Il futuro dell’olio extravergine di oliva

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Presentato il progetto di una piattaforma online per facilitare gli scambi fra produttori. E per uscire dalla crisi sarà importante educare consumatori e chef al corretto uso degli oli in cucina

 

«L’olio di oliva è un vero e proprio presidio di medicina, un alimento funzionale, che crea benessere, e come tale deve essere conosciuto e utilizzato con un’adeguata competenza». Con queste parole di Luigi Caricato, oleologo e direttore di Olio Officina Food Festival, sono iniziati i lavori del convegno sul monitoraggio del mercato e dell’offerta nel settore dell’olio d’oliva, tenutosi nei giorni scorsi a Milano al Palazzo delle Stelline. Un ambito, quello dell’olio extravergine di oliva, in cui la flessione dei consumi deve portare, secondo il pensiero di Caricato, all’elaborazione di una nuova strategia di approccio al prodotto, considerato da sempre un elemento imprescindibile per la nostra alimentazione e di conseguenza per la nostra salute.

Uno studio presentato dalla dott.ssa Pina Romano, presidente dell’Organizzazione nazionale Interprofessione olio di oliva, ha messo in luce come, in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo, anche i consumi dell’olio di oliva si siano contratti in maniera rilevante a favore di quelli di oli di semi, con una evidente ricaduta in termini di gusto e di benessere fisico.

«Per invertire questa tendenza e ridare slancio a un settore in difficoltà – ha affermato Pina Romano – occorre  rafforzare la collaborazione di tutte le categorie coinvolte in un progetto di filiera dell’olio di qualità, riposizionare l’olio extravergine di oliva a un livello maggiore, ridare dignità a tutte le categorie di olio che abbiamo abbandonato (olio vergine di oliva, olio di oliva, olio di sansa) e creare relazioni stabili e strutture articolate tra gli operatori».  In questo sforzo è fondamentale la sinergia tra mondo della ristorazione, oleoteche e scuole di cucina.

In un paese che consuma 676 mila tonnellate di olio, con oltre 40 Dop e un’infinita varietà di cultivar, le aziende del settore presenti sul mercato sono poco più di 600 mila, mentre nell’anno duemila superavano il milione. L’olio extravergine di oliva rappresenta da sempre un fiore all’occhiello per il made in Italy, ed è un prodotto che ha conseguito in questi ultimi anni livelli di eccellenza mai raggiunti. La sfida di oggi è dunque quella di restituire valore a tutte le categorie merceologiche di oli di oliva, da quello extravergine a quello di sansa, per qualificare i consumi, arricchire il gusto e guadagnarci in salute.

Per tutti gli addetti ai lavori l’appuntamento clou sarà a Milano dal 23 al 25 gennaio 2014 con la terza edizione di Olio Officina Food Festival, un grande happening che quest’anno avrà come tema l’anima sociale dell’olio e del cibo: l’olio percepito come condivisione, ottenuto con il lavoro di detenuti, drogati, disabili, per dare spazio anche a tutte quelle voci che non hanno voce.

 

Nella foto in alto da sinistra, Pina Romano, Alissa Mattei, Luigi Caricato, Mena Aloia

Il futuro dell’olio extravergine di oliva ultima modidfica: 2013-06-30T15:42:58+00:00 da Cristina Gambarini