Natrue: bellezza al naturale

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La certificazione biologica anche per i cosmetici risponde a una precisa domanda da parte dei consumatori. Per questo è nato Natrue, un organismo di garanzia che tutela le produzioni naturali e genuine

La forte domanda di naturalità da parte dei consumatori si riflette non solo nelle scelte alimentari, ma anche in quelle per la cura della persona e più in generale in un approccio più sostenibile al consumo. Per questo anche la cosmetica deve adeguarsi e offrire sempre più garanzie: dalla coltivazione delle materie prime alla certificazione e commercializzazione di prodotti biologici che coniugano bellezza e rispetto per l’ambiente. La promozione dell’agricoltura bio per la produzione di materie prime cosmetiche rappresenta un forte impulso alla difesa della biodiversità in Italia e nel mondo.

Natrue è l’Associazione internazionale per la cosmesi naturale e biologica, con sede a Bruxelles, che dal 2007 promuove e protegge la cosmesi naturale nell’interesse dei consumatori di tutto il mondo. Il marchio impone standard molto rigorosi e restrittivi offrendo la certezza di acquistare un prodotto naturale assolutamente autentico e garantito.

Sono oltre 150 i marchi, per un totale di più di 4 mila e 400 prodotti, che hanno adottato il marchio Natrue in tutto il mondo. Il logo dell’associazione permette di riconoscere i prodotti che contengono un’elevata percentuale di ingredienti naturali, secondo la categoria. Natrue ha definito 13 categorie di prodotto differenziando, per esempio, creme, oli, shampoo e prodotti per l’igiene orale. In questo modo si può ottenere il massimo livello di naturalità per ogni cosmetico certificato con il logo: rigorosi criteri e processi di certificazione indipendenti garantiscono il più alto grado di qualità della cosmesi naturale e biologica nell’interesse dei consumatori.

Natrue garantisce una quantità stabilita di sostanze naturali che aumenta al crescere del livello di certificazione. La componente biologica caratterizza il secondo e il terzo livello di certificazione: cosmetici naturali, cosmetici naturali con componenti biologiche (percentuale biologica almeno al 70%), cosmetici biologici (percentuale biologica almeno il 95%).

Per ricevere la certificazione, non solo un prodotto, ma almeno il 75% della linea deve soddisfare i criteri Natrue: questo evita di supportare fenomeni che vedono la certificazione di uno-due prodotti per brand che non si rispecchiano in un approccio coerente alla certificazione.
Grazie a queste rigorose regole e a attenti controlli i consumatori possono contare sul massimo livello di qualità e purezza dei prodotti cosmetici certificati Natrue.

Francesca Morgante, label manager di Natrue, ha approfondito gli aspetti distintivi della certificazione, spiegando quali ingredienti sono ammessi e in quali percentuali, concludendo poi che ogni brand deve garantire la possibilità di certificare almeno il 75% della linea per poter ottenere la certificazione. “Vogliamo far conoscere l’autentica cosmesi naturale e biologica tramite le testimonianze, i progetti e i prodotti delle aziende”, prosegue. “Come associazione ci preme sottolineare come la mancanza di una regolamentazione specifica per la cosmesi naturale e biologica disorienti il consumatore e favorisca il greenwashing. Standard elevati di certificazione quali quelli di Natrue rappresentano invece una risposta concreta a supporto della scelte quotidiane di acquisto”.

Certificarsi rappresenta una scelta di qualità, trasparenza, serietà e crescita e i continui aggiornamenti e miglioramenti dettati dal disciplinare Natrue si riflettono concretamente nella struttura, nelle procedure e nelle competenze aziendali. L’importanza di una certificazione progressivamente riconosciuta a livello mondiale nasce dall’esigenza di dare voce a un settore che ha bisogno di una rappresentanza adeguata per affrontate le sfide del futuro: lo standard Natrue è talmente elevato da stimolare anche le aziende che hanno già rigorosi criteri a migliorare ulteriormente la qualità naturale dei propri prodotti.
www.natrue.org

Delizie marchigiane a Milano per Expo

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La Dispensa Marchigiana: un menu tutto dedicato alla cucina delle Marche e una selezione di prodotti artigianali di alta qualità, sono protagonisti all’Antica Osteria La Rampina di San Giuliano Milanese

 

Inaugurato con la partecipazione del maestro Gualtiero Marchesi, grande appassionato di cucina marchigiana, ha preso il via il progetto “La Dispensa Marchigiana”: i migliori prodotti delle Marche sono in degustazione e vendita presso l’Antica Osteria la Rampina di San Giuliano Milanese per tutto il periodo di Expo, ma con il dichiarato obiettivo di rimanere un appuntamento fisso presso il ristorante. In questo modo le Marche tornano ad avere a Milano un presidio per valorizzare e divulgare la propria tradizione enogastronomica.

