Noberasco: la natura in busta

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I Super Frutti sono l’ultima novità di Noberasco, azienda ligure nota per la frutta secca e disidratata: la natura in busta con i semi di Maqui, Aronia, Goji, Physalis, Gelso, Chia, Pitaya che danno piacere al palato e vantano numerose proprietà benefiche.

Con l’arrivo della primavera si ha sempre più voglia di svago, dallo sport alle passeggiate all’aria aperta, dai weekend fuori porta ai lunghi viaggi in terre lontane ma perché non portare un momento di relax sempre con sé? In ufficio, a scuola, in palestra… è sempre il momento buono per concedersi uno snack sano e gustoso. E magari anche dal gusto esotico e non convenzionale, come i nuovi Super Frutti di Noberasco.

Per esempio, le bacche di Maqui, rare e pregiate dal gusto nettarino, sono tra le migliori fonti naturali di Vitamina C; le bacche di Aronia, all’aroma di vinaccia, vantano un basso contenuto di grassi e contengono elevate dosi di Vitamina K che non può essere immagazzinata né prodotta dal nostro organismo; le bacche di Goji, il frutto della longevità per i tibetani, sono perfette nelle diete, grazie al basso indice glicemico; le bacche di Physalis, aromatiche e rinfrescanti, sono un concentrato di sali minerali e Vitamine; le more di Gelso, dal gusto miele e aroma floreale, fonte naturale di ferro e vitamina C sono l’ideale integratore per gli sportivi di ogni età; i semi di Chia sono particolarmente indicati per il contenuto in calcio per chi ha superato gli «anta» e chi fa sport ma anche come integratori naturali per vegani e vegetariani e la Pitaya, morbida dal gusto dolce e aroma floreale è un frutto tropicale che favorisce la pigmentazione, donando alla pelle un colorito sano.

Il benessere naturale sembra aver fatto il giro del mondo per essere messo in tasca ed essere usato per superare particolari condizioni di stress, rinforzare le difese immunitarie, combattere i radicali liberi e i segni del tempo. I Superfrutti Noberasco sono adatti a tutti: bambini, adolescenti, adulti, over ‘anta’ e chi pratica sport quale valido supporto nelle diete.

Tutte informazioni e le curiosità sui semi sono ben descritte sull’etichetta di ciascuna confezione, una busta da 50/70 g dotata di zip richiudibile. L’etichetta è fonte di informazioni complete: gusto, aroma, effetti, valori nutrizionali, suggerimenti d’uso e dose quotidiana ottimale. Ma non solo: il codice QR sul retro della confezione collega alla pagina web dedicata nel sito Noberasco, attivando un filo diretto con i consigli del medico e alimentarista Luca Speciani, su alimentazione e corretti stili di vita.

A volte non serve andare lontano per staccare dai ritmi frenetici, basta concedersi qualche minuto con la natura e magari portarla sempre con sé in una pratica bustina di Superfrutti.
http://www.noberasco.it/

L’alimentazione in gravidanza

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È uscito il primo numero de I quaderni di Valore Alimentare, firmato dal medico e agronomo Matteo Giannattasio. Un libro dedicato a gravidanza e alimentazione che insegna a nutrire anima e corpo in modo corretto

Un quaderno pratico e utile che aiuta a scoprire come attraverso un’alimentazione sana ed equilibrata è possibile vivere una gravidanza serena e contribuire al benessere del nascituro. Scritto da Matteo Giannattasio, medico e agronomo, direttore scientifico di Valore Alimentare, il libro trasmette i suoi consigli e la sua esperienza affinché la donna possa trovare equilibrio, salute e benessere sia dal punto di vista fisico che psicologico per prepararsi ad accogliere pienamente il figlio che verrà.

L’autore dispensa importanti consigli su come riconoscere il cibo di qualità, per evitare di ritrovarsi nel piatto pesticidi, antibiotici, additivi: alimenti saporiti, salutari e sani, provenienti da agricoltura biologica che, per regolamento comunitario, non prevede il ricorso a nitrati di sintesi per concimare la terra e usa sostanze di origine naturale e biodegradabili nelle fasi di lavorazione. Prove scientifiche alla mano, il medico dimostra come il consumo di alimenti di produzione industriale, spesso contenenti additivi ed edulcoranti di sintesi, possa avere ripercussioni sullo sviluppo dell’embrione e creare degli squilibri anche successivamente alla nascita.

