Grande potenza e corposità, note di frutti rossi, spezie e minerali sono le caratteristiche organolettiche del Buttafuoco Storico, un rosso che nasce nell’Oltrepò Pavese e che incarna l’anima e la storia di questi territori. Per andare alla scoperta del Buttafuoco Storico, niente di meglio che un rilassante tour enoturistico a piedi attraverso la campagna e i filari, passeggiando e degustando con il vino tutte le altre delizie del territorio, come rinomate varietà di pane, salumi e formaggi.  

Alla scoperta del Buttafuoco Storico

Basta uno sguardo per riconoscere il Buttafuoco Storico: le bottiglie recano uno stemma ben preciso, composto da un ovale (la botte, simbolo tipico della zona), che circoscrive un veliero (a ricordare che, nel 1800, la Marina Imperiale austro-ungarica varò una nave dal nome Buttafuoco), e che poggia su due nastri, simbolo dei due torrenti che abbracciano il territorio di produzione, lo Scuropasso a Est e la Versa a Ovest.

È proprio il territorio, detto sperone di Stradella, a conferire al Buttafuoco storico le sue caratteristiche specifiche. Il terreno sul quale crescono le vigne è infatti ricco di ghiaia, arenaria e argilla, che rendono il vino minerale, corposo e ben strutturato, e capace di affrontare i 36 mesi che intercorrono fra la vendemmia e la messa in commercio.

Dalle origini a oggi

Il Buttafuoco Storico esiste almeno dalla metà del 700, quando il poeta Carlo Porta – dice la leggenda – ne coniò il nome, celebrandone la grande potenza e corposità che parevano quasi bruciare la bocca. Documenti dell’epoca attestano, proprio in quella zona, la produzione di vini rossi molto forti a opera di antesignani del Buttafuoco, che ben si prestavano ad accompagnare le mense dei nobili e dei monasteri di Pavia e Milano.

È stato solo nel 1996 che un gruppo di viticoltori della zona si è riunito nell’omonimo club per valorizzarlo e farlo conoscere a livello nazionale. Attraverso la sua azione scrupolosa, l’antico know-how dei produttori locali si è trasformato in un regolamento condiviso per la produzione e in una comune strategia per ottenere il successo qualitativo, che si traduce in circa 90 mila bottiglie all’anno.

Delizie del territorio

Dove assaggiarlo? Ovviamente nella sua terra d’origine, ovvero le splendide colline dell’Oltrepò pavese. L’associazione Scollinando propone tour enoturistici per gli appassionati di vino e per chi ama passare tempo immerso nella natura, ogni fine settimana fino al weekend del 3 luglio, riprendendo a settembre dopo la pausa estiva. Guidati dai vignaioli, si toccherà con mano lo stretto connubio tra il Buttafuoco storico e il territorio in cui nasce, dove è la vigna la protagonista indiscussa.

Camminando tra i filari, i produttori illustreranno le caratteristiche dei terreni e delle viti, insieme agli aneddoti e alle leggende che hanno reso il Buttafuoco Storico conosciuto in tutto il mondo. Alla fine della passeggiata, si brinderà con l’assaggio di tre etichette rappresentative del territorio, accompagnate dalla tipica merenda oltrepadana: micca, salame della Val Versa e formaggi freschi e stagionati locali.

Ti potrebbe interessare anche: Il nuovo Pinot Noir di Castello di Cigognola

Foto Ufficio Stampa