Sorbetto di limone facilissimo

Sorbetto-di-limone-ricetta-parliamo-di-cucina

Il sorbetto di limone è un dessert davvero semplice, economico e molto rinfrescante, dai benefici effetti digestivi, perfetto per completare un pranzo con piatti importanti che richiedono un dessert molto leggero.

Anticamente il sorbetto di limone veniva utilizzato durante i pranzi sontuosi anche come intermezzo fra le diverse parti del menu, quando dalle carni si passava a servire le portate di pesce. Oggi, utilizzatelo come dessert estivo oppure offritelo come dolcetto a metà pomeriggio. Se avete la gelatiera, lo potete preparare in un lampo, seguendo le istruzioni. Se invece non la possedete, potete preparare facilmente il sorbetto di limone anche a mano, utilizzando il frullatore a immersione. Se non vi piace il gusto al limone, potete sostituirlo con la stessa quantità di succo di arancia, mandarino, pesca, anguria, melone o pera.

Per 6 persone

6 limoni bio non trattati

100 g di zucchero

400 ml di acqua minerale naturale

1 albume

foglioline di menta

Ricavate a striscioline la parte gialla della scorza di 1 limone con il pelapatate e disponetela in un pentolino con l’ acqua minerale e lo zucchero.

Portate a ebollizione a fiamma media, mescolando di tanto in tanto, in modo da sciogliere completamente lo zucchero. Lasciate sobbollire a fiamma bassa per un paio di minuti, fate intiepidire poi eliminate le scorze.

Spremete i limoni, filtrate il succo e unitelo nel pentolino. Mescolate, versate il composto ottenuto nella gelatiera e procedete secondo le istruzioni dell’apparecchio. Oppure, versatelo in un contenitore ermetico abbastanza profondo e trasferitelo a raffreddare in freezer per 1 ora.

Togliete il contenitore dal freezer, aggiungete 1 albume e frullate con il frullatore a immersione, fino a ottenere un composto spumoso.

Rimettete il contenitore nel freezer ancora per 1 ora. Ripetete il passaggio con il frullatore ancora  un’altra volta, poi fate riposare in freezer per 2 ore.

Servite il sorbetto di limone in coppette oppure nelle flûte, decorando con fettine di limone e foglioline di menta fresca.

(immagine:sweetpeaskitchen.com)

Crème brulée alla vaniglia e cardamomo

Crème-brulée-alla-vaniglia-e-cardamomo-ricetta-parliamo-di-cucina

Ricetta classica della cucina francese, la crème brulée è un delizioso dolce a cucchiaio, perfetto per finire in bellezza una cena elegante. Le spezie aggiungono un tocco di profumo esotico alla classica preparazione di latte e uova: la delicatezza della vaniglia viene esaltata dall’aroma intenso del cardamomo.

Il trucco per far addensare il composto della crème brulle, mantenendolo morbido e cremoso, è la cottura lenta e a bassa temperatura nel bagnomaria, scaldando il meno possibile le uova. Potete preparare numerose varianti alla crème brulée alla vaniglia e cardamomo: potete mettere  sul fondo fichi tagliati a pezzetti, fettine di mela, lamponi o altra frutta di stagione a piacere. Oppure cambiare spezie e aromatizzare la panna con scorza di limone, cannella o altro ancora.

Per 6 persone

700 ml di panna fresca

3 uova

3 tuorli

1 baccello di vaniglia

1 cucchiaio di capsule di cardamomo

120 g di zucchero semolato

zucchero di canna

sale

Versate la  panna in un pentolino, aggiungete le capsule di cardamomo, schiacciate con il batticarne dentro un foglio ripiegato di alluminio, e il baccello di vaniglia inciso, nel senso della lunghezza. Portate lentamente a ebollizione  la panna a fiamma bassa, poi spegnete il fuoco e lasciate in infusione finché il liquido si sarà intiepidito.

Montate in una ciotola con la frusta elettrica le uova e i tuorli con lo zucchero semolato e un pizzico di sale. Incorporate a filo la panna tiepida filtrata, mescolando in continuazione, poi suddividete il composto in 6 ciotoline da forno.

Disponete le ciotoline in una teglia o pirofila a bordi alti e riempite il fondo con acqua calda fino ai 3/4 dell’altezza delle ciotole e cuocetele a bagnomaria in forno già caldo a 130 °C per circa 1 ora e 30 minuti. Se durante la cottura l’acqua dovesse evaporare, aggiungetene altra calda.

