Burro: sai cosa mangi?

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Tutti i motivi per i quali non solo non è necessario escludere il burro dalla propria dieta, ma è consigliabile consumarlo tutti i giorni, magari durante la prima colazione

 

Il burro è un piacere o un pericolo per il corpo? Secondo Assolatte, associazione italiana lattiero casearia, la metà degli italiani lo apprezza mentre l’altra metà lo evita, considerandolo dannoso. Gli ostili lo identificano come fonte di intolleranze alimentari o come prodotto ingrassante: sono buone ragioni per escluderlo dalla propria dieta? A quanto pare no.

La prima buona notizia è che il burro ha un basso contenuto di proteine, fattore che ne aumenta la tolleranza in soggetti che soffrono di allergie alimentari. “Il burro contiene solo 31 mg di lattosio per una porzione di 10 grammi”, spiega il professor Pier Luigi Rossi, specialista in Scienza dell’alimentazione e docente all’Università di Bologna, “L’intolleranza è stimolata con dosi nettamente superiori a questa”.

La seconda buona notizia non è che il burro non fa ingrassare, tuttavia è necessario capire come e quanto assumerne. “Un uomo adulto deve introdurre almeno 40 grammi di acidi grassi al giorno, contenuti nei vari alimenti, per vivere in salute, ottenere energia e mantenere la giusta temperatura corporea. Una donna attorno ai 30 grammi. Il burro entra con la sua quota in questo apporto lipidico giornaliero”, ricorda Rossi, che risponde anche a coloro che sostituiscono il burro con l’olio extravergine di oliva pensando di ridurre le calorie del piatto. “Una porzione di 10 grammi fornisce meno calorie rispetto alla stessa dose di olio: 75 calorie il burro, 90 l’olio”.

C’è poi chi si fa prendere da altre paure e non usa il burro per il timore del colesterolo. A questo proposito, è utile ricordare che avere un colesterolo troppo basso comporta gli stessi rischi di averne uno troppo alto, ovvero il prematuro invecchiamento e decadimento delle cellule. In secondo luogo, non bisogna dimenticare che solo il 10-15 per cento del colesterolo nel sangue dipende dall’alimentazione, il resto viene prodotto dal fegato. Alla luce di queste osservazioni, Rossi sottolinea: “Una porzione di burro contiene 24 milligrammi di colesterolo, pari all’8 per cento della dose giornaliera consigliata e il colesterolo è anche fonte di vitamina D, preziosissima per ossa e sistema immunitario”.

Per fortuna la demonizzazione del burro ha recentemente lasciato posto a una nuova consapevolezza nella scelta di questo alimento.burro Proprio quest’anno Brazzale, la più antica azienda casearia italiana ininterrottamente in attività da ben sette generazioni, ha dato il suo contributo alla causa inaugurando le Nutriclip. Le etichette poste sul retro delle confezioni hanno un’interfaccia multimediale che sfrutta la tecnologia QR code per spiegare le proprietà e l’importanza del burro in cucina. Sono a cura del professor Rossi, secondo il quale: “Si tratta di un servizio professionale di salute e di stimolo, sempre disponibile in ogni momento della giornata e in ogni luogo. Con questo strumento, è possibile informare i consumatori per orientarli verso un’alimentazione davvero consapevole che sia allo stesso tempo cura preventiva e piacere gastronomico”.

 

Burro: sai cosa mangi? ultima modidfica: 2013-09-13T10:09:01+00:00 da Damiana Biga