Follador Prosecco dal 1769: It’s Pink!

Follador Prosecco dedica alle donne il nuovo Prosecco Doc Treviso Rosé Brut, un omaggio in occasione dell’8 marzo 2021. Parte del ricavato sarà devoluto all’Associazione Nazionale D.i.Re Donne in Rete contro la violenza

It’s Follador, it’s pink! È l’ultimo motto della famiglia Follador. Tra le prime realtà produttive a inaugurare l’ultima versione del Prosecco, la storica azienda di Valdobbiadene, fresca del titolo di di Miglior Prosecco del 2020 al The Champagne & Sparkling Wine World Championships, lancia sul mercato il nuovo Prosecco Doc Treviso Rosé Brut, perfetto per incontrare il gusto femminile.

“Nella nostra realtà le donne sono sempre state protagoniste: per generazioni hanno partecipato alla vita aziendale alla pari dei loro uomini, lavorando duramente”, sottolinea Cristina Follador, sales & marketing director dell’azienda. “Vogliamo assecondare le aspettative di un mercato femminile in crescita, dato che il mondo del vino sembra ancora oggi dar peso soprattutto alle esigenze maschili. I vini rosé hanno un grande appeal presso larghe fasce di consumatori e il loro gradimento risulta in grande evoluzione ovunque.”

Si chiama ‘Laelia’ l’ultima perla della produzione. Il nome di un’orchidea è un omaggio al genere femminile per riconoscere i suoi molteplici ruoli: come colonna portante della famiglia e, sempre più spesso, anche della vita aziendale. Il richiamo floreale si lega inoltre al suo gusto ricco e fiorito, con sentori intensi di mela e pesca bianca, piacevoli note di frutti rossi, mora, fragoline di bosco e ribes.

Con il giusto accostamento di Glera (90%) e Pinot Nero (10%), la famiglia Follador offre una varietà più ricca del Prosecco. Fresco e giovane, ottimo compagno dell’aperitivo, Prosecco Doc Treviso Rosé Brut è aperto ai nuovi trend e mantiene le caratteristiche di mineralità e freschezza derivate dalla vinificazione secondo il Metodo Gianfranco Follador, con la presa di spuma in autoclave.

Un’azienda guidata in maggioranza da donne, quella di Follador Prosecco dal 1769: il valore umano è parte integrante di una filosofia imprenditoriale basata sul rispetto e con questo spirito l’azienda ha deciso di devolvere parte del ricavato all’Associazione nazionale D.i.Re Donne in Rete contro la violenza. Cristina, Emanuela, Michele e Francesca Follador sono alla costante ricerca dell’eccellenza, in chiave innovativa, per promuovere vini nati dalla perfetta combinazione tra sperimentazione e attenzione al dettaglio, tra testa e cuore, da oltre 250 anni.

 www.folladorprosecco.com

“Cosa vuoi di più dalla vita? Storia di Amaro Lucano

Storia di un’Italia dal bicchiere mezzo pieno. Francesco Vena e Emiliano Maria Cappuccitti ripercorrono in un libro un pezzo di storia dell’imprenditoria italiana

Quando nelle case degli italiani compare per la prima volta uno dei claim pubblicitari più noti, destinato a diventare un modo di dire nazionale: Cosa vuoi di più dalla vita?”, la risposta alla domanda delle domande è presto detta, perché ha a che fare con uno degli amari più conosciuti ed apprezzati nel mondo: l’Amaro Lucano. 

Una domanda tanto vaga quanto spiazzante, diventata nel tempo espressione di gergo comune, accompagnando generazioni diverse a domandarsi, con amara ironia, cosa volere davvero dalla vita, oltre a un Amaro Lucano, sinonimo di semplicità e di straordinaria normalità adatta a ogni occasione.

