La nuova guerra di Obama è ai nemici delle api

apeLa popolazione questo inverno è calata del 23%  e Barack Obama creato una task force per combattere la moria di api negli alveari negli Stati Uniti

La Pollinator Health Task Force è stata incaricata di sensibilizzare il pubblico americano e creare partnership tra pubblico e privato sulla difesa del prezioso insetto, che non è utile solo perché produce miele, ma è l’architrave su cui poggia l’ecosistema planetario.
L’annuncio della Casa Bianca tuttavia non ha accontentato tutti perché Obama non è andato a fondo alla questione mettendo al bando alcuni insetticidi sull’esempio dell’Unione Europea. “Data la gravità, l’estensione e la persistenza del declino, è essenziale espandere gli sforzi federali per invertire la perdita delle api e riportane la popolazione a livelli normali”, ha comunque scritto il presidente in un memorandum diffuso dalla casa Bianca.

L’annuncio arriva sulla scia di dati impressionanti: lo scorso inverno la popolazione delle api è diminuita negli Usa del 23%. Le implicazioni sono enormi per agricoltori e consumatori: Sono almeno 90 i raccolti negli Stati Uniti che dipendono dall’impollinazione delle api e un quarto del cibo consumato dagli americani: frutta, noci, verdura. Le api hanno un profondo impatto economico: contribuiscono per oltre 24 miliardi di dollari all’economia americana.

Sono tanti i fattori che portano alla moria negli alveari: da un lato la perdita della diversità genetica, dall’altro l’esposizione a certi pesticidi tanto che alla task force, composta di rappresentanti di 15 ministeri compresi il Dipartimento di Stato e della Difesa, è stato chiesto di studiare l’impatto delle sostanza chimiche in agricoltura. E tuttavia Obama non ha ordinato il bando dei neonicotinoidi, come hanno già fatto l’Unione europea e alcune autorità locali. Per questo, per Erich Pica, presidente di Friends of the Earth, bisogna fare un passo in più. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Larissa Walker, della campagna pollinatrici al Center for Food Safety, si è detta convinta che la decisione va nella direzione giusta, ma non affronta il nodo chiave: un’ azione determinata contro i pesticidi. Una tappa che verrà chiesta con forza se il problema non si risolverà.

 

Conapi: Bee Active! per l’ecosistema

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“Bee Active, attivi per le api”: un convegno a Milano promosso da Conapi, il Consorzio nazione apicoltori, ha dato il via a una nuova campagna per la sensibilizzazione contro l’uso di pesticidi, una minaccia per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

 

“Le api sono un vettore naturale”, afferma Diego Pagani, presidente di Conapi, il Consorzio nazionale apicoltori. “Trasmettono la vita in natura e garantiscono la biodiversità. La loro sopravvivenza è tuttavia messa in serio pericolo dai metodi dell’agricoltura industriale che negli ultimi anni ha intensificato l’uso di prodotti chimici per la disinfestazione, prodotti che influiscono sul sistema neurologico degli insetti, provocandone la morte”.

In Italia si stima che vi siano quasi due milioni di alveari. A partire dai primi anni del 2000 si è avuto negli Stati Uniti e poi in Europa un improvviso spopolamento di intere colonie di questi insetti, avvelenate dalle sostanze chimiche utilizzate dagli agricoltori. Il 2008 è stato l’anno peggiore: è scomparso il 40% degli alveari.

“Non tutti sanno – spiega Pagani – che il 70% degli alimenti che quotidianamente consumiamo sulle nostre tavole, dipende dal comportamento delle api, che con l’impollinazione fecondano le piante consentendone poi lo sviluppo dei frutti. Se questi insetti dovessero scomparire, verrebbe meno anche la biodiversità del pianeta stesso”. Da qui l’importanza di un differente modo di intendere tutto il processo agricolo, eliminando o riducendo l’uso di pesticidi, come avviene nelle realtà biologiche e biodinamiche, per poter ottenere un prodotto più sano e non inquinato.

“E’ stato ormai provato scientificamente quanto nutrienti e fitocomposti del cibo possano regolare o alterare il comportamento dei geni”, afferma la dottoressa Renata Alleva, specialista in Scienze dell’alimentazione, “per cui si capisce quanto possa essere importante alimentarsi con prodotti non contaminati”. I pesticidi, così come i polifenoli (che sono gli elementi buoni del cibo), sono considerati modulatori epigenetici, possono cioè provocare la mutazione dei nostri geni. Nello specifico, i pesticidi sono molto pericolosi perché producono effetti negativi sul nostro dna: sono persistenti, interferenti endocrini e agiscono sul genoma ed epigenoma. Gli esperti li definiscono killer silenti.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo vi sarebbero 22 mila morti ogni anno a causa dei pesticidi. “Alcuni insetticidi – prosegue Alleva – sono ritenuti responsabili di effetti dannosi sul sistema neurologico del feto; l’endometriosi, che causa l’infertilità femminile, è stata correlata all’uso di pesticidi. Le evidenze scientifiche sulla pericolosità per l’uomo e gli animali di queste sostanze sono confermate da anni”.

Con Bee Active, l’iniziativa di Conapi diventa un momento fondamentale per mantenere alta l’attenzione sull’importanza della biodiversità, del rispetto della natura e dell’ambiente diventa un obbligo per chiunque abbia a cuore la propria salute, perché un sistema è resiliente soltanto se è estremamente modificato e biodiversificato.

