Lenticchie: non solo a Capodanno

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Considerate un portafortuna perché sono tonde e piccole come monetine, le lenticchie non possono mancare sulla tavola del cenone di Capodanno.

 

Coltivate da molti millenni, le lenticchie sono legumi ad alto valore energetico, ricchi di proteine e di ferro. Quelle più grandi hanno bisogno di un breve ammollo, mentre le più piccole si possono cucinare direttamente in umido, dopo essere state sciacquate sotto acqua fredda corrente. Squisite anche quelle lessate al naturale in barattolo, da tenere sempre in dispensa per preparare un contorno veloce: basta sgocciolarle dal liquido di conservazione in un colino, sciacquarle sotto acqua fredda corrente e poi cucinarle a piacere.

Le varietà più note e le prelibate sono quelle di Castelluccio di Norcia, scure, minuscole e tenerissime: arrivano dall’Umbria e sono un prodotto Igp, l’Indicazione geografica protetta. Non richiedono ammollo prima della cottura, che dura circa un’ora, e si aromatizzano con cipolla o aglio, timo salvia e dragoncello.Quelle pugliesi di Altamura invece sono le più diffuse fra le grandi, di colore verdognolo, devono essere tenute a bagno in acqua fredda per una notte e cuociono in circa 45-50 minuti. Sono nelle ideali nelle ricette classiche e si gustano aromatizzate con il rosmarino.

Tra le migliori, ricordiamo anche la pregiate lenticchie siciliane di Ustica, le verdi di Puy in Francia, piccole e bombate, quelle marroncine di Rodi in Grecia, di sapore molto delicato. Le rosse egiziane invece, sono di colore arancio brillante e appartengono a una varietà che si coltiva in medio Oriente, ottime per piatti esotici: non hanno bisogno di ammollo perché sono senza buccia e cuociono in breve tempo. Si sposano bene con le spezie, in particolare il curry e il cumino.

 

(immagine:blogs.paris.fr)

Lenticchie: non solo a Capodanno ultima modidfica: 2013-12-26T13:12:32+00:00 da Marilena Bergamaschi