Bonduelle: ci mettiamo al faccia

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Le insalatine degli agricoltori, i nuovi prodotti Bonduelle, dal campo alla busta in meno di 24 ore. E sulle confezioni i volti dei produttori che si raccontano in prima persona.

Nuovo packaging e nuova freschezza per le insalatine di Bonduelle, l’azienda francese che punta ancora una volta sulla qualità dei propri prodotti. Quattro le referenze lanciate sul mercato della IV gamma: Rucola, Lattughino, Songino e Mix di Insalatine, tutte confezionate in sacchetti di carta, per un look ancora più naturale, su cui compaiono le foto e i nomi degli agricoltori che hanno selezionato e lavorato il prodotto stesso.

“L’idea di porre al centro della campagna comunicativa gli stessi produttori – ha spiegato l’amministratore delegato Gianfranco D’Amico – nasce dall’esigenza di comunicare al consumatore che i nostri prodotti sono di altissima qualità e che è necessario fidarsi di professionisti che seguono disciplinari di produzione e controlli ben più stringenti rispetto a quelli previsti dalla legge. La nostra idea di social responsability si fonda proprio sulla centralità dell’agricoltore”, ha concluso D’Amico.

Per realizzare questo progetto sono stati individuati otto imprenditori, quattro al Nord e quattro al Sud, che ogni giorno raccolgono e lavorano le insalate in tempi brevissimi, per consentire poi agli stabilimenti Bonduelle, situati vicini alle località di coltivazione, di confezionare il prodotto e distribuirlo in meno di 24 ore, per una garanzia di freschezza e naturalità. “La scelta dell’azienda – ha precisato D’Amico – è evitare che il prodotto realizzato al Sud Italia venga commercializzato al Nord e viceversa, oltre al fatto che  l’insalata sia confezionata in massimo 24 ore dalla raccolta”.

Per questo motivo le aziende coinvolte sono limitrofe ai due stabilimenti e si impegnano a consegnare la materia prima tra le 7 e le 9 del mattino. Oltre alla freschezza, un criterio fondamentale perseguito dall’azienda è la stagionalità: per questo motivo le quattro referenze Bonduelle saranno disponibili sul mercato soltanto da marzo a settembre.

L’insalata aiuta l’arte

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Nella foto in alto, la presentazione del progetto. Da sinistra, Enrico Bressan, André-Yves Portnoff, Philippe Daverio, Marco Carminati, Umberto Galassini e Paolo Tamai.

Bonduelle Italia sposa il progetto “Gli Orti per l’Arte” a sostegno del patrimonio artistico italiano

Presentato a Milano nella suggestiva cornice della Biblioteca Nazionale Braidense il progetto “Gli Orti per l’Arte”. Promossa da Fondaco, associazione veneziana che si occupa di recupero del patrimonio artistico, in collaborazione con Bonduelle Italia, l’iniziativa mira a creare una nuova sinergia con il mondo dell’industria agroalimentare per recuperare opere d’arte del territorio e restaurare monumenti di elevato valore culturale.
E dall’incontro fra cultura e verdura nasce anche la nuova linea di insalate “Gli Orti per gli Arte”, in vendita nella grande distribuzione, che devolverà parte del ricavato per i lavori di restauro di Santa Maria in Montesanto, la chiesa degli artisti in piazza del Popolo a Roma. “Nessun altro Paese al mondo è dotato di un patrimonio artistico così prestigioso e ricco come l’Italia”, ha detto Umberto Galassini, amministratore delegato di Bonduelle Italia. “Ritengo che questo sia un enorme potenziale che possa essere meglio valorizzato grazie anche all’iniziativa privata di aziende e imprenditori”.
L’idea è nata tre anni fa a Venezia, su iniziativa dell’imprenditore Paolo Tamai, proprietario del marchio “Gli Orti di Venezia”, azienda distributrice di verdure di IV gamma, che ha partecipato al restauro del Gobbo di Rialto, una statua del XV secolo in campo San Giacometto, con la collaborazione di Fondaco.
L’esperienza è proseguita nel 2012 con la statua del Pescatore, nella stessa zona del mercato di Rialto. Visto il successo, il fondatore di Fondaco Enrico Bressan e Paolo Tamai, hanno rilanciano l’idea su scala nazionale con l’obiettivo di valorizzare due eccellenze italiane: l’agricoltura e il patrimonio artistico-culturale.

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