Milano celebra Marc Chagall

Dal 17 settembre 2014 al 2 febbraio 2015 Milano celebra Marc Chagall attraverso due mostre, a Palazzo Reale e al Museo Diocesano. Un percorso alla scoperta di uno dei più importanti artisti del Novecento europeo.

chagall 1914 gli amanti in blu

Duecentoventi. Questo il numero delle opere di Marc Chagall al Palazzo Reale di Milano, la più grande retrospettiva da sempre dedicata all’artista russo che partecipa a Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all’identità europea della nostra città.

Obiettivo dell’esposizione “Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985“, è illustrare l’intera vita artistica di Chagall (Vitebsk 1887 – Saint-Paul-de-Vence 1985), quasi secolare, attraverso dipinti inediti provenienti da più di 50 collezioni private e dai più gradi musei del mondo, dal MoMa al Metropolitan di New York, dalla National Gallery di Washington al Museo Nazionale Russo di San Pietroburgo al Centre Pompidou di Parigi.

Quadri molto noti e meno noti per ripercorrere la straordinaria produzione di uno dei più eclettici artisti del ‘900, impregnata delle più importanti Avanguardie europee, che fonde la cultura ebraica con quella russa, con uno stile molto personale che fa del colore il punto focale della sua opera trasformando qualsiasi immaginario in fantasmagorie cromatiche famose in tutte il mondo.

Non si può guardare un quadro di Chagall senza dire: è Chagall! E ce ne sarà da guardare in questa mostra milanese, curata da Claudia Zevi, articolata in sezioni in un percorso cronologico che segue l’artista dalla culla alla tomba della sua produzione. Dagli anni giovanili in Russia al primo soggiorno francese fino allo scoppio della prima Guerra Mondiale; dal ritorno in patria fino al 1921 all’esilio da Parigi e alla fuga a Marsiglia, Spagna e Portogallo; dal trasferimento in America negli anni Quaranta al ritorno in Francia. E proprio in Francia superò la perdita della moglie amatissima avvenuta nel 1944 e ritrovò la gioia della vita nella pittura che portò a essere i suoi quadri favole illustrate, sempre al limite tra la metafora e il sogno, la realtà e la fantasia.

La meraviglia davanti alla natura, lo stupore di fronte a piante e animali, il sogno che diventa metafora di una realtà possibile in cui uomo e natura possono vivere pacificati dopo aver attraversato gli orrori del conflitto mondiale… insomma tutti i grandi temi della poetica pittorica di Chagall vengono ripercorsi in questa imperdibile e unica mostra.

La mostra è promossa dal Comune di Milano-Cultura e organizzata e prodotta da Palazzo Reale, 24 Ore Cultura-Gruppo 24 Ore, Arthemisia Group, GAmm Giunti e il Museo Reale delle belle arti del Belgio.

Parallelamente alla mostra a Palazzo Reale, il Museo Diocesano propone “Chagall e la Bibbia“, curata da Paolo Biscottini e concepita come vera e propria sezione dell’altra. Una particolarissima esposizione di 60 opere che Chagall dedicò al messaggio biblico. Sin da giovane l’artista fu affascinato dalla Bibbia, che considerava come la più importante fonte al mondo di arte e poesia. Dai suoi studi in merito, negli anni Sessanta, nacque il ciclo sul Messaggio Biblico, i cui soggetti furono elaborati attraverso tecniche diverse, dalle acqueforti alle ceramiche, agli oli: 22 guaches preparatorie, finora inedite, particolarissime, che costituiscono un documento fondamentale per lo studio di Chagall.

Orari, i prezzi, le visite guidate e tutte le info sui siti dedicati alla mostra “Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985” a Palazzo Reale e “Chagall e la Bibbia” al Museo Diocesano.

