Alla scoperta di nuovi sapori

Gusto morbido e sfumature esotiche per DolceAgro Alla Melagrana Ponti, il nuovo condimento a base di aceto di vino e succo di melagrana.

Ricetta di origine persiana, lo sciroppo di melagrana è uno degli ingredienti più interessanti della tradizione levantina e molto usato in medio Oriente come alternativa all’aceto, perché non è un derivato del vino e quindi è adatto alla precettistica alimentare islamica. Molto usato nella cucina siriana, libanese, turca e iraniana, serve per preparare salse e condimenti, insaporire insalate e cereali, ma anche nella cottura delle carni e delle verdure. 

Ha una consistenza liquida e densa per l’alto contenuto di zuccheri e ha colore variabile, dal rosso rubino all’amarena. Il suo sapore ricorda vagamente quello dell’aceto balsamico, anche se è un po’ più acido e si avvicina al sumac o all’anardana (chicchi essiccati di melograno), spezie tipiche di quei luoghi, con i quali spesso si abbina. 

Nato dalla sapiente miscelazione di mosti d’uva profumati e aceto di vino, arriva sulla tavola il DolceAgro alla Melagrana Ponti, l’incontro perfetto tra il pregiato Aceto di vino Ponti e il profumato succo di Melagrana che aggiunge una nota esotica e intrigante al gusto e si inserisce nella linea DolceAgro Condimenti Delicati Ponti. 

Ecco anche un consiglio d’uso insolito: quando il caldo è alle porte, per rinfrescarsi in estate quando la sola acqua non basta più, perché non provare con il DolceAgro alla Melagrana Ponti? Per dissetarsi con gusto e con prodotti naturali, il DolceAgro alla Melagrana Ponti è la risposta giusta: sarà sufficiente diluirlo in acqua frizzante per scoprire una bevanda deliziosa e dissetante, dal sapore 

Il suo gusto morbido, dalle sfumature fresche e orientali e il suo sapore fruttato e dalla bassa acidità lo rendono ideale per aggiungere un tocco di raffinatezza ai pranzi e le cene più sfiziose della stagione più calda. Sorprendentemente buono e dissetante se diluito in acqua frizzante, è delizioso sulle insalate più ricercate e perfetto su carni bianche e pesce alla griglia. Prezzo al pubblico: 500 ml a circa 2,79 euro.

No all’insonnia da stress

Mangiar bene vuol dire anche dormire bene. I consigli nutrizionali per un buon riposo della dott.ssa Annamaria Acquaviva, dietista e nutrizionista per il California Prune Board in Italia. Ecco cinque strategie per superare i disturbi del sonno causati dall’isolamento. 

La pandemia di coronavirus che ha costretto all’isolamento casalingo gli italiani sta per terminare. Ma l’emergenza non è ancora finita e il recupero di una parziale routine quotidiana coincide anche con il dover affrontare tutti i problemi che si sono creati per la situazione economica e sociale, con tutto il suo collegamento di ansia e di stress. 

Secondo una recente indagine effettuata dall’Istituto Piepoli per il Consiglio Nazionale dell’Ordine Psicologi (Cnop), il 42% degli italiani lamenta problemi di ansia, mentre il 24% soffre di disturbi del sonno. La dott.ssa Annamaria Acquaviva, dietista e nutrizionista per il California Prune Board, suggerisce cinque strategie per combattere i problemi di insonnia e assicurarsi un buon riposo per superarli in modo naturale. 

Per prima cosa, mantenere una sana routine a tavola, perché è fondamentale scegliere un’alimentazione varia ed equilibrata, con il corretto apporto di tutti i nutrienti essenziali. Sono necessari i tre pasti principali più i due spuntini, sempre facendo attenzione a moderarsi sulle quantità: i nutrienti influiscono sul ritmo circadiano, che regola anche il ciclo sonno veglia, cioè l’orologio biologico. 

Poi, scegliere alimenti ricchi di triptofano, un aminoacido essenziale, perché l’organismo non è in grado di sintetizzarlo ed è un precursore nella sintesi di alcune sostanze biologiche come la serotonina, nota come “ormone del buonumore”, che può essere convertita in melatonina, fondamentale nella regolazione del ciclo sonno-veglia. Sono fonte di triptofano i legumi, le carni, il pesce, i latticini e le uova. Ma anche il cioccolato, le arachidi, l’alga spirulina e i semi di sesamo. Per esempio, consumare una tazza di latte tiepido la sera può essere una buona abitudine non solo per i bambini, ma anche per gli insonni, grazie alla presenza di caseomorfine, oppiacei naturali che conciliano il sonno.

