I datteri in tavola e in cucina

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Piccoli frutti dalla polpa dolce e zuccherina che maturano in autunno, dall’altissimo valore nutritivo e dall’elevato contenuto di zucchero, i datteri sono coltivati fin dall’antichità in nord Africa, Arabia, Persia e India e oggi anche in molti altri paesi a clima caldo.

 

Tante sono le varietà secondo la morbidezza e la consistenza del frutto: quando sono freschi sono lucidi e turgidi e poco appiccicosi, si raccolgono leggermente appassiti e non sono molto più grandi di quelli secchi. Fra i più pregiati ci sono i Deglet Noor, mentre quelli molto secchi vengono utilizzati ridotti in pasta. Il modo più semplice e diffuso per utilizzare i datteri è quello di farcirli: con formaggi e frutta secca per gli antipasti oppure usateli per preparare piccoli dolcetti farciti con marzapane e cioccolato, ma anche come ingrediente per numerosi dolci.

Se li trovate freschi consumateli al posto della frutta a fine pasto: quando li acquistate, sceglieteli soffici e morbidi, soprattutto se sono in stagione. Il colore della buccia è sempre indicativo del grado di maturazione: più è secco e più diventa di colore ambrato scuro.

Comprateli preferibilmente già confezionati, garantiscono una migliore sicurezza dal punto di vista dell’igiene e della qualità, perché per le confezioni vengono sempre selezionati i datteri migliori: quelli più comuni e conosciuti sono solitamente venduti in scatole spesso ancora attaccati al rametto e si possono gustare a fine pasto insieme ad altra frutta secca.

Per utilizzarli, snocciolateli in modo facile, incidendoli nel senso della lunghezza con un coltellino appuntito, ma senza tagliarli a metà, poi rimuovete il nocciolo con la punta del coltello. Un’idea facile e veloce: farciteli con un pezzetto di gorgonzola e completate con un gheriglio di noci.

 

 

(immagine:agraria.org)

I datteri in tavola e in cucina ultima modidfica: 2014-01-07T18:14:12+00:00 da Marilena Bergamaschi