Alla scoperta del Salento nascosto

Apertura straordinaria delle antiche ville dell’aristocrazia salentina a Santa Maria di Leuca il 12 e 13 maggio. Un weekend da sogno per rivivere oggi tutta la magia del tempo passato, ammirare le bellezze del luogo e gustare i prodotti del territorio

 

Ritorna a Santa Maria di Leuca la rassegna Ville in Festa, con l’apertura al pubblico dei giardini di alcune delle più belle dimore che impreziosiscono il lungomare. Un’occasione unica per scoprire le tante architetture eclettiche realizzate alla fine dell’800 da geniali architetti e ingegneri per le famiglie gentilizie salentine che trascorrevano a Leuca le loro lunghe vacanze: ben 54 ville in venti anni.

La punta del capo nell’estremo Salento, l’antica in Finibus Terrae, in maggio è un tripudio fiori, profumi e colori che pervadono u’atmosfera trasognata, che conserva i ritmi e la dolcezza dei tempi andati, da assaporare passeggiando lungo il rilassante lungomare arricchito da ville eclettiche con splendidi parchi fioriti.

L’originale percorso fra le architetture e i giardini fin-de-siècle parte da villa La Meridiana, la prima edificata nel 1874, dal sapore neoclassico con intonaco bicromo e un bel giardino, che un tempo lambiva la scogliera, ed è il cuore delle iniziative di Ville in Festa: al suo interno ci saranno mostre, esposizioni floreali di vivaisti salentini, oggetti di artigianato e di antiquariato, degustazioni di rosoli e ratafià selezionati da La Dispensa di Caroli, animazioni musicali e teatrali a cura di allievi delle migliori scuole musicali salentine.

Tra le dimore storiche, si potranno visitare villa Fuortes, Licci, Arditi di Castelvetere, Daniele, Pia e Tommaso Fuortes, sede della Pro Loco. Passeggiando si ammirerà villa Mellacqua, che il Ruggieri costruì nel 1876 in chiaro stile neogotico con impianto quadrato con quattro torrette cilindriche agli angoli e che richiama i castelli francesi dell’800; e villa De Francesco-Licci del 1881, in un pacato stile moresco con un bel loggiato centrale con motivo ad archi, e villa Pia con il cui progetto nel 1898 Ruggieri concluse la sua attività.

Il ricco programma di appuntamenti prevede anche la presentazione di libri, reading di poesie e passeggiate in calesse e carrozza, degustazioni di vini e prodotti locali, escursioni in barca alle grotte della costa. Domenica 13 maggio, si alterneranno concerti e interventi teatrali, non mancherà un tocco di alta moda con la sfilata di bellissimi parei tessuti e ricamati a mano.

Tra una villa e l’altra si ascolteranno i racconti di Ida Vitali, che rievocano immagini d’inizio secolo: le signore con gli ombrellini e le barche sullo sfondo, il vaporetto che andava dal porto vecchio di Leuca a Torre Vado, i mercoledì della poesia a casa di Gioacchino Fuortes, il Club Minerva, dove il sabato si giocava a carte e si faceva politica e la chiesetta degli Arditi che si apriva per la messa la domenica. Un tuffo nel passato per passare due giorni in completo relax, fra passeggiate, golosità gastronomiche e benessere dello spirito.

Info: Ville in Festa, lungomare C. Colombo 59, S. M. di Leuca, tel. 0833758242, http://www.carolieventi.it

Cerca un Uovo Amico!

Per Pasqua torna la campagna solidale Cerco Un Uovo Amico! Per sostenere la ricerca scientifica STOP al Neuroblastoma con le uova di Pasqua del “Bambino con l’imbuto”. Un aiuto concreto per dare una speranza a tanti piccoli pazienti

 

A Pasqua basta un uovo di cioccolato per aiutare la ricerca scientifica a guarire tanti bambini malati di neuroblastoma e sconfiggere un giorno tutti i Tumori solidi pediatrici. Grazie alla campagna solidale Cerco un Uovo Amico! tutti possono sostenere l’Associazione italiana per la lotta al Neuroblastoma Onlus, quella del “Bambino con l’imbuto”, che da 25 anni dice stop a una malattia terribile, prima causa di morte in età prescolare, dopo le leucemie. Questo tumore maligno, subdolo e aggressivo, spesso non viene riconosciuto dai primi sintomi, simili a quelli di una semplice influenza, e quando si giunge alla diagnosi si presenta in fase già avanzata con metastasi allo scheletro e al midollo.