Il rapporto tra la psiche della futura mamma e quella del figlio che aspetta di nascere viene dettagliatamente analizzato. Su questo aspetto l’autore evidenzia come anche il cibo può influenzare la psiche, fornendo un elenco degli alimenti rilassanti, di quelli che danno il buonumore e di quelli che se assunti in eccesso possono essere ansiogeni.

Un capitolo a parte è dedicato ai disturbi in gravidanza e alle modalità con le quali possono essere affrontati anche grazie all’alimentazione, dalla nausea alla stipsi, dai crampi notturni all’insonnia.

Una parte importante è infine dedicata alla cura del corpo, fondamentale pratica quotidiana per chi si appresta a partorire e poi a nutrire il nascituro. Il libro si trova in esclusiva presso i centri NaturaSì e Cuorebio.

Ulteriori approfondimenti sulla gravidanza e su molte altre tematiche per il benessere psicofisico possono essere consultati sul sito www.valorealimentare.it

 

Bambini e cibo: il fagiolo magico

hansel gretelIl formaggio ha i buchi, le verdure sono surgelate e i legumi servono per giocare a tombola

La stragrande maggioranza dei bambini non conosce l’origine di ciò che mangia e secondo le mamme l’immagine dei vari alimenti è mediata dalla loro fantasia (il che è comprensibile, basta pensare alle piante di fagioli magici che popolano le fiabe o alle casette di marzapane). Ciò non vuol dire però rinunciare a dare anche ai più piccini le basi per una sana cultura alimentare.

Qualche esempio: le verdure si colgono sugli  alberi (per il 16% dei bambini ); la dieta mediterranea si chiama cosi’ perché la segue chi abita sulle sponde del mar Mediterraneo (14%); le uova? Crescono direttamente sui bancali del supermercato (19%) e sono di cioccolato per il 18%. Qualche tempo fa alcuni credevano che i polli avessero quattro gambe: le stesse delle tipiche confezioni del supermercato. È un campionario di  quello che si sentono rispondere le mamme dai figli di età compresa tra i 5 e gli 11 anni, che dimostrano di saperne poco o nulla dell’origine e della natura sia dei prodotti alimentari che dell’acqua.

Lo conferma uno studio di In a Bottle, realizzato in occasione della recente Giornata Mondiale dell’Alimentazione, condotto con metodologia Woa (Web Opinion Analisys) su circa 1.400 mamme tra i 20 e i 45 anni attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community a loro dedicate. Lo scopo era proprio capire quanto i loro figli tra i 5 e gli 11 anni sanno di sana alimentazione e idratazione e quanto in generale i bambini conoscono degli elementi basilari per un’alimentazione sana, nutriente e rispettosa dell’ambiente in cui vivono.

Parlando di formaggio, secondo il 24% delle mamme i figli ritengono che «è il cibo preferito dei topi» (magari complice anche la pubblicità), il 19% che «nasce nel banco frigo del supermercato» e  il 14% che  semplicemente «ha i buchi».

Anche sulle uova le osservazioni sono surreali: per il 43% «le fanno nascere le galline», altri pensano che dentro «hanno la sorpresa e sono di cioccolato» (18%), mentre il 19% delle mamme si sente rispondere che «crescono al supermercato e sono colorate». Stessa sorte è toccata ai legumi: il 27% delle mamme ammette che i loro figli li mangiano solo quando le hanno fatte arrabbiare (una sorta di scuse chieste mangiando lenticchie), mentre ci sono bambini che pensano che «sono semini da cui nascono piante» (14%), il che ha almeno una parvenza di attinenza con la realtà. Non mancano poi quelli che «li associano al gioco della tombola» (23%).

E cosa pensano invece i piccoli delle verdure? Per il 47%  «hanno un pessimo sapore» mentre per uno su due (52%) «puzzano». Per il 16% poi «nascono dagli alberi» mentre per il 23% «sono quelle surgelate» che si trovano nei supermercati. Banchi frigo che per i bambini danno i natali anche ai pesci, come afferma il 22% delle mamme, mentre c’è chi pensa che «vivono nelle pescherie» (13%) e «negli acquari» (19%) in attesa, per uno su 4 (26%), di diventare poi «a forma di bastoncino».  Curiosa anche l’idea che i più piccoli si sono fatti della dieta mediterranea: secondo il 56% delle mamme i loro figli pensano che «è quella che fanno i grandi per dimagrire»; il 32% la associa al «non mangiare per non ingrassare», mentre 6 su 10 (61%) pensano che «viene fatta mangiando cose schifose». C’è infine chi (14%) afferma che è tipica di coloro che abitano sul mar Mediterraneo.