A trent’anni dal lancio dello spot, Francesco Vena, proprietario di Lucano 1894, ed Emiliano Maria Cappuccitti, HR Director Coca-Cola HBC Italia, ripercorrono la storia di un’Italia “dal bicchiere mezzo pieno”, di un Paese animato da sogni e speranze oggi più che mai, in un’era in cui qualcosa è cambiato davvero, per tutti. Un viaggio tra passato e presente, con aneddoti divertenti e continui flashback, che narra anche le origini del celebre Amaro Lucano e dalla storia di una famiglia lucana, la Famiglia Vena, diventata una delle più importanti realtà aziendali nella produzione e commercializzazione di spirits. 

«Cosa vuoi di più dalla vita? è una domanda che ci siamo posti spesso, soprattutto durante questa pandemia che ha modificato gli equilibri mondiali finora in atto», dice Francesco Vena, proprietario di Lucano 1894. «Questo libro vuole essere un contributo per ripensare a un nuovo modo di vivere la realtà, un inno alla lucanità, ma soprattutto all’italianità e al suo patrimonio di conoscenze, bellezze e costumi perché, dalle storie imprenditoriali del passato e domandandoci anche oggi che cosa davvero vogliamo dalla vita, quali sono le nostre responsabilità e il nostro ruolo come imprenditori italiani, si origini un vento di ripartenza con quello stesso impeto e quella stessa resilienza che rendono gli italiani così unici. Un viaggio memorabile al termine del quale avere voglia di vivere l’Italia e avvertire un orgoglio che non è riuscita a sopire neppure una pandemia mondiale». 

Il libro dedicato a Amaro Lucano è la storia di una famiglia lucana che, partita da un liquore nato dalla tradizione locale, è diventata una delle più importanti aziende nazionali nella produzione e commercializzazione degli spirits. Un brand conosciuto in tutto il mondo che ha saputo mantenere il suo “spirito” fondato sul rispetto della passione di famiglia e della terra in cui è nato. 

«Questo libro non possiamo considerarlo un libro. Almeno, non lo è nel senso che usualmente si assegna alla parola», dice Emiliano Maria Cappuccitti, HR Director Coca-Cola HBC Italia. «E’ stato scritto in poco più di 2 settimane, mentre fuori imperversava l’incognita più grave che il nostro Paese e il mondo si sono trovate ad affrontare negli ultimi 80 anni, Cosa vuoi di più dalla vita? è un manifesto dell’Italia che verrà. Ci troverete dentro parecchi tasselli importanti: quelli del volto migliore del nostro Paese, delle ambizioni, certo, ma anche e soprattutto di quel genio, tutto italiano, che prende forma nel voler mettere mano non alle cose semplici, che quello lo sanno fare tutti, ma a quelle migliori, difficili e, come tali, degne di tutto il nostro talento».  

Oggi Gruppo Lucano conta circa 50 dipendenti tra la sede operativa di Pisticci Scalo, dove si trovano i reparti produttivi, Vico Equense, Matera e l’headquarter di Milano e investe costantemente in comunicazione, risorse umane e ricerca e sviluppo per incrementare la propria market share in Italia e all’estero. Oltre alla produzione del famoso Amaro, l’azienda ha nel proprio catalogo altre 15 etichette di liquoristica italiana realizzate nello stabilimento di Pisticci. 

Il libro “Cosa vuoi di più dalla vita? Amaro Lucano: storia di un’Italia dal bicchiere mezzo pieno”, edito da Rubbettino, è disponibile sia in versione ebook in tutti i principali store online (Amazon, Kobo, etc.), sia in versione cartacea nelle librerie, oppure ordinandolo dal sito www.store.rubbettinoeditore.it.

Regala un Natale speciale ai bambini ammalati di Neuroblastoma

Con i doni solidali dell’Associazione del bambino con l’imbuto la Ricerca può ripartire! La Ricerca è vita: questo è il messaggio della campagna natalizia 2020 dell’Associazione italiana per la lotta al Neuroblastoma 

“Dono Ricerca RiDono la vita”! E il regalo migliore è proprio quello che dona speranza ai bambini malati di tumore. 