Straordinario Klimt

G. Klimt, Girasole, 1606-07, olio su tela, collezione privata

G. Klimt, Girasole, 1606-07, olio e pittura d’oro su tela, Belvedere, Vienna

A Milano va in mostra Klimt, con una raccolta straordinaria

Al Palazzo Reale di Milano, è stata inaugurata ieri, 12 marzo 2014, la mostra Klimt. Alle origini del mito, organizzata e prodotta da Palazzo Reale, 24 Ore Cultura e Arthemisia Group in collaborazione con il Museo Belvedere di Vienna e promossa da Comune di Milano.

Curatore è Alfred Weidinger, vice direttore del Belvedere e affermato studioso di Klimt.

In mostra 20 oli, una raccolta straordinaria, visto che sono solo 100 in tutto il mondo le opere dell’artista viennese conosciute.

Protagonista assoluto dell’esposizione, la riproduzione dell’originale del Fregio di Beethoven, massima aspirazione degli artisti della Secessione.

Tutto l’allestimento integra le opere di Klimt nell’ampio contesto di arte totale proprio del movimento secessionista viennese e ha come scopo di indagare i rapporti familiari e affettivi di Klimt dalla nascita allo svolgimento della sua carriera artistica passando per le sue grandi passioni: la musica e il teatro.

Grandi opere provengono dai musei di tutto il mondo: la Eva, la Salomè, Girasole, Acqua in movimento

Attenzione particolare sarà rivolta alle opere giovanili, alla sua formazione, ai primi passi come decoratore di edifici di rappresentanza, specialmente di teatri.

La mostra è quindi organizzata in sezioni: la prima parte esplora il contesto familiare con ritratti degli amici e della famiglia; la seconda si occupa dell’apprendistato dei fratelli Klimt alla Scuola d’Arte Viennese dove fondarono, insieme a Franz Matsch, la Compagnia degli Artisti, esperienza a cui è dato ampio spazio; due sale ospitano ritratti e paesaggi, generi prediletti da Klimt con la fondazione della Secessione. Qui sono presenti tre grandi opere femminili tra cui la Signora davanti al caminetto.

Oltre alle opere pittoriche, in mostra anche lettere d’amore scritte a Emilie Floge che aprono un curioso e inedito panorama amoroso.

Info:
12 marzo-13 luglio 2014
Klimt. Alle origini di un mito
Palazzo Reale di Milano

Per tutte le info, visitare il sito dedicato.

 

Rodin: la sensualità del marmo

Inaugura oggi, 17 ottobre, al Palazzo Reale di Milano, la mostra “Rodin. Il marmo, la vita”

Auguste Rodin, Il Bacio, 1888-1889, marmo.

Auguste Rodin, Il Bacio, 1888-1889, marmo.

Dal 17 ottobre 2013 al 26 gennaio 2014, la splendida Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano, sarà ancora più splendida grazie alle 62 opere di Auguste Rodin (Parigi 1840 – Meudon 1917) che compongono la mostra “Rodin. Il marmo, la vita“, la più completa rassegna mai esistita.

Divisa in tre sezioni, la mostra ripercorre l’intera opera di Rodin:
la prima sezione ci porta alla scoperta della fase giovanile ed esplora il tema dell’illusione della carne e della sensualità. Opere di punta: Uomo col naso rotto, omaggio a Michelangelo, che fu rifiutato nel 1864 dal Salon parigino; e Il Bacio, scultura di due amanti (Paolo e Francesca della Divina Commedia dantesca) che fece scalpore nella Francia dell’Ottocento.

Con la seconda sezione entriamo nella fase della maturità dell’artista. Raccoglie le sue opere più conosciute, tra cui il busto dedicato a Rose Beuret (la sua compagna di vita). Anche qui la sensualità e l’eros si fondono con la raffinata ricerca formale.

La terza sezione è invece il trionfo dell’incompiuto, del “non finito” (altro grande punto d’incontro con l’arte di Michelangelo) e si possono ammirare tra i più beli ritratti di Rodin (primo fra tutti quello a Victor Hugo).

