A Montalcino la XXV edizione del Premio Casato Prime Donne celebra la ricercatrice italiana che studia nuove terapie contro i tumori più aggressivi. E mette intorno allo stesso tavolo scienza, vino, arte e giovani talenti.
Sandra Misale: il sogno diventa realtà
Il vino come punto di partenza e il futuro come orizzonte. È questo il filo che lega la XXV edizione del Premio Casato Prime Donne, dedicata al tema “Il sogno e/è la realtà”. Protagonista è Sandra Misale, 41 anni, originaria di Palmi in Calabria e oggi alla guida del Misale Lab della Johns Hopkins University di Baltimora.
Laureata in Biotecnologie molecolari a Torino, Misale ha lavorato alla Harvard Medical School e al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York. I suoi studi sulle mutazioni del gene KRAS hanno contribuito allo sviluppo di nuove terapie mirate contro tumori particolarmente aggressivi, tra cui quelli del pancreas, del polmone e del colon.
Dal palco del Teatro degli Astrusi a Montalcino, la scienziata ha rivolto soprattutto alle giovani generazioni un invito all’ambizione, alla curiosità e alla perseveranza: scegliere strade difficili, coltivare le proprie passioni e avere la pazienza necessaria per ricominciare dopo ogni ostacolo. Un messaggio che interpreta alla perfezione lo spirito del Premio.
La venticinquesima edizione è un traguardo importante per il Premio Casato Prime Donne e per il progetto ideato attorno alla cantina di Montalcino. “Mostra la continuità del nostro impegno”, ha sottolineato Donatella Cinelli Colombini, presidente della giuria, ricordando i temi che da sempre accompagnano l’iniziativa: la crescita del ruolo femminile, la valorizzazione del territorio e il sostegno ai giovani. Una prospettiva che parte dal mondo del vino ma lo supera, dimostrando come anche una realtà vitivinicola può diventare luogo di incontro e riflessione su questioni di portata più ampia.
Tra vigneti, arte e futuro
“Il sogno e/è la realtà” diventa così una chiave per leggere anche le altre storie premiate. Taisiia Makohon, studentessa ucraina del Liceo Artistico Duccio di Buoninsegna di Siena, firma ‘Escamotage’, opera ispirata alla Libertà che guida il popolo di Delacroix.
Fuggita da Kiev nel 2022, oggi vive a San Quirico d’Orcia. Nel suo dipinto il sogno diventa uno spazio di fuga da una realtà segnata dalla guerra, dalla perdita della casa e dagli affetti lontani.
Il Premio ha inoltre riconosciuto il lavoro dei giornalisti Francesca Ciancio e Andrea Cuomo, impegnati nel racconto di Montalcino, del suo territorio e dei suoi vini.
Il dolce finale
Sono 13 i giovani talenti coinvolti nell’edizione 2026 nei settori dell’arte, dell’oreficeria, della musica e della pasticceria. A chiudere la celebrazione è stata proprio la pasticcera Alessandra Pinto, della Scuola di Alta Formazione Tessieri, con ‘Dalle origini al sogno’, la torta dedicata a Sandra Misale.
Un dolce che racconta un viaggio attraverso gli ingredienti: agrumi e mandorle evocano il Sud Italia, il croccantino di nocciola Torino, mentre la mousse di cheesecake richiama New York. Una piccola geografia del gusto che trasforma una storia personale in dessert.
Nato nel 1999, il Premio Casato Prime Donne individua ogni anno una personalità capace di rappresentare un esempio nel percorso verso la parità. È parte del più ampio Progetto Prime Donne, che comprende la cantina Casato Prime Donne, il Brunello Prime Donne e il percorso meditativo tra i vigneti. La giuria è presieduta da Donatella Cinelli Colombini e comprende Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione.
A Montalcino, ancora una volta, il vino diventa linguaggio che racconta persone, paesaggio, creatività e futuro. E dimostra che, qualche volta, il modo migliore per trasformare un sogno in realtà è cominciare a coltivarlo.

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Foto Ufficio Stampa