Sono tante le proposte tra cui scegliere: la nuova pallina bianca con l’abete rosso ricavato sovrapponendo l’imbuto simbolo dell’Associazione, gli immancabili e gustosi cioccolatini dell’Imbuto, l’angelo da appendere all’albero, la ciotola, il vassoio, i mug nei soggetti renna e Natività, i magneti a forma di doppio cuore e t-shirt, oltre ai classici biglietti augurali. 

La donazione sosterrà i ricercatori impegnati a trovare la cura definitiva per tutti i piccoli grandi guerrieri affetti da Neuroblastoma, un tumore gravissimo che è la prima causa di morte per malattia dopo le leucemie in età prescolare e in Italia colpisce ogni anno circa 130 bambini. 

Purtroppo la pandemia ha penalizzato fortemente la Ricerca nell’ambito di questo umore: il Coronavirus, però, non ha fatto sconti ai bambini, che anche in questi mesi hanno continuato ad ammalarsi e a morire. Per questo è necessario far ripartire subito la Ricerca: lo fa l’Associazione Neuroblastoma con il progetto Genedren, a cui saranno destinate le donazioni raccolte in occasione del prossimo Natale. 

“E’ un progetto di genomica realizzato in rete tra diversi Centri di ricerca d’eccellenza in Italia, che si propone di identificare le alterazioni genetiche ereditate attraverso una tecnologia avanzata, e quindi di trovare farmaci specifici in grado di annientare le cellule cancerogene”, dice Sara Costa, presidente dell’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma e mamma di Luca, un bimbo che ha lottato per la vita e non ce l’ha fatta. “Non possiamo fermarci proprio ora che l’obiettivo è sempre più vicino: le percentuali di guarigione negli anni sono cresciute, anche per gli stadi più avanzati, fino al 35-40%. Ciò che sembrava impossibile si è avverato: negli anni 80 si salvava solo un bambino su dieci, oggi uno su tre. Questo però non ci basta: vogliamo raggiungere il 100 per cento di guarigioni e mantenere così la promessa che abbiamo fatto a noi stessi e ai nostri figli, che mai più nessun bambino e nessuna famiglia dovessero soffrire ciò che abbiamo sofferto noi”.

La Campagna di Natale dell’Associazione NB è un’occasione importante per impegnarsi in prima persona e contribuire a rendere davvero il Natale una festa di gioia, rinascita e condivisione. 

Tutti i doni possono essere prenotati scrivendo a natale@neuroblastoma.org; oppure direttamente sul sito www.neuroblastoma.org o telefonando ai numeri 010 9868319 e 010 9868320. 

La campagna 2020 “Dono Ricerca RiDono la vita”, che vede ritratti i ricercatori dell’Associazione – il Prof. Alessandro Quattrone, direttore del CIBIO di Trento e la dottoressa Francesca Broso, del medesimo istituto; il Prof. Aldo Pagano e le dottoresse Francesca Baldini e Matilde Calderoni del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università degli Studi di Genova, insieme a bambini non malati, che hanno voluto aiutare i loro piccoli amici – è patrocinata dallo Stato Maggiore della Difesa e da tutte le Forze Armate a esso referenti; da Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Associazione Nazionale Alpini, Associazione Nazionale Carabinieri, Associazione Polizia Locale. 

L’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma Onlus è un ente senza scopo di lucro nato nel 1993 per volontà di genitori e oncologi, con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica sul Neuroblastoma e, in seguito, sui Tumori solidi pediatrici. Oggi conta circa 120 mila sostenitori ed è attiva su tutto il territorio nazionale. Nei 27 anni di attività ha destinato oltre 20 milioni di euro alla ricerca scientifica.

Il food design arriva a casa

Il delivery che mancava ora c’è: con Ultimo Tocco si sceglie, si ordina e si prova il piacere di completare a casa o in ufficio, in pochi minuti e all’ultimo momento, un pranzo delizioso o una cena chic 

Parte da Milano Ultimo Tocco, l’ultima novità in fatto di delivery, con il menu progettato da food designer, un’intelligente soluzione che permette di mangiare a casa piatti pensati per essere completati prima di essere consumati. Non un rimedio alle attuali normative, ma un nuovo modo di fruire di questo servizio, pensato per tutti coloro che hanno poco tempo da dedicare alla cucina o che vogliono stupire i propri ospiti. 