Per questo, scegliere le uova di Pasqua solidali è un doppio regalo per grandi e piccini. Al cioccolato al latte oppure fondente, le uova sono preparate con l’ottimo cioccolato Barry Callebaut, di qualità superiore alla media, solo con burro di cacao e senza altri grassi vegetali, senza ogm e, dal momento che è senza glutine, è adatto anche ai celiaci. I genitori aiuteranno l’Associazione e regalando un “uovo amico” renderanno migliore la Pasqua e offriranno una speranza in più di vita ai piccoli pazienti.

L’Associazione presieduta da Sara Costa, che ha il prezioso appoggio e l’aiuto di tutti i suoi sostenitori, ha donato oltre 20 milioni di euro ai ricercatori dell’Istituto Gaslini di Genova e dei centri di eccellenza nazionali, che stanno lavorando al “Progetto Clinico – Traslazionale Italiano per il Neuroblastoma”, volto a individuare cure innovative ed efficaci, sperimentare nuovi farmaci e terapie sempre più personalizzate, adatte a curare i bambini che non rispondono alle terapie tradizionali.

La campagna “Cerco un Uovo Amico” è attiva in tutta Italia, e per la sua importanza sostenuta da molte istituzioni e si svolge con il patrocinio del Ministero dell’Interno, Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Assoarma, Associazione Nazionale Carabinieri, Associazione Nazionale Alpini, Associazione Nazionale Comuni Italiani, Associazione Professionale Polizia Locale d’Italia, Federazione Italiana Medici Pediatri.

Scegliere le uova di cioccolato “Cerco un Uovo Amico!” significa contribuire al sogno di guarire tutti i bambini ammalati di cancro. Le uova si possono prenotare in Associazione, telefonando al numero 010/9868319 o scrivendo a pasqua@neuroblastoma.org, si possono richiedere direttamente on-line sul sito www.neuroblastoma.org o trovare negli stand allestiti nelle piazze di varie città italiane.

L’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma Onlus è un ente senza scopo di lucro nato nel 1993 presso l’Istituto G. Gaslini di Genova per volontà di ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­genitori e oncologi, con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica sul Neuroblastoma e, in seguito, sui Tumori solidi pediatrici. Oggi conta circa 120 mila sostenitori ed è attiva su tutto il territorio nazionale. Nei 25 anni di ­­­­­­­­­­­­­­­­attività ha destinato oltre 20 milioni di euro alla ricerca scientifica.

La schiscetta diventa chic

Con UnDueTris Pranzetto di Citterio, il pranzo in ufficio diventa sano e gustoso anche per chi non ha tempo di cucinare. Per trasportarlo, ecco un’idea facile e chic, ispirata all’eleganza della tradizione giapponese

 

Portare il pranzo da casa sul luogo di lavoro è un’usanza antica ritornata oggi di grande attualità. Non solo perché fa risparmiare, ma soprattutto perché permette di tenere sotto controllo la qualità del cibo che si mangia: scegliere ingredienti sani e equilibrati, bilanciare l’apporto di sostanze nutritive, tenersi leggeri per riprendere con sprint il lavoro o lo studio è oggi un plus decisivo.

Citterio, da sempre attenta alle nuove tendenze, ha studiato UnTueTris Pranzetto, il nuovo prodotto dedicato a chi desidera consumare un pasto completo e sano alla scrivania o fuori ufficio ma non ha tempo di prepararselo a casa. UnDueTris Pranzetto garantisce il giusto equilibrio nutrizionale e l’apporto di tutte le sostanze essenziali per l’organismo, perché è fonte di proteine, carboidrati e vitamina C, a basso contenuto di grassi e basso apporto calorico.

