Effetto farfalla

effetto farfallaIl 29 dicembre 1979, il fisico Edward Lorenz presentò alla Conferenza annuale della American Association for the Advancement of Science, una relazione in cui ipotizzava come il battito delle ali di una farfalla in Brasile, a séguito di una catena di eventi, potesse provocare una tromba d’aria nel Texas. L’insolita quanto suggestiva relazione, diede il nome al cosiddetto butterfly effect, effetto farfalla

Bè, non si tratta di questo, ma di un progetto coordinato da Gustavo Gandini, professore di Genetica della conservazione a Veterinaria, che ha come partner Eugea, spin off dell’Università di Bologna, che produce insetti per la lotta biologica e semi dei fiori per attirare le farfalle, e da Geraldina Strino, dell’associazione che si occupa della valorizzazione della cultura contadina (www.civiltacontadina.it).

Da alcuni anni alcune farfalle «cercano di colonizzare le aree verdi della città – spiega Gandini – ma i fiori e le piante di cui si nutrono scarseggiano. Effetto farfalla vuole creare disponibilità di fiori e piante». Da marzo ad agosto vanno seminati finocchio e carota selvatica, prezzemolo, zinnia, ortica, budleia, erba medica in giardini, vasi sui terrazzi, aiuole e nei parchi. Le farfalle che arriveranno possono essere fotografate e pubblicate sulla mappa del corridoio delle farfalle disponibile sul web.

www.effettofarfalla.net

e www.facebook.com/EffettoFarfallaMilano

Legambiente: l’ecomafia non sente crisi

ecomafieIl rapporto 2013 di Legambiente fotografa la vastità dei crimini ambientali. Ma per fortuna anche le denunce e gli arresti raddoppiano. Sono a rischio la salute e l’ambiente di tutti

Con 34.120 reati accertati, 28.132 persone denunciate, 8.286 sequestri effettuati e un fatturato di 16,7 miliardi di euro il business della criminalità organizzata non conosce recessione e amplia i suoi traffici con una “capacità imprenditoriale” e una lungimiranza spesso sconosciuta a imprenditori e istituzioni. In particolare, le ecomafie «sono riuscite a fare sistema penetrando in tutti i settori della nostra esistenza in maniera globale», sostiene Carlo Lucarelli nella prefazione al Rapporto Ecomafia 2013 di Legambiente, edito da Edizioni Ambiente.

I numeri degli illeciti ambientali accertati lo scorso anno ci dicono che Il 45,7% dei reati è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia) seguite dal Lazio, con un numero di reati in crescita rispetto al 2011 (+13,2%) e dalla Toscana, che sale al sesto posto, con 2.524 illeciti (+15,4%).

Prima regione del Nord Italia, la Liguria (1.597 reati, +9,1% sul 2011). Da segnalare per l’incremento degli illeciti accertati anche il Veneto, con un +18,9%, e l’Umbria, passata dal sedicesimo posto del 2011 all’undicesimo del 2012.

Crescono anche gli illeciti contro gli animali e la fauna selvatica (+6,4% rispetto al 2011), sfiorando quota 8.000, una media di quasi 22 reati al giorno, e ha il segno più anche il numero di incendi boschivi che hanno colpito il nostro Paese. Stesso discorso per il ciclo illegale del cemento e per quello dei rifiuti.

La scalata mafiosa spesso approda poi nella ristorazione, dove gli ingenti guadagni accumulati consentono ai clan di acquisire ristoranti, alberghi, pizzerie, bar, che anche in questo caso diventano posti ideali dove “lavare” denaro e continuare a fare affari.

Anche per quanto riguarda la tutela del nostro patrimonio culturale, inettitudine e scarsa attenzione dei poteri pubblici lasciano troppe volte campo libero ai predoni d’arte. Secondo l’Istituto per i beni archeologici e monumentali del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibam-Cnr), la perdita del patrimonio culturale ci costa circa un punto percentuale del Pil, calcolando il solo valore economico, quello culturale è incalcolabile. Nel corso del 2012 le forze dell’ordine hanno accertato 1.026 furti di opere d’arte, quasi tre al giorno, con 1.245 persone indagate e 48 arrestate; e ancora 17.338 oggetti trafugati e ben 93.253 reperti paleontologici e archeologici recuperati, per un totale di oltre 267 milioni di euro di valore dei beni culturali sequestrati.

Il rapporto è ricchissimo di numeri dettagliati che potete consultare sul sito al piede, ma dietro ogni cifra ci sono danni che subiamo ogni giorno. I furti di rame mettono a rischio i trasporti e i pendolari ne sanno qualcosa, lo sversamento di rifiuti tossici inquina i terreni e le falde contaminando cibo e acqua, i danni al patrimonio culturale scoraggiano il turismo ambientalista e si perdono (o non si incrementano) posti di lavoro, la cementificazione abusiva e il disboscamento espongono ad alluvioni e crolli. Si presume che anche i criminali mangino, bevano, respirino e subiscano le catastrofi naturali, ma evidentemente, di generazione in generazione, la consuetudine e l’incultura fanno premio su tutto.