“Ci è sembrato questo il momento più opportuno per far nascere Ultimo Tocco, dopo aver osservato che durante il periodo di lockdown molti ristoranti per provare a reggere il colpo causato della pandemia, avevano snaturato il loro modello improvvisando soluzioni take away e delivery”, dicono Paolo Barichella e Mauro Olivieri, pluripremiati food designer che dal 2006, insieme a Ilaria legato, Marco Pietrosante e Francesco Subioli, formano un team che si è riunito sotto il brand “I Food Designer”.

Loro l’idea di un delivery di design, grazie a specifiche tecniche di preparazione e speciali metodologie che prevedono due tempi differenti di preparazione e finitura. “Progettare nel food design – aggiungono – significa proporre soluzioni alimentari efficaci in un contesto dove il prodotto sia funzionale all’esigenza dell’utente in diversi momenti e situazioni di consumo. Ultimo Tocco non è un ristorante che fa anche delivery, ma è un vero e proprio laboratorio creativo dove i cibi sono preparati per essere consumati a distanza di luogo e di tempo. Se il design è l’arte di usare la scienza con ingegno e creatività, noi food designer facciamo in modo che questi principi possano essere applicati anche nel settore alimentare”. 

Importantissimo il fattore qualitativo e molto ampia è la varietà di piatti, innovativi ma allo stesso tempo semplici e gustosi, che possono essere facilmente “finiti” con le attrezzature presenti in qualsiasi cucina, dalla padella al microonde. Ordinando sul sito di Ultimo Tocco si possono scegliere risotti, pasta, piadine, aperitivi, dessert con prezzi accessibili e sempre disponibili. 

Il menu offre numerose varianti di risotti (alla milanese, ai funghi e tartufo, agli asparagi, alla trevigiana) realizzati con riso Carnaroli di qualità superiore, 100% italiano e di provenienza certificata dal distretto rurale Riso e Rane del Parco del Ticino, cucinato, idratato a bassa temperatura e abbattuto chicco per chicco. 

La pasta selezionata e confezionata è di prima di qualità, prodotta solo con uova fresche italiane provenienti da galline allevate a terra o con semola di prima scelta trafilata al bronzo. Dagli agnolotti ripieni ai garganelli, agli spaghetti alla chitarra, tutto è abbinato a condimenti tipici della tradizione italiana, forniti a parte in buste o in sac-à-poche. 

I Toc, mini cestini di pasta brisée da riempiere con gustose creme, ideali per un antipasto o un pasto particolare, dai sapori decisi, dalla parmigiana alla caprese, all’arrosto. Inediti condimenti per le PiaDesign, specie di piadine da usare come piatti commestibili, reinterpretazioni di ricette come la carbonara o con il pesto genovese o il sugo d’arrosto.   

Assoluta novità l’aperitivo l’Aperol Spritz destrutturato: Prosecco Mionetto Sergio, in esclusivo formato da 37,5 cl, da gustare abbinato a cucchiai da finger food riempiti di Jelly Aperol e decorati con scorza d’arancia naturale. I DesignDessert, da rifinire con sfiziose guarnizioni, permettono di concludere in dolcezza e relax le serate, come le deliziose praline di cioccolato da riempire con gel all’Aperol, al mojito, alla grappa invecchiata in botti di rovere. Non manca una piccola selezione di vini bianchi e rossi in pratico formato oneglass (dose bicchiere) da abbinare alle pietanze. 

Tutte queste proposte possono essere ordinate dalle 11,00 alle 20,00, e i cibi possono essere conservati in frigorifero anche per 2-3 giorni e consumati quando si vuole, senza l’ansia di doverli ordinare all’ultimo momento. Arrivano a casa o in ufficio tramite Glovo in buste monoporzione o in contenitore di polipropilene completamente riciclabile o riutilizzabile. 

