: la corrente costante dell’Atlantico contribuisce a conferire loro una perfetta forma allungata e una conchiglia molto resistente, con uno smalto liscio dal colore bianco perlato. Non tutti sanno che il contenuto di carne all’interno di un’ostrica è influenzato dalla sua forma. Più profondo è il guscio, più spazio c’è per consentire lo sviluppo del mollusco. 

Ma oltre che per l’aspetto, le ostriche irlandesi si riconoscono anche per il gusto ineguagliabile che rende ogni assaggio un’esperienza sensoriale unica al palato: il loro sapore ricco, immediatamente riconoscibile al palato, nasce dalla dolcezza e persistenza dello iodio, che si combinano a un leggero tocco di note agrumate.

Altro aspetto da non sottovalutare è quello delle proprietà nutritive: questi preziosi molluschi sono ricchi di proteine e poveri di grassi, con livelli straordinariamente elevati di elementi quali iodio, ferro, rame, selenio e zinco. A ciò si aggiungono le condizioni incontaminate di allevamento che offre l’Irlanda, rendendo le ostriche irlandesi uno degli alimenti più naturali e puri che esistano. 

Queste straordinarie qualità sono riconosciute a livello universale, unitamente alla qualità della performance ambientale fondata sui principi di acquacultura sostenibile. Infatti, quasi tutti i produttori di ostriche in Irlanda sono membri verificati di Origin Green, l’unico programma di sostenibilità al mondo che opera su scala nazionale. Grazie a verifiche indipendenti periodiche, Origin Green consente ai produttori irlandesi di stabilire e raggiungere obiettivi misurabili di sostenibilità, riducendo l’impatto ambientale, fornendo un servizio più efficace alle comunità locali e tutelando la straordinaria ricchezza delle risorse naturali che il nostro paese può vantare.

Ecco alcuni consigli su come conservare, preparare e gustare le ostriche irlandesi 

Quando si acquistano ostriche crude da mangiare a casa, bisogna riporle in frigorifero nel loro guscio, tenendole al freddo il più possibile per mantenerle fresche. Il sapore è migliore se sono consumate entro 24 ore.

Per prepararle, coprite il palmo della mano con uno strofinaccio piegato. Disponete il lato concavo dell’ostrica nella mano con il lato piatto rivolto verso l’alto. Tenendo saldamente con lo strofinaccio, inserite il coltello nella cerniera dell’ostrica e fate leva verso l’alto con una torsione. Fate scorrere la lama lungo la parte inferiore del guscio per recidere il muscolo all’interno. Usate il coltello per aprire la parte superiore, quindi recidete il muscolo sotto il quale l’ostrica si attacca alla base del guscio inferiore.

Come gustarle: le ostriche crude si servono aperte all’interno del guscio inferiore con la loro acqua, disposte su un letto di ghiaccio o sale grosso e irrorate con abbondante succo di limone o gocce di Tabasco. In alternativa, possono essere servite anche con la salsa Ponzu giapponese o la sauce Mignonette, una classica vinaigrette allo scalogno. 

Sauce Mignonette

1 scalogno 

60 ml di aceto di vino rosso

pepe nero 

Mescolate lo scalogno tritato finemente con l’aceto e pepe a piacere. Conservate la salsa al freddo fino al momento di servire poi suddividetela nelle ostriche aperte.

Salsa Ponzu

2 cucchiai di salsa di soia

1 cucchiaino di succo di limone

1 cucchiaino di succo di lime

2 cucchiai di salsa di pesce

1 cucchiaino abbondante di mirin (vino dolce di riso)

1 cucchiaino di aceto di riso

1 scalogno piccolo

Affettate finemente lo scalogno. Versate in una piccola ciotola tutti gli ingredienti liquidi, mescolate con una frusta e conservate l salsa al fresco fino al momento di suddividerla nelle ostriche aperte. Servite guarnendo con fettine di scalogno. 


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Il tonno sostenibile

Mareblu continua il suo impegno a sostegno dell’ambiente e di mari più sani, con la gamma Non si sgocciola, pratica e gustosa a tavola e più attenta all’ambiente che ci circonda

Oltre due terzi della superficie terrestre sono ricoperti d’acqua: si può immediatamente comprendere l’importanza che i mari ricoprono per il nostro pianeta, ricchi di biodiversità, fonte di cibo, produttori di ossigeno e regolatori del clima. 

È ormai noto che circa l’85% delle persone sgoccioli il tonno in scatola direttamente nel lavandino, un gesto tanto semplice quanto potenzialmente dannoso per l’ambiente. Con il Tonno all’Olio d’Oliva Mareblu Non si sgocciola, nato dalla collaborazione tra Mareblu e Legambiente, il prodotto può essere consumato senza essere sgocciolato, riducendo così la dispersione di olio nell’ambiente.

La gamma Non si sgocciola di Mareblu è composta da altre tre differenti proposte: il Tonno VeroNaturale, il Tonno VeroSapore e il Tonno Leggero. Comune denominatore di tutti i prodotti in gamma: non è necessario sgocciolarli prima di portarli in tavola. 

Tonno, sale e un filo d’acqua: dal mix di questi soli tre ingredienti nasce tutta la bontà del Tonno Mareblu VeroNaturale, il suo gusto e compattezza vengono preservati dalla presenza di una quantità minore di acqua e mantiene una perfetta conservazione grazie al vapore utilizzato durante il processo di produzione. 

A completare la gamma Non si sgocciola, un prodotto dedicato agli estimatori dell’olio extra vergine di oliva, il Tonno VeroSapore, e il Tonno Leggero, che con il 60% di grassi in meno è ideale per chi non vuole perdere di vista la propria linea. Entrambi i prodotti sono conditi con un filo di olio ed estremamente pratici.

Mareblu, parte del Gruppo Thai Union, aderisce inoltre al progetto di sostenibilità globale SeaChange®, che contribuisce al rispetto dei mari, la sicurezza dei lavoratori e la legalità per l’intera industria ittica. 


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Una novità tutta naturale di Pasticceria Filippi

Un nuovo dolce completamente genuino, un prodotto tutto naturale da veri artigiani del gusto: è il Panettone Super Avoriè Classico della Pasticceria Filippi. Per un Natale 2020 all’insegna dell’autenticità.

Con il Panettone Super Avoriè Classico la Pasticceria Filippi conquista un nuovo traguardo nella ricerca del gusto artigianale. Un dolce completamente naturale, nel quale le pregiate materie prime si esprimono al meglio in un impasto sontuoso e appagante. L’azienda è da sempre impegnata nella selezione e nella cura degli ingredienti migliori e i Panettoni Filippi si distinguono per l’assenza di conservanti e di aromi artificiali e per la lavorazione rigorosamente artigianale. 

Il segreto di questi prodotti sta nella ricerca, nella selezione e nella cura degli ingredienti più pregiati, all’insegna della genuinità, per realizzare lievitati dal gusto unico, in cui ogni ingrediente è valorizzato e si armonizza perfettamente con gli altri.

Di stagione in stagione, le materie prime vengono accuratamente riconsiderate per poi essere aggiornate o riconfermate, nel rispetto delle tecniche e dei sapori della tradizione che la famiglia vuole tramandare, sempre con un occhio curioso e attento verso le innovazioni e il futuro. 