La nuovissima linea di Citterio è perfetta per una pausa completa e leggera, senza rinunciare al gusto. Ideale in ufficio, in palestra o in viaggio, UnDueTris Pranzetto è una perfetta combinazione di ingredienti semplici e a basso contenuto di grassi, in una pratica e comoda confezione da borsa. Morbide fette di prosciutto cotto o di bresaola sono associate a chips di carote o topinambur, croccanti grissini e frullato alla mela: un mix perfetto di proteine, fibre, carboidrati e frutta, che permette uno spuntino veloce in equilibrio fra gusto e leggerezza.

Resta però il problema a di come trasportare la colazione in modo pratico e comodo, ma anche elegante. Senza andare troppo indietro nel tempo, vengono in mente il cestino della merenda dei bambini a scuola o la gavetta, il tipico contenitore che i militari o i lavoratori portavano con sé alla mattina uscendo da casa e che a Milano si chiama con termine dialettale “schiscetta”. Un’usanza questa però non solo italiana, che ha seguaci un po’ in tutto il mondo e che viene definita dal termine anglosassone lunch box o quello giapponese di bento.

Proprio il grande senso estetico giapponese ha dato vita non solo a eleganti oggetti di design dedicati, ma ha anche sviluppato una vera e propria tecnica per creare un comodo contenitore partendo da un semplice pezzo di stoffa. Citterio ha pensato anche a questo e dalla collaborazione con l’Associazione culturale “Il Furoshiki”, organizzazione nata per diffondere la cultura Furoshiki giapponese, la schiscetta diventa cool e prende ispirazione dall’arte giapponese di ricoprire e trasportare oggetti di uso quotidiano, attraverso il nodo: il Furoshiki appunto.

Da questa idea sono partiti Citterio e le esperte dell’associazione per dare vita a tre diverse coloratissime borse, dallo stile inconfondibile, per trasportare UnDueTris Pranzetto: veri e propri oggetti di design studiati in ogni dettaglio, dalla tipologia del tessuto fino alle dimensioni e al colore, per valorizzare gli oggetti che andranno ad avvolgere. In questo caso, la pausa pranzo diventata l’occasione per nutrirsi in modo gustoso e salutare e sfoggiare un oggetto di grande design.

Cortese Frizzante Doc: il brindisi da riscoprire

Cortese Frizzante Doc parliamo di cucina

Il ritorno alla grande di un vino facile ma al tempo stesso raffinato, con sentori e profumi delicati e un ricco perlage fine ed elegante: il Cortese Frizzante Doc dei Colli Tortonesi

 

Che feste sarebbero senza la magia delle bollicine? Un abbinamento irresistibile da gustare dall’antipasto al dessert, molto apprezzato non solo dagli italiani ma in grande ascesa in tutto il mondo, visto il successo planetario degli spumanti italiani. Oggi, oltre a quelle dei territori classici, sono molte le cantine in tutta la penisola che danno vita a nuove interessanti bollicine, ma per il Cortese Frizzante Doc dei Colli Tortonesi di Cantine Volpi si tratta del ritorno alla grande di un classico, un vino della grande tradizione piemontese da molto tempo presente sul mercato.

Un vino dalle caratteristiche ben definite e insolite, ottenute da una precisa tipologia di vitigno, sorprendente e dal gusto fresco e piacevole: il contenuto ridotto di anidride carbonica e il residuo zuccherino più basso gli conferiscono una personalità estremamente gradevole. Caratterizzato da un profumo delicato e persistente, il Cortese Frizzante Doc Colli Tortonesi è particolarmente apprezzato per la vivacità e la freschezza che lo contraddistinguono e che più di 40 anni fa ne decretarono il grande successo internazionale.

Una storia imprenditoriale di successo, che risale alla seconda metà del secolo scorso. Era il 1974, ben prima dell’attuale boom dei bianchi spumanti italiani, quando Carlo Volpi e l’enologo Giuliano Noè decisero di sperimentare il procedimento di rifermentazione naturale del vino bianco, utilizzando le uve di Cortese dei Colli Tortonesi, e dando così l’avvio alla produzione del Cortese Frizzante Doc. Il risultato fu un vino bianco frizzante naturale che nel giro di pochi anni raggiunse il ragguardevole traguardo di un milione di bottiglie vendute nel mondo. In pratica, il Cortese Frizzante Doc Colli Tortonesi è stato l’antesignano dell’attuale successo mondiale dei vini spumanti e frizzanti.