Quanto ne sanno invece di acqua e idratazione? Sull’acqua emergono affermazioni tra le più bizzarre: un bambino su tre (31%) dice che «l’acqua si trova sempre in frigorifero», per il 26% «nasce nel rubinetto», mentre per il 18% «l’acqua che si beve è quella raccolta durante le piogge». Emerge poi che oltre sei mamme su dieci (62%) ritengono che per i loro figli «l’acqua è tutta uguale» e che «l’acqua con le bollicine fa male perché pizzica la lingua e la bocca» (28%).

Dopo avere sorriso forse è il caso di riflettere perché la comunicazione ai più piccoli non può essere somministrata dalla pubblicità o essere frutto dell’osservazione della realtà attraverso gli occhi di un bambino, specie se abita nei grandi centri urbani e magari non ha mai visto un animale da fattoria dal vivo; famiglia e scuola hanno il compito di educare a una corretta cultura alimentare e soprattutto le mamme hanno il dovere di informarsi in prima persona e trasmettere ai bambini informazioni corrette, preziose per il loro futuro benessere e la loro salute.

Altrimenti si fa come in una celebre case history pubblicitaria: i direttori marketing di una nota multinazionale di cibo in scatola, approdata sul mercato commerciale di un’esotica nazione, rilevarono con sorpresa che le scatolette di tonno con un piccolo pescatore sul tappo andavano a ruba rispetto a quelle illustrate col più tradizionale pesce. Indagando, scoprirono orripilati che l’idea, per fortuna ormai solo inconscia, di consumare un paffuto ragazzino, attirava non poco i nativi cresciuti dove esisteva un retaggio storico di cannibalismo rituale.

Insomma, anche in fatto di cibo trasmettere cultura è fondamentale per non avere brutte sorprese. E per non consentire al cibo stesso di divorarci come accade purtroppo già adesso in una società sempre più a rischio di obesità.

 

Il kamut: un grano antico e moderno

kamut

Una varietà di frumento preziosa, il Kamut, che racchiude nei suoi chicchi tante pregevoli proprietà nutrizionali. Con in più, un sapore delizioso

Proviene dalla Mesopotamia, è coltivato in Nordamerica e rappresenta un’interessante alternativa ai tipi di frumento che siamo abituati a utilizzare nei prodotti alimentari. Si chiama grano khorasan KAMUT® e in Italia è già molto diffuso e conosciuto come cereale antico proveniente da rigorosa coltivazione biologica, senza alcun tipo di incrocio o ibridazione con altre varietà. Grazie alla sua estraneità all’agricoltura di tipo intensivo, l’antico cereale conserva le straordinarie proprietà che ne fanno da sempre uno dei cereali più completi dal punto di vista nutrizionale e non solo…

Questo grano antico si differenzia dalle altre varietà di frumento per l’elevato contenuto di proteine e lipidi, caratteristiche che ne fanno un alimento dall’alto valore energetico, adatto a chiunque abbia bisogno di un valido sostegno da inserire nella propria dieta, eccezion fatta per i celiaci poiché contiene glutine. Tuttavia, escludendo gravi allergie e intolleranze ai cereali, il grano khorasan KAMUT® non viene trattato con pesticidi, concimi chimici e altre sostanze allergizzanti, perciò viene facilmente digerito e tollerato anche dal 70% della popolazione sensibile al frumento tradizionale.

Notevole è anche la ricchezza di sali minerali come selenio, zinco e magnesio che, in virtù del loro potere antiossidante, rappresentano un ottima risorsa per combattere i danni dei radicali liberi, ritardare l’invecchiamento cellulare e diminuire il rischio di formazione di cancro e l’insorgere di patologie cardiache. Non ultimo, il Kamut ha un gusto nuovo e gradevolissimo e si presta per mille preparazioni diverse, dal pane alla pasta fresca, dal seitan alla bevanda tipo latte.