Una carrellata completa, dunque, della vita e delle opere dell’artista, della sua poetica, della sua rilettura del “classico” in una chiave di modernità formale e tematica; i corpi nudi e sensuali scolpiti nel marmo con la morbidezza della materia umana, l’essenza stessa della persona che emerge con la potenza della passione scultorea.

La mostra ha alle spalle ricerche approfondite svolte dal Musée Rodin, che si è impegnato a trovare anche i nomi di tutti coloro hanno lavorato sui marmi, indicati sulle minuziose didascalie alle singole opere.

La Sala delle Cariatidi è già di per sé un allestimento perfetto per qualsiasi tipo di mostra: in questo caso però è stato ricreato come fosse il vero atelier in cui Rodin produceva insieme ai suoi collaboratori, merito dello studio internazionale Didier Faustino per l’allestimento e di Giambattista Buongiorno per le luci, che fanno incredibilmente risaltare il bianco dei marmi facendo loro prendere vita.

Essendo l’opera di Rodin sempre accomunata a quella di Michelangelo, per il trattamento del marmo e per l’amore per il “non finito”, non si può non fare un collegamento naturale tutto milanese. Ricordiamo infatti che nel Museo di Arte Antica del Castello Sforzesco è esposta la Pietà Rondanini michelangiolesca e che proprio davanti a questa è esposta una maschera bronzea eseguita da Daniele da Volterra per Michelangelo, che riecheggia chiaramente nell’Uomo dal naso rotto di Rodin.

Per rinsaldare il forte legame che unisce i due artisti e, di conseguenza, le collezioni d’arte di Milano, il Comune offre la possibilità di visitare entrambe le mostre con un biglietto scontato: presentando il biglietto di “Rodin. Il marmo, la vita” alla biglietteria del Castello Sforzesco si potrà visitare il Museo di Arte Antica al costo di 1,5 euro; mentre viceversa, chi presenterà a Palazzo Reale il biglietto del Museo di Arte Antica potrà visitare la mostra di Rodin a 9,50 euro (con audioguida).

L’esposizione è curata da Aline, Magnien (conservatore capo del patrimonio del Musée Rodin di Parigi), in collaborazione con Flavio Arensi e promossa e prodotta da Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale, Musée Rodin di Parigi, Civita ed Electa in collaborazione col Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Dopo Milano, la mostra andrà alle Aule delle Terme di Diocleziano a Roma.

INFO:
Rodin. Il marmo, la vita
17 ottobre 2013 – 26 gennaio 2014

lunedì 14.30-19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
giovedì e sabato 9.30-22.30
*ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Biglietti (con audioguida gratuita): intero 11 euro; ridotto 9,50 euro; gruppi 9,50 euro; scuole 5,50 euro; famiglie 15 euro (1 adulto+1 ragazzo) o 24,50 euro (2 adulti + 1 ragazzo).

Per qualsiasi ulteriore info rimandiamo al sito ufficiale.

Palazzo Reale si fa in quattro

Al Palazzo Reale di Milano quattro mostre importanti da visitare d’un fiato

Fotografia, fumetto, pittura e cinema…Palazzo Reale offre un poker di mostre che accontenteranno un po’ tutti i gusti. Le abbiamo viste per voi.

imagesGianni Berengo Gardin. Storie di un fotografo – dal 14 giugno all’8 settembre
Berengo Gardin, classe 1930 – che abbiamo avuto il grande onore di avere come cicerone alla visita guidata della sua mostra – non ama le foto di grande formato, non scatta in digitale (se non in casi davvero rarissimi), non costruisce le foto.