Il vitigno, indigeno della provincia di Alessandria e in passato comunemente chiamato Courteisa o Courteis, aveva trovato la zona di elezione nei Colli Tortonesi, dove veniva coltivato fin dalla metà dell’800. Il dolce paesaggio caratterizzato dalle morbide ondulazioni delle colline, benedette da un microclima temperato, privo di brusche variazioni e sempre esposte alla luce e al calore del sole, ne sono l’ideale collocazione. Da quel vitigno Cortese si ottengono vini di ottima qualità, caratterizzati da spiccata eleganza e molto equilibrati. Per uno spumante unico che da vita a un prodotto di grande freschezza e si presenta come un’alternativa alle solite bollicine che, come è facile intuire, non sono tutte uguali.

Le Comete – Il nuovo progetto di Alois Lageder

Le-Comete-Alois-Lageder-Parliamo-di-cucina

Alois Lageder ha creato una nuova linea di vini assolutamente sperimentale, poche bottiglie in edizione limitatissima che si chiama Le Comete. Sette, uniche e irripetibili, che sembrano vibrare dell’armonia dei pianeti e risuonare di una luce e un’energia nuova. Ma come le comete passano, vanno e, chissà, magari ritornano, o forse no…

 

ZIE∙XV, TIK∙XV, BLA∙XIII, BLA∙BLA, VIO∙XIII, SEN∙XIV e TAN∙XIII. Nomi misteriosi, che sembrano le sigle di lontane stelle, pianeti sconosciuti e luminose scie di comete che attraversano il firmamento, ma sono invece quelli scelti da Alois Lageder per una nuova linea di vini che – non a caso – si chiama “Le Comete”. Con queste bottiglie, Alois Lageder vuole spingersi oltre i confini convenzionali, facendo leva sul potenziale dell’Alto Adige nella produzione vinicola, sempre con l’intento di migliorare la qualità dei propri vini.

Prodotte in un numero di bottiglie molto limitato, Le Comete sono un momento di sperimentazione pura dedicata agli appassionati e ai curiosi del vino. Un sguardo sul futuro per indagare le nuove vie da percorrere. Ma anche una curiosità che nasce dalla voglia di innovare e sperimentare della tenuta altoatesina: dedicata gli intenditori e ai curiosi del vino, la collezione vuole indicare la nuova via da seguire per chi non ha paura di affrontare il nuovo che avanza. La possibilità di far assaggiare ardite sperimentazioni, bottiglie da intenditori e da sperimentatori curiosi.

“Abbiamo deciso di chiamare questo progetto Le Comete proprio perché questi vini sono delle evoluzioni, degli esperimenti”, dice Alois Clemens Lageder, sesta generazione dell’azienda di famiglia. “Le comete prima s’illuminano, poi percorrono la propria orbita, fino alla loro distruzione. Alcune impiegano anni, altre pochi istanti. Ma ogni volta lasciano tracce, come per indicare la direzione da seguire nelle nostre attività in quel momento”.

Già negli anni Ottanta, le prime previsioni sui futuri cambiamenti climatici spinsero Alois Lageder a prendere in considerazione vitigni diversi e a coltivarli a titolo sperimentale, per capire se e in quale misura fossero idonei a sopportare, nell’odierno contesto geologico, temperature medie più elevate e condizioni atmosferiche estreme.

“La voglia di sperimentare, lo spirito innovatore e la curiosità di giocare con varie componenti, hanno dato vita ai vini della linea”, aggiunge Alois Clemens Lageder. “Ognuna delle Comete è unica e irripetibile, come un’impronta digitale. Esattamente come la speciale etichetta applicata a queste bottiglie, che rappresenta una coda di cometa disegnata a mano con un polpastrello”. E conclude: “Questi vini influenzano il nostro lavoro quotidiano, ci aiutano anche a riconoscere i nostri limiti. È una ricerca costante attraverso cui domani potremo continuare ad avere bottiglie di grande energia e bevibilità”.