Cake con gorgonzola, noci e uvetta

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Mix di sapori tipicamente invernali per un golosissimo cake salato, da servire per un buffet, una cena fra amici o addirittura a merenda per uno spuntino

 

L’impasto è soffice e arricchito da gorgonzola, noci e uvetta. A piacere, potete anche preparare numerose varianti: al posto dell’uvetta, utilizzate 1-2 pere pulite e tagliate a fettine (circa 200 g), oppure 80 g di fichi secchi, messi a bagno, spezzettati e infarinati. Infinite le idee anche con altri formaggi e semi oleosi.

 

Per 6-8 persone

250 g di farina 00

150 g di gorgonzola piccante

60 g di uvetta chiara grande

60 g di gherigli di noce

200 g di burro + 1 dl di latte

3 uova + 1 cucchiaio di zucchero

1/2 bustina di lievito in polvere per pizze e torte salate

olio extravergine di oliva

noce moscata

sale e pepe

 

1. Disponete il burro in una ciotola grande e lasciatelo ammorbidire a temperatura ambiente. Mettete a bagno l’uvetta in acqua tiepida per 10 minuti, poi sgocciolatela, passatela nella farina, mettetela in un colino e scuotetela per eliminare l’eccesso. Tagliate a dadini il gorgonzola e spezzettate grossolanamente i gherigli di noce.

2. Montate il burro con lo zucchero e un pizzico abbondante di sale, pepe e noce moscata grattugiata; incorporate le uova, una alla volta, e 4 cucchiai di olio. Incorporate la farina setacciata con il lievito, in 2-3 volte, alternandola al latte. Mescolate bene con un cucchiaio di legno o una frusta, fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Unite l’uvetta preparata, il gorgonzola e i gherigli di noce.

3. Foderate uno stampo da plum cake da 1,5 litri con un foglio di carta da forno bagnato e strizzato, versatevi il composto preparato e livellatelo. Trasferitelo nel forno già caldo a 200°C e cuocete per circa 35 minuti. Verificate la cottura, inserendo al centro del cake uno stecchino di legno, che dovrà uscire asciutto e pulito. Lasciate raffreddare e servite il cake tagliato a fette.

 

(immagine:lebookgourmand.blogspot.com)

Il gorgonzola: golosità di antica tradizione

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Narra la leggenda che un giovane casaro innamorato lo inventò per sbaglio: origini e caratteristiche del gorgonzola, uno dei più amati formaggi italiani

 

Si racconta che un casaro di Gorgonzola, cittadina alle porte di Milano, si lasciò distrarre dall’amore e dimenticò il necessario per lavorare il latte che sarebbe dovuto diventare crescenza. Fu così costretto a tornare il giorno dopo e a unire le cagliate di due giorni diversi: le due paste non si amalgamarono in modo uniforme e il passaggio dell’aria tra di essi provocò la diffusione delle muffe. Si tratta ovviamente di una leggenda, ma sembra proprio che il gorgonzola sia nato nell’omonima cittadina intorno all’anno 879. Inizialmente veniva chiamato “stracchino di Gorgonzola”, con riferimento alle vacche “stracche”, cioè stanche dopo la transumanza nella zona, che gode di grotte naturali e di condizioni climatiche ideali per la produzione di molto latte.

Mentre il nome si accorcia e diventa solo “gorgonzola”, l’area di produzione si estende fino a diventare quella attuale, che comprende le provincie di Novara, Vercelli, Cuneo, Biella, Verbano-Cusio-Ossola e il territorio di Casale Monferrato per il Piemonte; Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese per la Lombardia. Solo il latte appena munto degli allevamenti di queste provincie può oggi essere utilizzato per produrre il gorgonzola conferendogli la dop (denominazione di origine protetta). Ed ecco come un formaggio che nasce più di undici secoli fa diventa un prodotto dell’eccellenza gastronomica italiana, conservando un elevatissimo standard qualitativo senza rinunciare alla tradizione: anche nella grande industria nazionale il procedimento di produzione del gorgonzola prevede ancora un forte intervento manuale.

Non si può percorrere la storia del gorgonzola senza citare il Consorzio creato nel 1970 a Novara, un ente senza fini di lucro che raggruppa 40 caseifici che rappresentano il 100% della produzione globale. Ogni forma di gorgonzola deve essere marchiata all’origine con il contrassegno del Consorzio e riportare l’indicazione del caseificio in cui è stata prodotta. Oltre a vigilare sulla produzione e sul commercio del gorgonzola dop, il Consorzio collabora con le Università, gli Istituti di ricerca e gli Istituti tecnici lattiero-caseari promuovendo ricerche tecnico-scientifiche che negli anni hanno fatto emergere i vantaggi nutrizionali di questo formaggio, che ha un alto contenuto di minerali e vitamine e favorisce la digestione dei grassi e delle proteine.

È stato inoltre scoperto, dal professor Mario Del Piano (Primario di gastroenterologia dell’Ospedale Maggiore di Novara) che è tollerato anche da chi soffre di intolleranze alimentari. Ecco perché dal Medioevo a oggi viene impiegato nella cura dei disturbi gastro-intestinali e somministrato agli ammalati inappetenti.

Insomma, ci sono molti motivi per non rinunciare al gorgonzola e sembra che ne fosse fermamente convinto anche Winston Churchill: si dice che durante la seconda guerra mondiale, il primo ministro inglese fece segnare la cittadina di Gorgonzola con un cerchietto rosso sulle carte per evitare che venisse bombardata, in quanto produttrice del formaggio di cui era più ghiotto.