Massimiliano D’Arrigo: Polentamisù

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Polentamisù, un gioco di parole fra polenta e tiramisù, è l’innovativa idea di Massimiliano D’Arrigo per proporre con un facile sistema take away alcuni dei piatti simbolo del tradizione italiana.

 

Come è successo a molti cibi, la polenta, da poverissimo piatto contadino del nord Italia è diventata oggi una ricercata pietanza da gourmet. Ma non serve cercare un sofisticato ristorante per poterla gustare anche nella pausa pranzo. Polentamisù, nel centro di Milano, ha trovato la formula giusta per rendere disponibile in modo facile per tutti questo piatto.

Ideatore della fortunata ricetta è Massimiliano D’Arrigo, giovane self made man con un talento innato per il business. Il suo curriculum snocciola una serie di esperienze molto diverse e tutte formative. “Non nasco con la vocazione del ristoratore, ma con quella dell’imprenditore”. Così si presenta e racconta: “Sono passato attraverso numerose esperienze di lavoro. Ho iniziato occupandomi di trasporti, poi sono passato al settore del cinema presso la Universal e da lì sono passato al turismo, aprendo e organizzando resorts a Sharm El Sheik. Poi ho gestito per alcuni anni delle agenzie di viaggio. In pratica, ho sviluppato un personale know-how gestionale e ancor oggi faccio molte consulenze relative al management”.

Aperto al cambiamento e sempre pronto a lanciarsi in nuove avventure, Massimiliano D’Arrigo si è dedicato negli ultimi anni alla ristorazione, che considera il business del futuro. “Ho deciso di entrare in questo settore perché credo che ci sia ancora molto da fare, il trend è ancora in crescita. Ma non ho lasciato nulla al caso, mi sono organizzato: ho passato un anno lavorando in un ristorante, facendo la gavetta per fare esperienza su tutto e poi ho iniziato. Oltre a Polentamisù gestisco nella vicina corso Magenta anche Mezzo Day, un punto dedicato alla ristorazione veloce, che offre pizze, focacce, primi piatti e tante altre specialità”.

La sede di Polentamisù, che è ormai avviato a diventare un franchising con altri punti vendita, si trova a Milano in via Carducci 11. L’arredamento è decisamente semplice e funzionale, tutto è chiaro e luminoso: il concept è nato per essere un take away dedicato all’ingrediente polenta, che viene cotta con uno speciale macchinario che la mantiene morbida e la serve alla spina. E che piatto! Sulla base calda e fumante viene aggiunto un condimento tradizionale, come il ragù di cinghiale o di cervo (preparati solo con carni sostenibili da allevamenti certificati), oppure si gusta con un tagliere di affettati o con crema di zola e porcini o una ratatouille di verdure; e quando è stagione anche con spezzatino ai piselli o cassoeula.

Grande è la cura nella ricerca di ingredienti naturali e sostenibili: la farina di mais proviene dall’Azienda Agricola Giulia, in Franciacorta, vicino a Brescia, ed è ottenuta da un’antica varietà di mais di eccellenza; perfino il sale è marino e iodato. La birra è fornita dal Birrificio Angelo Poretti, altra eccellenza del territorio lombardo. E poi ci sono i tiramisù: il dolce italiano più famoso è declinato nella versione classica, oppure ai pistacchi, alla nutella e alla fragola. Ma da Polentamisù si trovano anche insalatone, piatti vegetariani e, soprattutto quando fa caldo, i bestseller sono i frullati, le macedonie e il frozen yogurt con la frutta.

Tra i tanti impegni che segue Massimiliano D’Arrigo, c’è spazio anche per la charity: dal 2014 Polentamisù sponsorizza una squadra di hockey in carrozzella, che partecipa a numerosi eventi sportivi fra cui il Torneo Memorial Bruno Frattini, dedicato ai ragazzi con disturbi muscolari.

Tiramisù al caffè e rum

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Il tiramisù è diventato il dolce simbolo della cucina italiana ed è ormai diffuso ovunque nel mondo.

 

Tante sono le storie sulla sua nascita: la più maliziosa racconta che il tiramisù fosse stato inventato a Treviso nel bar a fianco di una casa di piacere e venisse servito ai clienti come corroborante. Leggende metropolitane a parte, è stato davvero riconosciuto che la sua invenzione risale agli anni ’50, nel ristorante trevigiano “Beccherie”. Però i dolci a base di biscotti o pan di Spagna e crema erano già molto diffusi da secoli nella tradizione gastronomica del nord Italia. Lo stesso Pellegrino Artusi definisce “bavarese lombarda” la preparazione N° 674 del suo famoso ricettario, che presenta un dolce molto simile, preparato però con il burro e il rosolio. In ogni caso il tiramisù al caffè e rum resta il dessert classico che piace a tutti.

 

Per 6 persone

3 uova

100 g di zucchero

400 g di mascarpone

4 tazzine di caffè ristretto

3-4 cucchiai di rum

200 g di savoiardi

estratto naturale di vaniglia

succo di limone

cioccolato fondente o cacao amaro in polvere

sale

 

  1. Sgusciate le uova e separate i tuorli dagli albumi, sistemandoli in 2 ciotole separate. Montate i tuorli con lo zucchero, 1 pizzico di sale e 1 cucchiaio di estratto di vaniglia, finché saranno chiari e spumosi; incorporate il mascarpone ben freddo. Montate a neve gli albumi con 3 gocce di succo di limone quindi aggiungeteli alla crema preparata, poco per volta, mescolando delicatamente con un movimento dal basso verso l’alto.

 

  1. Versate il caffè raffreddato in una ciotola con il rum e intingetevi metà dei savoiardi, rapidamente per evitare che si inzuppino troppo. Suddividete i biscotti in 6 coppe oppure allineateli in un solo strato sul fondo di una pirofila o una teglia, anche usa e getta. Verste metà della crema di mascarpone, poi ripetete gli strati, inzuppando di nuovo i savoiardi, disponendoli nelle coppe o nella teglia e coprendoli con la crema rimasta.

 

  1. Grattugiate il cioccolato e distribuitelo sulla superficie delle coppe o della teglia, oppure spolverizzate con abbondate cacao setacciato, facendolo cadere attraverso un colino, coprendo in modo uniforme. Fate riposare il tiramisù al caffè e rum in frigorifero per 6 ore e servite.

 

(immagine:supperclubatlanta.com)