CO2: l’aprile più inquinato della storia

Il mese di aprile 2014 ha registrato  il livello di CO2 più alto nella storia umana delle rilevazioniriscaldamento_globale_cambiamenti_climatici_kyoto_due

Il mese appena trascorso ha superato in modo costante le 400 parti per milione (ppm) in atmosfera per tutto il mese.

Secondo gli esperti le concentrazioni di CO2 dovrebbero quasi sicuramente rimanere al di sopra delle 400 ppm a maggio e forse anche a giugno, per poi tornare a scendere sotto questo livello a luglio. Il rischio potrebbe essere però che dopo anni di accumuli, i livelli potrebbero restare sopra le 400 ppm anche in autunno, finendo per rimanere oltre tale limite per tutto l’anno. La prima misurazione oltre le 400 ppm è stata rilevata il 9 maggio del 2013. La misurazione della CO2 in atmosfera è monitorata da un sito sul vulcano Mauna Loa alle Hawaii.

Ogni anno l’atmosfera attraversa un ciclo di livelli di anidride carbonica che si innalzano in base all’influenza delle stagioni: aumentano in primavera e in inverno, raggiungendo il picco a maggio con la fioritura delle piante; di qui in poi, grazie alla fotosintesi, i vegetali contribuiscono a ‘succhiare’ CO2 e i livelli diminuiscono. Questa volta la preziosa funzione del verde sembra alle corde. Tutto ciò rende più realistico l’allarme lanciato qualche tempo fa dagli scienziati cui abbiamo dedicato numerosi articoli.

Un primo passo potrebbe essere l’approvazione in questi giorni da parte della Camera americana (gli Stati Uniti sono i primi immetti tori di Co2 in atmosfera) della legge di Obama sul risparmio energetico, tra molte defezioni anche di democratici che temono di scontentare le industrie del proprio collegio costrette ad attuare sostanziali misure per la riduzione dell’inquinamento climalterante. Ora si attende il responso del senato.

 

Lavanderia cinese

inquinamento cinaIn Cina è allo studio un progetto per lavare le città innaffiandole dalla cima dei grattacieli

Presto a Pechino, e in altre megalopoli del gigante asiatico, in cima ai palazzi più alti potrebbero essere piazzati giganteschi annaffiatoi per irrorare le città come fossero giardini. Shaocai Yu, ricercatore dell’università cinese di Zhejiang e di quella statunitense del North Carolina, ritiene che spruzzare acqua dagli edifici potrebbe ridurre l’inquinamento atmosferico nelle metropoli della Cina.

In pratica Yu propone di simulare la pioggia in modo da ridurre gli inquinanti presenti in atmosfera e la foschia che causano, come accade anche nella nostra pianura padana, quando solo la pioggia serve a scongiurare il superamento della soglia di inquinamento. Inoltre, l’acqua usata dovrebbe essere raccolta e riutilizzata, per non aggravare la scarsità delle risorse idriche.

La geoingegneria contribuirebbe così a ridurre la concentrazione di polveri sottili mantenendola entro la soglia dei 35 microgrammi per metro cubo (nelle megalopoli cinesi negli ultimi 30 anni la crescita economica e industriale ha portato a un’ impennata dell’inquinamento causato da un mix di fonti quali l’energia a carbone, il traffico e i combustibili per il riscaldamento).

Il metodo è sicuro da un punto di vista ambientale, può essere implementato sul larga scala senza troppe difficoltà e a basso costo. Saranno contenti i cultori di giardinaggio che vedrebbero riprodotta su vasta scala un’operazione cui si dedicano da sempre, solo che questa volta a godere della salutare irrorazione sarebbe tutta la città.

(Immagine: il Nido, il celebre stadio realizzato per le Olimpiadi di Pechino)