Estraete la teglia dal forno e lasciate raffreddare gli stampini nell’acqua, poi coprite e mettete in frigorifero.

Prima di servire, togliete le coppette dal frigorifero ben fredde, spolverizzate la superficie di ciascuna con 1/2 cucchiaio di zucchero di canna, poi fatelo dorare con il caramellatore a gas.

Per caramellare, potete anche mettere gli stampini sotto il grill ben caldo, sul piano più alto del forno, oppure, se lo possedete, usate l’apposito attrezzo per crema catalana da arroventare sulla fiamma. Infine, servite subito la crème brulée alla vaniglia e cardamomo.

(immagine:darjeelingdreams.com)

Castagnaccio classico alla toscana


Tipico dolce dell’autunno, il castagnaccio è una pastella di farina di castagne e acqua, con varie aromatizzazioni, e cotta al forno. D’origine molto antica, è una ricetta tradizionale di tutte le zone appenniniche, dalla Lunigiana all’Umbria, dove prosperano i boschi di castagni, introdotti in Italia fin dall’antichità

Con la faina di castagne si prepara anche una variante ligure-toscana ancora più povera, cotta sul fuoco come una polenta, e chiamata pattona, ma le consistenza risulta decisamente più gommosa ed elastica. Questa ricetta invece è quella classica con pinoli, uvetta, olio extravergine di oliva e foglie di rosmarino o di alloro. Ci sono poi altre varianti: con scorza di limone o arancia grattugiata, noci o nocciole spezzettate e cosi via. Una variante gourmet è quella con il cioccolato e un’altra, più nutriente con latte e uova, à adatta alla merenda dei bambini. Ultimo, esistono anche preparazioni salate con cipolle, carciofi, finocchi e altre verdure ancora. Ottima, accompagnata da ricotta freschissima e miele di bosco.

Per 6-8 persone

250 g di farina di castagne
30 g di pinoli
50 g di uvetta
2 rametti di rosmarino o foglie d’alloro
olio extravergine di oliva
sale

Mettete a bagno i pinoli in acqua fredda per 20 minuti. Fate ammorbidire l’uvetta in una ciotola con acqua tiepida per 10 minuti.

Versate la farina di castagne setacciata in una ciotola, unite un pizzico di sale, poi incorporate gradualmente 500 ml di acqua tiepida, versandola a filo e mescolando con una frusta, fino a ottenere una pastella densa e priva di grumi. Unite 3-4 cucchiai d’olio, coprite e lasciate riposare per 1 ora.

Foderate uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro con un foglio di carta da forno bagnato, strizzato e leggermente unto, oppure utilizzate una teglia rettangolare di circa 25×18 cm.

Versatevi il composto, distribuitevi sopra i pinoli e l’uvetta scolati e asciugati, ciuffi di aghetti di rosmarino o foglie d’alloro e cuocete in forno già caldo a 200 °C per 35-40 minuti, finché la superficie sarà screpolata. Servite il castagnaccio tiepido o a temperatura ambiente.


Crème brulée ai pistacchi

Crema-ai-pistacchi-ricetta-parliamo-di-cucina

La crème brulle ai pistacchi è un dolce a cucchiaio cremoso e delicato, dall’intenso colore verde e dal sapore aromatico.

Perfetta da offrire al terminare di un pranzo, la crème brulle ai pistacchi ha un gusto sorprendente: quando è stagione servitela con ciliegie, fragole o frutti di bosco. I pistacchi son semi oleosi di origine mediorientale, ma oggi coltivati un po’ in tutto il mondo, anche in Italia, ma principalmente negli Stati Uniti e la produzione dei pistacchi californiani è la più vasta al mondo. Per caramellare lo zucchero sulle ciotoline della crema ai pistacchi, potete usare l’apposito attrezzo con bomboletta a gas, che si acquista nei negozi di casalinghi. Aprite il gas della bomboletta, accendete la fiamma, avvicinatela al dolce, passatela sullo zucchero in modo uniforme, finché sarà caramellato, poi spegnete. La fiamma deve essere tenuta molto bassa: fate attenzione a non aprire troppo il gas.