Lino e Luca Gagliardi, patron e chef del ristorante l’Antica Osteria La Rampina di San Giuliano Milanese, profondi conoscitori della tradizione culinaria marchigiana, in collaborazione con Marche Expo, società di promozione del territorio, propongono un menu degustazione realizzato con selezionati prodotti tipici, che si snoda attraverso un percorso sensoriale di saperi e sapori della regione, con il suo territorio dolcemente collinare ma dove l’influsso del mare ha dato vita ad una fiorente tradizione enogastronomica.

Il menu varierà per tutti i sei mesi di Expo, seguendo la stagionalità degli ingredienti: i prodotti utilizzati si possono tutti acquistare nella Dispensa Marchigiana allestita nei locali dell’Antica Osteria La Rampina. Un vero e proprio emporio di eccellenze che arrivano direttamente dal territorio.

Appassionati e curiosi della cucina delle Marche hanno la possibilità di trovare tante rare golosità: dalle paste di Sabatino e di Filotea, i biscottini tipici di Dolciaria Marche. Poi, tanti prodotti rari, tra cui alcuni presidi Slow Food, come il lonzino di fico e la cicerchia di Serra de’ Conti di La Bona Usanza, oppure chicche come la Visciolata – una bevanda a base di visciole e uve di Montepulciano di Le Cantine del Cardinale. La sapa e l’agresto, condimenti antichi; le farine di Valentino e le gallette del pregiato mays ottofile di Marino Montalbini, tutti difficilmente reperibili a Milano. Poi i vini di Pandolfi Orsini e di Moncaro e i salumi di Macelleria Marianelli.

Per tutto il periodo di Expo, presso la Dispensa Marchigiana allestita all’Antica Osteria La Rampina, sarà possibile assaggiare il menu degustazione Marche, interpretato dagli chef Gagliardi padre e figlio, e acquistare i prodotti di eccellenza del territorio marchigiano delle aziende.

www.pandolfiorsini.it
www.agricolasabatino.it
www.dolciariamarche.com
www.filoteapasta.com
www.labonausanza.it
www.cantinedelcardinale.it
www.macelleriasalumeriamarianelli.it
www.moncaro.com
www.prodottibiologicivalentino.it

Il riscatto del burro

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Il burro è sano, naturale e buonissimo. Al convegno organizzato dal Gruppo Brazzale, nutrizionisti, studiosi, esperti di cucina e chef stellati sono tutti d’accordo: il burro è un alimento prezioso per l’organismo, utile per la crescita e fondamentale anche nella dieta mediterranea

 

Dopo più di 50 anni, ecco finalmente la verità sul burro, demonizzato dalla cosiddetta teoria lipidica che identificava i grassi tradizionali come causa di obesità infantile, infarti e malattie cardio-vascolari. Un convegno dedicato all’argomento, organizzato dal Gruppo Brazzale e presieduto da Roberto Brazzale, ha visto la partecipazione di chef stellati del calibro di Davide Scabin e Marianna Vitale, il nutrizionista Pier Luigi Rossi e lo scrittore gourmet Allan Bay.

“In realtà, il burro è più che mai parte della dieta mediterranea”, spiega Pierluigi Rossi, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione “È un alimento naturale il cui carattere nutrizionale lo rende ben tollerato anche da chi soffre di allergie alimentari”.

Ma le qualità del burro sono molteplici. “È un alimento ben digeribile, con pochissimo lattosio e ricco di vitamine importanti, come A, E, K”, prosegue Rossi. “Fra l’altro, è uno dei pochi alimenti a contenere la vitamina D, oggi definita un ormone per la sua azione uguale agli ormoni steroidei. La vitamina-ormone D agisce sull’integrità delle ossa, e la più innovativa ricerca scientifica ha evidenziato il suo ruolo guida sul sistema immunitario”. Inoltre, dal punto di vista nutrizionale una porzione di 10 grammi di burro fornisce meno calorie rispetto alla stessa dose di olio extravergine di oliva: 75 calorie il burro, 90 calorie olio. Il motivo? Il burro, essendo un’emulsione, contiene circa il 15% di acqua, mentre nell’olio non c’è acqua, ma solo grassi.

