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Dry January: il nuovo modo di bere

Sempre più persone scelgono di non bere alcol nel mese di gennaio. Dry January non è più una sfida estrema né una moda passeggera, ma è diventato il simbolo di un modo diverso di vivere il bere: più leggero, più consapevole, ma sempre social. Per un altro modo di vivere l’aperitivo, come con le nuove proposte di JNPR

Dry January: il nuovo modo di bere

Gennaio è il mese dei buoni propositi: si dorme di più, si torna in palestra, si cerca di rallentare. E sempre più spesso si sceglie anche di bere meno, o di non bere affatto. Il Dry January, nato nel 2013 come iniziativa di nicchia, è oggi un fenomeno globale che coinvolge milioni di persone e racconta un cambiamento profondo nel rapporto con l’alcol.

Non più sfida estrema né moda passeggera, il mese “a secco” è diventato il simbolo di un approccio più consapevole al bere: leggero, attento al benessere, ma senza rinunciare alla dimensione sociale. Anche all’ora dell’aperitivo, tradizionalmente legata al consumo di alcol.

È proprio da questa esigenza che nasce JNPR, brand italo-francese di distillati analcolici pensato per accompagnare i momenti conviviali anche quando si sceglie di bere in modo diverso. Perché la domanda, puntuale, arriva sempre: cosa bere quando si decide di dire no all’alcol?

Dai primi 4 mila partecipanti a milioni di persone nel mondo, il Dry January riflette un cambiamento culturale più ampio. Sempre più adulti scelgono di ridurre o sospendere temporaneamente il consumo di alcol per migliorare il proprio benessere, senza però vivere questa scelta come una rinuncia.

Per anni le alternative analcoliche sono rimaste ai margini: troppo dolci, poco strutturate, difficili da inserire nel rito dell’aperitivo. Oggi lo scenario è diverso. L’attenzione si sposta sul gusto, sulla qualità e sull’esperienza.

Zero alcol, stesso linguaggio del bere

I distillati JNPR, marchio fondato da Valerie De Sutter, sono a 0,0% di alcol e nascono da un processo produttivo che richiama quello dei distillati tradizionali. Botaniche, spezie e agrumi sono lavorati in alambicco per ottenere profumi intensi e una struttura capace di reggere il confronto con i classici dell’aperitivo. Serviti con tonica o soda, funzionano senza bisogno di spiegazioni.

«Da madre mi sono resa conto che, a un certo punto, non è l’aperitivo che si vuole togliere dalla propria vita, ma l’alcol», racconta De Sutter. «Tra lavoro, famiglia e ritmi sempre più intensi, ho iniziato a chiedermi perché bere dovesse per forza significare sentirsi appesantiti il giorno dopo».

Un’intuizione maturata anche osservando il contesto italiano. «Vivendo e lavorando in Italia ho visto che questa riflessione è sempre più condivisa, soprattutto tra i giovani e tra le mamme, che scelgono di bere meno per stare meglio e vivere con più equilibrio i momenti sociali. JNPR nasce proprio da qui: offrire un’alternativa che permetta di continuare a vivere l’aperitivo con piacere, anche quando l’alcol non è una priorità».

Nuovo approccio all’aperitivo

Alla base del progetto c’è l’idea che il gusto venga prima di tutto. Le ricette sono state sviluppate insieme a Flavio Angiolillo, tra i nomi di riferimento della mixology internazionale, con l’obiettivo di creare distillati analcolici in grado di trovare spazio sul banco di un cocktail bar, accanto alle etichette storiche.

La stessa attenzione guida le scelte produttive: BTTR n°1 e SPRZ n°1 sono realizzati in una distilleria italiana a conduzione familiare, dove il lavoro artigianale resta centrale. Non un prodotto “alternativo” o di ripiego, ma un altro modo di bere, più leggero e consapevole, senza compromessi sulla qualità.

Oggi la scelta analcolica va ben oltre il mese di gennaio. Per sentirsi meglio il giorno dopo, per lavorare, allenarsi o guidare, ma anche semplicemente per gusto. Il movimento Sober Curious ha normalizzato l’idea di bere senza alcol, rendendola parte dei nuovi rituali quotidiani.

In questo scenario JNPR si inserisce con naturalezza nell’aperitivo contemporaneo, accompagnando occasioni diverse senza modificare le regole della convivialità. Il Dry January finisce. Il piacere di un buon aperitivo, se fatto bene, resta. 

 

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Foto Ufficio Stampa

Francesca Feletti:
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