Rifiuta il concetto di fotografia artistica: la fotografia è documentazione, deve servire a ricordare come si viveva in un dato periodo o in un dato luogo,o a denunciare situazioni critiche: Berengo Gardin scattò – in un progetto durato due anni – le grandi navi nella laguna di Venezia e allegò le foto a un servizio sul tema pubblicato da un quotidiano nazionale. Il giorno dopo scoppiò un caso che portò a proteste popolari e portò alla ribalta il problema. Gardin si prese tutte le responsabilità del caso, perché il ruolo del fotografo non è più “esserci” (con i-phone e piccole macchine compatte si “è” sempre dappertutto), ma mostrare al mondo il proprio punto di vista, per quanto possa essere scomodo.
La mostra ripercorre la carriera di Berengo Gardin, dagli anni giovanili, alla collaborazione con Renzo Piano, al rapporto profondo di amicizia e scambio intellettuale che l’ha legato a Ugo Mulas, fino ai suoi progetti recenti. È divisa per grandi tematiche e ogni sezione ha un cartello con tutte le informazioni del lavoro di Berengo Gardin.

Il titolo della mostra è esemplare in sè: Storie di un fotografo. Sì, perché per Berengo Gardin fotografare vuol dire raccontare, ogni foto deve essere una ministoria, deve sempre succedere qualcosa.

Pensata in origine per la Casa dei Tre Oci di Venezia (febbraio-maggio 2013) la mostra si sviluppa in modo chiaro e lineare; le foto sono molto ben esposte e le didascalie ben fatte. La location elegante e decorativa di Palazzo Reale fa ben contrasto con i bianco e nero puliti e perfetti di Berengo Gardin (non a caso è nella rosa dei tre fotografi italiani a essere stati  selezionati da Cartier-Bresson come rappresentativi di tutta la storia della fotografia, insieme a Ferdinando Scianna e Alberto Giacometti).

Le sezioni tematiche sulla Gente di Milano (con ritratti di Renzo Piano, Gabriele Basilico, Dario Fo, Umberto Eco e tanti altri) e quella sulla Gente di Venezia ci rimandano a  un mondo che ormai è svanito, ma che rivive per noi attraverso l’occhio personale e narrativo di Berengo Gardin; la sezione Dentro le case ci fa entrare nelle dimore di ricchi e poveri rimandandoci l’idea di realtà molto diverse; la sezione Morire di classe (sugli ospedali psichiatrici) e quella Comunità Romanì in italia sugli zingari di Trento, Palermo, Firenze, Bolzano, nella cui realtà il fotografo ha vissuto per due anni, ci ricordano due tra le vergogne nazionali (il trattamento dei malati psichici prima della legge Basaglia e i pregiudizi  nei confronti degli zingari); la sezione sui Baci è la più leggera, mentre quella sul Berengo Gardin reporter ci riporta al fondamentale concetto della foto come documentazione.

 

Guido Crepax. Ritratto di un artista – dal 20 giugno al 15 settembrePalazzo Reale
Guido Crepax (1933-2003), fumettista, illustratore, pubblicitario, fotografo, scenografo e molto altro, è indubbiamente una delle figure più poliedriche e fantasiose del mondo del disegno e del fumetto italiano. Conosciuto soprattutto per Valentina, sexy fotografa dai mille talenti, di lui meno si conoscono le altre creazioni. Forse non tutti sanno che era anche un eccezionale costruttore di modellini, illustratore di copertine di vinili, progettista di giocattoli e di oggetti vari, scenografo…

Nella bellissima location degli Appartamenti di riserva, una serie di stanze ricchissime di affreschi, dorature e damaschi alle pareti, è stato creato un percorso intenso e denso di opere dell’autore che abbracciano i più vari campi, dal cinema al design, dalla musica al teatro, e che diventa anche metafora del percorso attraversato dalla nostra società contemporanea.

Disegni, bozzetti, modellini, quadri, sculture, filmati, per far conoscere a 360° un autore che sta tornando prepotentemente all’attenzione del pubblico per la sua modernità, la sua eccentrica visione del mondo e delle donne, la sua straordinaria creatività poliedrica. Perché, usando le parole di Umberto Eco: «Crepax cambiava il senso del tempo nel fumetto, ovvero il rapporto tra spazio e tempo… due inquadrature potevano suggerire contemporaneità, come se il lettore voltasse rapidamente la testa da una parte e dall’altra di una scena, cogliendo nello stesso istante due particolari diversi».