Con il Super Avoriè Classico, un panettone al cento per cento naturale, la Pasticceria Filippi prosegue sulla strada della genuinità. “E’ un grande panettone – dicono i titolari Andrea e Lorenzo Filippi – che arriva dopo due anni di intenso lavoro su prove e sperimentazioni. Per vivere le festività 2020 con il calore ritrovato dei propri cari abbiamo realizzato un panettone che si distingue per la sua completa autenticità”. 

Come per tutti i dolci natalizi della Pasticceria Filippi, le materie prime sono state accuratamente selezionate e poi trattate con assoluto rispetto delle tecniche e dei sapori della tradizione. La pasta madre, realizzata con lievito naturale che viene rinfrescato di giorno in giorno fin dal lontano 1972, è l’impronta caratteristica che rende unici i prodotti Filippi. 

All’impasto così ottenuto si unisce il pregiatissimo burro fresco di latteria Corman, il latte fresco e a chilometro zero delle Latterie Vicentine e il miele dell’apicoltura Gatto Igor, situata nei vicini colli Euganei. La frutta utilizzata dalla Pasticceria Filippi per le sue creazioni è candita dal fresco mediante un processo lento che dura settimane e cubettata dopo la canditura in modo da evitare la perdita dei preziosi olii essenziali contenuti nella buccia. 

Per tutti i panettoni Filippi l’uvetta usata è quella australiana, bionda e succosa, lavorata senza nessun trattamento né additivo. A completare il gusto e il profumo del nuovo panettone, c’è una generosa dose di vaniglia naturale del Madagascar, ottenuta dalla macinazione dei baccelli interi naturali, con un tenore di vanillina superiore a quello di altri frutti provenienti da altre parti del mondo. 

Non ultimo, è importante anche ricordare la grande attenzione che Filippi pone per tutto quello che riguarda la sostenibilità e l’ambiente: tutte le carte, i pendagli, le shopper e le scatole che la Pasticceria utilizza, sono fatti con prodotti a marchio FSC, che identifica tutto ciò che viene generato dal legno proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile, e i nastri sono realizzati con filato ottenuto dalla plastica di bottiglie riciclate tramite un processo esclusivamente meccanico e senza l’uso di agenti chimici.

https://www.pasticceriafilippi.it

https://www.pasticceriafilippi.it
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W la pappa col pomodoro!

Agromonte presenta Pargolosi, la prima salsa di datterino pensata per bambini. Dolce, cremosa e preparata solo con pomodorini siciliani freschi e verdure selezionate biologiche

La salsa di pomodoro è un ingrediente semplice, genuino e pieno di colore, capace di trasformare qualsiasi piatto in una gioia per il palato. Se poi è dolce e senza pezzi, anche i bambini più diffidenti saranno conquistati. Del resto, non c’è gioia più grande, vedere i propri bimbi vuotare il piatto, leccarsi i baffi con le guance paffute cosparse di pomodoro. La salsa dei Pargolosi piace tanto ai bambini perché è cremosa e senza pezzi, è dolce, consistente e con il suo colore rosso regala vivacità a tutti i piatti.

È proprio a loro che ha pensato Agromonte con la nuova linea Pargolosi, la prima salsa pronta di datterino bio. L’azienda siciliana, fra le prime in Italia nella produzione di salse pronte di pomodoro, si è posta l’obiettivo di generare ulteriore valore nella categoria salse, che ha dimostrato negli ultimi anni una grande vivacità ed è quindi un importante driver di crescita per il mercato dei rossi. 

Pargolosi è la salsa pronta che mette d’accordo mamme e bambini. Piace alle mamme perché è fatta solo con materie prime biologiche, prima tra tutte il pomodoro datterino siciliano, raccolto in estate quando le proprietà organolettiche sono ottimali, lavorato dal fresco e trasformato in una gustosa salsa entro poche ore dalla raccolta. A questa dolcissima varietà di pomodoro si aggiungono verdure selezionate come carota, cipolla e basilico, tutte rigorosamente di origine biologica e olio extravergine di oliva biologico. 

La trasformazione del datterino segue un metodo di lavorazione naturale, senza coloranti, conservanti e senza concentrato di pomodoro, che permette di ottenere una salsa densa e ricca di sapore. Alle mamme servirà solo scaldarla e sarà pronta in un minuto. In più, ognuna delle due confezioni in vetro da 160 g è pensata per due comode porzioni, così da consumarla in breve tempo, senza il rischio di essere sprecata. 

Non solo, la linea Pargolosi invita i bambini a entrare in un mondo fantastico dove conoscere una simpatica combriccola di amici pomodorini. Il protagonista, Pargo Jack, è sempre presente sul packaging e sull’etichetta della bottiglia di salsa. All’interno del packaging, invece, si trovano dei giochi divertenti che stimolano i bambini a interagire con i vari Pargolosi e collezionarli in forma di burattini. 

Inoltre, sul sito www.agromonte.it/pargolosi/ è possibile scaricare il Pargo-teatrino dove poter far prender vita ai vari personaggi e inventare delle divertenti storie. 

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“Cosa vuoi di più dalla vita? Storia di Amaro Lucano

Storia di un’Italia dal bicchiere mezzo pieno. Francesco Vena e Emiliano Maria Cappuccitti ripercorrono in un libro un pezzo di storia dell’imprenditoria italiana

Quando nelle case degli italiani compare per la prima volta uno dei claim pubblicitari più noti, destinato a diventare un modo di dire nazionale: Cosa vuoi di più dalla vita?”, la risposta alla domanda delle domande è presto detta, perché ha a che fare con uno degli amari più conosciuti ed apprezzati nel mondo: l’Amaro Lucano. 

Una domanda tanto vaga quanto spiazzante, diventata nel tempo espressione di gergo comune, accompagnando generazioni diverse a domandarsi, con amara ironia, cosa volere davvero dalla vita, oltre a un Amaro Lucano, sinonimo di semplicità e di straordinaria normalità adatta a ogni occasione.

A trent’anni dal lancio dello spot, Francesco Vena, proprietario di Lucano 1894, ed Emiliano Maria Cappuccitti, HR Director Coca-Cola HBC Italia, ripercorrono la storia di un’Italia “dal bicchiere mezzo pieno”, di un Paese animato da sogni e speranze oggi più che mai, in un’era in cui qualcosa è cambiato davvero, per tutti. Un viaggio tra passato e presente, con aneddoti divertenti e continui flashback, che narra anche le origini del celebre Amaro Lucano e dalla storia di una famiglia lucana, la Famiglia Vena, diventata una delle più importanti realtà aziendali nella produzione e commercializzazione di spirits. 

«Cosa vuoi di più dalla vita? è una domanda che ci siamo posti spesso, soprattutto durante questa pandemia che ha modificato gli equilibri mondiali finora in atto», dice Francesco Vena, proprietario di Lucano 1894. «Questo libro vuole essere un contributo per ripensare a un nuovo modo di vivere la realtà, un inno alla lucanità, ma soprattutto all’italianità e al suo patrimonio di conoscenze, bellezze e costumi perché, dalle storie imprenditoriali del passato e domandandoci anche oggi che cosa davvero vogliamo dalla vita, quali sono le nostre responsabilità e il nostro ruolo come imprenditori italiani, si origini un vento di ripartenza con quello stesso impeto e quella stessa resilienza che rendono gli italiani così unici. Un viaggio memorabile al termine del quale avere voglia di vivere l’Italia e avvertire un orgoglio che non è riuscita a sopire neppure una pandemia mondiale». 