E’ preferibile mangiare i carboidrati alla sera. Questi alimenti incrementano la produzione di serotonina che induce il rilassamento e favorisce la sintesi della melatonina, che aiuta a ripristinare il ritmo sonno-veglia. Superando il concetto obsoleto che i carboidrati la sera facciano ingrassare, l’ideale è consumarne una porzione moderata, meglio se accompagnata da verdura e da una piccola fronte proteica.

Invece è essenziale consumare molte fibre: al primo posto fra le verdure la lattuga, seguita da radicchio rosso, ma anche zucca e rape. Invece, cavoli, carciofi, spezie piccanti e in qualche caso anche insalata, possono essere di difficile digestione per i soggetti più sensibili. Fra la frutta, le Prugne della California, hanno un basso indice glicemico (25) grazie sia alla presenza di fibra sia alla natura dei loro glucidi, la graduale assimilazione dei loro nutrienti prolunga l’effetto del triptofano, la proteina che a sua volta favorisce la produzione di serotonina e dunque di melatonina. Grazie alla ricchezza in fibra (7 g su 100 g), 3 o 4 prugne disidratate al giorno rappresentano un modo pratico e intelligente per assumere una delle 5 porzioni di frutta quotidiane. Con un alto contenuto di vitamina K e di potassio, sono fonte di vitamina B6, di rame e di manganese e sono inoltre l’unica frutta secca naturale e intera ad avere ottenuto un’indicazione nutrizionale autorizzata dalla Commissione Europea per la salute digestiva e, se assunte la sera, hanno anche il benefico effetto di regolare le funzioni dell’intestino. 

Prima di andare a dormire infine, sono assolutamente da evitare le sostanze eccitanti come tè, caffè ed energy drink, per la presenza della caffeina. Anche il cioccolato, benefico per l’effetto positivo sull’umore, è meglio non consumarlo la sera per l’effetto eccitante. Durante il lockdown, tra un aperitivo on line e l’altro può capitare di eccedere con i superalcolici, che però inducono un sonno di cattiva qualità. Da evitare anche gli alimenti grassi o molto speziati perché sono stimolanti cerebrali che inibiscono il riposo, così come anche i crauti, la pancetta affumicata e altri prodotti affumicati, spinaci, melanzane e formaggio.

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Scegliere il forno ideale

Bertazzoni Serie Professional

L’uso corretto del forno e delle sue funzioni aiuta a ottenere i migliori risultati in cucina, non solo per pizza e dolci, ma anche per arrosti e piatti leggeri a base di verdure. Ecco i consigli di Bertazzoni, azienda di antica tradizione nata a Guastalla di Reggio Emilia nel 1882, e oggi tecnologicamente all’avanguardia.

La passione per il cibo e la cucina sono diventati ormai non più solo un hobby ma un vero proprio stile di vita. Perché cucinare il proprio cibo vuol dire potere scegliere gli ingredienti migliori, tenere sotto controllo zuccheri e grassi, provare le ricette più deliziose. Per questo gli strumenti e le attrezzature devono garantire il miglior risulto possibile.  

Gli elettrodomestici Bertazzoni sono sviluppati per poter garantire le migliori tecniche di cottura ai cuochi di tutto il mondo, sia che si tratti di appassionati di cucina o chef professionisti. Le specifiche esigenze di questi utenti hanno sempre guidato Bertazzoni nello sviluppo tecnologico dei propri elettrodomestici: le funzioni speciali dei nuovi forni combinati da incasso del brand si rivelano alleate insostituibili per raggiungere alti standard qualitativi di cottura. In particolare, la funzione Smart Bertazzoni Assistant aiuta anche i meno esperti nell’impostazione di tempistiche e parametri ideali per cuocere le proprie ricette. La sonda carne e il termostato digitale garantiscono inoltre un controllo preciso della temperatura nelle diverse modalità di cottura. 

Tutte le funzionalità e le caratteristiche tecnologiche dei nuovi forni combinati da incasso Bertazzoni sono declinate nelle tre Serie iconiche dello storico marchio emiliano di elettrodomestici: Serie Professional (F6011PROVPTX), Modern (F6011MODVPTN) e Heritage (F6011HERVPTAX). Per ogni serie è disponibile la suite completa di elettrodomestici per la cucina, dai frigoriferi alle lavastoviglie, cappe, cucine freestanding e piani a incasso, tutti dal design coordinato e con performance ingegneristiche di alto livello. 

