Il Natale glamour di Armani/Dolci

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La bontà dei dolci della tradizione con il tocco d’eleganza del più amato stilista italiano. E’ la collezione deidcata al Natale di Armani/Dolci.

 

Natale e le Feste con il dolce più rappresentativo della tradizione gastronomica milanese: il panettone. Lavorato artigianalmente secondo la tradizione, il panettone incontra il glamour delle confezioni di Armani/Dolci in un connubio di stile e bontà.

Ma Natale vuol dire anche pandoro e veneziana, anch’essi presenti nella collezione Armani/Dolci Natale 2014, da abbinare alle deliziose creme presenti nella gamma della linea o alla gustosa cioccolata in tazza, per regalare un momento di dolcezza alle persone care. Un regalo che unisce la tradizione del gusto all’innovativa raffinatezza del packaging in tulle nero e stampe a pois turchese e che abbina moda e gola nel perfetto pensiero natalizio.

In versione festiva anche il set di praline: tanti gustosi cioccolatini dai gusti diversi racchiusi nell’elegante gift box nera, impreziosita da un nastro di raso turchese.

I doni Armani/Dolci sono disponibili in tutti i punti vendita

Armani/Nobu: restyling d’autore

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Il ristorante Armani/Nobu riapre i battenti in una nuova veste dai colori e dalle texture autunnali che ne sottolineano l’immagine di pacata raffinatezza.

 

Le calde tonalità dei colori dell’autunno, del marrone e dell’arancio, creano un’atmosfera di rilassata mondanità ed eleganza e fanno di Armani/Nobu il luogo adatto per ritrovarsi in ogni momento della giornata: dalla prima colazione al dopocena fino a tarda sera.

Legno e metallo color champagne dominano il salone e il bancone del locale, mentre le poltroncine in legno e tessuto imbottito alternano diversi motivi decorativi. L’arredamento e l’atmosfera classica ed essenziale sono naturalmente ispirati all’estetica del Giappone, con il sushi bar in posizione centrale a sottolinearne il ruolo di protagonista e a richiamare le origini del suo noto e talentuoso chef, Nobuyuki Matsuhisa. L’ambiente sofisticato è reso ancora più gradevole dall’illuminazione soffusa delle lampade Hack, edizione speciale di Armani/Casa.

Ingrandito e rimodernato, il ristorante Armani/Nobu possiede ora 130 posti a sedere tra la veranda e il bar a pian terreno, e altri 100 al piano superiore dove il famoso sushi di Nobuyuki Matsuhisa incanta le papille gustative dei più esigenti gastroappassionati. Da non perdere il favoloso aperitivo a base di ostriche e sake, il liquore classico della tradizione nipponica, in cui diverse varietà dei pregiati molluschi sono sapientemente abbinate ad altrettante tipologie dell’aromatica bevanda, ciascuna accompagnata da una sfiziosa salsina.

Armani Dolci: chic goloso

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Negli store Armani di tutto il mondo, tra abiti, fiori e design, c’è l’angolo Armani Dolci: tante piccole perle di gusto da assaporare e regalare.

 

Un regalo, un piccolo treat curato nei minimi dettagli di sapore e food design. L’estrema cura caratterizza la linea Armani Dolci come la collezione di abiti cui le confezioni s’ispirano. Il cibo diventa quasi un complemento di stile con una sua stagione, unicità ed eleganza.

Perfetti per un regalo o come bomboniere, le piccole prelibatezze di Armani Dolci sono prodotte in collaborazione con Venchi, uno dei più rinomati e apprezzati cioccolatieri italiani. Due marchi dell’alta qualità uniti per proporre una linea di dolcetti che offre un’ampia gamma di formati e gusti: dai classici cioccolatini in purezza a quelli abbinati a frutta e spezie.

Praline quadrate e rifinite a mano, inconfondibili nella loro unicità, dragées con frutta secca, cioccolatini e tavolette dalle diverse miscele e percentuali di cacao, con o senza zucchero. Come gli abiti sono creati con i tessuti più pregiati, così i cioccolatini sono preparati con i migliori blend di cacao Criollo e Forestero.