Il libro dedicato a Amaro Lucano è la storia di una famiglia lucana che, partita da un liquore nato dalla tradizione locale, è diventata una delle più importanti aziende nazionali nella produzione e commercializzazione degli spirits. Un brand conosciuto in tutto il mondo che ha saputo mantenere il suo “spirito” fondato sul rispetto della passione di famiglia e della terra in cui è nato. 

«Questo libro non possiamo considerarlo un libro. Almeno, non lo è nel senso che usualmente si assegna alla parola», dice Emiliano Maria Cappuccitti, HR Director Coca-Cola HBC Italia. «E’ stato scritto in poco più di 2 settimane, mentre fuori imperversava l’incognita più grave che il nostro Paese e il mondo si sono trovate ad affrontare negli ultimi 80 anni, Cosa vuoi di più dalla vita? è un manifesto dell’Italia che verrà. Ci troverete dentro parecchi tasselli importanti: quelli del volto migliore del nostro Paese, delle ambizioni, certo, ma anche e soprattutto di quel genio, tutto italiano, che prende forma nel voler mettere mano non alle cose semplici, che quello lo sanno fare tutti, ma a quelle migliori, difficili e, come tali, degne di tutto il nostro talento».  

Oggi Gruppo Lucano conta circa 50 dipendenti tra la sede operativa di Pisticci Scalo, dove si trovano i reparti produttivi, Vico Equense, Matera e l’headquarter di Milano e investe costantemente in comunicazione, risorse umane e ricerca e sviluppo per incrementare la propria market share in Italia e all’estero. Oltre alla produzione del famoso Amaro, l’azienda ha nel proprio catalogo altre 15 etichette di liquoristica italiana realizzate nello stabilimento di Pisticci. 

Il libro “Cosa vuoi di più dalla vita? Amaro Lucano: storia di un’Italia dal bicchiere mezzo pieno”, edito da Rubbettino, è disponibile sia in versione ebook in tutti i principali store online (Amazon, Kobo, etc.), sia in versione cartacea nelle librerie, oppure ordinandolo dal sito www.store.rubbettinoeditore.it.

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Regala un Natale speciale ai bambini ammalati di Neuroblastoma

Con i doni solidali dell’Associazione del bambino con l’imbuto la Ricerca può ripartire! La Ricerca è vita: questo è il messaggio della campagna natalizia 2020 dell’Associazione italiana per la lotta al Neuroblastoma 

“Dono Ricerca RiDono la vita”! E il regalo migliore è proprio quello che dona speranza ai bambini malati di tumore. 

Sono tante le proposte tra cui scegliere: la nuova pallina bianca con l’abete rosso ricavato sovrapponendo l’imbuto simbolo dell’Associazione, gli immancabili e gustosi cioccolatini dell’Imbuto, l’angelo da appendere all’albero, la ciotola, il vassoio, i mug nei soggetti renna e Natività, i magneti a forma di doppio cuore e t-shirt, oltre ai classici biglietti augurali. 

La donazione sosterrà i ricercatori impegnati a trovare la cura definitiva per tutti i piccoli grandi guerrieri affetti da Neuroblastoma, un tumore gravissimo che è la prima causa di morte per malattia dopo le leucemie in età prescolare e in Italia colpisce ogni anno circa 130 bambini. 

Purtroppo la pandemia ha penalizzato fortemente la Ricerca nell’ambito di questo umore: il Coronavirus, però, non ha fatto sconti ai bambini, che anche in questi mesi hanno continuato ad ammalarsi e a morire. Per questo è necessario far ripartire subito la Ricerca: lo fa l’Associazione Neuroblastoma con il progetto Genedren, a cui saranno destinate le donazioni raccolte in occasione del prossimo Natale. 

“E’ un progetto di genomica realizzato in rete tra diversi Centri di ricerca d’eccellenza in Italia, che si propone di identificare le alterazioni genetiche ereditate attraverso una tecnologia avanzata, e quindi di trovare farmaci specifici in grado di annientare le cellule cancerogene”, dice Sara Costa, presidente dell’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma e mamma di Luca, un bimbo che ha lottato per la vita e non ce l’ha fatta. “Non possiamo fermarci proprio ora che l’obiettivo è sempre più vicino: le percentuali di guarigione negli anni sono cresciute, anche per gli stadi più avanzati, fino al 35-40%. Ciò che sembrava impossibile si è avverato: negli anni 80 si salvava solo un bambino su dieci, oggi uno su tre. Questo però non ci basta: vogliamo raggiungere il 100 per cento di guarigioni e mantenere così la promessa che abbiamo fatto a noi stessi e ai nostri figli, che mai più nessun bambino e nessuna famiglia dovessero soffrire ciò che abbiamo sofferto noi”.

La Campagna di Natale dell’Associazione NB è un’occasione importante per impegnarsi in prima persona e contribuire a rendere davvero il Natale una festa di gioia, rinascita e condivisione. 

Tutti i doni possono essere prenotati scrivendo a natale@neuroblastoma.org; oppure direttamente sul sito www.neuroblastoma.org o telefonando ai numeri 010 9868319 e 010 9868320. 

La campagna 2020 “Dono Ricerca RiDono la vita”, che vede ritratti i ricercatori dell’Associazione – il Prof. Alessandro Quattrone, direttore del CIBIO di Trento e la dottoressa Francesca Broso, del medesimo istituto; il Prof. Aldo Pagano e le dottoresse Francesca Baldini e Matilde Calderoni del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università degli Studi di Genova, insieme a bambini non malati, che hanno voluto aiutare i loro piccoli amici – è patrocinata dallo Stato Maggiore della Difesa e da tutte le Forze Armate a esso referenti; da Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Associazione Nazionale Alpini, Associazione Nazionale Carabinieri, Associazione Polizia Locale. 

L’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma Onlus è un ente senza scopo di lucro nato nel 1993 per volontà di genitori e oncologi, con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica sul Neuroblastoma e, in seguito, sui Tumori solidi pediatrici. Oggi conta circa 120 mila sostenitori ed è attiva su tutto il territorio nazionale. Nei 27 anni di attività ha destinato oltre 20 milioni di euro alla ricerca scientifica.

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Torta di mele al limoncello

Sembra che la torta più amata al mondo sia proprio quella di mele. Non per nulla è il dolce della nonna per antonomasia. 

Inoltre, la torta di mele al limoncello ha un particolare aroma di freschezza, dato proprio dal leggero liquore casalingo tipico della Costiera amalfitana che aggiunge una nota inconsueta. Naturalmente, la torta si presta anche a numerose varianti: in altre stagioni, si può fare benissimo con le pere, le pesche o le prugne, secondo la frutta disponibile e i gusti, oppure con altri liquori, tipo il Calvados, raffinato distillato francese ottenuto proprio dalle mele. Poi si possono aggiungere sulla superficie granella di frutta secca oppure frutti di bosco a piacere. Servite la torta di mele al limoncello con crema inglese o pasticcera, panna montata, gelato alla vaniglia o allo yogurt.