La cottura al vapore: una scelta di gusto e salute 

E’ ideale per preservare le sostanze nutritive, le vitamine e i minerali degli alimenti, specialmente delle verdure, fondamentali per una alimentazione salutare.  Grazie all’innovativa tecnologia Total Steam dei nuovi forni Bertazzoni si possono ottenere risultati eccellenti per gusto e consistenza dei cibi. Ortaggi e legumi cuociono al meglio grazie al calore del vapore che penetra in modo uniforme e poco aggressivo all’interno degli alimenti, permettendo di cucinare piatti salutari senza grassi aggiunti. Per la cottura del pesce, per esempio, consente di trattenere maggiori quantità di ferro, calcio, zinco e proteine. Inoltre, conserva gli acidi grassi Omega 3 che svolgono un ruolo importante nella crescita dei bambini. Invece, attraverso la funzione di cottura Steam Assist Bertazzoni, è possibile impostare tre diversi livelli di intensità del vapore (25%, 50% e 75%) in abbinamento alle modalità di cottura tradizionali, per cucinare pesce, arrosti di carne e focaccia che risulteranno croccanti all’esterno e morbidi e succosi all’interno.

La cottura statica per pane, pizze, focacce e lievitati dolci e salati 

Gli italiani si stanno scoprendo panificatori e pasticceri: la funzione di cottura statica è la più tradizionale, cuoce per irraggiamento termico, riscaldando lentamente e garantendo la cottura piena anche all’interno dell’alimento ed è quindi indicata per tutte le ricette che prevedono una lievitazione. Grazie all’innovativa funzione di lievitazione a bassa temperatura, i nuovi forni da incasso Bertazzoni da 60 cm aiutano a ottenere risultati perfetti per le ricette di pane, pizze, focacce e dolci lievitati.

La cottura ventilata per sformati, secondi di carne e pesce e dolci a cucchiaio

Nei nuovi forni combinati da incasso Bertazzoni, la cottura ventilata assicura una distribuzione uniforme del calore su ben cinque livelli di cottura all’interno di una cavità forno gigante da 76L – una delle più grandi sul mercato – per arrostire e cuocere senza che i sapori si mescolino. Il grill a infrarossi garantisce una rosolatura e grigliatura ottimale su ampie superfici. È quindi la modalità di cottura ideale per pesce, carne, sformati e verdure, così come per i dolci che devono conservare un cuore morbido. La cottura ventilata aiuta a sciogliere i grassi contenuti negli alimenti e permette di gratinare e dorare uniformemente i cibi.

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Progettare il cibo futuro

Sotto il brand I Food Designer si sono riuniti cinque professionisti che operano insieme dal 2006 e che hanno dato forma e progetto al food design in Italia

Nato nel 2002 da una intuizione di Paolo Barichella, il Food Design nell’ultimo decennio è cresciuto in modo rapido e consistente, ponendosi come una delle discipline contemporanee del progetto, sostenuta da ricerca, sostenibilità, innovazione e tecnologia, requisiti indispensabili per poter parlare di design inteso nell’autentico significato di “processo per progettare un prodotto, un servizio o un’esperienza”. 

Il gruppo fondatore de I Food Designer inizia a operare già nel 2006, scrivendo e lanciando il primo Food Design Manifesto. Paolo Barichella, Mauro Olivieri, Ilaria Legato, Marco Pietrosante e Francesco Subioli formano un team di professionisti, ciascuno con una propria specificità ed esperienza, per mettere in pratica il food design in Italia. Grazie a loro, nelle stesso anno la specializzazione è entrata ufficialmente in ADI con una commissione tematica, di cui essi stessi fanno parte. 

«Crediamo fortemente nell’atto creativo ma siamo consapevoli che per arrivare all’obiettivo occorre un’attenta costruzione dei processi progettuali e produttivi», dichiarano. «Prodotti, servizi e sistemi progettati dal food designer sono pensati per animare un progetto umano centrico e facilmente fruibile, grazie all’efficacia delle sue funzioni. La progettualità deve usare un linguaggio etico e sostenibile nelle diverse fasi di ideazione, costruzione, produzione, vendita, uso e dismissione. Progettare per il food significa creare prodotti, servizi e sistemi per un consumo ricco di valori simbolici oltre che funzionali. Il rapporto fra idea e realizzazione è molto stretto e i diversi componenti devono convivere in armonia e efficienza. Una forte simbiosi necessaria per costruire un linguaggio nuovo: il prodotto e il servizio nel food vendono se funzionano e comunicano, concentrandosi sul cliente come persona, ma mettendo al centro i valori umani.»

