Mobilità sostenibile: il Giro d’Italia

cicloturismo-mobilità-sostenibilePer migliorare la mobilità sostenibile il nostro Paese avrà una rete nazionale per le due ruote lunga almeno 20mila km

Niente interruzioni, attraversamento di tutti i capoluoghi di regione e i luoghi di importanza turistica, recupero della viabilità minore esistente e accesso delle bici a stazioni, porti e aeroporti.

Questa, almeno nelle intenzioni del gruppo interparlamentare sulla mobilità sostenibile, è la rete nazionale per le due ruote lunga almeno 20mila chilometri oggetto di una apposita legge.

La bozza di legge quadro nazionale sulla mobilità ciclistica (sostenuta da uno schieramento trasversale che si spera regga alla prova del nuovo governo) è stata discussa nel corso del seminario “Italia, Paese bike friendly?” organizzato dalla Federazione italiana amici della bicicletta, a partire dai dati nazionali sulla mobilità. Il 60% degli spostamenti in auto ha una distanza non superiore ai 5 km, il 15% inferiore a 1 km, ha rilevato il relatore Decaro.

Accanto a una rete nazionale di percorribilità ciclistica, la legge prevede un piano nazionale per la ciclabilità, che tiene insieme le pianificazioni che saranno obbligati a fare le Regioni e gli enti locali, in particolare Province e Comuni, che dovranno costruire una velostazione per il deposito e la riparazione delle bici in tutte le stazioni ferroviarie e dei bus extraurbani.

Nei regolamenti edilizi sarò d’obbligo, in caso di concessione edilizia per edifici residenziali o terziari e direzionali, mettere a disposizione spazi per le biciclette, così come oggi accade per le auto, anche se lo Shard, l’appuntito grattacielo creato a Londra da Renzo Piano ha solo 40 posti macchina. In Italia è ancora impensabile.

Allo studio anche una proposta di legge contro il furto delle bici: un sistema gratuito e facoltativo di identificazione nazionale che consenta di capire quali sono le aree in cui si verificano più furti, uniformando i sistemi (oggi sono diversi da città a città) e agevolando il monitoraggio del fenomeno.

(Immagine: educazionesostenibile.it)

 

Mobilità sostenibile: la ciclovia più lunga

trevisostigliaLa via verde Treviso-Ostiglia è una ciclopedonale di 116 km affascinante come la celebre San Candido-Lienz. Ora la Regione Veneto si impegna a reperire i fondi europei e ad aprire un tavolo con le FFSS per favorire la mobilità sostenibile e dolce.

Sono ben cinque (Padova, Vicenza, Verona, Treviso e Mantova) le province che si sono riunite per far fronte comune con la Regione Veneto e le Ferrovie dello Stato e portare a compimento la pista ciclopedonale Treviso-Ostiglia, ben 116 km di piste, di cui 33 nel padovano, che attraversano il Po e il Sile, solcando territori e paesaggi per lunghi tratti alberati e incontaminati.

Un percorso ricavato sul tracciato dell’omonima linea ferroviaria realizzata per fini bellici e strategici tra il 1920 e il 1940, bombardata dagli alleati nel corso della Seconda Guerra mondiale e che rappresenta oggi il tratto di ferrovia dismessa più esteso d’Italia. Il suo ripristino, più volte annunciato dal Dopoguerra in poi, oggi è un’ipotesi concreta.

Le ferrovie dimenticate hanno un fascino particolare, a loro è dedicato www.ferroviedimenticate.it/ferrovie_dismesse.htm

La pista, per il suo fascino naturalistico, viene già paragonata dagli esperti alla famosa San Candido-Lienz. Lungo il percorso attraversa borghi, parchi, sei caselli ferroviari e due magazzini di pregio che si trovano lungo i binari.

Un itinerario che diventerà la più lunga ciclovia d’Italia, valorizzando il patrimonio paesaggistico, architettonico ed enogastronomico dell’intero tragitto. Una pagina di storia d’Italia e del Veneto che qualificherà ancora di più l’offerta turistica attenta alla mobilità sostenibile e dolce.

Il cicloturismo, pur essendo considerato turismo di nicchia, muove in Europa circa 6.000.000 di persone e ha registrato in Veneto, nel 2012, un incremento del7%. Se poi si analizzano i dati dei dilettanti delle due ruote, i potenziali utenti sono in Italia circa 25.000.000. Un dato che fa capire l’importanza, in termini di sviluppo turistico, di questo segmento di mercato.

Per il completamento dell’opera, in gran parte già realizzata e inaugurata, è necessario reperire ulteriori risorse, possibilmente fondi europei, e siglare un accordo con FFSS per la concessione o l’acquisto dei sedimi ancora mancanti.