Per 4 persone

200 g di pistacchi americani, sgusciati e spellati

4 tuorli

100 g di zucchero

400 ml di panna fresca

1/2 baccello di vaniglia

50 g di zucchero di canna per caramellare

sale

Portate a ebollizione abbondante acqua in un pentolino, tuffate i pistacchi per qualche istante, poi sgocciolateli ed eliminate le pellicine, strofinandoli con un telo mentre sono ancora tiepidi. Lasciateli asciugare 5 minuti, disponeteli nel mixer con 2 cucchiai di zucchero e tritateli finemente.

Aggiungete 100 ml di panna e frullate ancora per qualche istante, in modo da ottenere un composto omogeneo. Trasferitelo in una casseruola con la panna rimasta, unite il baccello di vaniglia inciso nel senso della lunghezza, portate lentamente a ebollizione, poi spegnete.

Disponete i tuorli, lo zucchero rimasto e un pizzico di sale in una ciotola e montateli con una frusta, finché il composto sarà gonfio e spumoso, quindi incorporate a filo nella ciotola il mix di pistacchi e panna.

Suddividete la crema in 4 ciotole, trasferitele in una teglia, versate acqua calda fino a metà della loro altezza, coprite con alluminio e cuocete a bagnomaria in forno già caldo a 160 °C per circa 1 ora. Togliete le ciotole dal forno e lasciatele raffreddare completamente, poi mettetele in frigorifero per almeno 6 ore.

Per servire, spolverizzate la superficie della crème brulée ai pistacchi con lo zucchero di canna, disponetela sotto il grill del forno ben caldo e fatela caramellare per 2-3 minuti. Se lo possedete utilizzate l’apposito caramellatore a gas. Eseguite l’operazione solo poco prima di servire il dessert e soprattutto, dopo aver caramellato le ciotoline, non rimettere la crema in frigorifero ma portatela subito in tavola.

(immagine:petitesfichescuisine.blogspot.com)

Risotto alla barbabietola rossa con il gorgonzola

Coloratissimo e delizioso, il risotto alla barbabietola è la star dell’autunno. Il sapore ricco e leggermente dolce dell’ortaggio si sposa alla perfezione con il gusto sapido e intenso del gorgonzola. Assolutamente da provare 

Un risotto facile da fare, perché si prepara con le barbabietole confezionate che si trovano al supermercato già cotte: basta frullarle con un pizzico di sale e poche gocce di aceto (indispensabile per smorzare il gusto troppo dolce) e fare attenzione però ad aggiungerle solo a fine cottura, altrimenti il colore vira e il composto diventa marrone. Se preferite altri formaggi non c’è che l’imbarazzo della scelta: cubetti di taleggio o di Castelmagno, Casera o Monte Veronese, grattugiati con la grattugia a fori larghi, oppure tanti altri ancora fra i numerosissimi formaggi italiani. A piacere, potete decorare anche con gherigli di noce spezzettati, granella di pistacchi o semi di zucca leggermente tostati.

Per 4 persone

320 g di riso Carnaroli 

150 g di barbabietole cotte sottovuoto

1 scalogno 

brodo vegetale 

150 ml di vino bianco secco 

50 g di grana padano grattugiato 

120 g di gorgonzola

aceto di mele 

50 g di burro 

sale e pepe

Rosolate a fiamma bassa lo scalogno tritato con 30 g di burro in una casseruola bassa per 3-4 minuti, senza fargli prendere colore. Unite il riso e tostatelo per un paio di minuti mescolando a fiamma media, quindi sfumate con il vino caldo e fatelo evaporare, mescolando.

Unite 2 mestoli di brodo, mescolate e fateli evaporare a fiamma viva. Abbassate il fuoco e proseguite la cottura per 15-16 minuti, unendo 1 mestolo di brodo caldo e mescolando ogni volta che il precedente sarà stato assorbito. 

Intanto, sbucciate le barbabietole, tagliatele a pezzi e frullatele al mixer con 1/2 cucchiaino di aceto e un pizzico di sale. 

Quando il risotto sarà al dente, incorporate la crema di barbabietola, mescolate rapidamente e spegnete. Togliete la pentola dal fuoco, aggiungete il burro rimasto a fiocchetti (20 g) e il grana padano, mescolando bene.

Regolate di sale e pepe, coprite e lasciate riposare per 1 minuto. Servite il risotto decorandolo con il gorgonzola tagliato a dadini.