 

Come salviamo le api? Con un…fiore

Per aiutare le api, oltre a prediligere prodotti senza pesticidi, si può…piantare un fiore

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Piantare un fiore per salvare le api. È il consiglio di Greenpeace che, attraverso la campagna Salviamo le api , cerca da tempo di sensibilizzare anche il pubblico italiano alla tutela di questi importantissimi insetti. Ricordiamo infatti che insieme a bombi, farfalle, mosche, le api permettono il processo naturale di impollinazione senza il quale anche la stessa alimentazione umana è a rischio. «Delle 100 colture da cui dipende il 90% della produzione mondiale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api», ci ricorda l’organizzazione ambientalista.

Per tutelare le api si possono fare cose concrete e semplici come coltivare borragine, aneto, rosmarino, timo, coriandolo per creare piccole ma preziose “aree salva-api” che permettano a questi piccoli animali di trovare cibo e rifugio. Non servono un orto o un giardino, bastano anche un balcone o il davanzale della propria finestra.

In Europa sono stati vietati tre degli insetticidi ritenuti responsabili della moria di api, che in soli 15 anni hanno ridotto la popolazione delle arnie in percentuali che vanno dal 30 fino al il 90%, in alcuni siti, in cui questo piccolo animale rischia ancora di scomparire.

E allora, oltre ad azioni di tipo virtuale volte a informare come la firma della petizione sul sito, l’ingresso nella foto-community Qui api al sicuro e la diffusione di un volantino scaricabile sul sito stesso, ci sono azioni pratiche ancora più utili. Oltre alla lista di piante e fiori da seminare, infatti, Greenpeace fornisce le poche semplici indicazioni per costruire un vero e proprio alveare per api selvatiche. «Per prima cosa trova un posto tranquillo e riparato», suggerisce l’associazione: «Scegli aree vicine a campi con fiori come papaveri, fiordaliso o bocche di leone, il miglior nutrimento per far crescere le piccole api sane e forti».Infine «costruisci una cornice esterna in legno, all’interno posiziona dei ceppi di quercia o faggio (dove avrai già praticato dei piccoli fori) oppure un mattone cavo. In aggiunta utilizza canne di bambù e piccoli ramoscelli».

Così, chi preferisce mettersi all’opera all’aria aperta invece che a tavolino, può dare il suo contributo evitando l’estinzione di una specie da cui dipendono tante vite, comprese le nostre. Dalla scomparsa dell’ultima ape l’umanità ha circa dodici anni di vita, sosteneva Einstein, che pensava in grande, ma aveva cura anche delle piccole cose di tutti i giorni. Come piantare un fiore che attira un piccolo, rassicurante ronzio.

 

Il grande universo delle api e del miele

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Un parco con un percorso interattivo ed emozionante per scoprire l’affascinante alchimia che dà vita alla creazione del miele

 

Come e quanto le api sono importanti per la natura? Come vive un’ape e cosa vede? Quali sono le differenze tra i vari tipi di miele? Cosa fanno le api per l’uomo e cosa fa l’uomo per le api? Queste sono solo alcune delle domande cui si trova risposta visitando il “Parco delle api e del miele” a Monterenzio, vicino a Bologna, un percorso interattivo che svela uno dei più suggestivi spettacoli della natura.

Creato da Conapi, il consorzio che riunisce oltre 1.100 apicoltori biologici italiani, per rispondere al grande interesse che da sempre circonda il mondo delle api, il parco – inaugurato sabato 22 giugno alla presenza delle istituzioni – è il luogo ideale per educare, conoscere e divertirsi scoprendo alcuni dei segreti più affascinati della natura. L’apertura al pubblico è prevista per sabato 29 giugno, con tre visite guidate su prenotazione, al termine delle quali seguirà una degustazione di mieli e di golosi dolci a base di miele, curati dal maestro pasticciere Francesco Elmi, della pasticceria “Regina di Quadri” di Bologna.

“Abbiamo deciso di creare questo parco per far conoscere il mondo delle api”, spiega Diego Pagani, presidente di Conapi. “E per diffondere la consapevolezza del loro fondamentale ruolo nel mantenimento della biodiversità. Insieme alle api vogliamo raccontare dell’apicoltura e dei molteplici vantaggi che porta all’ambiente e all’agricoltura. Diffondere una cultura rispettosa dell’ambiente passa anche attraverso la capacità di comprendere, fino in fondo, l’importanza di questi piccoli insetti e del legame che ci unisce. Ci auguriamo che, anche attraverso questo progetto, i nostri visitatori possano adottare sempre più, in prima persona, comportamenti utili a preservare la nostra terra. Ogni nostra scelta determina conseguenze e, mai come in questo periodo storico, il nostro modo di consumare ha conseguenze: conoscere e usare miele di qualità, frutto di un’apicoltura sana che parte dal rispetto e dalla cura delle api, può fare quella piccola differenza che ci porta a vivere meglio e in un mondo migliore.”

 

Il 29 giugno il Parco delle Api e del Miele aprirà al pubblico con tre visite guidate alle ore 10-11-12, su prenotazione:

parcoapiemiele@conapi.it o info@conapi.it

telefonando a 0516540431 sarà poi possibile visitarlo da marzo a ottobre e durante tutto l’anno, su appuntamento.

Per maggiori informazioni: www.parcoapiemiele.com

Nella foto in alto: Giuseppe Venturi, sindaco di Monterenzio, Diego Pagani, presidente di Conapi e Tiberio Rabboni, assessore all’Agricoltura della regione Emilia-Romagna