Molteplici gli ambiti di intervento e di lavoro per I Food Designer: dalle attività di brand e design della comunicazione, accompagnando le aziende nello sviluppo di nuovi prodotti legati al mondo alimentare, con attenzione alla sostenibilità e all’economia circolare, per l’efficienza dei processi di filiera e di lavorazione, allo studio di strumenti, supporti e packaging. Dal punto di vista della didattica, i designer organizzano workshop  sul food design applicato, per fornire nuove competenze e migliorare la conoscenza del settore in tutti i suoi aspetti, e partecipano a conferenze e seminari di food design come materia di studio nelle istituzioni universitarie. 

I designer si occupano poi di Food Experience e Sensory Design, dando una visione progettuale al senso di una ricetta e alla sala. Inoltre sono costantemente impegnati in progetti e sviluppo di nuovi Food Format, applicano il Design del Servizio e il Design della Comunicazione per l’ospitalità come attività di sostegno e costruzione di nuove e corrette modalità nelle aree di consumo e di soggiorno per ristoranti, hotel, alberghi, B&B, agriturismi, e lavorano a progetti a largo spettro per la costruzione dell’identità territoriale, la Local Food Identity. Il gruppo de I Food Designer ha sviluppato il progetto pilota di Food Design Territory Identity, relativo alla Valle Argentina sulle Alpi liguri che ha ricevuto la Menzione d’Onore al Compasso d’Oro 2014. 

www.ifooddesigner.it

Sempre più dieta mediterranea

Presentata alla Food Academy Elior una ricerca su nuove abitudini e tendenze dei consumatori nella ristorazione collettiva. Secondo un sondaggio dell’Istituto Ixè, gli italiani in pausa pranzo preferiscono la dieta mediterranea e scelgono piatti sani e leggeri nel segno della tradizione 

Cibo e salute. Una correlazione che la maggior parte degli italiani chiede sempre più anche alla ristorazione collettiva, attraverso la combinazione di ingredienti sani e ricette della tradizione italiana, legati al territorio e tipici della dieta mediterranea. Questi i risultati di una ricerca commissionata dal Gruppo Elior, leader in Italia nella ristorazione collettiva, all’Istituto Ixè che ha intervistato 40 chef del Gruppo, responsabili di 10 milioni di pasti all’anno e ha indagato in contemporanea un campione rappresentativo della popolazione italiana. Secondo i risultati, sono più della metà gli italiani che seguono e conoscono  bene i principi della dieta mediterranea e gli chef segnalano che una percentuale analoga la richiede anche durante il pranzo in azienda. 

Per questo la ristorazione collettiva pone l’attenzione su uno degli elementi cardine della stessa dieta: la varietà dei menù, molto apprezzata dai clienti e che mette in risalto un consistente aumento dei consumi di prodotti sani e leggeri. Cresce la richiesta di cereali, legumi e pesce, mentre cala quella di carne e burro. Tra gli elementi che garantiscono la salubrità di una pietanza ci sono soprattutto le materie prime italiane, spesso coniugate a territorialità e stagionalità.

Per Elior promuovere i piatti della dieta mediterranea all’interno della ristorazione collettiva rappresenta perciò una scelta responsabile e una partecipazione attiva alla diffusione della cultura del buon cibo e della sana alimentazione. “La dieta mediterranea è un caposaldo dell’alimentazione italiana, richiesta e amata dai nostri consumatori e che si conferma alla base della nostra politica nutrizionale”, spiega Rosario Ambrosino, amministratore delegato del Gruppo Elior. “I nostri menù sono realizzati sugli standard della dieta mediterranea, rispettando la tradizione ma in modo innovativo. In più sono legati al territorio, mantenendo inalterata la qualità delle materie prime. Tutto questo è ciò che promuove la nuova ristorazione collettiva, una responsabilità che sentiamo profondamente nostra”.

Leader in Italia nella ristorazione collettiva, il Gruppo Elior serve nel nostro Paese oltre 106 milioni di clienti l’anno in più di 2.400 ristoranti e punti vendita attraverso 12 mila collaboratori. Opera in molteplici settori quali le aziende, le scuole, il socio-sanitario, le forze armate, i musei, e la ristorazione a bordo delle Frecce di Trenitalia.

La qualità è per il Gruppo Elior un impegno quotidiano concreto, per le certificazioni sempre rinnovate e l’adesione a protocolli di sostenibilità, come il Global Compact, il programma delle Nazioni Unite sulla Responsabilità sociale d’impresa. Con queste premesse è stata elaborata la strategia di Responsabilità sociale d’impresa di Elior, Positive Foodprint Plan™, per creare un circolo virtuoso nel mondo della ristorazione, dal campo coltivato alla tavola, in sinergia con fornitori, clienti, utenti finali e dipendenti.