Sempre più dieta mediterranea

Presentata alla Food Academy Elior una ricerca su nuove abitudini e tendenze dei consumatori nella ristorazione collettiva. Secondo un sondaggio dell’Istituto Ixè, gli italiani in pausa pranzo preferiscono la dieta mediterranea e scelgono piatti sani e leggeri nel segno della tradizione 

Cibo e salute. Una correlazione che la maggior parte degli italiani chiede sempre più anche alla ristorazione collettiva, attraverso la combinazione di ingredienti sani e ricette della tradizione italiana, legati al territorio e tipici della dieta mediterranea. Questi i risultati di una ricerca commissionata dal Gruppo Elior, leader in Italia nella ristorazione collettiva, all’Istituto Ixè che ha intervistato 40 chef del Gruppo, responsabili di 10 milioni di pasti all’anno e ha indagato in contemporanea un campione rappresentativo della popolazione italiana. Secondo i risultati, sono più della metà gli italiani che seguono e conoscono  bene i principi della dieta mediterranea e gli chef segnalano che una percentuale analoga la richiede anche durante il pranzo in azienda. 

Per questo la ristorazione collettiva pone l’attenzione su uno degli elementi cardine della stessa dieta: la varietà dei menù, molto apprezzata dai clienti e che mette in risalto un consistente aumento dei consumi di prodotti sani e leggeri. Cresce la richiesta di cereali, legumi e pesce, mentre cala quella di carne e burro. Tra gli elementi che garantiscono la salubrità di una pietanza ci sono soprattutto le materie prime italiane, spesso coniugate a territorialità e stagionalità.

Per Elior promuovere i piatti della dieta mediterranea all’interno della ristorazione collettiva rappresenta perciò una scelta responsabile e una partecipazione attiva alla diffusione della cultura del buon cibo e della sana alimentazione. “La dieta mediterranea è un caposaldo dell’alimentazione italiana, richiesta e amata dai nostri consumatori e che si conferma alla base della nostra politica nutrizionale”, spiega Rosario Ambrosino, amministratore delegato del Gruppo Elior. “I nostri menù sono realizzati sugli standard della dieta mediterranea, rispettando la tradizione ma in modo innovativo. In più sono legati al territorio, mantenendo inalterata la qualità delle materie prime. Tutto questo è ciò che promuove la nuova ristorazione collettiva, una responsabilità che sentiamo profondamente nostra”.

Leader in Italia nella ristorazione collettiva, il Gruppo Elior serve nel nostro Paese oltre 106 milioni di clienti l’anno in più di 2.400 ristoranti e punti vendita attraverso 12 mila collaboratori. Opera in molteplici settori quali le aziende, le scuole, il socio-sanitario, le forze armate, i musei, e la ristorazione a bordo delle Frecce di Trenitalia.

La qualità è per il Gruppo Elior un impegno quotidiano concreto, per le certificazioni sempre rinnovate e l’adesione a protocolli di sostenibilità, come il Global Compact, il programma delle Nazioni Unite sulla Responsabilità sociale d’impresa. Con queste premesse è stata elaborata la strategia di Responsabilità sociale d’impresa di Elior, Positive Foodprint Plan™, per creare un circolo virtuoso nel mondo della ristorazione, dal campo coltivato alla tavola, in sinergia con fornitori, clienti, utenti finali e dipendenti. 

La dieta mediterranea è… americana

ancel keysIl padre di quella universalmente chiamata dieta mediterranea era un medico del Minnesota: Ancel Keys

Ancel Keys? Chi era costui? Americano, medico, nutrizionista e soldato, si deve a lui l’invenzione della “razione K” che i militari americani portavano con sé durante la seconda guerra mondiale, cui partecipò in prima persona risalendo l’Italia con gli alleati dopo lo sbarco di Salerno.

Keys venne colpito in particolar modo dalla magrezza e dalla solidità degli abitanti del Cilento, in particolar modo nel territorio di Pollica. Passerà molto tempo a studiale l’alimentazione locale e raccogliendo informazioni capillari che lo porteranno a dichiarare al secondo Congresso internazionale di Cardiologia (tenutosi proprio a Pollica nel settembre 1969) che «il mangiare del Cilento è quanto di meglio si possa escogitare contro i mali più micidiali». Da allora, il comune di Pollica è entrato nel gruppo delle Città Slow Food, la rete internazionale delle città del buon vivere.

La dieta mediterranea di Keys è costituita principalmente da prodotti di stagione, ortaggi, frutta, cereali, olio d’oliva; in sostanza una dieta povera, ma che ha il potere di evitare arteriosclerosi, arteriopatie, ipertensione, diabete, ictus e infarto. La dieta si diffonderà in tutto il mondo, e in particolare negli Stati Uniti. A Pollica lo studioso americano acquisterà una villetta a Pioppi, un giardino terrazzato e piante d’ulivo, chiamata Minnelea, fondendo Minnesota ed Elea (l’italiana Ascea, la città di Parmenide e Zenone, dei filosofi greci, visibile dalla villetta di Keys), e vi starà vent’anni. Tornerà poi negli Stati Uniti per morirci centenario nel 2004.