K-Food Pop-Up: quando il risotto parla coreano
Ci sono incontri che nascono a tavola. E quello fra Italia e Corea passa proprio da lì: dagli ingredienti, dalle tecniche, dalla memoria dei piatti e dalla curiosità di assaggiarli in veste nuova. Un viaggio gastronomico che parte da due universi differenti e li fa incontrare senza cancellarne l’identità. Da una parte il riso allo zafferano e i mondeghili, icone della tavola milanese; dall’altra kimchi, ssamjang e tteokgalbi, espressioni di una cultura gastronomica nella quale fermentazione, intensità e stratificazione dei sapori hanno un ruolo centrale.
A interpretare questo incontro è lo chef Fabrizio Ferrari, autore di due ricette create per l’occasione. La prima è un Risotto alla Milanese con Kimchi, dove la ricetta meneghina conserva il suo carattere: riso tostato, vino bianco, brodo, zafferano, burro e Parmigiano Reggiano. A cambiare la prospettiva è il kimchi, saltato con salsa ssamjang, mentre una gremolada di prezzemolo, scorza di limone e aglio porta al piatto una nota fresca e aromatica.
Il secondo incontro è ancora più diretto: il Mondeghili di Tteokgalbi con insalata russa al Kimchi prende la tradizionale polpetta milanese e la avvicina ai tteokgalbi coreani, polpette di carne macinata speziate e glassate. La carne è lavorata con succo di pera e salsa di soia, quindi rosolata e lucidata con una glassa a base di soia e miele. Al suo fianco, un’insalata russa rivisitata con dressing al succo di kimchi e kimchi tritato.
Il kimchi come punto di partenza
Se la contaminazione è il tema, il prodotto è il vero protagonista. Il K-Food Pop-Up invita infatti a scoprire alcuni degli ingredienti che definiscono la cucina coreana: dal kimchi, simbolo della tradizione fermentativa del Paese, alle paste e salse come doenjang, ganjang, gochujang e ssamjang, passando per ramyeon, tteokbokki, snack, dolci e bevande.
L’obiettivo non è soltanto assaggiare, ma imparare a riconoscere questi ingredienti e comprenderne possibilità e utilizzi, anche al di fuori delle ricette tradizionali. È qui che il dialogo con la cucina italiana diventa particolarmente interessante: gli ingredienti coreani entrano in nuove combinazioni e suggeriscono percorsi inediti anche nella cucina di casa.
Fino al 26 settembre sono 34 gli appuntamenti gratuiti aperti al pubblico, tra degustazioni, showcooking, workshop e masterclass. Un programma pensato per avvicinare il pubblico al K-Food attraverso l’esperienza diretta, dalla scoperta dei prodotti alla loro interpretazione. Un’iniziativa dell’aT Center di Parigi, agenzia governativa del Ministero dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e degli Affari Rurali della Repubblica di Corea.
E per chi, dopo l’assaggio, volesse portare a casa un frammento di questa esperienza, i prodotti protagonisti del Pop-Up sono disponibili per l’acquisto presso il rivenditore autorizzato PacMall.
La tavola, però, è soltanto una delle porte d’ingresso alla Corea contemporanea. Il programma comprende anche appuntamenti dedicati a K-Beauty, wellness e lifestyle, ampliando il racconto a una cultura che trova nella gastronomia uno dei suoi linguaggi più immediati. Perché, in fondo, è proprio attorno a un piatto che le distanze si accorciano: basta un risotto, un po’ di kimchi e la voglia di assaggiare qualcosa di nuovo.
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Foto Ufficio Stampa