Ultimo Tocco è un progetto di Affettami Srl, startup innovativa che si occupa di R&D e Food Innovation nata per sviluppare format di ristorazione contemporanei e proiettati sui food business  e format del futuro. La startup è stata fondata nel maggio del 2019 da Simone Lioci, Mauro Olivieri e Food Lifestyle Srl, altra startup innovativa che fa riferimento al food designer Paolo Barichella, per dare forma a progetti di food design innovativi e di alto valore aggiunto. 

www.ultimotocco.it 

Progettare il cibo futuro

Sotto il brand I Food Designer si sono riuniti cinque professionisti che operano insieme dal 2006 e che hanno dato forma e progetto al food design in Italia

Nato nel 2002 da una intuizione di Paolo Barichella, il Food Design nell’ultimo decennio è cresciuto in modo rapido e consistente, ponendosi come una delle discipline contemporanee del progetto, sostenuta da ricerca, sostenibilità, innovazione e tecnologia, requisiti indispensabili per poter parlare di design inteso nell’autentico significato di “processo per progettare un prodotto, un servizio o un’esperienza”. 

Il gruppo fondatore de I Food Designer inizia a operare già nel 2006, scrivendo e lanciando il primo Food Design Manifesto. Paolo Barichella, Mauro Olivieri, Ilaria Legato, Marco Pietrosante e Francesco Subioli formano un team di professionisti, ciascuno con una propria specificità ed esperienza, per mettere in pratica il food design in Italia. Grazie a loro, nelle stesso anno la specializzazione è entrata ufficialmente in ADI con una commissione tematica, di cui essi stessi fanno parte. 

«Crediamo fortemente nell’atto creativo ma siamo consapevoli che per arrivare all’obiettivo occorre un’attenta costruzione dei processi progettuali e produttivi», dichiarano. «Prodotti, servizi e sistemi progettati dal food designer sono pensati per animare un progetto umano centrico e facilmente fruibile, grazie all’efficacia delle sue funzioni. La progettualità deve usare un linguaggio etico e sostenibile nelle diverse fasi di ideazione, costruzione, produzione, vendita, uso e dismissione. Progettare per il food significa creare prodotti, servizi e sistemi per un consumo ricco di valori simbolici oltre che funzionali. Il rapporto fra idea e realizzazione è molto stretto e i diversi componenti devono convivere in armonia e efficienza. Una forte simbiosi necessaria per costruire un linguaggio nuovo: il prodotto e il servizio nel food vendono se funzionano e comunicano, concentrandosi sul cliente come persona, ma mettendo al centro i valori umani.»

Molteplici gli ambiti di intervento e di lavoro per I Food Designer: dalle attività di brand e design della comunicazione, accompagnando le aziende nello sviluppo di nuovi prodotti legati al mondo alimentare, con attenzione alla sostenibilità e all’economia circolare, per l’efficienza dei processi di filiera e di lavorazione, allo studio di strumenti, supporti e packaging. Dal punto di vista della didattica, i designer organizzano workshop  sul food design applicato, per fornire nuove competenze e migliorare la conoscenza del settore in tutti i suoi aspetti, e partecipano a conferenze e seminari di food design come materia di studio nelle istituzioni universitarie. 

I designer si occupano poi di Food Experience e Sensory Design, dando una visione progettuale al senso di una ricetta e alla sala. Inoltre sono costantemente impegnati in progetti e sviluppo di nuovi Food Format, applicano il Design del Servizio e il Design della Comunicazione per l’ospitalità come attività di sostegno e costruzione di nuove e corrette modalità nelle aree di consumo e di soggiorno per ristoranti, hotel, alberghi, B&B, agriturismi, e lavorano a progetti a largo spettro per la costruzione dell’identità territoriale, la Local Food Identity. Il gruppo de I Food Designer ha sviluppato il progetto pilota di Food Design Territory Identity, relativo alla Valle Argentina sulle Alpi liguri che ha ricevuto la Menzione d’Onore al Compasso d’Oro 2014. 

www.ifooddesigner.it