Per 8-10 persone

4 mele Golden o renette 
200 g di farina 00
80 g di amido di mais
180 g di zucchero 
1 bustina di lievito vanigliato
100 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente
100 ml di latte
3 uova
1 limone non trattato  
3 cucchiai di  limoncello (o di succo di limone)
sale
zucchero a velo

Sbucciate le mele, tagliatele a fettine sottili, mettetele in una ciotola e irroratele con il liquore (o succo di limone). 

Montate in una ciotola il burro con lo zucchero, la scorza grattugiata di 1/2 limone e un pizzico di sale, finché sarà spumoso. Incorporate le uova, uno per volta, poi versate a pioggia la farina setacciata con l’amido di mais e il lievito, in 2-3 volte, alternandola con il latte e mescolando bene. 

Versate il composto in uno stampo a cerniera da 26 cm di diametro, imburrato e infarinato, oppure foderato con un foglio di carta da forno bagnato e strizzato. Quindi, disponete sulla superficie le fettine di mela in senso circolare, affondandole nell’impasto. 

Cuocete la torta in forno già caldo a 180 °C per circa 50-60 minuti. Sfornatela e lasciatela raffreddare completamente, trasferitela su un piatto da portata e servitela spolverizzata con zucchero a velo. Il dolce sarà migliore se lo gustate il giorno successivo. 


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Una settimana alla scoperta della Corea

Dal 25 al 30 ottobre la full immersion dedicata alla Corea. Parte la Korea Week, per la prima volta on line, tra cucina, K-Pop, film e spettacoli di media art. La cucina coreana diventa “pop” con le dirette della star della TV e del web come Benedetta Parodi e Damiano Carrara. Tra gli ospiti anche lo chef italiano Fabrizio Ferrari, una stella Michelin e protagonista del “Masterchef Coreano”  

Un viaggio lungo sei giorni attraverso l’affascinante Repubblica di Corea. Dal 25 al 30 ottobre si svolge per la prima volta on line la Korea Week, una settimana di eventi gratuiti, tutti rigorosamente live streaming che spaziano da lezioni di cucina a uno show televisivo dedicato al K-Pop, a una mostra dedicata alle lotte contro le epidemie in Corea (il famoso “metodo coreano” per il Covid ante litteram), dai film dei maggiori registi in streaming fino a uno spettacolo di media art con luci e musica realizzato appositamente per l’Italia. 

“La Korea Week – commenta il direttore dell’Istituto Culturale Coreano Choong Suk Oh – è sempre stato un evento live con appuntamenti nelle grandi città: Roma, Napoli, Firenze, Milano e Torino. Oggi ci spostiamo sul digitale a causa del momento storico legato al Covid, ma grazie agli strumenti offerti dal web come sempre cercheremo di far conoscere la nostra cultura ad un pubblico che possa essere il più ampio possibile”. 

Cuore della manifestazione è quest’anno la cucina. Le star della tv e del web della cucina italiana Benedetta Parodi, Chiara Maci, Damiano Carrara, Michela Coppa, Sonia Peronaci da lunedì 26 ottobre a sabato 31 ottobre saranno in diretta su Instagram per cimentarsi nella preparazione di ricette tipiche coreane. I fan e gli appassionati potranno conoscere piatti coreani come il Bibimbap (riso misto Coreano), il Bulgoghi (straccetti di manzo in salsa di soia), l’Haemul Pajeon (frittella con frutti di mare e cipollotti), il Kimbap (roll di riso Coreano), il Bossam (maiale bollito con Kimchi) e il Songpyeon (dolcetto di riso). Tutti gli spettatori potranno imparare le ricette per preparare in maniera semplice e divertente i piatti tipici coreani, dalle portate principali fino ai dolci. 

Tra gli ospiti anche Fabrizio Ferrari, già chef de “Al Porticciolo 84”, ristorante di Lecco, 1 stella Michelin, che è diventato uno dei più famosi partecipanti di Hansik Daechup, una sorta di Masterchef in salsa gochujang. Dopo la partecipazione a questo programma, Ferrari prima ha insegnato all’Università di Arti Culinarie più prestigiosa della penisola coreana, la Woosong University (che da poco aveva stretto un accordo con l’Institut Paul Bocuse di Lione), mentre ora è professore al Sejong University a Seoul. 

Attualmente è in attività in Corea: oltre a lavorare nella televisione coreana e a gestire un canale YouTube. Chef Fabrizio, oltre alle sue capacità nella cucina italiana, ha fatto sua anche quella Coreana. Durante la Korea Week presenterà al pubblico una gustosa ricetta della cultura gastronomica coreana e racconterà la sua esperienza in Corea. 

È proprio Ferrari che sottolinea cosa i coreani possono insegnare a noi in materia di cucina: “Sicuramente il cibo è cura del corpo: ciò che mangiamo può essere benefico o malefico. Per esempio, l’utilizzo di tanti cibi fermentati crea un livello di salute migliore e rafforza il sistema immunitario. Tra gli ingredienti che sicuramente possono funzionare nella nostra cucina consiglio la salsa gochujang al posto del peperoncino, il kimchi per insaporire i contorni della carne oppure i pesci fermentati (come i gamberetti) per dare sapore al posto del sale”. 

La manifestazione inizia domenica 25 ottobre alle 21 con il K-Pop Party, un vero e proprio programma televisivo sul canale YouTube dell’Istituto Culturale Coreano, dove 15 gruppi selezionati da tutta Italia daranno sfoggio delle loro abilità riproducendo le coreografie e le canzoni dei loro artisti e gruppi K-Pop preferiti. I vincitori verranno selezionati attraverso il voto del pubblico e della giuria interna dell’Istituto Culturale Coreano.

Lunedì 26 si inaugura la mostra “Il Regno Joseon e la lotta contro le epidemie”, esposizione del National Museum of Korea che illustra come venivano affrontate le epidemie di malattie infettive nel passato. Un metodo Corea ante litteram, che diventa argomento di sicuro interesse soprattutto alla luce dell’attuale pandemia.

Grande spazio anche al cinema che ha avuto crescente popolarità grazie al successo di Parasite e delle altre pellicole del regista coreano Bong Joon-ho. L’Istituto Culturale triplica il suo consueto appuntamento mensile con il cinema coreano e propone al pubblico italiano 3 film in streaming: “Poetry” del regista Lee Chang-Dong (altro regista molto apprezzato in Italia per “Burning”, ultimo suo successo), “Il Buono, il Matto e il Cattivo” del regista Kim Jee-Woon (uno dei registi più eccentrici e talentuosi del cinema coreano) con protagonisti star coreane assolute come Song Kang-Ho (alla luci della ribalta con “Parasite”), Lee Byung-Hun e Jung Woo-Sung e infine “Cold Eyes”, adrenalinico remake sudcoreano di “Eye in the Sky”. Per vedere i film è sufficiente iscriversi alla newsletter dell’Istituto Culturale Coreano. 

La Korea Week si conclude con un duplice appuntamento venerdì 30 ottobre ore 19.00 e sabato 31 ottobre ore 19.00 con lo spettacolo Harmony of Light, show registrato appositamente per l’Italia del SDG crew. Si tratta di una performance visual con video e luci, che riunisce vari campi dell’arte con il Media Art. Il risultato è un’esibizione dalla profondità che va oltre il palco con effetti visivi che stimolano l’immaginazione del pubblico. 