Al di là dunque di un contrasto di tipo educativo è indispensabile, secondo Enrico Fontana responsabile Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente, l’adozione di un pacchetto di misure per contrastare in maniera decisamente più efficace i fenomeni di criminalità ambientale che avvelenano il nostro Paese. Al primo posto l’introduzione nel nostro codice penale dei delitti ambientali. Si tratta di approvare il disegno di legge del 2007 e ripresentato in questa legislatura dal presidente della Commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci. Ciò consentirà finalmente alla magistratura e alle forze dell’ordine di intervenire in maniera adeguata a seconda del contesto in cui si troveranno a operare. A.C.

http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/legambiente-presenta-ecomafia-2013-nomi-e-numeri-dell-illegalita-ambientale

(Immagine: fanpage.it)

 

 

 

Agricoltura hi-tech: verdure su misura

verdure su misuraokSei single e l’anguria è troppo per te? Ecco il monococomero in formato mini, non più di un chilo

Vuoi gustare gli asparagi senza perdere tempo a cuocerli e affettare in orizzontale il sedano? Ecco una varietà di asparagi bianchi che si consuma a crudo e un sedano-zucchina che può essere presentato in belle falde tagliate per il largo. Tutto questo è l’Agro-Mashov di Tel Aviv, in Israele, dove si mette in mostra l’agricoltura hi-tech.

Alla caccia di soluzioni per soddisfare consumatori sempre più esigenti gli esperti della tecnologia applicata all’agricoltura hanno presentato alla rassegna internazionale soluzioni come il limone-prugna, che sembra un semplice limone, ma ha la polpa della prugna, gli spinaci nani alti due centimetri, ma saporitissimi, e le melanzane senza semi (sono questi a dare l’amaro). E ancora, la banana nera, ottima per il barbeque.

Questi ortaggi, che sono prodotti ancora in minime quantità e soddisfano un consumo di nicchia, sono nati però sotto la spinta della necessità di produrre varietà di ortaggi in climi ostili e aridi. Ottenuti con ardite selezioni e pazienti tentativi hanno caratteristiche organolettiche di tutto rispetto. Il piccolissimo broccolo dolce grande come un grano di pepe è un concentrato di vitamine A e C mentre una varietà particolare di melanzana assorbe pochissimo olio durante la cottura che risulta particolarmente rapida.

Non solo sfiziose frivolezze alimentari, dunque, ma veri e propri frutti (e verdure) dell’ingegno

(Immagine: giardinaggio.it)

 

La natura dà spettacolo

la natura da spettacolo

L’estate è la stagione dei parchi artistici. Le opere dell’uomo si fondono con una natura particolarmente rigogliosa e danno vita a una nuova interpretazione del territorio e del paesaggio in tutto il mondo.

In America è appena uscita una piccola guida che si chiama proprio Art Parks (www.sassieditore.it). Illustra itinerari nei parchi artistici come il Cornerstone Garden di Sonoma o il museo-giardino di Isamu Noguchi a Long Island, New York e molti altri.

In Italia, a Erbusco, vicino a Milano, c’è il Parco delle Sculture di Franciacorta realizzate da tredici giovani artisti; a Castiglione Felletto (Cuneo) i vigneti collinari della Cantina Bricco Rocche ospitano l’installazione di Valerio Berruti: quattro lastre di ferro alte due metri sonorizzate che si ispirano all’unione di cielo e terra.

Nerl bosco vicino a Borgo Valsugana (Trento) si ammirano opere di artisti provenienti da tutto il mondo, mela natura dà spettacolontre nella vicina Malga Costa si può ammirare la bellissima Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri (foto a lato). L’antesignano di questa architettura è comunque Marcel Kalberer che realizza edifici unici al mondo fatti di foglie e rami, soprattutto salici (www.verdeepaesaggio.it)

Tra giugno e luglio, si potranno ammirare opere di artisti come Ugo Nespolo e Emanuele Luzzati tra i filari di viti da cui nasce la Barbera Michele Chiarlo a Castelnuovo Calcea ad Asti.

Grandi figure di legno intagliato fiancheggiano all’Alpe di Siusi il sentiero artistico Sorgenti delle Streghe (foto sopra), un percorso a piedi nudi adatto anche ai più piccini. (B.R.)

Per informarsi meglio:

www.albereta.it
www.ceretto.it
www.lacourt.it
www.artesella.it
www.mezzanoromanica.it
www.hexenquellen.it

 

C’era una volta un piccolo Naviglio: rifacciamo Milano con l’acqua

piccolo naviglioRifacciamo Milano con l’acqua: questo il titolo di un recente convegno dedicato ai Navigli

Ma c’è di più: è stata firmata la Convenzione tra il Comune di Milano e il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico per lo studio di fattibilità della riapertura completa dei Navigli (Martesana, Cerchia interna, Naviglio di via Vallone, Conca di Viarenna, Darsena) che comprenda anche la possibilità di riattivarne la navigazione lungo tutti i tracciati.

Allo studio parteciperanno anche l’Università Bocconi e l’Università di Pavia, l’Istituto dei Navigli, alcune aziende come Amat, A2A, Metropolitana Milanese ed Enel, oltre a numerosi tecnici, studiosi e professionisti coordinati da Antonello Boatti, docente del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico.

Le attività di ricerca saranno sviluppate secondo alcune linee tematiche come fattibilità architettonico/urbanistica con studio del tracciato e del suo funzionamento; fattibilità viabilistica e dei trasporti, con studi progettuali innovativi; fattibilità geologica, idrogeologica e idraulica e infine fattibilità economica con valutazione costi/benefici.

Dal 1884, quando l’ingegner Cesare Beruto cancellò dal Piano di Milano una larga parte dei Navigli, si prova per la prima volta a far riapparire nella planimetria urbanistica della città quegli storici corsi d’acqua. Milano così potrebbe, al pari di altre città europee di grande fascino, migliorare molto la qualità della vita dei cittadini e il suo paesaggio. E.C.

www.riaprireinavigli.it