Al piede dell’articolo una gallery fotografica della mostra

 

Alfred Hitchcock nei film della Universal Picture – dal 21 giugno al 22 settembre 2013hitchock
Hitchcock (1899-1980) è uno dei registi più rappresentativi della storia del cinema, famoso soprattutto per l’introduzione di un nuovo concetto di suspense.

Dice di lui Truffault nel saggio Il piacere degli occhi: «La signora scompare, Notorius, La finestra sul cortile, sarebbero bastati ad assicurare la gloria a qualsiasi regista, ma anche aggiungendo Il club dei trentanove, Rebecca, Il sospetto, L’ombra del dubbio, Delitto per delitto, L’uomo che sapeva troppo, Intrigo internazionale, Psycho, Gli uccelli, Marnie, non avrete enumerato che la quarta parte di una filmografia abbagliante, la più ricca e la più completa tra quelle dei registi che hanno debuttato negli anni Venti, cioè con il cinema muto».

Basterebbero queste parole di un altro Maestro del cinema per dare un’idea dell’importanza che Hitchcock ha rivestito e riveste ancora oggi nel mondo della quarta arte e della cultura  in generale. La mostra di Palazzo Reale ripercorre la sua carriera attraverso immagini, testimonianze e video tratti dai principali capolavori del “maestro del brivido”, prodotti tra il 1940 e il 1976 dalla Universal Picture.

 

Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter – dal 21 febbraio all’8 settembre
Una serie di capolavori proveniente dalla collezione del mecenate francese Jonas Netter fa rivivere l’atmosfera creativa e bohémienne del quartiere parigino di Montparnasse, sede di artisti e intellettuali come Modigliani, Chagall, Picasso, Man Ray, Ezra Pound e molti altri.Palazzo Reale

La mostra, composta da 120 capolavori, si concentra su Modigliani e l’amico Soutine, ma non meno interessanti sono le opere di Maurice Utrillo, Moise Kisling, Henri Hayden, Suzanne Valadon e tanti altri: capolavori che compongono, tutti insieme, l’affresco di un’epoca, quella degli “anni folli” parigini in cui si sono di fatto gettate le basi per l’arte contemporanea europea e, di riflesso, mondiale.

 

Nel dettaglio:

Gianni Berengo Gardin. Storie di un fotografo
14 giugno-8 settembre 2013

lunedì 14.30-19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
giovedì e sabato 9.30-22.30
*ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura

Biglietti:
8 euro intero
6,50 euro ridotto (gruppi, ove 65, da 6 a 26 anni, portatori di handicap, altre convenzioni)
4 euro ridotto scuole
gratuito minori di 6 anni
biglietto famiglia: 1 o 2 adulti 6,50 euro + 4 euro bambini da 6 a 14 anni

Per prevendita e prenotazioni visite (1,50 singoli e gruppi, 1 euro gruppi studenti): tel. 0254917

Per prevendita e prenotazioni visite guidate, prenotazione obbligatoria a Ufficio Gruppi Grandi Mostre: tel. 02542727, ufficiogruppi@ticket.it

 

Guido Crepax. Ritratto di un artista
20 giugno-15 settembre 2013

lunedì 14.30-19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
giovedì e sabato 9.30-22.30
*ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura

Ingresso gratuito

Per info e prenotazioni alle visite guidate:  tel. 02 36 56 56 94, crepax@visiteguidatemilano.com.

 

Alfred Hitchock nei film della Universal Picture
21 giugno-22 settembre 2013

lunedì 14.30-19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
giovedì e sabato 9.30-22.30
*ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura

Biglietti:
8 euro intero
6.50 ridotto
4 euro ridotto speciale

 

Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter
21 febbraio-8 settembre

lunedì 14.30-19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
giovedì e sabato 9.30-22.30
*ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura

Biglietti:
11 euro intero
9,50 euro ridotto
6,50 ridotto speciale

Per prenotazioni: sul sito, tel. 02 54918.