Canale YouTube Istituto Culturale Coreano (https://www.youtube.com/channel/UCB6tL4ogLGVtMvkig2zIDVA)

http://italia.korean-culture.org/it/
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Inimitabile gusto italiano

Le Bibite Sanpellegrino, brand icona dell’autentico gusto italiano, e ToiletPaper, il collettivo artistico più iconico e irriverente d’Italia reinterpretano le tre storiche referenze in lattina Aranciata, Aranciata Amara e Chinò con un packaging pop, che celebra la cura per i dettagli, la qualità e la passione per le cose fatte a regola d’arte. 

Non c’è momento migliore dell’arrivo di quest’estate dal sapore Made in Italy, per celebrare l’estro creativo italiano, che anche in situazioni difficili come quella vissuta negli ultimi mesi, ha rappresentato una leva su cui fare affidamento per dar vita a qualcosa di nuovo, che portasse esperienze uniche nelle case degli italiani. 

Ed è proprio questo estro creativo che le Bibite Sanpellegrino, brand icona dell’autentico gusto italiano, e ToiletPaper, collettivo artistico tra i più creativi e rappresentativi d’Italia, fondato da Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari, celebrano in una nuova e iconica Limited Edition che rappresenta al meglio l’inimitabile gusto italiano, come sapore inconfondibile delle Bibite Sanpellegrino e come sensibilità estetica e genio creativo.

Estro e creatività da sempre contraddistinguono le Bibite Sanpellegrino, ne sono l’essenza e fanno parte del loro Dna, traducendosi nella capacità di valorizzare il saper fare italiano, realizzando bibite con ingredienti di qualità selezionati e raffinati, coltivati e miscelati grazie alla creatività autentica che le caratterizza dal 1932. Un’autenticità che è l’espressione concreta di quel gusto italiano in grado di offrire un’esperienza unica ed esaltare ogni momento di convivialità. 

Ecco allora il succo delle arance italiane che regala all’Aranciata il sapore unico che l’ha resa iconica e trova la sua massima espressione in una grafica in cui le arance si fondono come pittura, l’ingrediente alla base di ogni opera d’arte. Il gusto piacevolmente amaro e intenso dell’Aranciata Amara viene invece rappresentato da un’iconica bocca voluttuosa, mentre il famoso Chinò Sanpellegrino viene reinterpretato come una vera vittoria del gusto italiano, che nasce da chinotti coltivati e raccolti come da tradizione alle pendici dell’Etna dal 1958.

La Limited Edition a partire da luglio sostituirà per un periodo limitato la classica linea in lattina e sarà disponibile sia in Gdo sia nel canale Out of home, ma non solo: sarà possibile acquistare una special box ideata da ToiletPaper in edizione ancora più limitata su https://www.shoptoiletpaper.com/product/toiletpaper-drinks-sanpellegrino-kit/

Non resta che lasciarsi ispirare dall’autentica creatività italiana, celebrandola con un gusto unico e inimitabile, che accompagni i momenti di socialità di questa estate Made in Italy. 


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Il food design arriva a casa

Il delivery che mancava ora c’è: con Ultimo Tocco si sceglie, si ordina e si prova il piacere di completare a casa o in ufficio, in pochi minuti e all’ultimo momento, un pranzo delizioso o una cena chic 

Parte da Milano Ultimo Tocco, l’ultima novità in fatto di delivery, con il menu progettato da food designer, un’intelligente soluzione che permette di mangiare a casa piatti pensati per essere completati prima di essere consumati. Non un rimedio alle attuali normative, ma un nuovo modo di fruire di questo servizio, pensato per tutti coloro che hanno poco tempo da dedicare alla cucina o che vogliono stupire i propri ospiti. 

“Ci è sembrato questo il momento più opportuno per far nascere Ultimo Tocco, dopo aver osservato che durante il periodo di lockdown molti ristoranti per provare a reggere il colpo causato della pandemia, avevano snaturato il loro modello improvvisando soluzioni take away e delivery”, dicono Paolo Barichella e Mauro Olivieri, pluripremiati food designer che dal 2006, insieme a Ilaria legato, Marco Pietrosante e Francesco Subioli, formano un team che si è riunito sotto il brand “I Food Designer”.

Loro l’idea di un delivery di design, grazie a specifiche tecniche di preparazione e speciali metodologie che prevedono due tempi differenti di preparazione e finitura. “Progettare nel food design – aggiungono – significa proporre soluzioni alimentari efficaci in un contesto dove il prodotto sia funzionale all’esigenza dell’utente in diversi momenti e situazioni di consumo. Ultimo Tocco non è un ristorante che fa anche delivery, ma è un vero e proprio laboratorio creativo dove i cibi sono preparati per essere consumati a distanza di luogo e di tempo. Se il design è l’arte di usare la scienza con ingegno e creatività, noi food designer facciamo in modo che questi principi possano essere applicati anche nel settore alimentare”. 

Importantissimo il fattore qualitativo e molto ampia è la varietà di piatti, innovativi ma allo stesso tempo semplici e gustosi, che possono essere facilmente “finiti” con le attrezzature presenti in qualsiasi cucina, dalla padella al microonde. Ordinando sul sito di Ultimo Tocco si possono scegliere risotti, pasta, piadine, aperitivi, dessert con prezzi accessibili e sempre disponibili. 

Il menu offre numerose varianti di risotti (alla milanese, ai funghi e tartufo, agli asparagi, alla trevigiana) realizzati con riso Carnaroli di qualità superiore, 100% italiano e di provenienza certificata dal distretto rurale Riso e Rane del Parco del Ticino, cucinato, idratato a bassa temperatura e abbattuto chicco per chicco. 

La pasta selezionata e confezionata è di prima di qualità, prodotta solo con uova fresche italiane provenienti da galline allevate a terra o con semola di prima scelta trafilata al bronzo. Dagli agnolotti ripieni ai garganelli, agli spaghetti alla chitarra, tutto è abbinato a condimenti tipici della tradizione italiana, forniti a parte in buste o in sac-à-poche. 

I Toc, mini cestini di pasta brisée da riempiere con gustose creme, ideali per un antipasto o un pasto particolare, dai sapori decisi, dalla parmigiana alla caprese, all’arrosto. Inediti condimenti per le PiaDesign, specie di piadine da usare come piatti commestibili, reinterpretazioni di ricette come la carbonara o con il pesto genovese o il sugo d’arrosto.   

Assoluta novità l’aperitivo l’Aperol Spritz destrutturato: Prosecco Mionetto Sergio, in esclusivo formato da 37,5 cl, da gustare abbinato a cucchiai da finger food riempiti di Jelly Aperol e decorati con scorza d’arancia naturale. I DesignDessert, da rifinire con sfiziose guarnizioni, permettono di concludere in dolcezza e relax le serate, come le deliziose praline di cioccolato da riempire con gel all’Aperol, al mojito, alla grappa invecchiata in botti di rovere. Non manca una piccola selezione di vini bianchi e rossi in pratico formato oneglass (dose bicchiere) da abbinare alle pietanze. 

Tutte queste proposte possono essere ordinate dalle 11,00 alle 20,00, e i cibi possono essere conservati in frigorifero anche per 2-3 giorni e consumati quando si vuole, senza l’ansia di doverli ordinare all’ultimo momento. Arrivano a casa o in ufficio tramite Glovo in buste monoporzione o in contenitore di polipropilene completamente riciclabile o riutilizzabile. 