I cioccolatini firmati sono i grandi protagonisti ma non gli unici attori: gelatine di frutta, piccola pasticceria secca, miele, creme e marmellate, tè aromatizzati e marrons glacés completano il quadro delle piccole delizie offerte da Armani Dolci.

La linea Armani Dolci propone al mercato internazionale la qualità di un prodotto tutto italiano, contraddistinto dalla medesima raffinatezza delle sue collezioni di moda.

 

Alla moda di Greenpeace, ovvero non solo saldi

fashionduelSiamo agli sgoccioli con i saldi e si cominciano a vedere le sfilate autunno-inverno di alta moda…Greenpeace lancia una sfida agli stilisti…

La campagna The Fashion Duel, testimonial Valeria Golino, ha infatti denunciato che migliaia di ettari della foresta Amazzonica vengono bruciati per far posto agli allevamenti bovini per la produzione di borse, scarpe, cinture in pelle.

L’habitat delle tigri di Sumatra viene convertito per il packaging (carta, scatole e sacchetti per gli acquisti) che finisce nel cestino della carta straccia. In Cina, Messico e altre regioni del Sud del mondo, l’uso di sostanze chimiche tossiche nei cicli produttivi dell’industria tessile compromette gravemente le risorse idriche globali.

Per questi motivi, Greenpeace ha sfidato su questi parametri le grandi case di moda ad assicurare a ogni consumatore che i prodotti acquistati a caro prezzo non abbiano contribuito alla deforestazione o all’inquinamento delle risorse idriche del pianeta.

A quindici note case del settore sono state inviate venticinque domande su alcuni segmenti delle loro filiere, come uso della pelle o della carta per i packaging e produzioni tessili. Alcune hanno accettato la sfida e hanno risposto al questionario, altre invece no.

Sulla base delle risposte ecco la classifica dei marchi più ecocompatibili secondo Greenpeace:

Via libera per Valentino: l’azienda si è impegnata a seguire politiche di acquisto e produzione Deforestazione Zero per la pelle e il packaging e Scarichi Zero nella propria filiera tessile.

Semaforo giallo per Giorgio Armani, Dior, Gucci, Luis Vuitton impegnati da tempo in una politica di Deforestazione Zero, ma ancora lontane dall’abolizione di sostanze tossiche nei tessuti.  Buone politiche di risparmio sul packaging per Versace e Ferragamo, ma mancano ancora impegni vincolanti per gli acquisti della pelle e la produzione dei tessuti liberi da sostanze tossiche.

Non ci sono ancora certezza per Roberto Cavalli. Non hanno risposto Alberta Ferretti, Chanel, Hermes, Prada, Trussardi e Dolce & Gabbana, nonostante le molteplici richieste di Greenpeace.

Dietro il luccichio delle passerelle c’è infatti una delle industrie più inquinanti: dal filato al capo finito, si impegnano circa duemila prodotti chimici, molti dei quali tossici, che spesso finiscono nei fiumi e nelle falde dopo l’uso.

Il Ministero dell’Ambiente in Cina, Paese leader nel tessile e dunque il più esposto all’inquinamento e che su questo fronte sta dimostrando un impegno sulla lunga distanza, ha chiesto a tutte le industrie tessili di rendere noto cosa sversano nei fiumi e, nel piano quinquennale anti inquinamento, ha annunciato la messa al bando delle sostanze chimiche usate nel tessile, in particolare proprio quelle al centro delle campagne di Greenpeace come gli ftalati che interferiscono con l’equilibrio ormonale soprattutto degli addetti alla produzione.

Come si vede le ragioni per indignarsi non mancano, ma ciò vale in particolare per i consumatori ai quali spetta però l’onere di informarsi bene su cosa c’è sotto ai vestiti che indossano (e non parliamo della biancheria intima).