Per gli chef e i pasticcieri il burro è anche un ingrediente indispensabile in cucina, perché è un gustoso passe-partout che consente di realizzare innumerevoli ricette, dolci e salate, e che permette di dare una marcia in più anche a piatti veloci e semplici, come la pasta, le uova, le tartine, i toast o le verdure al tegamino.

Per fortuna oggi il burro torna protagonista sulle tavole di tutto il mondo: Assolatte conferma che i consumi aumentano e le vendite risalgono, 18 milioni di italiani lo usano una o più volte a settimana e lo apprezzano soprattutto per il sapore, il profumo, i bei ricordi che evoca. Insomma, per gli italiani il burro è un vero piacere a tutto tondo. Così questo ingrediente si riscatta, ribadisce le sue virtù nutritive e torna a occupare il posto che merita in cucina.

In molti gli esperti che si sono dedicati all’argomento anche all’estero, fra i quali la nutrizionista americana Nina Teicholz che dopo 9 anni di ricerca ha pubblicato il libro “The big fat surprise”, e ha mostrato come a partire dall’inizio degli anni ’60 la comunità scientifica americana abbia demonizzato i grassi animali e di come questa visione sia stata utilizzata dalla grande industria statunitense del food per promuovere il ricorso a grassi di origine vegetale.

Anche il settimanale Time, nel giugno dello scorso anno, invitava ad andare oltre le considerazioni infondate, i pregiudizi e i luoghi comuni titolando “Eat butter” e aggiungendo: “Gli scienziati avevano etichettato il burro come nemico. Perché si sbagliavano”.

Teicholz e Time hanno notato come, dopo decenni di guerra ai grassi, l’occidente non sembra aver sconfitto obesità e malattie cardiovascolari e questo soprattutto perché i prodotti light non facevano altro che supplire allo scarso contenuto di grassi con un maggiore contenuto di zuccheri o carboidrati, che vengono digeriti molto in fretta causando un immediato picco dell’insulina. L’insulina dice al nostro corpo di immagazzinare grassi, causa la caduta dello zucchero nel sangue e ci fa sentire affamati. Un vero e proprio circolo vizioso, insomma.

Così il burro è tornato a essere parte integrante della cucina italiana e internazionale. Il burro si riscatta, ribadisce le sue virtù nutritive e torna a occupare il posto che merita in cucina. Per la gioia degli italiani.

La colomba di pasticceria

 

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Per terminare in dolcezza il pranzo di Pasqua, ci vuole una colomba speciale sulla tavola. Il segreto? Ingredienti di altissima qualità e creatività, ma senza dimenticare la tradizione.

La differenza si percepisce immediatamente. La consistenza è soffice e morbidissima, il gusto aromatico e intenso. Tutto merito del burro e delle uova freschi, degli aromi naturali di vaniglia e degli oli aromatici da agrumi, delle mandorle e della ricca glassa zuccherina all’amaretto. La colomba della tradizione pasticcera artigianale è una delle eccellenze del menu pasquale made in Italy.

T’a Milano propone nuove dolcissime creazioni che valorizzano l’artigianalità squisitamente italiana dei loro prodotti. L’azienda dei fratelli Tancredi e Alberto Alemagna continua a perseguire un ideale di alta qualità e genuinità delle materie prime unito a un design esclusivo che rende inconfondibile lo stile tipicamente meneghino del packaging e dell’immagine grafica. Diverse sono le versioni della Colomba artigianale T’a Milano: proposta in due versioni da 750 g e da 1 kg, è realizzata secondo la ricetta classica, con un’accurata scelta di ingredienti selezionati tra le eccellenze del territorio, preferibilmente di prossimità. Per i più curiosi e desiderosi di novità, c’è il nuovo gusto Cioccolato&Pere, un delizioso impasto classico insaporito con gocce di cioccolato e pezzettini di pera. Per completare l’offerta è disponibile anche una versione mini della colomba da 100 g.

E’ dedicato invece agli appassionati della grappa un dolce prelibato in cui è racchiusa tutta l’esperienza e la qualità che contraddistingue da sempre i prodotti delle Distillerie Bonollo Umberto di Padova, storica azienda che da oltre 100 anni e quattro generazioni produce grappe pregiate. La Colomba Of Bonollo, realizzata artigianalmente con ingredienti italiani freschi e di assoluta qualità, tra cui canditi deliziosi e mandorle pregiate, ha pasta morbida e lievitata naturalmente, si presenta irresistibilmente soffice e racchiude nel cuore una farcia in cui si esprimono le note inconfondibili della Grappa Of Amarone Barrique che ne esalta la persistente fragranza. L’ampiezza e la finezza degli aromi che contraddistinguono la Grappa Of Amarone Barrique, fiore all’occhiello della produzione delle Distillerie Bonollo, si fondono armoniosamente nella pasta soffice della colomba per un risultato assolutamente inedito.