Ultimo Tocco è un progetto di Affettami Srl, startup innovativa che si occupa di R&D e Food Innovation nata per sviluppare format di ristorazione contemporanei e proiettati sui food business  e format del futuro. La startup è stata fondata nel maggio del 2019 da Simone Lioci, Mauro Olivieri e Food Lifestyle Srl, altra startup innovativa che fa riferimento al food designer Paolo Barichella, per dare forma a progetti di food design innovativi e di alto valore aggiunto. 

www.ultimotocco.it 

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Carne rossa alimento prezioso

Vero, ma deve essere di grande qualità. Giorgio Donegani, tecnologo alimentare e noto esperto di nutrizione svela i benefici che il consumo di carne rossa apporta alla salute e il suo importante contributo per il rafforzamento del sistema immunitario. Senza dimenticare il gusto. 

Per quanto riguarda i benefici per la salute, la carne rossa è particolarmente indicata in tutte le diete, incluse quelle dimagranti: l’alto apporto proteico garantisce alla carne rossa un elevato potere saziante, così che non solo risulta preziosa per chi vuole  mantenere un’alimentazione completa e bilanciata, ma anche per chi deve seguire diete mirate alla perdita e al controllo del peso. In particolare, la carne di animali allevati al pascolo, perché è più magra e con una componente grassa di migliore qualità. 

Giorgio Donegani ha stilato insieme a Bord Bia, l’ente governativo irlandese dedicato allo sviluppo dei mercati di esportazione dei prodotti alimentari, una serie di regole sul consumo della carne bovina, i suoi valori nutrizionali e i benefici per la salute.

“La carne bovina presenta un alto valore nutritivo ed è un alimento prezioso: il manzo contiene mediamente oltre il 20% di proteine di alto valore biologico (ricche cioè di tutti gli aminoacidi che servono per la costruzione e il ricambio dei tessuti dell’organismo) e fornisce ferro in elevata quantità, molto più assimilabile del ferro presente nei vegetali”, spiega Donegani. “Anche potassio e magnesio, entrambi importanti per la contrazione muscolare, sono presenti in buona quantità, così come le vitamine del gruppo B, tra le quali riveste particolare importanza la vitamina B12, che è assente nei vegetali. Per quanto riguarda i grassi, la loro presenza varia in media dal 2% al 10% a seconda dei tagli e la loro qualità dipende molto dal tipo di allevamento”. 

I valori nutrizionali della carne irlandese e le garanzie che offre l’allevamento al pascolo in Irlanda 

“La carne del bestiame allevato al pascolo presenta una quota di grassi inferiore rispetto a quella degli animali allevati in stalla”, prosegue Donegani. Esattamente come avviene in Irlanda, dove gli animali possono godere di una lunga stagione al pascolo, alimentandosi con l’erba fresca, quell’erba che è una cifra tipica del paesaggio irlandese e che, oltre a dare alla carne un profumo e un gusto inconfondibili, assicura effettivamente anche specifiche qualità nutrizionali. L’erba contiene naturalmente betacarotene, un potente antiossidante, che poi si ritrova nella carne degli animali allevati al pascolo in dose addirittura 8 volte maggiore di quella che c’è nella carne da allevamento tradizionale in stalla. Non solo, il betacarotene è ricco di Vitamina A, molto utile per rafforzare il sistema immunitario, per la vista e la salute degli occhi. Per questo, sempre con riferimento ai micronutrienti, la carne da pascolo risulta 5 volte più ricca di Vitamina A e Vitamina E. 

La carne di manzo contiene poca acqua e vanta perciò un’alta concentrazione di sostanze nutritive. Il manzo contiene anche una quota elevata di ferro e ha una spiccata azione anti anemica. Senza dimenticare che, per la sua composizione, il manzo presenta un sapore intenso e una consistenza compatta e pastosa, che possono dare grandissime soddisfazioni in cucina. “A differenza di quello che si pensa, anche nella carne sono presenti gli importanti acidi grassi Omega 3”, spiega poi Donegani. “La loro concentrazione però dipende molto dalle modalità di allevamento. In particolare gli animali al pascolo danno una carne che contiene fino a 5 volte più Omega 3 di quella proveniente da animali allevati in stalla”. 

E proprio in questo caso la carne irlandese è senza dubbio una garanzia: gli animali sono allevati al pascolo, con un’alimentazione a base di erba per oltre il 95% della loro dieta. Basta pensare che l’Irlanda conta una superficie agricola di circa 5 milioni di ettari, di cui oltre l’80% viene utilizzato per il pascolo. Una tradizione, quella dell’allevamento, che ha permesso di perfezionare le tecniche e selezionare le migliori razze per la produzione di carne. 

I benefici per le donne in gravidanza, bambini, anziani e sportivi

“I pregi nutritivi della carne di manzo, validi per tutti, sono particolarmente importanti per le future mamme”, aggiunge Donegani. In gravidanza, infatti, cresce il fabbisogno di proteine (bisogna assumerne 6 grammi in più ogni giorno) e aumenta anche la necessità di ferro, indispensabile per l’ossigenazione del sangue materno e per la costituzione di quello del piccolo. La carne di manzo non solo è ricca di proteine nobili, ma apporta anche notevoli quantità di ferro. Per quanto riguarda le vitamine, poi, la vitamina B12, risulta ancora più importante in gravidanza, in quanto la sua carenza nella dieta della mamma può provocare danni neurologici nel feto.

Buona per la mamma, la carne è altrettanto importante per la crescita dei bambini. Facilmente digeribile, fornisce loro tutti gli aminoacidi essenziali che servono per la costruzione dei nuovi tessuti e sostiene le necessità di ferro, particolarmente abbondanti durante la crescita, evitando il rischio di anemia. Per gli anziani poi, questo alimento non è solo adatto ma addirittura prezioso: con l’avanzare dell’età, infatti, il tessuto muscolare tende a diminuire sino a rischiare uno stato di vera e propria sarcopenia se non si contrasta questa tendenza con un’adeguata alimentazione e un giusto livello di attività fisica. La carne di manzo, grazie alla quantità e alla qualità delle proteine che fornisce, aiuta efficacemente a mantenere la forza e l’efficienza muscolare nell’età avanzata.

Questo alimento è particolarmente indicato, inoltre, anche per chi pratica sport, grazie al suo contenuto proteico di alto valore biologico. In particolare il pregio della carne rossa si manifesta soprattutto nelle fasi di recupero dopo l’attività fisica. Lo sport, infatti, sottopone l’organismo a uno stress che deve essere adeguatamente compensato se si vogliono sfruttare in pieno i benefici dell’attività fisica. La carne fornisce all’organismo tutti gli aminoacidi che servono a ricostruire le cellule danneggiate nello sforzo e a ripristinare e aumentare la massa muscolare. Grazie al contenuto di ferro e vitamina B12, aiuta poi a reintegrare la giusta presenza di globuli rossi nel sangue, scompensata soprattutto negli sport di lunga durata come le maratone.

Il benessere degli animali è essenziale per una carne di qualità

“Infine, e non ultimo, è noto che il benessere dell’animale incide in maniera positiva sulle proprietà nutritive e organolettiche della carne”, afferma Donegani. “Un giusto consumo di carne rossa è certamente d’aiuto al mantenimento dello stato di salute, l’importante però è rendersi conto che la carne rossa non è tutta uguale: le sue caratteristiche organolettiche e il suo profilo nutritivo sono tanto migliori quanto è maggiore l’attenzione al benessere animale nell’allevamento. Sotto questo punto di vista, la carne irlandese di animali allevati al pascolo, nel rispetto dei loro ritmi naturali, offre certamente i più alti livelli di qualità e salubrità”. 

