Scoperte tentacolari: la piovra

piovra 2Non gode di buona stampa. Quando non è sinonimo di organizzazione criminale è una sorta di mostro marino subdolo e tentacolare

Ebbene, proprio i vituperati tentacoli di questo animale intelligente e sensibile hanno condotto a una sorprendente scoperta. A differenza di Fantozzi, cui si attorcigliavano “i diti”, i tentacoli della piovra non si intrecciano mai, né ostacolano in alcun modo l’animale. Perché?

L’octopus o polpo o piovra, come viene comunemente chiamato, è un abitante marino eccezionale: ha tre cuori, cambia colore velocemente per mimetizzarsi e anche comunicare con i suoi simili, può emettere inchiostro nero da un sifone per difendersi in caso di attacco, il cervello non controlla gli otto tentacoli con cui si procura il cibo e lo porta alla bocca: in sostanza ogni braccio è indipendente e può perfino ricrescere, se viene amputato da predatori (un tentacolo amputato può sopravvivere per un’ora e continua addirittura ad afferrare cibo e a portarlo verso il punto in cui dovrebbe esserci la bocca).

C’è materiale abbastanza per osservare attentamente una piovra. Lo ha fatto a fondo uno studente dell’Università Ebraica di Gerusalemme che ha notato come, pur essendo ricoperti di ventose che si attaccano immediatamente a qualsiasi cosa, i tentacoli non si attaccano mai alla pelle della piovra stessa. Qualcosa di sconosciuto fa sì che, pur senza essere controllati dal cervello, i tentacoli non si intreccino mai evitando incidenti che complicherebbero assai la vita dell’octopus.

Dopo una serie di esperimenti gli studiosi, guidati dal professor Binyamin Hochner, hanno ipotizzato che le piovre dispongano di una sostanza chimica contenuta nella pelle che inattiva la capacità adesiva delle ventose. La dinamica di come i tentacoli interagiscono senza mai formare nodi inestricabili è una promettente strada da applicare al campo della robotica.

 

Scoperte tentacolari: la piovra ultima modidfica: 2014-05-21T13:10:57+00:00 da Beatrice Riganti