Anche Armani/Dolci celebra l’arrivo della primavera con una nuova collezione per la Pasqua 2015. Morbida e soffice, la colomba è realizzata secondo la collaudata ricetta tradizionale, con ingredienti di qualità e rigorosamente selezionati, come mandorle, canditi e granella di zucchero. Il packaging, studiato appositamente per l’occasione, punta sulle tonalità dell’azzurro pastello e propone lussuose scatole ricoperte in carta effetto seta dal colore blu intenso, impreziosite da orchidee bianche in tessuto applicate a mano e le confezioni sono sottolineate da un raffinato nastro in satin blu. La collezione è disponibile in tutti i negozi Armani/Dolci e su www.armanidolci.com.

Infine, per chi sceglie di alimentarsi in modo genuino attraverso la ricerca della qualità nella selezione di materie prime, interamente naturali e biologiche, prive di pesticidi, coloranti e conservanti, la Pasticceria Fraccaro Bio propone una linea di prodotti per chi cerca la qualità, ama la natura e non vuole rinunciare al piacere dei dolci. La Bio Colomba da g 650 è realizzata con un ingrediente speciale in più, un lievito madre di antica tradizione. Per una ricetta classica eseguita secondo una lavorazione tutta naturale e tradizionale, con solo burro, canditi e glassa di amaretto e mandorle, aromi naturali quali vaniglia da bacche ed oli essenziali di agrumi, disponibile in versione cellophane oppure nella confezione regalo in carta fantasia. http://www.fraccarospumadoro.it

Armani Dolci Spring 2015 - Colomba

Insalata al top: il radicchio Rosso di Treviso Igp

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Superstar delle insalate, il Radicchio Rosso di Treviso Igp ha un sapore delizioso. Ma anche in cucina è multiforme e versatile: è ottimo dall’antipasto al dolce, dal celebre risotto alle preparazioni insolite come le confetture, ottime nell’accompagnamento dei formaggi stagionati.

 

L’origine del radicchio è avvolta nel mistero. La sua antenata, la cicoria selvatica, è una specie spontanea nota da sempre. Solamente sul finire dell’800 ci si accorse che, tramite particolari accorgimenti per conservarla meglio, poteva diventare un prezioso ortaggio sino a trasformarsi nel pregiato prodotto di oggi. La sua coltivazione è frutto di una tradizione che affonda nei secoli: forse il radicchio nacque per caso grazie all’opera di contadini del luogo che, conservando d’inverno le cicorie dei campi nelle stalle, si accorsero di quanto fossero buone e croccanti, dando il via a questa nuova coltura.

Caratterizzato da una particolare croccantezza e gusto amarognolo, il Radicchio Rosso di Treviso, nelle sue due varianti tardivo e precoce, insieme al Radicchio Variegato di Castelfranco, ottiene l’Indicazione geografica protetta nel 1996. I prodotti IGP sono strettamente legati al territorio di provenienza e hanno caratteristiche ben definite: ricchi di fibre, sostanze minerali e antiossidanti, i radicchi contengono anche buone quantità di betacarotene e potassio.

La stagione del Radicchio Rosso di Treviso Igp Tardivo inizia ai primi di novembre e si conclude a primavera. Per la varietà precoce invece, la raccolta si effettua a partire da settembre fino a fine novembre. Il Radicchio Variegato di Castelfranco Igp è disponibile dalla fine del mese di ottobre ad aprile.

Per conservarlo, è consigliabile immergere la radice del Radicchio Rosso di Treviso in poca acqua all’interno di un recipiente stretto e alto, avendo cura di tenere il cespo in piedi. L’acqua è fondamentale per il radicchio: anche per il Rosso di Treviso Precoce e il Variegato di Castelfranco si raccomanda di mantenere sempre le foglie umide e fresche.

Il modo migliore per gustarlo è al naturale, aggiungendo semplicemente olio extravergine di oliva. Inoltre, qualche goccia di buon aceto in cui sarà stato sciolto un pizzico di sale, tonifica il sapore naturale del radicchio, che può essere rinvigorito con poco pepe macinato al momento.

 

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