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Zerde, budino orientale di riso allo zafferano

Dolce molto antico che trae origine dall’antica, raffinatissima cucina persiana, il zerde è un budino gelatinoso di riso aromatizzato con zafferano e acqua di rose. 

Molto diffuso anche in Turchia, è un dessert popolare, servito in occasione di matrimoni e nascite, che si degusta anche durante i primi dieci giorni del mese sacro di Muharram del calendario islamico. In questo periodo, viene cucinato e distribuito ai fedeli nelle imaret, le cucine delle moschee. Secondo la stagione, si decora anche con pistacchi tritati e chicchi di melagrana. 

Per 4 persone

100 g di riso basmati oppure originario  

80 g di zucchero 

20 g di amido di mais 

1 bustina di zafferano

2 cucchiai di acqua di rose 

20 g di pinoli

20 g di uvetta 

sale

Sciacquate bene il riso sotto acqua fredda corrente e mettetelo in una casseruola. Misurate 1 litro d’acqua e tenetene da parte 2 cucchiai, poi versate l’acqua rimasta nella casseruola, aggiungete un pizzico di sale e lo zafferano e cuocete a fiamma bassa per circa 20-25 minuti dall’ebollizione, mescolando spesso, finché il riso sarà molto morbido.  

Mettete l’amido di mais in una ciotolina e diluitelo con l’acqua fredda tenuta da parte, l’acqua di rose e lo zucchero, poi versate a filo il composto nella pentola con il riso, mescolando. 

Proseguite la cottura a fuoco molto basso mescolando per 3-4 minuti, finché il composto si sarà addensato. Versate la crema nelle coppette e lasciatela raffreddare. 

Copritele e disponetele in frigorifero a riposare per almeno 4 ore. Per servire, decorate con l’uvetta ammorbidita in acqua tiepida e i pinoli. 

www.thespruceeats.com/

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Spaghetti quadrati La Molisana con polpo e pesto di pomodori secchi

Un primo ricco e saporito, ispirato alle ricette classiche della cucina di mare italiana, ma sicuramente con un tocco di creatività in più. 

Il pesto di pomodori secchi è una base ricca e cremosa che esalta la consistenza croccante e gustosa degli Spaghetti quadrati integrali La Molisana. I tocchetti di polpo rosolati aggiungono un tocco insolito e delizioso. Per cuocerlo, immergete un polpo di circa 700-800 g, meglio se surgelato, in una pentola con abbondante acqua bollente aromatizzata con 1 cipolla spellata, 1 spicchio d’aglio, 1 costa di sedano e 1 foglia di alloro per circa 1 ora dalla ripresa dell’ebollizione. Lasciatelo raffreddare nel liquido di cottura; quindi scolatelo e tagliatelo a pezzetti poi utilizzatelo per la ricetta.  

per 4 persone 

300 g di Spaghetti quadrati integrali La Molisana 

500 g di polpo già lessato 

8-10 filetti di pomodori essiccati 

50 g di pinoli 

1 spicchio d’aglio 

6-7 foglie di basilico 

scorza di 1 limone non trattato

aceto bianco

2 cubetti di ghiaccio

zucchero 

olio extravergine di oliva

sale e peperoncino secco 

Per il pesto, tuffate i pomodori secchi in un pentolino con acqua bollente aromatizzata con 1 cucchiaio di aceto, spegnete e lasciate riposare per 10 minuti. Scolate i pomodori, tagliateli a pezzetti e metteteli nel mixer con i pinoli, 1/2 spicchio d’aglio, le foglie di basilico, la scorza grattugiata di 1/2 limone e 1 cucchiaio di succo, un pizzico di zucchero, 4 cucchiai d’olio e il ghiaccio e frullate fino a ottenere un composto omogeneo. Se possibile, lasciate riposare il pesto per 2-3 ore in frigorifero, quindi trasferitelo in una ciotola grande. 

Tagliate a tocchetti piccoli il polpo e rosolateli in una padella ampia con 2 cucchiai d’olio, l’aglio rimasto e peperoncino a piacere per 3-4 minuti, finché sarà dorato e croccante, poi eliminate l’aglio. 

Intanto, cuocete gli Spaghetti quadrati integrali La Molisana in abbondate acqua bollente salata per il tempo indicato sulla confezione. 

Diluite il pesto con 3 cucchiai di acqua di cottura. Scolate la pasta al dente, trasferitela nella ciotola con il condimento, unite il polpo e mescolate bene, poi servite subito gli Spaghetti quadrati integrali La Molisana, spolverizzandoli con la scorza di limone rimasta. 

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Fattoria Scaldasole: semplicemente buoni

La semplicità è questione di gusto: ecco la nuova gamma di Yogurt interi biologici al Mango, Cocco, Limone e Ribes nero di Fattoria Scaldasole, per riscoprire il sapore autentico e naturale della frutta

Per Fattoria Scaldasole bontà è sinonimo di semplicità. Seguendo questo principio, l’azienda ha perfezionato una nuova gamma di Yogurt interi biologici alla frutta che offrono un’esperienza di gusto autentica e genuina: nessun artificio, nessun aroma, solo ingredienti biologici e solo il sapore semplice, puro, naturale della frutta.

Perché per Scaldasole promuovere un’alimentazione sana, attraverso la qualità delle sue materie prime e il rispetto per l’ambiente, è una missione che l’accompagna da oltre trent’anni. Nello stesso luogo in cui hanno visto la luce i suoi primi yogurt, tra le colline dell’Alta Brianza, Scaldasole è rimasta sempre fedele alla sua filosofia bio, che racconta di un mondo sostenibile, in armonia con la natura. Ecco perché i suoi yogurt hanno conservato quel sapore così intenso e autentico in cui il latte sa davvero di latte e la frutta sa sempre di frutta. 

La nuova gamma di Interi rappresenta proprio questo ritorno alle origini, dove il latte che proviene esclusivamente da fattorie italiane incontra la migliore frutta biologica. Scaldasole conferma, quindi, il proprio impegno nel sostenere la filiera con l’impiego di solo latte italiano di certificazione biologica. 

Cremosi e avvolgenti, come sono da sempre gli yogurt di Scaldasole, i nuovi Interi si presentano in quattro proposte di gusto: al Ribes Nero, al Cocco, al Limone e al Mango. Lo Yogurt al Ribes Nero è una combinazione di sentori inebrianti, che sanno di sentieri di montagna, di cespugli aromatici, di passeggiate ai margini di un fiume. 

Lo Yogurt al Cocco, con la sua nota fresca ed esotica, sembra accompagnarci lungo una distesa di sabbia bianca, accarezzati dalla brezza marina e dal rumore ipnotico delle onde dell’oceano.

Lo Yogurt al Limone, fresco, profumato, dissetante, è un concentrato di benessere. Con il suo aroma pungente e intenso ricorda le calde atmosfere d’estate, il silenzio dei pomeriggi assolati all’ombra di un grande albero. Infine, lo Yogurt al Mango, dolce, aromatico, tropicale. Un’esplosione di cremosità e freschezza che riporta a terre lontane, isole lussureggianti e lagune dalle sfumature turchesi. 

Con questa gamma arriva anche un nuovo formato singolo da 375 g in un pack i cui componenti di carta, plastica e alluminio sono differenziabili separatamente. La sostenibilità e il benessere sono temi importanti che non seguono mode, mercati e trend di crescita. Scaldasole questo lo sa bene perché ha fatto di un sogno una storia credibile, genuina, da sempre coerente con se stessa e con chi la sostiene.  

www.fattoriascaldasole.it

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Un S.Valentino nelle sfumature del rosa

Non importa la sfumatura di rosa, l’importante è che sia un rosé. Un nuovo vino spumante rosato di Cantine Volpi per festeggiare alla grande il giorno degli innamorati.

E se, per San Valentino, il Rosé è anche un “unicum”, ancora meglio. Tutto ciò è il nuovo Spumante Rosé Pinot Nero Piemonte DOC dei Colli Tortonesi di Cantine Volpi, il primo Rosé da Pinot Nero realizzato nel tortonese. 

Tante bollicine minute, dall’intenso profumo di fragola, per un vino perfetto come aperitivo e per accompagnare antipasti e piatti a base di pesce.

Dal delicato colore rosa virato sottilmente al blu, la nuance tipica del vitigno Pinot Nero vinificato in rosa, porta una ventata di freschezza ed ottimismo e conferma il potere del vino declamato dal poeta romano Ovidio: “Il vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione”.

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Beautifulcurvy 2021: il calendario è online

Barbara Christmann, giornalista di moda italo-tedesca gestisce con successo il sito Beautifulcurvy.com, dedicato alle donne plus size che si piacciono come sono. Da nove anni pubblica un delizioso e ironico calendario di grande successo, che però per quest’anno sarà visibile soltanto in edizione online  

Barbara Christmann, giornalista di moda italo-tedesca cura da anni con successo il sito Beautifulcurvy.com, dedicato alle donne plus size che si piacciono come sono e che vogliono vivere pienamente senza condizionamenti la loro fisicità. Da nove anni pubblica anche un delizioso e ironico calendario di grande successo, che però per quest’anno sarà disponibile in edizione solo online.  

“Un nuovo anno è in arrivo, pieno di speranza per un futuro migliore, dopo il lungo tempo vissuto a distanza, con molte precauzioni per noi e i nostri cari”, dice Barbara. “A causa della situazione Covid non sono riuscita, per motivi di sicurezza, a realizzare un nuovo calendario. Ma visto che è un progetto importante, rivolto ad aiutare e sostenere sia le donne che le aziende che partecipano, quest’anno ho deciso di fare un calendario con le foto più belle e significative degli anni passati. Una selezione speciale dei numeri precedenti, pensando al momento storico, alle atmosfere passate sul set con le modelle/ambasciatrici di Beautifulcurvy che è visibile sul sito”. 

“Questa stagione sarà solo online e non cartaceo – prosegue – ma la continuità del progetto è garantita. L’impegno è importante per portare avanti l’idea di valorizzazione la bellezza non stereotipata ma naturale e senza ritocchi, per mostrare che non è legata alla magrezza, ma al benessere nel proprio corpo in salute”. Perché Barbara è convinta che ogni persona sia bella con il suo carattere, la sua personalità e un’intelligenza emotiva che ci rende uniche. La bellezza traspare dagli occhi, dal sorriso e dal fascino che ci colpisce. Un mix tra l’involucro che si vede, e l’anima che si scopre con il tempo. 

“Desidero ringraziare tutte le ragazze che hanno partecipato in questi anni al progetto, mettendosi in gioco e a nudo per prendersi un momento di gloria, una rivincita personale e sostenere questo progetto. Ringrazio Stefano Bidini della Plus-Production con il suo staff per aver creduto in questo progetto e realizzato in questi anni i calendari e i video backstage. Ringrazio gli uffici stampa che mi hanno seguito per diffondere il mio pensiero”.  

“Ringrazio anche i truccatori specialmente Valeria Orlando con la sua linea di Vor make-up e le sue MUA e i diversi parrucchieri per aver trasformato le ragazze in modelle per un giorno. Un ringraziamento a tutte le stylist e assistenti che mi hanno aiutato negli anni sul set, visto che siamo sempre stati in tanti. Senz’altro riconoscerete alcune ragazze che nel tempo sono diventate modelle e influencer famose. Viva le donne curvy e plus size. Buon Anno 2021!”.

“Aspetto tutti su www.beautifulcurvy.com per leggere molte notizie interessanti non solo di moda, ma di lifestyle, bellezza, cibo e tante testimonianze delle moltissime donne che hanno partecipato ai miei calendari. Un percorso di vita e di crescita personale per vivere meglio”.  

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Tarte Tatin di mele (torta rovesciata)

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La Tarte Tatin è uno dei dolci più noti della cucina francese. La torta è stata creata dalle sorelle Tatin, locandiere nella seconda metà dell’800 a Lamotte Beuvron (Sologne), nella regione francese Loir-et-Cher, dove tuttora esiste l’albergo Tatin

Stephanie Tatin, in occasione di un pranzo per un gruppo di cacciatori, per la fretta avrebbe messo in forno la sua famosa torta di mele dimenticando di foderare lo stampo con la pasta di base. Per rimediare, l’avrebbe posata sul ripieno, rovesciando poi la torta prima di servirla. In seguito il dolce ha avuto grande successo, soprattutto grazie al noto critico gastronomico Curnonsky e al ristorante Chez Maxim’s, che ne fece il suo cavallo di battaglia. La Tarte Tatin si gusta tiepida, accompagnata da crema inglese, panna montata o gelato alla vaniglia.

Per 8 persone

200 g di farina 00

200 g di burro

4 mele Golden o renette

1 uovo

100 g di zucchero

1/2 limone

sale

Mettete nel recipiente del mixer la farina con un pizzico di sale e 100 g di burro freddo a pezzetti e frullate, fino a ottenere un composto di briciole. Unite 50 ml di acqua molto fredda e l’uovo e azionate ancora fino a ottenere un composto omogeneo.

Formate un panetto di pasta, avvolgetelo con una pellicola e mettetelo a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Intanto, sbucciate le mele, tagliatele a metà, eliminate il torsolo con uno scavino e irroratele con il succo del limone.

Spalmate con il burro rimasto il fondo e le pareti di uno stampo rotondo da torta da 20-22 cm di diametro. Versate sul fondo lo zucchero, unite 3 gocce di succo di limone e fate caramellare a fuoco basso, disponendo lo stampo sul fuoco, su una retina spargifiamma. Disponetevi sopra le mezze mele con la parte privata del torsolo verso l’alto e cuocete ancora per 10 minuti, poi fate raffreddare.

Stendete la pasta in un disco di pasta di 5 mm di spessore e trasferitelo sopra le mele. Con le dita, spingete il bordo della pasta verso il basso, fra le mele e lo stampo. Bucherellate la pasta con uno stecchino di legno per evitare che si gonfi in cottura e cuocete la torta in forno già caldo a 200 °C per circa 20-25 minuti.

Lasciate riposare la torta per 10 minuti, poi disponete sullo stampo un piatto da portata e capovolgete, proteggendo le mani con i guanti da forno. Servite la Tarte Tatin tiepida oppure a temperatura ambiente.

(immagine:revesdepatissiere.wordpress.com)

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